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Sul M5S e la sua presenza in televisione

4 giugno 2013

La maggioranza degli italiani si informa ascoltando la televisione. Lo sappiamo, così come sappiamo che è importante comunicare agli italiani attraverso il mezzo televisivo.

Quasi tutti sono convinti, perchè lo ha detto la televisione, che Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio abbiano imposto agli attivisti del Movimento 5 Stelle il divieto di andare in tv e ci rimproverano perchè, secondo loro, “sbagliamo a rifiutarci di parlare con i giornalisti”.

In realtà non è vero niente di tutto ciò: non esiste alcun divieto imposto dall’alto e non esiste nessuna volontà di sottrarsi alle domande dei giornalisti. La verità è che la scelta di non partecipare ai talk show è condivisa dalla maggioranza degli attivisti e che questa decisione deriva dall’atteggiamento di alcuni giornalisti (non tutti), che fanno di tutto per offrire ai telespettatori un’immagine distorta (ovviamente in peggio) del nostro Movimento.

Il video qui sopra, che risale al mese scorso, ne mostra un esempio eclatante. Durante la presentazione del programma cittadino del M5S, una giornalista di Ballarò intervista Alessandro Di Battista e Carla Ruocco. Nessuno si sottrae alle sue domande ed, anzi, oltre a rispondere puntualmente ad ogni richiesta, entrambi correggono quanto di sbagliato afferma la giornalista ed aggiungono ulteriori informazioni per spiegare in maniera chiara e incontrovertibile come hanno affrontato l’argomento del momento: le diarie dei parlamentari.

Il tutto è durato circa 40 minuti, durante i quali la sensazione evidente era che la giornalista stesse cercando disperatamente una “macchia” sulla quale puntare i riflettori. Questa è la sensazione che caratterizza quasi tutte le interviste delle reti RAI e Mediaset alle quali gli esponenti del M5S vengono sottoposti. A conferma di questa sensazione, dovete sapere che di quella intervista non andarono in onda neanche 10 secondi. A conferma di questa sensazione, dovete sapere che di tutte le interviste rilasciate, quasi sempre vanno in onda le risposte più incerte, mentre i contenuti sostanziali vengono sistematicamente tralasciati.

Parallelamente alla selezione del peggio del peggio delle interviste, la TV seleziona anche il peggio del peggio degli intervistati: i più invitati nei talk show, infatti, sono gli esponenti più “impresentabili” del Movimento 5 Stelle. Chi è stato più svelto degli altri a capire i rischi di una esposizione mediatica, ha da subito rifiutato ogni tipo di apparizione, mentre chi non lo ha capito è stato protagonista di apparizioni che hanno ottenuto come unico risultato, oltre ai 15 minuti di celebrità del protagonista, giorni e giorni di  danneggiamento all’immagine del Movimento (perchè il peggio del peggio diventa un tormentone da riproporre, sistematicamente, a tutte le ore della giornata).

Con grande delusione di chi crede ai professionisti della dietrologia, quindi, la decisione condivisa di non partecipare ai talk show è soltanto una logica conseguenza di autodifesa sviluppata all’interno del Movimento, così come l’espulsione di chi, dopo numerosi richiami, ha dimostrato di non “voler” capire.

Con grande rammarico di chi credeva che questo sarebbe stato sufficiente ad annullare per sempre la presenza del M5S in TV, le tecniche di autodifesa si evolvono…

Ci vediamo in televisione, sarà un piacere!

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From → Televisione

One Comment
  1. L’ha ribloggato su The Law of News.

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