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Morti per disastro ambientale: la colpa è dell’uomo, non della natura

27 novembre 2013

ALLUVIONE SARDEGNA

Domenica sera ho partecipato ad un incontro con Mario Tozzi. Avrebbe dovuto parlare della luna, per introdurci ad un’osservazione astronomica, ma non ha potuto fare a meno aprire il suo intervento parlando della recente alluvione sarda, per spiegare con chiarezza cristallina quanto è pericolosa l’ignoranza degli amministratori locali italiani.

La causa dei tanti morti in Sardegna non è stata una calamità naturale eccezionale, come invece ha scritto la maggior parte dei giornali nazionali: la colpa della tragedia sarda non è della pioggia ma dell’uomo. I motivi principali sono cinque.

Innanzitutto, in quelle zone è stato costruito troppo e, di conseguenza, oggi il territorio è in grado di assorbire una quantità di acqua molto minore rispetto al passato. Più in generale, gran parte delle case colpite dai disastri ambientali degli ultimi 20 anni erano abusive oppure erano state condonate. Se una casa si costruisce in una zona pericolosa (ad esempio, alle pendici di un vulcano), il condono non la rende più sicura: i condoni hanno il solo effetto di rendere più ricchi i costruttori ed i politici conniventi.

Una seconda causa è l’ignoranza dei Sindaci, che non conoscono le procedure di allerta meteo e non sanno distinguere tra un avviso di moderata criticità ed uno di elevata criticità. a dimostrazione di questa ignoranza, Mario Tozzi ha raccontato che il Sindaco di uno dei paesi sardi che sono stati colpiti  ha detto testualmente “avvisi come questo ne ricevo 40 all’anno”, mentre in realtà quello della scorsa settimana era il secondo avviso dell’anno. Non aveva capito la gravità del fenomeno del quale era stato avvisato perchè aveva confuso le allerte per elevata criticità con quelle per moderata criticità.

Una terza causa è stata la scarsa tempestività. Un altro Sindaco si è discolpato dicendo “la Protezione Civile non ci ha avvisati”, mentre in realtà la Protezione Civile aveva inviato l’allerta già domenica, con un fax al Gabinetto del Sindaco e un sms al suo cellulare. Tutti gli amministratori locali hanno avuto almeno 30 ore di tempo per avvisare la popolazione ma hanno ignorato l’allarme.

Una quarta causa è la logica disumana dei ragionamenti che fa un politico di professione, ovvero un politico che mette gli interessi verso la propria immagine prima di quelli verso l’incolumità dei propri concittadini. Uno di loro ha confessato esplicitamente (senza vergogna…) le sue paure: “se faccio evacuare la popolazione e poi l’alluvione non avviene, che figura ci faccio”? Infatti, ogni volta che si lancia un allarme, il rischio di evento grave si concretizza solo una volta su quattro. In pratica, una volta che un Sindaco lancia un’allerta, spera che il disastro accada davvero (invece che sperare che non succeda niente), altrimenti ci fa una brutta figura. E spesso, per non rischiare di fare brutta figura, evita di diffondere un allarme meteo.

Una quinta causa è legata all’ignoranza della popolazione, che non sa come comportarsi durante una calamità naturale. In Sardegna, ad esempio, una persona è stata trovata morta in uno scantinato perchè di fronte alla scelta se scappare verso l’alto o verso il basso, ha scelto di scendere le scale ed è rimasta intrappolata dall’acqua.

In pratica, la colpa è di tutti noi, del nostro disinteresse: i Sindaci, infatti, sono i cittadini stessi che li hanno votati. Il problema è che oggi il 99% degli italiani pensa di essere immune ed ha già scordato cosa è accaduto solo pochi giorni fa. Per non dimenticarlo, e per non dimenticare la lezione tenuta da Mario Tozzi, ho appuntato queste annotazioni sul blog.

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