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L’astensionismo è protesta o pigrizia?

12 giugno 2013

brunettaalvoto

Anche se Cristina preferisce la tranquillità della posta privata, la sua lettera contiene delle riflessioni che mi fa piacere condividere. Grazie per il messaggio e per il consenso a pubblicarlo.

Ciao Angelo,

ho letto attentamente ciò che hai scritto nella tua pagina a proposito del ballottaggio di oggi. Avrei potuto commentare pubblicamente, ma ciò avrebbe sicuramente dato vita ad una animata discussione che sarebbe poi diventata difficile da seguire, che mi avrebbe tenuta incollata a questo “oggetto infernale” che è il pc e che sarebbe solo andata ad occupare e disperdere spazio in un post commentato da persone più grandi, più accorte e, spero, più esperte di me, sia nell’osservazione del reale, sia nella formulazione di giudizi. Ergo, preferisco la tranquillità della posta privata 😉

Riflettevo sulla questione dell’astensionismo. Come tu ben sai o certamente puoi ricordare, io sono stata presente anche oggi al seggio di Battistini e non posso che confermare la calma piatta e la triste successione dei votanti che si faceva via via più rada. Sai, non mi sento di giustificare, nè tantomeno di cercare di capire chi è rimasto a casa. Non è più una questione di sentirsi rappresentati o meno, ormai questa moda di rifugiarsi dietro allo scudo del “non mi sento italiano/romano” sta dilagando, soprattutto tra i giovani, tra i ragazzi della mia età. Ne avrò visti 3 in tutto, è una cosa agghiacciante, Angelo. Vi prego, non spalleggiatela più.

Se posso concordare sull’inutilità dei complimenti da parte dei colleghi di partito nei confronti del nuovo Sindaco (complimenti che, personalmente, mi riserverei di fare all’indomani del suo operato), non posso accettare che si inciti l’astensionismo, come ho potuto constatare nelle parole di alcuni che hanno commentato il tuo scritto (sulla pagina facebook, ndr). Non posso perché sono convinta che chi è rimasto a casa lo ha fatto per pigrizia, non per convinzione; non per protesta, quanto per indifferenza. Ed io, come qualcuno ha già detto in passato, odio gli indifferenti…

Inoltre, c’è un’altra cosa che detesto notare: questa assurda, assoluta convinzione che gli italiani siano solo banderuole, incapaci di propri pensieri, ottusi fino al midollo, perseveranti nell’errore e che, per questo, sia meglio convincerli a non presentarsi alle urne, per scongiurare le ormai certe recidive. Questa non è protesta, mi dispiace, questo non è reagire. Votare significa ricordarsi di essere chiamati ad un dovere civico, anche se al primo turno si è puntato su qualcosa che, purtroppo o per fortuna secondo i punti di vista, non ha trionfato. Ma la politica, cioè ciò in cui costantemente siamo immersi, va avanti. Non si piega il vecchietto di novant’anni che, col suo bel bastone, si presenta gagliardo ad esercitare quello che è un suo diritto ma, soprattutto, un suo DOVERE. Un vecchio mai stanco contro un giovane a cui, passami il termine, pesa il culo. E che ha trovato in un movimento la legittimazione di tale irresponsabilità.

Io spero che tu abbia anche solo 5 minuti per darmi le tue argomentazioni e che in questo mio piccolo sfogo e torrente di parole tu abbia potuto cogliere un senso organico e logico.

Ti ringrazio per l’attenzione, un caro saluto.

Cri

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2 commenti
  1. Premesso che un elevato astensionismo si era registrato anche al primo turno, quando a Roma si poteva votare per la lista M5S, e si è registrato anche a Pomezia, dove si poteva votare per il candidato Sindaco M5S, ritengo anche io che sia prevalsa la pigrizia o, peggio, l’indifferenza.
    Per esprimere la protesta c’è un solo modo: andare a votare ed annullare la scheda. Secondo me è solo così che si può manifestare il proprio scontento nel ritrovarsi di fronte alla scelta tra due candidati dai quali non ci si sente rappresentati.

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  2. Anselmo permalink

    Riguardo a quanto hai detto sull’astensionismo e alla lettera di Cristina vorrei esprimere il mio pensiero. Ridurre l’astensionismo a pigrizia e a indifferenza significa soffermarsi agli effetti e non cercarne le cause. La pigrizia e l’indifferenza sono atteggiamenti di difesa, dovuti al fatto di non riuscire a comprendere alcuni aspetti della realtà che ci circonda; quindi ci chiudiamo in noi stessi. Quello che trasforma la pigrizia e l’indifferenza in attività è l’ Informazione : se comprendiamo – ad esempio- le vere cause ( la finanza che distrugge l’economia reale ) delle nostre difficoltà economiche o del perchè abbiamo perso o non trovato lavoro, allora nasce in noi indignazione e quindi reagiamo. Quindi informiamo, divulghiamo solo questo cambia il comportamento delle persone e , di conseguenza, la realtà che ci circonda.
    Ciao Anselmo

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