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I mercati rionali (ed i posti di lavoro) dimenticati dal comune

23 maggio 2013

bancomercato

Dagli inizi del Novecento ad oggi, a Roma sono state istituite più di 130 sedi pubbliche di mercati rionali, per un totale di oltre 5.400 banchi, che hanno svolto negli anni una importante funzione di distribuzione di cibi e alimenti sul territorio, assicurandone l’igienicità e la salubrità.

Con l’arrivo della crisi economica, anche i mercati rionali hanno incontrato una fase di difficoltà: a metà del 2010, sui 5.343 banchi disponibili ne erano rimasti aperti 4.015 mentre gli altri 1.328 avevano chiuso i battenti.

I banchi nei mercati chiudono per la crisi, per l’età avanzata dei titolari, per la concorrenza di supermercati e ambulanti. E non riaprono. Oggi, chi ha un banco, fa fatica a rientrare delle spese: troppe tasse e pochi incassi. Per questo motivo, nessuno vuole più investire. Un peccato, per un settore dove un tempo chiunque trovava da lavorare.

Quasi ovunque è pieno di venditori ambulanti abusivi che fanno una concorrenza evidentemente sleale (ne abbiamo parlato in uno degli articoli “dal degrado al decoro“): sono un esercito di signor nessuno che il comune non è riuscito minimamente a contrastare, infatti chi ha un banco oggi rinuncia persino ad effettuarne le segnalazioni, poichè in passato si sono dimostrate essere solo una perdita di tempo.

L’ultimo bando pubblico del comune di Roma per il rilascio delle autorizzazioni amministrative relative ai posteggi (banchi, box e piazzole) nei mercati rionali, nei mercati coperti e nei mercati a plateatico risale al 2008 e prevedeva l’assegnazione di circa 600 banchi. Nei 5 anni seguenti le istituzioni cosa hanno fatto? Durante questo interminabile periodo si saranno forse “distratte”, così come gli è capitato nei confronti dei costruttori? L’investimento necessario ad effettuare la domanda per questo tipo di attività richiesto al cittadino è pari al costo della marca da bollo (14,62 euro), forse troppo poco per stimolare il comune ad avere maggiore attenzione verso questa attività.

Saremo finalmente pronti per una città che non dimentica le sue strutture e, invece, sfrutta la possibilità di offrire a centinaia dei suoi abitanti questi potenziali posti di lavoro? Ai posteri l’ardua sentenza… ne riparliamo tra quattro giorni!

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From → Ambiente, Istituzioni

2 commenti
  1. giorgio permalink

    l’argomento è interessante ma si tratta di un settore in via di estinzione. come i tipografi, gli spazzacamini, i carbonai etc.etc. perchè invece non cerchiamo di “liberarizzarle” queste benedette licenze ?? chi vuole lavorare come ambulante vendesse ciò che vuole. sarebbe un opportunità per molti ragazzi e sopratutto eliminerebbe l’abusivismo. peggio di così non potrà andare !! e gli ex mercati rionali li riconvertiamo in centri di cultura artigianale, riciclo, riuso, baratto, riparazioni, sartorie rapide, recupero materiali, punti di scambio di idee e saperi. un saluto cordiale.

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  2. Ciao Giorgio, non credo che i mercati rionali siano un settore in via di estinzione perchè nei posteggi si possono realizzare attività di ogni tipo. Nel mercato di Primavalle, ad esempio, c’è un centro estetico ed è uno dei banchi più frequentati. Ai classici banchi di frutta e verdura si potrebbero affiancare attività diverse.
    Il tema delle licenze va certamente rivisto e concordo in pieno sulla necessità di trovare il modo per favorire i ragazzi ed eliminare l’abusivismo. Così come per quanto riguarda la riconversione in centri di riuso, riciclo, riparazione, etc. Grazie.

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