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Di corsa verso cemento zero

31 dicembre 2012

case_via_torresina_2012-12-06

Dopo l’articolo sui rifiuti, proseguiamo la serie di corsa a Casal del Marmo.

Una mattina, mentre stavo facendo una bella corsetta verso le vie interpoderali del Parco Agricolo Casal del Marmo, sono passato per via della valle dei Fontanili e mi sono trovato davanti a una fila di macchine che dall’incrocio con via di Torrevecchia proseguiva a perdita d’occhio lungo via Andersen.

Questo flusso impressionante di automobili è costituito dal traffico residenziale che si è generato in seguito allo sviluppo selvaggio dell’edilizia urbana realizzatasi nel quartiere Torresina. Gli abitanti di Torresina-Quartaccio, infatti, sono praticamente sequestrati, non potendo uscire dal loro quartiere se non attraverso questa unica via. Poiché i mezzi pubblici sono quasi del tutto assenti, chi può usa il mezzo privato. Nel circolo rosso sono indicate le ultime case che sono state costruite: per raggiungere la strada bisogna percorrere un tratto lungo più di 500 metri e per raggiungere la più vicina fermata dell’unico autobus che passa (ogni mezz’ora) bisogna camminare ancora. L’ovvia conseguenza è che le centinaia di famiglie che vivranno in quelle case si muoveranno esclusivamente in automobile.

Questo è ciò che succede quando si costruiscono le case prima di fare le strade, quando si creano dei quartieri dormitorio senza un piano integrato che preveda edilizia residenziale, commerciale e produttiva e, soprattutto, senza la contemporanea realizzazione di idonei collegamenti tramite il trasporto pubblico.

Questo è ciò che succede quando l’orizzonte temporale dei costruttori si ferma al momento della vendita delle case e quello dei politici si ferma al termine proprio mandato elettorale. Chi compra, infatti, si accorgerà solo dopo di essersi condannato a vivere in un quartiere prigione, mentre chi vota tende ad avere memoria corta sulle colpe dei propri governanti. E, d’altro canto, chi invece ricorda è comunque consapevole che l’abusivismo edilizio a Roma è sia di destra sia di sinistra.

Per i primi, dovremo lavorare sulle macerie che hanno lasciato (lo stiamo già facendo e a tal proposito invitiamo gli abitanti della zona a partecipare al nostro questionario); per i secondi, dovremo continuare a informare, nella consapevolezza che il MoVimento, così come la buona politica e le buone idee che persegue, non è nè di destra nè di sinistra ma è avanti e che la rete non dimentica.

Cittadini in Movimento del Municipio XIX

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