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Esperimento di democrazia diretta: la Torrevecchia bis

13 maggio 2013

urbanblogtorresina

Il mese scorso ho girato un video e pubblicato un articolo, Nuovo asfalto produce nuovo traffico, dobbiamo “cambiare strada”, dal quale è nato il casus Torrevecchia bis: il Comitato di Quartiere Torresina l’ha definita:

una battaglia che sembra fatta contro i cittadini che ogni giorno per andare a lavorare o portare i figli a scuola, sono costretti ad utilizzare l’automobile

spiegando che una pista ciclabile non può risolvere i problemi di traffico del quartiere.

Torno sull’argomento per precisare che nessuno di noi ha mai pensato di poter risolvere il problema di viabilità che affligge Torresina costruendo una pista ciclabile: va bene essere dei sognatori ma così è troppo! Nel video si parla di una pista ciclabile esclusivamente con riferimento ai progetti da realizzare sui “terreni destinati alla Torrevecchia bis” e non con riferimento a tutti gli interventi possibili per migliorare la viabilità di Torresina.

Probabilmente gli amici di Torresina non avevano letto il precedente articolo, Di corsa verso cemento zero, (mea culpa averlo dato per scontato), nel quale invece parlavo del problema del traffico, proponendo tra le alternative per risolverlo:

  • Una nuova strada
  • Un collegamento diretto con la metropolitana
  • Altri mezzi pubblici
  • Altro

In questo caso, le piste ciclabili non vengono neanche menzionate: siamo perfettamente d’accordo sul fatto che le piste ciclabili non possono essere considerate una soluzione al problema della viabilità.

Spero, con questa precisazione, di aver anche chiarito il “metodo” 5 stelle: informare, proporre soluzioni e far decidere i cittadini. Lo preciso perchè ciò che più mi ha colpito in tutta la vicenda è stato leggere su “Il picchio di Torresina” l’accusa di non essere dei portavoce, in quanto il video è stato interpretato come la decisione di andare contro alle decisioni del Comitato di Quartiere Torresina, che sta lottando duramente per la realizzazione di questa strada.

I portavoce del Movimento 5 Stelle al governo comunicherebbero in trasparenza l’ammontare delle risorse disponibili da destinare alla mobilità nel quartiere e le alternative possibili (esattamente come era stato fatto nell’articolo di dicembre). Ad esempio, in questo caso, i portavoce del M5S chiarirebbero che le risorse pubbliche disponibili sono di 3 milioni di euro, ai quali si potrebbero aggiungere altri 9 milioni attraverso la vendita del terreno e la contestuale costruzione, oltre alla strada, di 24 nuove palazzine. Successivamente, i portavoce del M5S spiegherebbero che con i 3 milioni di euro si potrebbero potenziare i mezzi pubblici, fornendo al quartiere una nuova linea di autobus ed una navetta per un collegamento diretto con la metro Battistini, mentre con le 24 palazzine si aggiungerebbero 500 famiglie e altrettante automobili. Infine, i portavoce del M5S chiederebbero ai cittadini di decidere. Lo facciamo tramite il quarto esperimento di democrazia diretta.

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