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Incontro con Federazioni sportive e altri soggetti pubblici per l’eventuale gestione del PalaCorviale

Dando seguito alla mozione a mia prima firma, approvata dall’Assemblea Capitolina all’unanimità, ho invitato i Comitati regionali delle Federazioni sportive interessate alla realizzazione del progetto del PalaCorviale sportivo a partecipare a un incontro finalizzato a verificare la disponibilità da parte di uno o più soggetti pubblici a gestire la struttura.

Il nostro principale timore è, infatti, quello di realizzare una struttura dai costi gestionali insostenibili per chiunque, che nel giro di pochi anni rischi di non ricevere le opportune manutenzioni e, quindi, finisca per essere destinata a un rapido deperimento.

Hanno risposto positivamente, e le ringrazio pubblicamente, le Federazioni pallavolo, pallacanestro, ginnastica, sport rotellistici, tiro a volo, tiro con l’arco, judo, lotta, karate e arti marziali.

I prossimi passi saranno: verificare le (eventuali) criticità urbanistiche e raccogliere le (eventuali) modifiche da apportare al progetto necessarie alle omologazioni dei campi per campionati ed eventi.

I risultati di queste verifiche tecniche saranno illustrati e dibattuti in un evento pubblico, al quale parteciperanno tutte le forze politiche, tutti i comitati e le associazioni di Corviale, tutte le Federazioni e le realtà sportive interessate.

Commissione su Campo Testaccio del 28 ottobre 2020

La Commissione Sport continua a lavorare per la riqualificazione di Campo Testaccio. Prima di passare alla sintesi dell’incontro è doveroso un ringraziamento pubblico alle Associazioni che hanno chiesto questa nuova seduta: Testaccio in Testa, Real Testaccio, Testaccio in Piazza e Riprendiamoci Capo Testaccio.

La seduta è stata infatti utile a chiarire le notizie errate che erano state diffuse da parte del Municipio I sulla delibera di riclassificazione dell’impianto e sull’iter del progetto partecipato.

Per quanto riguarda il primo punto, l’atto che confermerà la competenza dipartimentale sull’impianto, gli uffici hanno ben spiegato che la definizione di “area a vocazione sportiva” inserita nel testo costituisce una fotografia del presente (il Dipartimento classifica lo stato attuale delle cose e non quello futuro) e non ha nulla a che vedere con i progetti da realizzare. A Campo Testaccio non ci sarà un “campetto” o uno skate park, sembra una barzelletta ma la consigliera del Municipio I lo ha davvero: con questa delibera il Comune “potrebbe realizzare uno skate park o una pista di pattinaggio a rotelle” (minuto 1:13:10 della registrazione).

Confermo, viceversa, ciò che ho sempre detto: la Commissione non solo non sta fermando altri progetti, ma anzi sta contribuendo a superare le criticità che sono emerse, come ho ribadito nella lettera al Municipio I del 19 ottobre 2020, ritengo che un progetto partecipato debba partire dal “convocare immediatamente un tavolo interdisciplinare politico-tecnico”, aperto e trasparente, che informi tutti i soggetti interessati a progettare il futuro Campo Testaccio dei limiti entro i quali tale progetto deve svilupparsi.

Tali limiti, come possiamo leggere nella relazione alla Conferenza dei Servizi del 13 ottobre scorso trasmessa dal Dipartimento sport il 22 ottobre, non sono minimamente stati illustrati.

In particolare, nella relazione tecnica che metto a disposizione delle associazioni (la progettazione partecipata vera e in trasparenza si fa così), emerge che occorre una verifica:

  • degli aspetti patrimoniali (proprietà e disponibilità delle aree, nonché lo stato del contenzioso con la ditta che avrebbe dovuto realizzare il parcheggio);
  • della compatibilità con i vincoli esistenti (archeologici, paesaggistici, carta della qualità, etc.) e la normativa edilizia di settore (Coni, vigili del fuoco, impatto acustico, etc.);
  • degli aspetti tecnici relativo al dimensionamento degli spazi sportivi e degli spazi accessori.

Con riferimento all’ultimo dei punti elencati, il progetto che è stato portato in conferenza dei servizi appare indeterminato relativamente al campo da calcio a 11 (non sono indicate le misure progettate), sottodimensionato relativamente agli spogliatoi (che non sono sufficienti a garantire l’utilizzo contemporaneo di tutti i campi e palestre che sono stati progettati), mancante dell’illuminazione degli spazi esterni (mancano tori faro per il campo da calcio a 11 e i pali per i campi da calcio a 5), mancante delle informazioni sulle attività previste nella palestra (necessarie per verificarne l’idoneità), mancante dell’individuazione obbligatoria dei parcheggi pubblici a servizio dell’utenza dell’impianto.

