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La storia (non ancora finita) del salvataggio dell’impianto sportivo di via Como

La scorsa settimana si è chiusa con esito favorevole la conferenza dei servizi sul progetto relativo all’impianto sportivo da realizzare a via Como. Una storia lunghissima e complicatissima, probabilmente il faldone più consistente (anche fisicamente, come potete vedere…) tra i tanti che in questi tre anni e mezzo ho avuto l’onore e l’onere di seguire.

Siamo molto soddisfatti perché abbiamo salvato un progetto che rischiava di essere l’ennesima opera incompiuta della nostra città (in effetti per un decennio lo è stato). Ecco come abbiamo fatto.

Tutto ha inizio con la Commissione congiunta Sport Mobilità del 1 gennaio 2017 (2017-01-11 – commissione congiunta mobilita) nella quale sono state analizzate le origini dei problemi, in particolare la variante al progetto richiesta dall’allora Presidente del Municipio, dalla quale originano maggiori spese e, di conseguenza, l’idea di procedere all’affidamento diretto dell’impianto per 39 anni alla stessa società che lo avrebbe realizzato. Dal 2010 Roma Capitale è stata diffidata a risarcire la società degli oneri conseguenti l’impossibilità di completare l’opera, che hanno dato vita a un blocco dei lavori durato quasi 10 anni.

Il punto di partenza della nostra azione politico amministrativa è quindi la seguente:

  • lavori per la realizzazione dell’impianto sportivo bloccati da più di sei anni;
  • esposizione del Comune per un potenziale danno erariale da 8 milioni e mezzo di euro.

Questa è l’eredità di cui ci siamo fatti carico.

In seguito alla seduta di commissione riceviamo una approfondita relazione da parte di Carte in Regola (2017-01-17 – Carte in Regola su pup via como), che approfitto per ringraziare per il costante supporto dato alle nostre attività, nella quale emerge che dal 2006 al 2012 i costi calcolati per la realizzazione del progetto sono lievitati esponenzialmente da 1,6 milioni a 5,9 milioni.

Seguono le sedute della Commissione Sport del 28 giugno 2017 (2017-06-28 – commissione audizione Meleo) e del 18 ottobre 2017 (2017-10-18 – commissione audizione Meleo) nelle quali emerge che tra l’Assessorato Sport della precedente Amministrazione e la società che stava realizzando il PUP “erano stati presi degli accordi per dare alla stessa società concessionaria del PUP la gestione dell’impianto sportivo”.

Seguono una serie di note di sollecito inviate dal sottoscritto per la quantificazione dei costi necessari al completamento del progetto (2017-10-20 – nota sollecito Botta) ed una ulteriore seduta della Commissione Sport il 20 novembre 2017 (2017-11-20 – commissione audizione Botta).

L’impianto di via Como diventa la prima “goccia cinese” della Commissione Sport: l’unico modo per giungere a una conclusione positiva della vicenda è fare pressione su tutte le strutture competenti, fino allo sfinimento. Così segue una nota nella quale chiedo la definizione di un iter procedimentale (2017-11-21 – nota definizione iter procedimentale) “investendo tutti i Dipartimenti competenti in materia”.

L’Avvocatura Capitolina risponde alla mia richiesta il 7 dicembre 2017, confermando il proprio supporto giuridico, e il 23 gennaio 2018 insieme all’Assessore Frongia inviamo una nota a firma congiunta all’Assessore Meleo per sollecitare la definizione dell’iter procedurale (2018-01-23 – nota Diario Frongia su pup via como). L’Assessore ci risponde il 30 gennaio 2018 comunicando che l’iter proposto prevede il perfezionamento degli atti da parte del Dipartimento Mobilità e la successiva consegna dell’area al Dipartimento Sport.

L’8 marzo 2018 inviamo una seconda nota a firma congiunta per chiedere un parere al Segretariato Generale, all’Avvocatura e all’ANAC (2018-03-08 – nota Diario Frongia seconda richiesta congiunta). Il 28 agosto 2018 effettuo una richiesta di accesso agli atti relativa a tutta la documentazione sul PUP di via Como. mentre il 7 settembre 2018 l’ANAC risponde precisando di non emettere pareri su questioni già oggetto di ricorsi innanzi all’autorità giudiziaria. Acquisiti dunque tutti gli elementi necessari a procedere, il 20 settembre 2018 viene convocata una riunione tra tutte le strutture competenti.

