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Sperando che raccontare serva a qualcosa

31 ottobre 2014

pianocasapd

Ieri in Regione la maggioranza PD ha approvato ciò che, quando era all’opposizione, contestava. Lo stesso avviene al comune e lo stesso avviene in Parlamento. Sempre.

Questo resoconto mi ha colpito e voglio condividerlo.

“Avrei preferito non sapere” è uno stato d’animo che ogni tanto capita di provare anche a me. Però anche io voglio continuare a sperare che raccontare serva a qualcosa.

Buona lettura… si fa per dire.

IL PIANO CASA E’ STATO APPROVATO ALLE 5 DEL MATTINO DEL 31 OTTOBRE CON VOTO UNANIME DELLA MAGGIORANZA E  VOTO CONTRARIO DELLE OPPOSIZIONI. 

A FUTURA MEMORIA: l’assessore Civita, sempre solerte nel ricordare che nel programma elettorale del Presidente Zingaretti  non c’era scritto che sarebbe stato lasciato scadere il Piano Casa (ma non c’era scritto neanche che sarebbe stato prorogato), forse non ricorda queste parole:

Stop al Piano Costruttori: la legge sul Piano Casa della Regione Lazio dovrà essere riformata eliminando la possibilità di applicarla in zona agricola, nei parchi, nelle parrocchie del centro storico, nelle cliniche private e nei capannoni industriali “in via di dismissione” (link)

Infatti il Piano casa è stato prorogato con tanto di comma sulle cliniche private e sui capannoni industriali (e gli uffici) in via di dismissione, e per sovrapprezzo anche i residence privati. Mah!

Devo ammettere che sono pentita di essermi imbarcata in questa vicenda del Piano casa. Avrei preferito non sapere. Non vedere. Continuare  a pensare che chi governa la Regione si impegna per l’interesse pubblico e per un rilancio dell’economia rispettosa dell’ambiente e dei diritti delle persone.

Invece vedere tutte quelle braccia alzate per permettere ai proprietari di cliniche,  magari ancora perfettamente funzionanti, di trasformarle in appartamenti, o  per  allungare ancora i tempi di una legge che doveva durare al massimo 18 mesi –  e che dura da 5 anni – per altri due anni, vedere che non si ribella nessuno neppure sull’abbassamento  dell’altezza media  dei sottotetti,  che in altre regioni è ben sopra i due metri, e che persino la Polverini non aveva avuto il coraggio di abbassare oltre, per raggiungere il record di 1,90 mt, è un’immagine che mi resterà impressa a lungo.

Spero che almeno raccontare quello che è successo sia servito a qualcosa.   Da domani cominceremo a lavorare con Cittadinanzattiva Lazio per trovare strade legali per fermare le conseguenze più deleterie.

Stanotte finisce qui.

Anna Maria Bianchi Missaglia

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