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Una lente per guidare il programma del M5S Roma: la trasparenza

12 ottobre 2012

Cosa accomuna le promesse elettorali dei partiti di centro, di sinistra e di destra? La loro apparente fattibilità a priori e la loro assoluta disattesa a posteriori.
Tralasciando per un momento le considerazioni sulla buona o cattiva fede con la quale ogni partito prepara le proprie promesse elettorali, sarebbe superficiale ignorare un fenomeno che avviene ormai regolarmente e che può spiegarne il motivo: il sistematico avvicendamento delle diverse “sponde” al governo. Infatti, quando un partito sale al governo fa di tutto per nascondere l’accesso alle informazioni ai cittadini e, quindi, anche ai propri “avversari” (mentre, allo stesso tempo, si affretta a dichiarare che la precedente amministrazione ha lasciato un buco). Per farla breve, mettere per iscritto gli impegni programmatici che ci si impegna a rispettare non è cosa facile (per nessuno) e, se non si ha completo accesso alle informazioni, è semplicemente impossibile (per tutti).
Ora, preso atto che le amministrazioni capitoline passate e presente hanno fatto di tutto per creare delle emergenze che hanno prodotto danni enormi, dobbiamo ammettere che non è realistico pensare di poter presentare ai cittadini un programma che sia contemporaneamente pienamente soddisfacente e a costo zero (strade, trasporti, servizi pubblici, sicurezza sono stati distrutti e richiedono investimenti, cioè costi, consistenti).
D’altro canto, un elemento programmatico a costo zero e che riguarda tutti i campi di intervento dell’amministrazione cittadina esiste e non è mai stato realizzato proprio per mancanza della buona fede citata all’inizio dell’articolo: la trasparenza. La dimostrazione della mancanza di volontà politica nell’attuarla si trova nel fatto che la Giunta capitolina ha approvato una Deliberazione in tal senso solo nell’ultimo anno del proprio mandato, cioè nel momento in cui è stata certa che, in futuro, avrebbe potuto contare sulla scusa di non aver avuto il tempo per realizzarla. Infatti, dopo essere stati al governo per quattro anni senza fare niente, quando si sono resi conto che nel 2013 avrebbero lasciato il governo ad altri, i consiglieri del PDL si sono elevati a paladini della trasparenza, approvando la Deliberazione n. 141 del 16 maggio 2012 “Approvazione del Programma Triennale per la trasparenza e l’integrità 2012-2014” e confidando che la mancata attuazione del piano (è evidente che nessun partito realizzerà mai la trasparenza) sarebbe ricaduta su altri.
Spesso i problemi italiani non derivano da leggi sbagliate ma dalla non applicazione di leggi giuste e questo ne è un caso. Il provvedimento, infatti, definisce correttamente la trasparenza come “accessibilità totale, anche attraverso lo strumento della pubblicazione sui siti istituzionali delle Amministrazioni Pubbliche, alle informazioni concernenti ogni aspetto dell’organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all’utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell’attività di misurazione e valutazione svolta dagli organi competenti, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità”.
Inoltre, il provvedimento individua correttamente gli strumenti per perseguire l’obiettivo della trasparenza. Ad esempio, cita il sito web di Roma Capitale che “in un’ottica di e-government rappresenta la porta d’ingresso attraverso la quale i cittadini e le imprese riescono ad accedere, via internet, ai servizi e alle informazioni rese disponibili dall’Amministrazione capitolina”. E ancora, quando si descrivono le iniziative da intraprendere (ribadiamo: quello che è giusto fare lo hanno scritto, il problema è che non lo hanno fatto e non lo faranno), nel testo della delibera si legge che “la conoscenza delle funzioni proprie dell’Ente, delle modalità di gestione delle risorse pubbliche, delle iniziative e dei progetti realizzati, è presupposto indispensabile per il pieno esercizio dei diritti civili e politici da parte del cittadino utente, che solo attraverso una corretta e completa informazione potrà agire, nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, in modo consapevole”.
Dare continuità a un Piano che è stato avviato confidando nella certezza di non vederlo mai realizzato è un elemento di rottura dell’asse PDL/PD-L che si può evidenziare in ogni punto del Programma: la gestione trasparente non esiste, a livello cittadino, in nessun aspetto gestionale e, a livello territoriale, in nessun sito municipale. La mancanza di trasparenza è assolutamente bipartisan ed è un elemento di continuità che accomuna tutte le amministrazioni che hanno governato la città. La cittadinanza ne è consapevole e il programma dei cittadini in movimento del M5S Roma può impegnarsi, a costo zero, con la certezza di poter rispettare le promesse.

Cittadini in Movimento

ps. Partecipa alla scrittura del programma: se hai dei suggerimenti su come mettere in atto la trasparenza amministrativa nel comune di Roma scrivili nei commenti.

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