Il 27 settembre 2018 viene convocata nuovamente una commissione congiunta Sport e Mobilità (2018-09-27 – commissione audizione dipartimenti) ed il 15 ottobre 2018 viene convocato un incontro tecnico tra i Dipartimenti Sport e Mobilità, il Segretariato Generale, l’Avvocatura ed il Municipio. Il 13 marzo 2019 viene convocata una Commissione Sport chiusa al pubblico, poiché essendo ancora in corso il contenzioso, l’Avvocatura non può partecipare ad incontri con i soggetti ricorrenti (2019-03-13 – commissione sport): è in questa sede che la situazione viene sbloccata definitivamente! Il 14 maggio 2019 viene infatti conclusa la progettazione definitiva che prevede la realizzazione dell’impianto sportivo, la sistemazione a verde dell’area, il rifacimento della recinzione e del muro perimetrale nonché del marciapiede su via Como. Il 22 luglio 2019 viene indetta la conferenza dei servizi che, come detto all’inizio dell’articolo, la scorsa settimana si è conclusa positivamente.

La società CAM eseguirà, ricorrendo agli oneri accessori e senza ulteriori finanziamenti da parte del Comune, i lavori relativi al:

  • completamento della piscina coperta;
  • ristrutturazione degli spogliatoi a servizio della piscina e del bar-ristoro;
  • rifacimento del muro di contenimento;
  • rifacimento del marciapiede;
  • completamento dell’accesso al museo ipogeo;
  • ristrutturazione degli spogliatoi di via Pavia;

mentre restano a carico dell’Amministrazione la:

  • realizzazione di tre campi da tennis/padel;
  • realizzazione del campo polivalente (basket, pallavolo, calcetto);
  • realizzazione degli spogliatoi a servizio del tennis/padel;
  • sistemazione a verde della superficie residua.

Questo è il punto di arrivo ad oggi. E naturalmente ne siamo orgogliosi. Abbiamo salvato un progetto che ormai tutti davano per irrealizzabile. Ma non abbiamo ancora finito, ora lo dobbiamo realizzare, quindi c’è poco da fare annunci: bisogna continuare a lavorare. Per quanto riguarda i prossimi passi, infatti, CAM prevede di concludere i lavori di propria competenza entro 12 mesi, mentre per quelli di competenza dell’Amministrazione ribadiamo la nostra proposta di sempre, e cioè quella di affidarli tramite un bando per partenariato pubblico privato.

Non vogliamo fare previsioni, quelle le lasciamo agli altri: il nostro desiderio è continuare a lavorare col massimo dell’impegno ed arrivare fino in fondo. Se ce la faremo saranno i fatti a parlare per noi… dopo anni anni e anni di parole i cittadini giustamente vogliono vedere e non (soltanto) ascoltare.

Una consulta cittadina per le attività dei Centri Sportivi Municipali a Roma

Durante gli incontri pubblici che hanno caratterizzato la scrittura del nuovo Regolamento per i Centri Sportivi Municipali, e in particolare dopo l’assemblea pubblica dell’8 gennaio 2018, si è costituito un gruppo di lavoro formato da esperti della materia che nel corso degli ultimi due anni ha dato un importante contributo ai provvedimenti che ho predisposto nel ruolo di Presidente della commissione sport di Roma Capitale.

Dopo l’entrata in vigore del regolamento, questo gruppo è stato integrato dai rappresentanti municipali delle asd nominati negli Osservatori dei 15 Municipi di Roma ed ha continuato a riunirsi periodicamente.

La prima edizione degli Sport Open Days di Roma Capitale (organizzati il 14-21-28 settembre scorsi) è stata l’occasione per conoscere tanti altri concessionari, alcuni dei quali hanno segnalato di non aver ricevuto nessuna informazione sulle attività portate avanti da tale gruppo. Conseguentemente ho deciso di aggiornare pubblicamente tutti coloro che sono interessati a ciò che viene discusso in queste riunioni, con l’impegno di essere personalmente a disposizione per ogni eventuale comunicazione, indipendentemente dal ruolo di “intermediazione” svolto dai rappresentanti municipali. Ci tengo, infatti, a ribadire e a dimostrare con i fatti che non è (e non è mai stata) mia intenzione escludere nessuno.

