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A proposito di “gravi violazioni”

16 novembre 2017

A volte sarebbe meglio tacere. La settimana scorsa la Vicepresidente della Commissione ha denunciato (tramite la citata domandissima), una “grave violazione” da parte mia dell’articolo 90, comma 5, del Regolamento del Consiglio Comunale (Richiesta urgentissima Celli) con riferimento alla quale ho chiesto chiarimenti, non ravvisando alcuna violazione (Risposta urgentissima Celli). Poichè non mi ha ancora risposto, per non restare urgentissimamente in attesa all’infinito, ho provveduto a rettificare le parole “della Commissione Capitolina Permanente X” con le parole “del Consigliere Angelo Diario”.

Nel frattempo, ho riflettuto sul significato dell’espressione “grave violazione” e mi è tornata alla mente la stessa Vicepresidente e la sua proposta di Regolamento per i Centri Sportivi Municipali, risultato di un grande lavoro di ben quattro anni e mezzo che è stato avviato nel lontano luglio 2013.

Associo questa proposta all’espressione “grave violazione” perchè essa, che è l’unica proposta di deliberazione sullo sport depositata dalla “sinistra” nel corso di due consiliature, contrasta con i criteri contabili comunali e con le norme nazionali. In particolare, la proposta ha ricevuto i pareri non favorevoli da parte della Ragioneria (buona lettura: pareri Ragioneria Generale Regolamento Celli) e da parte del Segretariato Generale (buona lettura: parere Segretariato Regolamento Celli), mentre il Dipartimento Sport ha rilasciato un parere favorevole condizionato a determinate modifiche che non sono state apportate (come riportato nel parere del Segretariato).

Viene il dubbio che il parere del Segretariato Generale non sia stato letto e, se pure lo è stato, senza alcun dubbio non è stato capito, visto che, come potete leggere, la Vicepresidente ha dichiarato alla stampa il contrario di ciò che c’è scritto (“parere favorevole di Ragioneria e Dipartimento sport”).

A proposito di “gravi violazioni”, il Segretariato ne osserva una relativamente al riparto delle competenze tra politica e amministrazione: il regolamento proposto non tiene conto della differenza tra l’indirizzo politico, esercitato dagli organi di Governo, e le funzioni amministrative, che spettano ai Dirigenti (art. 4 del D. Lgs. n. 165/01).

A proposito di “gravi violazioni”, il Segretariato ne osserva un’altra relativamente al TUEL: il regolamento proposto non tiene conto delle funzioni della dirigenza (art. 107 del D. Lgd. n. 267/00).

E, a proposito di “gravi violazioni”, il Segretariato ne osserva un’altra ancora relativamente al Codice dei Contratti pubblici (D. Lgs. n. 50/2016): il regolamento proposto non tiene conto di cosa scrive l’ANAC nella delibera n. 1300/2016, ignorando quindi la differenza tra un affidamento in concessione e un affidamento in appalto.

Questo non lo dice l’inesperto e incompetente Angelo Diario, questo parere lo sottoscrivono il Direttore della Direzione Supporto giuridico amministrativo agli Organi dell’Amministrazione, il Segretario Generale e il Vice Segretario Generale Vicario nelle motivazioni con le quali spiegano perchè il testo irresponsabilmente portato in aula la scorsa settimana è illegittimo (e, quindi, è bocciato dalla legge, non dal Movimento 5 Stelle).

Io, inesperto e incompetente, ho votato contro questo testo osservando alcune criticità che ho illustrato in Consiglio (prima di leggere le motivazioni del Segretariato) e che sintetizzo di seguito.

Considerando che, tramite questo regolamento, si debba addivenire ad un “contratto pubblico”, è singolare che non venga mai citato il Codice dei Contratti: eppure ne abbiamo parlato decine di volte in Commissione. Considerando che si sta scrivendo una norma regolamentare, gli estensori avrebbero dovuto almeno “vedere”, magari anche leggere, se non proprio studiare, quelle che sono le basi della materia. In effetti, il testo si rivela non conforme alle norme nazionali.

Tutto il testo si basa sull’erroneo presupposto che si stia dando in “gestione temporanea” una porzione di immobile. Effettivamente il termine può trarre in inganno: Centri Sportivi Municipali fa pensare che l’oggetto del contratto sia la gestione di un luogo fisico, mentre in realtà si concede l’uso di uno spazio per la prestazione di un servizio sociale.

Entrando più nel dettaglio, emergono ulteriori criticità, come ad esempio l’affidamento esclusivo o prioritario ad Associazioni (artt. 5 e 12), che deve essere efficacemente motivato. Questa motivazione manca del tutto.

All’art. 10 si parla di “centri di ricavo dedicati”, quando la Ragioneria Generale ha più volte ribadito che la previsione di entrate vincolate può essere stabilita solo dalla normativa nazionale, oppure da un regolamento di contabilità; non é invece possibile stabilire un obbligo giuridico di questo tipo in un regolamento. Invito gli estensori del testo a rileggere il verbale della seduta di Commissione dello scorso 20 giugno (alla quale, comunque, erano presenti).

Passando ai criteri per l’attribuzione dei punteggi (art. 6), rilevo la previsione di voci che vanno contro il principio di parità di trattamento. L’esperienza, misurata in termini di anzianità nello svolgimento di attività o, peggio ancora, di affiliazione a Federazioni o Enti di Promozione Sportiva, costituisce una limitazione alla concorrenza che viola la legge.

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