Per concludere, ciò che è emerso chiaramente è che si è avviata una progettazione partecipata senza dare le informazioni necessarie a svilupparla e, adesso, ci ritroviamo a dover tornare indietro e verificare se il progetto “dei sogni” che è stato disegnato senza tenere conto del contesto reale nel quale andava calato sia realizzabile così come è stato promesso, oppure se sarà necessario apportare delle modifiche.

L’impegno preso nei confronti delle Associazioni è, quindi, chiedere ai Dipartimenti Urbanistica, Patrimonio e Sport di effettuare una verifica tecnica sul progetto che è stato promesso loro dal Municipio e correggerlo/integrarlo, seguendo le linee di indirizzo fornite: preferenza per un progetto pubblico che preveda un campo da calcio a 11, indipendentemente dalla relativa categoria, che sia a disposizione delle realtà sportive e sociali del territorio.

Aggiornamenti su art. 22 e impianti di Settecamini, via Brogi, via Pontecorvo, via Sannio

Registrazione della seduta di Commissione del 26 ottobre 2020

I lavori del Dipartimento sport per portare a conclusione le procedure attivate tramite l’art. 22 del nuovo regolamento che, lo ricordo ancora, per chi abbia memoria corta, sono state proposte e votate favorevolmente esclusivamente dai Consiglieri di maggioranza, con il voto contrario di tutti i consiglieri di opposizione, non si sono mai interrotti (alcuni concessionari mi hanno riferito di aver ricevuto comunicazioni da parte di un consigliere di opposizione che, come al solito, riportava notizie false).

L’aggiornamento illustrato in commissione riporta che 11 istruttorie si sono concluse positivamente e verranno trasmesse alla Giunta per l’approvazione definitiva:

Report su articoli 22 – aggiornamento del 23 ottobre 2020

Via Brogi e via Bruno Pontecorvo sono in fase conclusiva le approvazioni di due accordi di cooperazione ex art. 15 della 241/90, art. 5 del codice degli appalti e art. 5 del regolamento per gli impianti sportivi capitolini (collaborazioni tra pubbliche amministrazioni che non abbiano scopo di lucro). A seguito di interlocuzioni tra l’Assessorato sport e le Federazioni ginnastica e tiro con l’arco, si è arrivati alla definizione di progetti sportivi a scopi sociali attualmente al vaglio del Segretariato.

A via Bruno Pontecorvo, nel frattempo, sono stati effettuati gli interventi di manutenzione del verde all’interno del parco pubblico che erano stati richiesti da cittadinanza, associazioni e comitati.

A via Casal Bianco era presente un noto e blasonato impianto natatorio, che è stato chiuso e abbandonato a seguito del fallimento della asd che lo gestiva, così come l’impianto di largo Chiaro Davanzati, realizzato da Roma Capitale e lasciato abbandonato dall’ex concessionario. Su entrambi sono stati pubblicati due bandi, andati deserti perché i due impianti risultano molto danneggiati ed occorrono investimenti ingenti, che in questo periodo i privati hanno difficoltà a sostenere. Successivamente è stato avviato un dialogo con dei soggetti che hanno manifestato interessi nella gestione delle strutture. A tal proposito va ricordato che, ad esito del Decreto Semplificazioni, dopo una gara andata deserta Roma Capitale può accogliere proposte di partenariato di iniziativa privata, il che consente un grande accorciamento dei tempi. Ad oggi ci sono state 4 interlocuzioni informali, due delle quali sono tutt’ora in corso. Il Dipartimento sta anche cercando di favorire delle soluzioni che consentano l’apertura immediata, parziale, degli impianti. Sono, infine, previsti degli interventi di bonifica da realizzarsi con oneri a carico di Roma Capitale: a tal fine gli impianti saranno ripresi in possesso (e vigilati) da parte del Dipartimento nei prossimi giorni.

L’impianto di via Sannio è stato ripreso in consegna da parte di Roma Capitale, che attualmente ne in carico la custodia e la vigilanza. Anche su questo impianto è stata avanzata una informale manifestazione di interessi da parte di un soggetto privato e da parte della Federazione scherma. Anch’esso sarà oggetto di un intervento di bonifica, comprendente sfalcio del verde e pulizia dai rifiuti.

Segnalo, infine, a tutti i soggetti interessati al patrimonio sportivo di Roma che è stato attivato lo Sportello Unico per le Attività Sportive (SUAS), un portale dedicato ai servizi on line erogati dal Dipartimento Sport e Politiche Giovanili ai concessionari di Impianti Sportivi Comunali, agli operatori economici, alle associazioni sportive, ai cittadini. Per accedere al servizio è necessario avere le credenziali (SPID o altre).