L’ultima riunione si è svolta sabato 9 novembre, alla presenza dei rappresentanti dei Municipi Franco Fronda (M2), Fulvia Pepe (M3), Carlo Moretti (M4), Giancarlo Dolcini (M5), Andrea Frosoni (M6), Giovanna Antuofermo (M7), Stefano Raffi e Nando Bonessio (M8), Mario Mazzini (M9), Fabio Michelozzi (M12), Fabio De Stefano (M13), Claudio Ortale (M14).

Questo gruppo costituisce di fatto la consulta cittadina dalla quale provengono importanti indicazioni per gli atti che porto in Assemblea Capitolina. Il che, ripeto, non significa che altri contributi sono esclusi: tutti i cittadini (siano essi concessionari, non concessionari o utenti del servizio) possono contattarmi direttamente e in qualunque momento, come è sempre stato nei tre anni e mezzo già trascorsi.

Di seguito riassumo i principali provvedimenti che sono stati trattati nel corso dell’ultimo incontro e colgo l’occasione per ringraziare in anticipo tutti coloro che hanno contribuito in passato e che lo faranno in futuro per il bene della nostra città.

Linee guida per un avviso pubblico tipo

L’obiettivo è chiarire la volontà politica di non prevedere offerte al rialzo sui canoni ed avere criteri di valutazione omogenei in tutti i Municipi. Ricordo che il nuovo regolamento non prevede criteri di valutazione di tipo economico, infatti la forza politica che ha votato la sua approvazione in Aula Giulio Cesare (il Movimento 5 Stelle) non intende le concessioni delle palestre scolastiche come un mezzo per “fare cassa”. Poiché la proposta delibera contenente le linee guida come allegato al regolamento ha ricevuto il parere contrario degli uffici, ho già attivato la Commissione per chiarire gli aspetti più importanti delle linee guida ed ho inviato una richiesta di parere al Segretariato Generale per chiarire la legittimità di un avviso pubblico che non contenga elementi di tipo economico (Allegato 1). La strada percorribile è quella di una “Direttiva tipo”, che in linea con il nuovo regolamento, può essere predisposta da ogni Assessore ai rispettivi Uffici amministrativi. A tal riguardo mi sono impegnato a convocare a stretto giro una riunione con gli Assessori dei Municipi che andranno a gara il prossimo anno: III, VI, VII, XI, XIII, XIV.

Integrazione al regolamento: proposta per la riassegnazione di spazi residuali non assegnati e di eventuali nuove disponibilità

In occasione degli Sport Open Days sono venuto a conoscenza di palestre inutilizzate, che non ospitano le attività pomeridiane delle scuole e non sono affidate in concessione. Ho depositato una proposta per introdurre un meccanismo che permetta in tempi rapidi di assegnare tali spazi, al fine di evitare che restino chiusi e inutilizzati (Allegato 2).

Inserimento di un vincolo di bilancio sulle entrate provenienti da canoni di concessione

Una ulteriore proposta avanzate dalla consulta è quella di prevedere che le entrate provenienti dai canoni di concessione vengano destinati alla manutenzione delle palestre scolastiche. A tal fine ho depositato una proposta di integrazione al regolamento (Allegato 3).

Possibilità di accensione dei riscaldamenti nel periodo invernale in orario extrascolastico

Un altro argomento sollevato dai rappresentanti delle asd riguarda la possibilità di prolungare l’orario di accensione dei riscaldamenti delle palestre, perché durante l’inverno nelle fasce orarie serali le temperature delle palestre sono troppo basse. A tale riguardo ho convocato una commissione (Allegato 4) ed avviato una ricognizione per individuare le palestre che attualmente sono dotate di un sistema di riscaldamento autonomo rispetto alle aule, con l’obiettivo di programmare investimenti per dotare ogni plesso scolastico della possibilità di rendere autonomo il riscaldamento delle palestre (Allegato 5).

