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Dal degrado al decoro significa anche più posti di lavoro

15 maggio 2013

FRANCESCO TOIATI ROMA CASBAH

Arriviamo a concludere (per ora…) l’analisi sui principali problemi romani che sono legati all’attuale assenza di decoro urbano spiegando come esso comporterà, oltre ai benefici ambientali, anche la creazione di nuovi servizi ai cittadini e nuovi posti di lavoro.

Non è vero che regolamentando i settori del commercio ambulante, della cartellonistica pubblicitaria o delle pubbliche affissioni, si perderebbero posti di lavoro. Anzi è tutto il contrario: in un periodo di crisi economica così profonda, sostituire l’economia del degrado con una economia sana e legale, permetterebbe il rilancio di questi settori, aprirebbe alla partecipazione di liberi imprenditori – che ora vengono tenuti a margine dalla gestione monopolistica di alcune attività – e favorirebbe l’eliminazione di episodi di sfruttamento dei lavoratori italiani e immigrati, spesso costretti a operare in condizioni disumane.

Gli studi che sono stati fatti in questo campo hanno evidenziato che l’abusivismo commerciale toglie ai commercianti che operano nella legalità circa il 30% del fatturato.

L’esempio più evidente della correlazione diretta tra degrado e valore economico perduto è dato dal rovistaggio nei cassonetti, tramite il quale centinaia di “recuperanti” trovano oggetti da recuperare e rivendere. Tra l’altro, oltre all’aspetto economico,

c’è poi un altro aspetto legato alla ricerca di rifiuti elettronici, compiuta per trovare fili e circuiti elettrici da cui ricavare il rame che viene rivenduto nel mercato illegale. Per estrarre il metallo, vengono bruciati cavi e circuiti stampati, producendo fumi tossici che si spargono con il vento, mettendo a serio rischio la salute dei cittadini.

Ricordiamo che, senza una lotta all’abusivismo, i cittadini ci rimettono non solo nei termini diretti (monetari) che abbiamo descritto sopra ma anche intermini diretti, con la rinuncia a quei servizi ai cittadini che il comune non può premettersi di offrire a causa della mancanza di risorse.

Infine, è importante considerare le ricadute benefiche di un ritrovato decoro urbano sul turismo internazionale, che vede, purtroppo, la capitale d’Italia perdere posizioni nella classifica delle città più visitate al mondo: dal 14° al 18° posto.

una città riqualificata in ogni suo aspetto, riporterebbe turisti e visitatori di fascia medio alta, da sempre più propensi a spendere nell’artigianato, nei prodotti e nelle eccellenze locali. Ciò comporterebbe un vantaggio in termini di crescita di Pil capitolino e di creazione di posti di lavoro.

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