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Parola ai cittadini: intervista a Monica (consulenti del lavoro)

8 aprile 2013

chiusoperburocrazia

Oggi pubblichiamo l’intervista a Monica Tarabella, Consulente del Lavoro.

Ciao Monica, parlaci della tua attività.

Mi chiamo Monica Tarabella, sono Consulente del Lavoro nel comune di Roma da 22 anni. Mi occupo della gestione del personale di piccole e medie imprese di Roma e provincia.

Negli ultimi anni la criticità economica che il paese attraversa ha investito direttamente il mio lavoro dal punto di vista professionale, dovendo svolgere pratiche di ristrutturazione aziendale e, quindi, procedure di mobilità, Cassa Integrazione.

All’interno del mio studio è presente anche un centro caf che fornisce assistenza al cittadino in materia del lavoro, pensione, fiscale, sostegno al reddito ecc.

Mi rendo conto sempre più che la burocrazia in alcuni settori non è assolutamente snellita. Pratiche che potrebbero a mio avviso essere evase in pochi giorni o addirittura ore, vengono trascinate per mesi provocando seri danni al cittadino e come ovvio in particolare al cittadino più bisognoso.

Quando hai avviato la tua attività, in cosa il comune ti è stato più d’aiuto?

Sinceramente in niente. Parlo non solo per me ma anche per le aziende che seguo, che sono di tutti i settori: commercianti, parrucchieri, tassisti, ristoratori, imprenditori, amministratori di condominio, piccole e medie aziende di varia natura.

Lasciando stare i temi che riguardano il governo nazionale, che sono veramente tanti e seri, penso che molto possa esser fatto anche a livello comunale. Le aziende, come sappiamo benissimo, vivono un momento di crisi senza precedenti e se non trovano sostegno e un po’ meno di rigidità a livello locale, si trovano costrette a chiudere.

E in cosa, invece, ti è stato più di ostacolo?

Potrei fare molti esempi, ma diciamo in generale non si ha la percezione di essere assistiti quando ci si rivolge ad un ufficio pubblico per fare una richiesta, chiedere un permesso. Quando ci si rivolge alle Istituzioni è perché si ha bisogno di qualcosa, si deve risolvere un problema. La percezione che si ha è quella che i problemi ti vengano aggiunti.

Raccontaci allora un aneddoto o vicenda particolare che ti è capitata.

Occupandomi di contabilità e consulenza del lavoro mi scontro ogni giorno con le problematiche che le aziende che seguo vivono.

Lo scorso anno un mio assistito ha dovuto chiudere un’attività di ristorazione per un problema di burocrazia, di cavilli. Il ristorante pizzeria di cui parlo era ben avviato da circa un anno e mezzo e con l’arrivo del bel tempo e del caldo, si sa, a Roma ai clienti fa piacere uscire e stare all’aperto, quindi avevamo avviato tutte le pratiche necessarie e dovute per richiedere l’occupazione del suolo pubblico per poter mettere i tavolini all’aperto con l’assenso dei condomini e dei vicini. Sono cominciate una serie interminabile di controlli e di problematiche varie, veramente futili, come ad esempio il tappetino che ostruiva una piccolissima presa d’aria a terra, per le cantine sottostanti. Sarebbe bastato tagliare 5 cm. di tappetino e il problema si sarebbe risolto: invece no, si è dovuta attendere un’altra ispezione con i relativi tempi burocratici….. Risultato? Da marzo, il permesso è arrivato a fine settembre quando oramai l’attività, avendo passato oltre 4 mesi di forte crisi, aveva chiuso.

Per non parlare poi di quando il cittadino si trova costretto a rivolgersi agli uffici pubblici. Io vivo questa realtà da professionista e, quindi, diciamo che mi so muovere, conosco il funzionamento degli uffici pubblici, ma ogni volta che mi reco in uno di questi: comune, inps, inail, agenzia delle entrate, Equitalia, Aequaroma ecc., devo essere sincera, mi faccio sempre il segno della croce prima di entrare sperando che allo sportello trovo una persona competente che sia in grado e che abbia voglia di risolvermi il problema. Questo succede a me che conosco il funzionamento e la materia, figuriamoci ad un pensionato o comunque ad una persona normale che si reca in questi uffici. Il più delle volte non riesce a trovare soluzione o risposte esatte a problematiche di varia natura e si trova costretto a tornare più volte oppure a rivolgersi ad un professionista, a volte “consigliato” dagli stessi uffici pubblici.

Quale sarebbe la prima iniziativa che promuoveresti se fossi Consigliere comunale?

Il consiglio che posso dare ad un futuro consigliere comunale è quello di vivere molto la città, non dagli uffici ma su territorio, fisicamente. I temi, i disagi, li conosciamo tutti, sono sempre gli stessi: sanità, servizi di trasporto pubblico, burocrazia, occupazione, rifiuti, sicurezza ecc. Bisogna cercare veramente di trovare soluzioni la dove è possibile e, comunque, dove il problema risulti di difficile soluzione o richieda molto tempo, la gente ha bisogno di sentire le istituzioni vicine, dirette e di vederle operative.

La gente è esasperata per la crisi che il paese vive, tutti hanno problemi economici, il governo, in particolare in questo momento, non sembra in grado di dare soluzioni. Facciamoci sentire vicini ai cittadini perché ne hanno veramente bisogno, ma ciò di cui ha più bisogno è di onestà e chiarezza.

Io nutro grande fiducia nel Movimento 5 Stelle e penso che, se manteniamo le attese, il Movimento potrà diventare una seria soluzione ai problemi della città e del paese.

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From → Istituzioni, Storie

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