Alla scoperta dei Centri Sportivi Municipali

Sapete cosa sono i Centri Sportivi Municipali?

A Roma sono diffusi ovunque e offrono corsi sportivi ed altre attività ludico motorie a costi bassissimi.

La Commissione Sport ha raccolto, per la prima volta, in un unico prospetto tutte le attività avviate nell’anno sportivo scolastico 2019/2020. Tali attività sono rivolte a tutti, a partire dai 3 anni di età e dal livello principiante, fino ad arrivare ai corsi agonistici per ragazzi e adulti.

Solitamente i corsi svolti nel pomeriggio sono dedicati ai più piccoli (tipicamente i bambini e i ragazzi che escono da scuola), mentre quelli della sera sono rivolti agli adulti (ad esempio balli di gruppo o ginnastica).

Il programma dettagliato (indirizzo, attività, orari ed età degli utenti ai quali sono rivolte) è disponibile al seguente link:

Centri Sportivi Municipali attivati a Roma nell’anno 2019/2020.

Impianti sportivi comunali, inizia l’era degli affidamenti in base al miglior rapporto qualità/prezzo

Oggi desidero sfatare un falso mito, quello secondo cui il bando per l’affidamento della piscina di viale Giustiniano Imperatore ha tenuto conto solo dell’offerta economica.

La prima immagine mostra i punteggi che sono stati attribuiti ai progetti tecnici e alle offerte economiche. Come potete vedere, sia dai numeri sia dai grafici, gli aspetti tecnici hanno contato molto di più di quelli economici. Quasi il triplo, per la precisione: il totale dei punteggi delle offerte tecniche è stato 174,6 mentre il totale dei punteggi dati alle offerte economiche è stato 66,1.

La seconda immagine mostra la graduatoria finale. Le colonne blu indicano il peso dell’offerta economica mentre quelle verdi misurano il peso dato all’offerta tecnica. Anche in questo caso i pesi degli aspetti tecnici ed economici sono evidenti: le colonne verdi sono sensibilmente più alte rispetto a quelle blu.

Un altro aspetto interessante è il seguente. Applicando le formule utilizzate per l’attribuzione dei punteggi è possibile verificare che la Lazio Nuoto avrebbe vinto il bando se avesse offerto 127 mila euro in meno rispetto alla Maximo.

Il bando, infatti, è stato pensato per premiare il miglior rapporto qualità/prezzo.

Questo dimostra, dunque, che è falso dire che il bando non tiene conto degli aspetti tecnici.

La Lazio Nuoto ha criticato il bando predisposto dal Comune perché, a loro avviso, non premia le attività agonistiche. La differenza tra loro e il Maximo, affermano, non è data da una migliore capacità gestionale di chi ha vinto il bando ma esclusivamente dal fatto che la Lazio Nuoto deve sostenere i costi di una attività agonistica di altissimo livello.

La tesi, che non voglio contestare, è che la differenza tra quanto offerto da Maximo e Lazio Nuoto (208 mila euro) è data dall’attività agonistica.

A differenza della critica sull’offerta economica, che si è dimostrata essere infondata, questa è invece corretta. Il Comune ha valutato anche altri aspetti, oltre all’agonismo, nell’ambito del progetto tecnico presentato. Ad esempio le attività per gli atleti paralimpici, oppure per i bambini, o per gli over 65. Riteniamo, infatti, che l’obiettivo di produrre campioni sia delle Federazioni e del Coni, mentre gli Enti Locali devono pensare fondamentalmente allo sport di base, allo sport per tutti e, in particolare, allo sport per i più svantaggiati. Anche a quello per i campionissimi, ovviamente, ma non in maniera esclusiva.

Siamo disponibili ad aprire un tavolo ed affrontare politicamente questo tema, non solo a livello cittadino ma a livello nazionale: la “critica” in questo caso è corretta.

Il bando ha portato alla luce un altro aspetto interessante. Prima di questa gara, la piscina è stata affidata alla Lazio Nuoto – senza gara pubblica – ad un canone ridotto di 900 euro al mese.

La Lazio Nuoto, partecipando alla gara, è stata “costretta” a rendere pubblico il suo piano economico finanziario, corrispondente al modello gestionale da loro adottato. Ebbene, il canone di equilibrio che loro stessi hanno indicato è di 3.100 euro al mese.

