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Impianti comunali off limits per gli sportivi amatoriali

26 settembre 2013

sportamatoriale

Ricevo e pubblico questo sms:

Che sfacelo, l’interesse per il sociale è decisamente tramontato

Il mittente è un istruttore di atletica, che insegna ginnastica ad un gruppo di anziani. Quest’anno i costi per accedere agli impianti comunali di atletica per loro sono raddoppiati. Sapete perchè? Perche non sono dei professionisti.

Infatti, a partire da quest’anno si è deciso di applicare prezzi diversi a seconda del tipo di tesseramento: se si è tesserati per la Federazione Sportiva, allora l’accesso agli impianti costa una cifra; se si è tesserati per un Ente di Promozione Sportiva, allora l’accesso agli impianti costa il doppio.

Per chi non lo sapesse, sintetizzo (semplificando) come è organizzato lo sport in Italia.

Innanziutto esiste il CONI, Comitato Nazionale Olimpico Italiano, fondato nel 1914, il cui obiettivo è l’organizzazione ed il potenziamento dello sport nazionale, in particolare la preparazione degli atleti al fine di partecipare ai Giochi Olimpici e a tutte le altre manifestazioni sportive nazionali o internazionali finalizzate alla preparazione olimpica.

Poi ci sono le Federazioni Sportive Nazionali. Sono soggetti riconosciuti dal CONI ai quali è delegata l’organizzazione delle competizioni nazionali e locali.

Infine, ci sono gli enti di promozione sportiva. Anch’essi sono riconosciuti dal CONI ed hanno come finalità principale la promozione e l’organizzazione di attività multidisciplinari per tutte le fasce di età e categorie sociali.

Cosa accade, in pratica, negli impianti sportivi comunali? Paradossalmente, accade che gli atleti che devono prepararsi alle Olimpiadi (ovvero i professionisti dello sport) possono accedere con quote molto basse, mentre gli sportivi amatoriali devono pagare il doppio. Come dice la mia amica istruttrice: “che sfacelo, l’interesse per il sociale è decisamente tramontato”!

Riusciremo a fare qualcosa per cambiare questo andazzo?

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4 commenti
  1. dario de marchi permalink

    Roma sotto questo aspetto è una città privilegiata, anche se il diritto a praticare sport dovrebbe essere ben più tutelato, dato anche la positiva ricaduta sui costi del SSN. Lo dico essendo stato per anni tesserato Fidal , molto soddisfatto delle strutture e servizi di cui ho fruito a costo quasizero..
    Piuttosto mi indigna che al pineto presso v p.sacchetti abbiano installato macchinari costosi non custoditi, che stanno andando in malora come prevedibile. L’idea era valida ma occorreva mettere in budget anche un servizio di custodia che avrebbe salvaguardato l’integrità e la funzionalità di detti impianti. Dice ma chi paga i custodi? ci possono essere varie ipotesi, ma se non si trova il denaro è meglio rinunciare a certe strutture e spendere più oculatamente il denaro pubblico.

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  2. Con i soldi che entrano al coni si potrebbe anche non pagare. Basterebbe un po di sana economicita’ amm.va, un giusto contennimento degli stipendi, una maggiore onesta’ nei contratti di manutenzione degli impianti e tutto sarebbe possibile.

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