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Sicurezza bene comune

5 aprile 2013

onestadimoda

La sicurezza non è un argomento di destra o di sinistra, la sicurezza è un bene comune. Solo un pazzo potrebbe desiderare di vivere in una città poco sicura. Oppure un fuorilegge

Questa che potrebbe apparire una osservazione banale, in realtà è la radice del problema.

La scarsa sicurezza, infatti, non è data dalla mancanza di leggi ma dalla loro mancata applicazione. In particolare, il sistema legislativo italiano ha due caratteristiche negative: le leggi sono interpretabili e la pena non è certa. In Italia le leggi sono molte, oscure e complicate. Finchè un comportamento potrà essere giudicato lecito oppure illecito in base all’interpretazione soggettiva delle leggi, perseguire la criminalità sarà un’impresa lunga e faticosa. Il groviglio di provvedimenti comunitari, nazionali, regionali e comunali, a volte persino in contrasto tra loro, rallenta i tempi dei processi e si concretizza, in ultima analisi, nell’impunità dei criminali e, quindi, in una minore sicurezza dei dittadini.

E arriviamo, così, alla radice del problema. Tale situazione, infatti, non è casuale. Il Parlamento è il luogo dove si fanno le leggi ed è logico che, se in Parlamento siedono dei fuorilegge, il risultato sarà uno Stato che non li persegue. In tutti i partiti politici ci sono condannati, imputati, indagati e prescritti, quindi è logico che nessun partito politico sia credibile quando dichiara di avere tra i propri obiettivi la legalità e la certezza della pena. Ed è altrettanto logico che non ci potrà mai essere sicurezza senza certezza della pena.

Il Movimento 5 Stelle ha indicato nel proprio Statuto, tra i requisiti indispensabili per potersi candidare, l’essere incensurato. I grillini hanno raccolto le firme per Parlamento Pulito nel 2007 e nessun partito politico ha fatto niente per far discutere e votare quell’iniziativa di legge popolare. Il M5S è l’unica forza politica che si impegna credibilmente, con la speranza (e la convinzione) che un giorno l’onestà andrà di moda.

Non dobbiamo sottovalutare, infine, che un ruolo importante per la sicurezza della città lo hanno i cittadini stessi. Se ogni romano, nel suo piccolo, riuscisse a trovare la forza di combattere la paura di fronte a uno scippo o una violenza, facendo prevalere il senso di solidarietà rispetto all’istinto di autodifesa, saremmo tutti più sicuri. Mi fa piacere evidenziare che, anche in questo caso, l’esempio positivo viene da una cittadina a 5 stelle: Marta Grande proprio l’altro ieri ha dimostrato, con i fatti, che la politica possono farla tutti e in qualsiasi momento, non solo sedendo nelle aule del Parlamento (La deputata grillina Marta Grande assiste a un pestaggio e incastra l’aggressore).

Ps. Alemanno nel 2008 parlava di “Sicurezza, legalità e lotta alla criminalità”. Sarà l’argomento di uno dei prossimi articoli sui programmi dimenticati.

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