Questo significa che, se avessero vinto la gara, non sarebbe cambiato niente per l’utenza (la Lazio Nuoto avrebbe continuato ad offrire gli stessi servizi, alle stesse tariffe) ma il Comune avrebbe incassato 2.200 euro al mese in più.

Questo ci permette di valutare la differenza tra la procedura aperta e l’affidamento diretto. E ci consente di dire che l’era degli affidamenti diretti e delle proroghe infinite si è chiusa per sempre.

A Roma non si tornerà mai più indietro.

Oltre ad estrarre dai concessionari uscenti le informazioni relative alle rendite monopolistiche che gli sono state concesse tramite gli affidamenti diretti, il bando di gara consente di aprire il mercato a nuovi potenziali gestori. Una procedura aperta e trasparente, infatti, consente di affidare gli impianti ai migliori gestori di oggi, che potrebbero non essere quelli selezionati tramite una procedura chiusa e non trasparente 20, 30 o persino 50 anni fa.

Se si estendono i numeri risultanti da questo primo, storico, bando all’intero patrimonio impiantistico sportivo di Roma Capitale, è possibile stimare quanto vale la procedura. Se tutte le concessioni in corso oggi fossero il risultato di gare aperte, Roma Capitale potrebbe permettersi di costruire un nuovo palazzetto dello sport ogni anno, oppure una nuova cittadella dello sport paralimpico ogni anno, oppure ristrutturare 250 palestre scolastiche ogni anno.

A Roma mai più affidamenti diretti e proroghe infinite, nessuna moratoria sui procedimenti in corso

Avevo chiesto il ritiro di questa mozione ma siamo stati costretti a votarla. E allora parliamone.

Siamo contrari alla proposta di moratoria di tutte le procedure pubbliche avviate a Roma per l’affidamento in concessione degli impianti sportivi comunali e siamo contrari agli affidamenti diretti, a Roma non si tornerà mai più indietro lo diciamo chiaramente.

Tutte le forze politiche presenti in Campidoglio hanno votato a favore, dagli amici Fratelli (d’Italia) agli amici di Giorgia (Meloni), dal Partito Democratico alla Lega, da Forza Italia alla sinistra “estrema” di Fassina. Tutti a favore degli affidamenti diretti e delle proroghe infinite.

Tutti tranne il Movimento 5 Stelle.

Evidentemente questo è un tratto distintivo, caratteristico, che differenzia il Movimento da tutti gli altri. Mi dispiace constatare che sia ancora così, mi ero illuso – lo devo confessare – che la trasparenza e la meritocrazia fossero finalmente diventati principi condivisi da tutti. Invece siamo ancora soli da questo punto di vista. Peccato, ne siamo comunque orgogliosi e lo ribadiamo a testa alta.

Chi afferma che c’è un “disallineamento” tra la legge nazionale e l’attuale Regolamento per gli impianti sportivi comunali dice il falso: i bandi pubblici non potranno mai essere un elemento di contrasto con le leggi italiane e quelle europee (vi prego, colleghi consiglieri, siamo seri!).

Viceversa sono le proroghe infinite ad essere in contrasto con le Direttive europee e con le leggi nazionali. Proprio quello che chiedeva la mozione: affidamento diretto degli impianti esistenti ai concessionari con la concessione scaduta.

I bandi pubblicati da Roma Capitale sono troppo pochi, e non troppi. Devono aumentare e velocizzarsi, non essere bloccati.

Non si torna indietro, né oggi né dopo il 2021: qualsiasi Governo ci sarà a Roma nel futuro, gli affidamenti diretti nel mondo sportivo sono finiti per sempre. E se la politica cadrà nuovamente in errore, sarà la Corte dei Conti a rimediare. Le procedure pubbliche, infatti, porteranno anche benefici economici al Comune, oltre ad un migliore servizio agli utenti.

Questa è una promessa che mi sento di fare a livello personale. Abbiamo liberato Roma da un sistema che non tornerà mai più.

