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Proposte per una Roma Capitale dello sport

4 giugno 2014

domandesport

La scorsa settimana abbiamo incontrato Pancalli, Assessore allo sport.

Abbiamo appreso dalle sue parole che lo stadio delle Terme di Caracalla, che se fosse ben gestito sarebbe uno degli stadi di atletica più belli del mondo,  è dato in concessione, dal Comune alla Fidal, gratuitamente perché in base ad uno studio compiuto da qualche esperto (che l’Assessore si è impegnato a fornirci), quello è un impianto “a redditività negativa”.

Poiché so come è gestito quello stadio, so che il motivo non è quello che ognuno di noi vorrebbe, ovvero offrire ai cittadini la possibilità di fare sport a condizioni economiche vantaggiose. Per questo motivo ho qualche dubbio sulla consistenza del risultato dello studio citato dall’Assessore e, comunque, so che i motivi sono altri. Ad esempio, su ammissione dello stesso Pancalli, lo stadio viene regalato alle multinazionali, che lo sfruttano per promuovere gratuitamente i propri marchi. Come nel caso della Samsung, che ha pagato zero euro per utilizzare lo stadio e pubblicizzare il suo nuovo telefonino a migliaia di cittadini, sfruttando lo stadio comunale ed una delle più famose gare podistiche della Capitale, ovvero l'”Appia run”.

Inoltre ha anticipato che il comune darà nuovamente lo stadio in concessione temporanea alla Fidal, alle stesse condizioni di quest’anno, perché l’attuale contratto scade il 30 giugno ed “ormai è tardi per fare una gara”. Peccato che il comune (e lui stesso) sapeva da un anno che quel contratto sarebbe scaduto a fine giugno ma non ha fatto niente fino ad oggi.

Proporremo di adottare un nuovo disciplinare tecnico (quello in scadenza potete leggerlo qui), nel quale si stabilisca che le multinazionali che intendono sfruttare lo stadio di proprietà del comune per farsi pubblicità paghino questo servizio.

Un secondo punto sollevato dall’Assessore è stata la impossibilità tecnica di pubblicare quanto gli avevamo chiesto in occasione delle proposte che avevamo avanzato sulla bozza di regolamento per i centri sportivi polifunzionali

è assurdo che nel regolamento non si preveda la pubblicazione on line dell’elenco dei centri sportivi multidisciplinari, degli sport praticati in ciascuno di essi e delle relative tariffe

Se il motivo è davvero l’impossibilità tecnica citata, propongo di trovare un qualsiasi dominio internet impersonale sul quale poter fornire queste informazioni ai cittadini interessati. Offro gratuitamente il mio lavoro per popolare il database. E se è troppo complicato e/o costoso registrare un nuovo dominio, offro di ospitare tale elenco gratuitamente sul mio blog.

Se però neanche questa proposta sarà accettata, significa che il motivo reale non è l’impossibilità tecnica ma la volontà politica di negare la trasparenza ai cittadini che la chiedono.

Ps. Dopo la pubblicazione del post, Alfredo Mariani ha messo a disposizione gratuitamente lo spazio web del sito da lui gestito: www.impiantisportivi.net.

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From → Sport, Trasparenza

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