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Parco del Pineto 2.0: prevenire la necessità di giornate di pulizia

13 settembre 2012

Parco del Pineto 2.0: prevenire la necessità di giornate di pulizia

Nel corso del 2012 abbiamo seguito da vicino l’evolversi delle condizioni di salute del parco del Pineto, promuovendo due giornate di pulizia straordinaria, il 25 febbraio e il 26 maggio, ed una festa, il 7 luglio. Abbiamo conosciuto tutte le associazioni interessare alla cura del parco, che hanno partecipato all’organizzazione della festa, e siamo andati a trovare il Commissario straordinario di RomaNatura, offrendo la nostra disponibilità a dare man forte nelle iniziative da organizzare. Al termine dell’estate, i problemi di sempre sono ancora presenti (rifiuti, prostituzione, violenza, incendi) ed, anzi, se ne aggiungono di nuovi.

Il primo. I rifiuti accumulatisi nell’erba cresciuta in primavera, sono stati sminuzzati in migliaia di pezzetti (come nella foto) quando è stato falciato il prato, poiché chi ha effettuato il “servizio” non ha avuto l’accortezza di utilizzare un raccoglitore per l’erba, e la spazzatura, tagliata. Il danno procurato dalla disattenzione di una sola persona nel corso di un’ora, il tempo necessario a svolgere il servizio, richiederebbe adesso lo sforzo di decine di persone, per intere giornate!
Proponiamo una soluzione semplice: invece di affidare a persone o ditte incompetenti questo tipo di servizio, sfruttare una risorsa preziosissima (e a costo zero) a disposizione del parco, i volontari. Decine di persone hanno partecipato, gratuitamente, alle giornate di pulizia: allo stesso modo potrebbero mantenere il decoro parco in maniera molto più efficace andando direttamente a prevenire l’origine del danno, dedicando il proprio volontariato al taglio dell’erba piuttosto che alla raccolta di milioni di pezzi di plastica. Per di più, ci sarebbe un risparmio in favore della Pubblica Amministrazione, a carico della quale rimarrebbe solo costo del noleggio della falciatrice.

Il secondo. Ogni sabato e ogni domenica pomeriggio decine di persone organizzano dei pic-nic nel parco e vanno via lasciando sul prato ogni tipo di rifiuto (plastica, carta, lattine). Essendo, di fatto, questi gruppi di frequentatori i maggiori utilizzatori del parco, è normale che siano essi i primi ad avere interesse nel suo buono stato. Probabilmente sensibilizzare queste persone ed aiutarle a sviluppare una cultura ecologica sarebbe molto più efficace che continuare “semplicemente” ad andare a pulire. Per questo motivo, invece di un evento di pulizia mattutina, nelle prossime settimane vorremmo promuovere un evento di educazione ambientale pomeridiana. Di fatto, più che un evento di “educazione” sarà uno scambio tra chi viene da culture dove bisogna imparare che una busta di plastica si biodegrada in 20 anni, una lattina in 500, una bottiglia di vetro in 1.000 e chi viene da culture dove bisogna imparare che passare un pomeriggio in un parco è più salutare che passarlo in casa davanti a una tv (o al pc) oppure in un centro commerciale davanti a una vetrina.

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From → Ambiente

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