Avanti con fiducia verso la prossima variazione di bilancio

In occasione delle ultime tre delibere sul bilancio (dicembre 2018 – bilancio di previsione 2019/2021, giugno 2019 – variazione al bilancio, luglio 2019 – assestamento) ho proposto di iniziare ad utilizzare degli indicatori per giungere ad una distribuzione territoriale delle risorse economiche più efficiente ed efficace rispetto a quella utilizzata fino ad oggi, che in pratica consiste nel dividere le risorse disponibili in parti uguali, dando quindi un quindicesimo del totale ad ogni Municipio.

Neanche stavolta il metodo che ho proposto è stato seguito, ma le parole di ieri dell’Assessore Lemmetti mi danno fiducia (da settembre si cambia musica, le risorse saranno attribuite alle strutture che dimostreranno di riuscire a utilizzarle). Ci riproverò quindi con la prossima variazione.

Nel frattempo mi fa piacere pubblicare le lettere che ho inviato alla Sindaca, agli Assessori e ai 27 consiglieri di maggioranza che hanno votato l’assestamento di bilancio (la consigliera Montella é, nei fatti, passata da tempo all’opposizione) condivise con gli Assessori sport municipali, sperando che possano risultare utili ed essere applicate anche dagli Assessori municipali che hanno competenze diverse rispetto al tema che seguo direttamente, cioè i lavori per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle palestre scolastiche.

Lettera del 25 luglio 2019

Egregi,

l’attuale programmazione prevede per il triennio 2019/2021 investimenti per oltre un miliardo, una parte dei quali sarà quindi realizzata oltre la primavera del 2021.

La precedente programmazione ha prodotto nel 2018 un mancato impiego di oltre 300 milioni.

La programmazione futura avrà dei tempi di realizzazione che, in gran parte dei casi, vanno oltre l’orizzonte temporale dell’attuale governo.

Con riferimento ai fondi stanziati al Titolo II nel bilancio di previsione 2019/2021, dopo 7 mesi ne risultano impegnati meno della metà.

Con riferimento ai fondi stanziati al Titolo II nella variazione di giugno, dopo 1 mese non risulta impegnato quasi niente.

Segnalo, però, che vi è una tipologia di interventi che ha ricevuto 1 milione di euro nella variazione di giugno per i quali è già stato pubblicato il bando che ne assegnerà i relativi lavori: mi riferisco alle gare per l’assegnazione dei lavori di manutenzione straordinaria delle palestre scolastiche nel Municipio VII.

Colgo l’occasione per evidenziare che questa tipologia di investimenti ha delle caratteristiche che la rendono particolarmente interessante per chi è al governo ed ha bisogno di mostrare ai cittadini risultati concreti. Infatti questa tipologia di investimenti:

  1. richiede delle somme relativamente ridotte (su un miliardo e 200 milioni di investimenti programmati, la richiesta è inferiore ai 10 milioni);
  2. richiede tempi molto brevi per la loro realizzazione, poiché è stata oggetto di una attenta programmazione (come dimostrano i lavori finanziati nella variazione di giugno);
  3. ha le caratteristiche per essere oggetto di una comunicazione efficace (le palestre scolastiche sono i luoghi privilegiati per le attività ludico motorie e sportive dei bambini);
  4. ha effetti diretti e concreti su un gran numero di persone, che le hanno di fronte agli occhi quotidianamente (vanno considerati i bambini che frequentano le scuole, quindi i loro genitori, e i cittadini che frequentano le palestre scolastiche nel pomeriggio).

Prima di concludere desidero tornare a evidenziare il metodo di lavoro utilizzato, oggettivo ed equo per tutti i Municipi: vi sono infatti alla base delle richieste relative alle palestre scolastiche atti votati in aula, lavori di commissione e lettere registrate al protocollo (con le relative risposte) indirizzate a tutti i Presidenti, a tutti i Direttori ed a tutti gli Assessori Sport dei 15 Municipi.

A tal proposito vi anticipo che sarà mia cura comunicare entro lunedì alle ore 10 l’elenco di tutte le palestre scolastiche che hanno progetti pronti e bandi pubblicabili nel giro di poche settimane, con i relativi costi (vedi nota RQ/13746 del 25/07/2019).

