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Pregi e limiti del regolamento candidature

18 febbraio 2013

Attivista_5_Stelle

Nel lontano 2008 la lista civica “Amici di Beppe Grillo” si presentò alle elezioni comunali di Roma. Furono eletti quattro consiglieri municipali, nessuno dei quali ha concluso il proprio mandato sotto le insegne del Movimento 5 Stelle, fondato un anno e mezzo dopo.

Questo è accaduto perchè i candidati erano sostanzialmente degli sconosciuti. “L’ho votata perchè ha fatto un bel discorso ma era la prima volta che la vedevo” raccontano alcuni reduci di quella primigenia esperienza.

Poichè sbagliando s’impara, quando quasi un anno fa il roma5stelle ha iniziato a prepararsi per affrontare le prossime elezioni amministrative, si è posto il problema dell’attivismo. I romani non si sono inventati niente di nuovo, hanno semplicemente seguito ciò che era stato fatto prima di loro in altri gruppi cittadini 5 stelle d’Italia ed aveva dimostrato di funzionare.

Dopo mesi di discussioni, e due regolamenti bocciati, siamo arrivati alla votazione del “regolamento mix”: il candidabile deve essere un attivo, ovvero, banalmente, una persona che si è fatta conoscere. In pratica, può essere votato chi è iscritto al portale del MoVimento 5 Stelle ed ha partecipato alle attività svolte dal M5S Roma (cioè le riunioni cittadine e municipali, gli eventi ed i banchetti).

I limiti di questa preselezione sono principalmente due, entrambi legati alla mancanza di qualità. Il primo è che per segnare il “gettone di presenza” a una riunione o a un banchetto basta averne il tempo: partecipare non è la dimostrazione di avere meriti particolari. In realtà, però, questo è un finto problema perchè chi partecipa senza apportare valore aggiunto non conquista la fiducia degli altri attivisti e, di fatto, è un candidabile che resterà tale (per passare da candidabile a candidato bisogna essere votati dagli attivisti che, si spera, selezionano chi candidare a portavoce in base al merito).

Il secondo limite è che possono rimanere esclusi cittadini “a 5 stelle”. Paradossalmente, a Roma è capitato di avere candidati al parlamento che non erano attivi nel gruppo del roma5stelle. Questo è il più grande difetto dell’attuale regolamento: in sostanza, essere attivi non significa essere migliori bensì, molto più semplicemente, essere valutabili (cioè, essersi fatti conoscere); essere non attivi non significa essere peggiori, bensì essere non valutabili (cioè, non essersi fanti conoscere).

A onor del vero, bisogna anche aggiungere che i paradossi sono delle eccezioni rare: a fronte di poche persone straordinarie che il regolamento ha escluso, ci sono tantissime autocandidature di sconosciuti che il regolamento ha arginato. Dovremo migliorare il regolamento per evitare il ripetersi di casi innegabilmente imbarazzanti come Stefano Vignaroli o Giovanni Di Battista ma dobbiamo anche essere consapevoli di aver fatto enormi passi avanti rispetto al 2008.

Ad esempio, per sapere che una persona è iscritta a un partito o alla massoneria (fa ridere ma può capitare anche questo!), poichè non esistono registri pubblici degli iscritti ai partiti, bisogna conoscerla e dare il tempo alla rete di scoprirla; oppure, per verificare se è realmente motivata o semplicemente interessata alla poltrona, bisogna averla messa alla prova.

In conclusione, è possibile sintetizzare questa lunga premessa in tre osservazioni principali:

  1. Considerando che nessuno è indispensabile e che i candidati devono essere “solo” dei portavoce, è importante rendersi conto che è molto più dannoso candidare un potenziale saltatore della quaglia piuttosto che non candidare un cittadino a 5 stelle. Il primo crea una ferita difficile da rimarginare all’immagine del movimento, al morale degli attivisti e alla fiducia degli elettori, mentre il secondo può comunque continuare a contribuire come attivista non eletto, come d’altronde fanno tutti i cittadini in movimento non eletti: se entra uno entriamo tutti non è solo uno slogan.
  2. Tenendo conto del fatto che i candidabili romani per le elezioni politiche del febbraio 2013 sono stati scelti tra gli iscritti al meetup entro il maggio 2008, è difficile sostenere che sia una condizione troppo restrittiva considerare candidabili per le elezioni amministrative del maggio 2013 gli iscritti al roma5stelle entro il luglio 2012.
  3. Rimarcando, infine, che il M5S vuole la partecipazione attiva dei cittadini e non la loro delega, suona contraddittorio sostenere la presentazione di liste municipali “a tutti i costi” perchè va dato a tutti i cittadini il diritto di votare il Movimento 5 Stelle oppure perchè, in caso di ballottaggio, la non copertura di un municipio sarebbe uno svantaggio nella corsa al governo della città. Va dato a tutti i cittadini il diritto di partecipare, che è qualcosa di molto più impegnativo della semplice delega a un candidato e di molto più nobile della conquista della carica di Sindaco.
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