Lo sport amatoriale in sicurezza va incentivato, sostenuto, incoraggiato… e non fermato!

Abbiamo perso la battaglia, lo sport è stato fermato di nuovo, dopo essere stato vessato da settimane di comunicazioni terroristiche che avevano di fatto già danneggiato il settore, dimezzando gli iscritti ai corsi.

Non possiamo, però, arrenderci e non dobbiamo accettare passivamente che l’ignoranza, l’irrazionalità e la disinformazione prevalgano.

Il Governo ha commesso un errore, così come lo hanno commesso gli organi di informazione.

L’attività sportiva aumenta le difese immunitarie.

Il contagio si diffonde prevalentemente tra le mura domestiche.

Lo sport di base è un presidio sanitario preventivo.

Le strutture sportive che rispettano i protocolli sono sicure al 100%.

L’attività motoria non è un semplice svago ma una necessità per il corpo e per la mente.

Chi si allena insieme a un compagno di squadra asintomatico non viene contagiato se rispetta i protocolli.

La pratica sportiva è il farmaco più efficace che sia mai stato inventato dall’uomo.

Palestre e piscine sono gli unici luoghi dai quali le persone quando escono stanno meglio di quando entrano.

Lo sport amatoriale in sicurezza va incentivato, sostenuto, incoraggiato… e non fermato!

L’Assemblea Capitolina approva le proposte a sostegno degli Impianti Sportivi Comunali

Dopo quasi 10 ore di dibattito, che ha impegnato due intere sedute dell’Assemblea Capitolina, la delibera per introdurre misure a sostegno dei concessionari degli impianti sportivi capitolini, alla quale abbiamo lavorato per mesi, è stata approvata con voto favorevole unanime.

Il provvedimento introduce delle procedure più snelle che consentiranno la prosecuzione delle attività del settore in sicurezza, tramite la possibilità di installare delle opere temporanee, e mira a favorire un aumento della redditività delle gestioni, tramite la riconversione delle aree in concessione attraverso la realizzazione di opere permanenti.

Questa delibera nasce come una proposta di iniziativa popolare, elaborata nell’ambito degli incontri dell’Osservatorio sportivo capitolino, e poi è stata integrata per tener conto delle proposte delle opposizioni ed emendata per superare le irregolarità tecnico amministrative rilevate dagli uffici.

Ringrazio la Sindaca e la Giunta, in particolare l’Assessore Frongia, perché la condivisione che si è realizzata in questi anni è stata possibile grazie al loro sostegno. La Commissione prima e l’Aula poi hanno avuto la possibilità di confrontarsi e lavorare a lungo su questo atto, in passato la Giunta approvava con proprie Delibere dei nuovi regolamenti senza che nessuno ne sapesse niente.

I concessionari potranno realizzare delle installazioni temporanee, senza necessità di autorizzazioni preventive (ad es. coperture e spogliatoi), tramite una semplice comunicazione inviata al Dipartimento Sport.

I concessionari avranno inoltre la possibilità di realizzare modifiche permanenti alle strutture, con l’obiettivo di aumentarne il valore e la redditività. Ad esempio si potranno realizzare campi sportivi aggiuntivi (al posto di parcheggi o di aree verdi interne al perimetro di concessione), oppure si potranno sostituire campi da gioco esistenti con altri campi di diverse discipline sportive.

Il lungo approfondimento effettuato in aula, relativamente ai pareri di regolarità tecnico amministrativa sui numerosi emendamenti e sub emendamenti al testo originario, dimostra che il provvedimento entrato in vigore a Roma si inserisce in un contesto normativo nazionale vincolato, all’interno del quale è stata approvata una proposta innovativa, e al momento unica in Italia, per consentire la modifica di concessioni in corso nel rispetto del Codice dei contratti e del Testo unico dell’edilizia.

Testo definitivo della proposta

Sport a Corviale: palazzetto indoor o parco sportivo?

Oggi Roma compie un altro passo in avanti verso l’implementazione dell’offerta sportiva della città. La commissione congiunta Sport e Urbanistica ha, infatti, analizzato lo Studio di Fattibilità per la realizzazione di un nuovo impianto sportivo nel Municipio Roma XI, nel quartiere Corviale.

Intervento di sport sociale in via Maroi – Roma.

Grazie al lavoro illustrato dai tecnici di Sport e salute S.p.A. sono stati approfonditi due scenari di nuove infrastrutture sportive in aree attualmente prive di una precisa identità urbana ma che potranno acquisire una vocazione sociale e sportiva.

