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La rivoluzione culturale ha bisogno di tempo e del nostro esempio

30 maggio 2013

futuro5stelle

La campagna elettorale è stata un’esperienza istruttiva. Avendola vissuta perseguendo l’obiettivo di stabilire una rete di rapporti costruttivi, per poter raccogliere il maggior numero possibile di input, è stata l’occasione per rendermi conto di quanto sia radicata una visione limitata della politica. Una visione che, purtroppo, resta spesso circoscritta solo all’interno del proprio orticello.

Oggi, la domanda immancabile (quasi sempre la prima) che un candidato comunale si ritrova a dover affrontare, in qualsiasi contesto egli si presenti, è la seguente:

Cosa avete nel programma per noi?

Infatti, che il tuo interlocutore sia l’associazione di categoria dei noleggiatori con conducente, il comitato dei residenti in via Torresina oppure il gruppo di collezionisti di francobolli gialli e verdi, se sei un candidato l’unica cosa che la maggior parte delle persone è interessata ad ascoltare è “cosa farai per loro una volta eletto”. Purtroppo, così come la domanda, anche la risposta è sempre la stessa:

Nel programma per voi non abbiamo niente

Perchè il Movimento 5 Stelle non fa patti (e false promesse elettorali) con nessun gruppo di interessi specifici. Il Movimento 5 Stelle vuole essere sopra le parti e vuole guardare al governo della città come lo strumento per migliorare la vita dei cittadini, indistintamente da qualsivoglia “gruppo”.

Quella che stiamo provando a realizzare è una rivoluzione culturale che, speriamo, porterà i candidati di domani a dover affrontare una domanda immancabile diVersa:

Cosa avete nel programma per i cittadini?

Ci vorrà del tempo, tanto lavoro e dei modelli positivi che diano l’esempio, dimostrando che questa “utopia” è possibile. Marcello, Daniele, Virginia, Enrico (e Leonardo?) vi siamo vicini: siete la nostra speranza e vi aiuteremo ad alimentarla.

Questa è la speranza di 130.635 romani, che senza una tradizione e una struttura politica alle spalle, senza un euro, senza (questa volta) il voto di protesta, senza compromessi, senza liste civetta, hanno riposto nel Movimento 5 Stelle la loro fiducia.

Che la rivoluzione culturale abbia inizio!

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