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Alcuni disegni di legge presentati in Senato dal M5S

5 giugno 2013

statistichesenatoddl

Tra le più frequenti “FAQ da banchetto” c’è la seguente:

Ma che avete fatto finora in Parlamento?

Poichè la televisione preferisce il gossip all’informazione, in tanti si fanno (e ci fanno) questa domanda.

Per iniziare, possiamo dare uno sguardo alle statistiche sull’attività legislativa in Senato. Oltre a “scoprire” che i DDL presentati dal M5S ci sono, è importante leggerne il contenuto. Alcuni giornalisti vorrebbero far credere che per descrivere l’attività parlamentare di una forza politica sia sufficiente contare il numero di DDL presentati, e confrontarlo col numero di DDL presentati dalle altre forze, come se il loro contenuto fosse qualcosa di secondaria importanza. Ovviamente è vero il contrario: una vera informazione deve partire proprio dai contenuti. Questi che seguono sono alcuni dei disegni di legge di cui, probabilmente, nessuno ha mai parlato in televisione.

AS 453 – Disposizioni volte alla abolizione del finanziamento pubblico all’editoria

Il finanziamento pubblico ai giornali costa quasi un miliardo di euro all’anno. Per anni lo Stato ha finanziato colossi imprenditoriali, a tutto vantaggio degli azionisti delle loro emanazioni editoriali, elargendo milioni di euro sotto forma di contributi, crediti di imposta ed agevolazioni di vario genere. Un capitolo a parte è costituito dai contributi alle testate politiche e di partito, con le conseguenti paradossali distorsioni che esse creano alla libera informazione.

Il costo diretto di queste forme di sostegno all’editoria dovrebbe inglobare anche le provvidenze per radio e televisioni (il costo delle convenzioni e concessioni), in cui pochi grandi gruppi imprenditoriali privati hanno giocato un ruolo predominante.

Il disegno di legge presentato dal M5S propone il superamento del modello di finanziamento pubblico. Esso si inquadra in una politica volta a creare condizioni di autonomia ed indipendenza dei giornalisti, eliminazione dei conflitti di interesse e degli intrecci tra politica, economia ed informazione, riportando in prima linea il rapporto delle testate col lettore piuttosto che con il potere di turno.

Per chi vuole leggere l’intero DDL >>segnalo qui il testo in pdf<<.

AS 452 – Riforma della disciplina per le elezioni della Camera e del Senato, concernente i criteri di candidabilità ed i casi di revoca e decadenza del mandato nonché l’espressione del voto di preferenza da parte degli elettori

Con il presente disegno di legge si intende riproporre una proposta normativa di iniziativa popolare, presentata al Senato della Repubblica nel dicembre 2007 (Parlamento Pulito) ma mai esaminata compiutamente né dalle Commissioni permanenti né, tantomeno, dall’Assemblea.

Questo disegno di legge risponde ad un sentimento diffuso tra i cittadini italiani, ad un senso di rabbia e frustrazione, ma anche di avvilimento e vergogna, per quanto è malato il sistema politico nazionale. Le vicende coinvolgenti tanto i singoli personaggi politici quanto gli stessi partiti, sia di “destra” che di “sinistra”, dimostrano come molti politici abbiano occupato le istituzioni con l’intendimento di esercitare un potere personale e non di svolgere un servizio alla collettività.

L’eliminazione del voto di preferenza ha privato gli elettori dell’effettiva possibilità di scegliere i propri rappresentanti: deputati e senatori sono scelti dai vertici dei partiti, tra persone che dimostrano fedeltà al partito e non ai cittadini. L’eliminazione del voto di preferenza ha anche favorito l’elezione di persone condannate per la commissione di reati. I partiti sostengono la candidatura di queste persone, le quali, grazie alla lista bloccata, riescono ad entrare in Parlamento. Emerge un’immagine della politica, e della società, che non fa onore all’Italia, l’immagine di una società che premia persone condannate con sentenza passata in giudicato facendole sedere all’interno della più importante istituzione democratica.

Il rinnovamento delle persone e delle idee è un valore fondamentale delle democrazie. Rappresentare la Nazione non è una professione e tanto meno un privilegio di casta. Il parlamentare deve essere un cittadino comune, che vive la società reale, e non i palazzi, e che dedica un periodo della sua vita alla cura degli interessi della collettività, al servizio degli altri cittadini, arricchendo le istituzioni democratiche con la propria esperienza di vita onesta. Bisogna, insomma, limitare l’eleggibilità, prevedendo che ciascun cittadino non possa assumere elettivamente la carica di deputato o di senatore per più di due volte nell’arco della sua vita.

Per chi vuole leggere l’intero DDL >>segnalo qui il testo in pdf<<.

Segnalo, infine, altri due DDL più recenti, particolarmente significativi, per i quali nel momento di postare l’articolo non sono ancora disponibili i testi:

Questo articolo è un granello di sabbia nel Grand Canyon scavato dalla disinformazione di regime ma, seppur impercettibile a livello globale, mi consolo pensando che sarà utile, a livello locale, per rispondere ai tanti che, purtroppo continueranno a chiedersi, e a chiederci, “Ma che avete fatto finora in Parlamento?”.

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From → Parlamento

One Comment
  1. Caro Angelo non voglio ripetermi ma ho già scritto ed espresso il mio pensiero in merito su Yahoo, nel blog di Grillo, su Face book e altri blog più o meno noti, quindi mi limito a dare un cenno circa il mio pensiero.
    A mio parere in passato abbiamo fatto male a limitare la comunicazione del M5S ai blog della rete perché non tutti gli italiani navigano in rete. Infatti se osservi bene la popolazione dei nostri sostenitori, principalmente è composta da giovani e in parte meno presente da persone anziane. In opposizione se osservi bene i maggiori sostenitori del PD e del PDL sono persone anziane che ascoltano moltissimo la TV e navigano poco e una discreta presenza di giovani. Finalmente Casaleggio e Grillo hanno capito che questa limitazione era autocastrante e hanno deciso di creare un gruppo di comunicatori, certamente persone capaci e preparati, che possono e devono accettare di comunicare con la TV e non solo con la rete. Io penso che questa decisione è stata veramente ottimale e opportuna perché solo così il M5S parlerà con tutti e a tutti farà conoscere il proprio pensiero e i progetti presenti e futuri. Sono sicuro che adesso il M5S crescerà molto di più perché la gente, anche quella comune e non più giovane, avrà la possibilità di ascoltare e capire di più sul M5S e della sua politica. Non ti nascondo una paura di fondo, silente, che anche Grillo in un futuro non molto lontano, come tanti altri capi politici, raggiunta la camera dei bottoni pensi di essere al di sopra della legge, non più un comune mortale e vada fuori dal pentagramma con politiche più personali che popolari.

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