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Le soluzioni antifurto per i tombini raccolte dal blog

3 luglio 2013

caditoiebasalto

Il 26 giugno, con il post dedicato al furto dei coperchi dei tombini, abbiamo provato a proporre delle soluzioni da suggerire agli amministratori della città per risolvere un problema che ci affligge da ormai due anni e che crea pericolo per chi vi passa vicino e danno economico per il comune (mezzo milione di euro l’anno).

Sono pervenute principalmente due tipologie di proposte: una più generale, ovvero prevenire i furti e, quando non ci si riesce, punire chi li compie; una più specifica, ovvero rendere inutilizzabile per altri scopi il materiale usato per costruire i coperchi dei tombini oppure proteggerli con un sistema di chiusura.

La prima tipologia è quella idealmente preferibile, perchè le soluzioni specifiche comportano maggiori costi, nel caso della chiusura con sistemi di sicurezza, oppure una deroga al principio dei riuso e riciclo, che dovrebbe diventare una condizione necessaria da applicare a qualsiasi tipo di produzione. Sfortunatamente, è anche quella per la quale le proposte sono inevitabilmente generiche e, soprattutto, richiedono un ulteriore approfondimento per definire le strategie di prevenzione ed un coordinamento interforze (polizia locale e nazionale) per quelle punitive.

La seconda tipologia, invece, è immediatamente realizzabile: è sufficiente che la Giunta comunale e di quelle municipali approvino la proposta. In particolare, mi è molto piaciuta quella estremamente pragmatica avanzata da Gaetano, che suggerisce di:

contattare una ditta che lavora la pietra lavica, a Roma ne abbiamo tantissima nella zona dei castelli romani, e proporre la fornitura di tombini in basalto lavico, cioè di pietra lavica. Sono robusti, forti, resistenti e non sono soggetti di fonderie metalliche. Penso anche che il loro costo sia ridotto rispetto a quello in ghisa. Per quanto è mia conoscenza a Catania e provincia ci sono delle ditte capaci di tale fornitura.

Come un qualsiasi cittadino interessato al bene comune, e come fatto per il Parlamento, non appena sul sito istituzionale del comune saranno indicate le mail alle quali poter contattare i nostri dipendenti, scriverò alle figure istituzionali delle quali spero di avere un riscontro (il Sindaco ed il Presidente del Municipio Montemario) ed ai “miei” portavoce (i 4 consiglieri comunali M5S ed i due consiglieri municipali M5S di Monte Mario) per descrivere il problema e la relativa soluzione. Spero di poter pubblicare presto degli aggiornamenti…

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2 commenti
  1. gaetano permalink

    Grazie Angelo. Sono felice di dare a Roma, la mia amata ROMA, il mio apporto con una partecipazione di pensiero.-

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  2. Gentile Angelo,
    Esistono già disponibili soluzioni alternative alla ghisa e già in possesso delle certificazioni necessarie, si tratta di tombini e caditoie realizzati in materiale composito, materiale quest’ultimo non appetibile ai ladri.
    Per approfondimenti ti invito a visitare la ns. pagina web:
    http://visualsystemssrl.wordpress.com/cosa-facciamo/prodotti-per-ledilizia/

    All’interno della sezione troverai tutte le informazioni riguardanti il materiale composito, oltrechè i prodotti da noi commercializzati.

    Un saluto

    Dario Gaveglia

    Mi piace

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