Concludo aggiungendo che, oltre agli interventi previsti nel bilancio del Dipartimento Ambiente (la cui verifica ha portato ieri a individuare, se non erro, circa 9 milioni di investimenti stanziati in bilancio che non saranno impegnati entro la fine del 2019), è necessaria una ulteriore verifica sui tempi necessari ad impegnare i fondi richiesti dai Municipi che passeranno da una fonte di finanziamento incerta (ad es. affrancazioni) ad una fonte certa (ad es. mutui) poiché non è scontato che un progetto il cui finanziamento è stato richiesto a inizio anno, confidando quindi su 12 mesi di tempo per poter impiegare le risorse messe a disposizione, possa essere bandito nei 5 mesi che restano, di cui il primo è il mese di agosto. Vi comunico, ad esempio, che i fondi richiesti dal Municipio VI per la manutenzione straordinaria delle palestre scolastiche non potranno essere utilizzati perché il Municipio deve mettere a bando la progettazione e successivamente la realizzazione dei progetti: sarebbe stato possibile fare entrambe le cose in 12 mesi, mentre in 5 mesi è impossibile.

Lettera del 29/07/2019

Egregi,

vi comunico che, in aggiunta alle precedenti richieste non soddisfatte del Municipio VII, hanno segnalato la disponibilità di ulteriori progetti pronti ad essere messi a bando i Municipi I, III, V e XI.

Ve li trasmetto, ribadendo che la distribuzione delle risorse finanziarie in uguale proporzione tra tutti i Municipi è un metodo iniquo, oltre che inefficace, poiché le informazioni sulle palestre scolastiche raccolte negli ultimi due anni ci consentirebbero di utilizzare degli indicatori utili a raggiungere un risultato migliore. A titolo di esempio:

  1. ci sono Municipi che hanno meno di 20 palestre scolastiche ed altri che ne hanno 60;
  2. ci sono Municipi che hanno presentato 9 progetti per la ristrutturazione delle loro palestre scolastiche ai bandi “pronti, sport…via” e “sport e periferie” ed altri che non hanno nemmeno partecipato;
  3. ci sono Municipi che registrano 150 mila euro l’anno di entrate derivanti dai canoni per la concessione delle loro palestre scolastiche ed altri che hanno entrate pari a zero euro;
  4. ci sono Municipi con 10 palestre scolastiche inagibili che a settembre rischiano di rimanere chiuse ed altri con palestre scolastiche in perfetto stato manutentivo.

Segnalo, infine, che il Municipio VI ha chiesto di rinviare al 2020 i 918 mila euro di finanziamenti originariamente richiesti per la manutenzione straordinaria di palestre scolastiche il 2019, mantenendo per l’anno in corso 90 mila euro (finanziati con fonti certe, avanzo o mutuo) per la relativa progettazione.

Stato di avanzamento delle istanze art. 22 c. 1

Agli esiti della Commissione del 24 luglio scorso, pubblico il prospetto riassuntivo dello stato di avanzamento delle istanze pervenute, trasmesso da parte del Dipartimento Sport.

Su 33 domande presentate nel 2018:

  • 2 sono giunte al penultimo passaggio (verifica da parte della Ragioneria e successiva approvazione in Giunta);
  • 9 sono state inserite nel Piano degli investimenti e si potrebbero avviare a conclusione positiva in tempi brevi;
  • 5 necessitano di integrazioni da parte dei proponenti;
  • 10 hanno ricevuto un preavviso di diniego, che si concluderanno negativamente se i proponenti non supereranno le osservazioni degli uffici;
  • 7 si sono concluse con esito negativo.

Nel 2019, in occasione della riapertura dei termini, sono state presentate altre 14 domande.

L’avanzamento delle pratiche è stato rallentato principalmente dai seguenti elementi: la presenza di problemi di natura patrimoniale relativamente al terreno o alle opere realizzare (che in alcuni casi ha comportato la sospensione dell’iter), il disallineamento tra l’ammontare degli investimenti autorizzati e investimenti alla base dei P.E.F. (che ha richiesto delle integrazioni), tempi necessari per l’inserimento delle opere nella programmazione triennale di Roma Capitale (ogni singolo inserimento equivale a una variazione al bilancio).

Report stato avanzamento istanze Art. 22 c. 1

Legenda Fasi

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