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La “nuova” attenzione al territorio e all’ambiente

2 agosto 2013

consumosuoloitalia

Nell’ultimo decennio si è registrata una importante evoluzione del discorso urbanistico nella direzione d’una nuova attenzione al territorio e al suo ambiente.
[…]
L’ottica con la quale è stata affrontata nel nostro paese la Valutazione di Impatto Ambientale è quella di una verifica a valle del progetto e del suo impatto con l’ambiente mentre l’esigenza urbanistica nuova è quella della individuazione di “progettazione ambientale” che approdi a uno strumento cogente in grado di tendere compatibili fra loro conservazioni e trsformazioni dei singoli parametri territoriali.

Questo brano è tratto dal primo numero dei Quaderni dell’ambiente, editi dall’Ufficio Tutela Ambiente del Comune di Roma. Sapete a quale anno risale? Stiamo leggendo l’introduzione di un volume pubblicato nel 1991. Sono passati ventidue anni e non è cambiato niente!

L’attenzione al territorio e all’ambiente da parte degli amministratori della città in questi ventidue anni è rimasta la stessa: praticamente nulla. E’ lo stesso Ufficio Tutela Ambiente ad ammettere i propri demeriti, e a ringraziare i cittadini:

Il caso del Parco Regionale Urbano del Pineto rappresenta un argomento esemplare sia sotto l’aspetto dle grande valore ambientale del territorio del Parco, sia sotto quello del ruolo fondamentale svolto dai cittadini e dalle Associazioni ambientalistiche per la difesa e la fruizione di detto valore.
E’ grazie ad essi, infatti, se il Parco del Pineto è oggi un fatto concreto, in parte già a disposizione della collettività.

La difesa del verde pubblico non era al centro dell’agenda dei politici di allora e non lo è stato fino a ieri. Marino ha promesso, nel suo programma elettorale, un radicale cambiamento. Potremmo definirla “una nuova attenzione al territorio e all’ambiente”:

Roma ha conosciuto negli ultimi cinquant’anni una crescita vertiginosa, dilatandosi in tutte le direzioni per decine di chilometri, ben oltre il raccordo anulare. Roma ora deve ricominciare a prendersi cura del proprio territorio. Questa crescita senza fine e senza qualità è un danno per il paesaggio, l’ambiente e la città, e non reca alcun vantaggio duraturo né per i suoi abitanti, né per le imprese.
Mettere fine al consumo di suolo agricolo, significa affermare che esiste un’alternativa: ri-abitare la città esistente. Attraverso la rigenerazione del costruito, vogliamo affermare una nuova condizione urbana, salvaguardando l’identità e la funzionalità dei luoghi e ponendo attenzione prioritaria ai vantaggi in termini di servizi e vivibilità. Prendersi cura dell’esistente: è questo il terreno sul quale si sta ridefinendo la nuova prospettiva della città europea.

Sindaco, sappi che siamo pienamente d’accordo. E che ti teniamo d’occhio

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From → Ambiente, Urbanistica

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