Il primo scenario prevede la realizzazione di un impianto indoor polivalente e polifunzionale, il secondo di un vero e proprio parco sportivo che si inserisce nel solco del nuovo panorama sportivo urbano legato all’affermarsi di pratiche innovative che assumono lo stesso territorio della città come terreno di gioco privilegiato.

Analizzati gli aspetti economici di realizzazione e gestione, le tempistiche complessive di attuazione e le capacità delle nuove opere di instaurare un dialogo con il contesto sociale, urbano e ambientale nelle quali si inseriscono la soluzione preferenziale, a mio modo di vedere, è rappresentata dallo scenario Parco Sportivo.

In un momento come questo in cui a seguito dell’esperienza del contagio da Covid-19 è necessario considerare il distanziamento sociale come strategia disponibile, l’opportunità offerta da questa tipologia di infrastruttura sportiva, consente, per le modalità di fruizione previste, una condivisione di spazi e di esperienza in una rinnovata valenza di comunità senza la necessità di aggregazione.

Questo tipo di infrastruttura “destrutturata ed informale” negli spazi e nelle strutture e attrezzature presenti potrà intercettare più facilmente gli eventuali nuovi orientamenti del mondo sportivo e del tempo libero, ancora in rapida evoluzione come modalità di fruizione e come tipologia di utenza.

L’intervento, esteso su una superficie complessiva di 72.000 mq, prevede un’area di parcheggio di circa 2.400 mq dimensionata in base a quanto previsto dalle NTA del PRG art.87 comma 2 e 3. Il parco sportivo è concepito al fine di favorire la fruizione da parte di un’utenza variegata, per fasce d’età (giovani, adulti, anziani) e tipologie d’utenza (cittadini, scuole, associazioni sportive del territorio), gestendo con soluzioni paesaggistiche l’eliminazione delle barriere architettoniche. Il parco ospita spazi per la pratica di discipline sportive tradizionali come il calcio a 5, la pallacanestro ed il beach volley, e quelle meno convenzionali degli urban sports come il pump track, il parkour, lo skate street e skate park e l’arrampicata. È presente inoltre un mini impianto denominato «smart track» per la pratica dell’atletica leggera ma volto anche per lo svolgimento di diverse attività sportive. Il percorso interno per podisti e pattinatori costituisce una spina che si sviluppa con continuità grazie ad un sovrappasso pedonale che consente di evitare l’interferenza con il flusso veicolare in ingresso su via Guglielmo Tagliacarne, permettendo al percorsi di richiudersi ad anello. La versatilità delle attività praticabili garantisce un utilizzo degli spazi eterogeneo e simultaneo, coprendo ogni fascia oraria e stagione, rendendo ancor più caratteristica l’identità del luogo.

Grazie a Daniele Frongia Assessore Sport, Politiche Giovanili, Grandi Eventi di Roma e Luca Montuori per aver partecipato alla seduta in rappresentanza della Sindaca Virginia Raggi, a testimoniare quanto questa Amministrazione ci tenga a portare avanti i migliori progetti per lo sport e il sociale. Il lavoro di squadra paga.

Avanti tutta!

Tavolo di conciliazione voucher Lazio Nuoto

Questa mattina si è svolto l’incontro che ho convocato per provare ad individuare una soluzione bonaria alla controversia tra gli utenti della piscina comunale di viale Giustiniano Imperatore e la Lazio Nuoto, originata dalla scelta della società di non rimborsare le quote versate dagli utenti ed emettere, in cambio, dei voucher utilizzabili presso altre strutture vincolati a delle condizioni illegittime (come ad esempio sottoscrivere un abbonamento annuale presso la nuova struttura, a tariffe superiori a quelle comunali). Che queste condizioni siano illegittime è stato ampiamente spiegato già nelle prime settimane di applicazione del decreto, come ad esempio in questo articolo pubblicato da Il Sole 24 Ore.

La scelta della Lazio Nuoto non è stata concordata con Roma Capitale, che ne è venuta a conoscenza soltanto nel momento in cui l’utenza ha manifestato il proprio malcontento indirizzando una lettera alla Sindaca. Roma Capitale, infatti, non è stata consultata dall’ex concessionario prima dell’emissione di tali voucher che, va ribadito, non rispettano la condizione prevista dal Decreto Rilancio, e cioè la possibilità di essere utilizzati incondizionatamente, e nel momento in cui il possessore lo desidera, presso la stessa struttura per la quale gli utenti hanno pagato. Riporto il testo del Decreto a beneficio di chi non lo ricorda:

I soggetti acquirenti possono presentare, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, istanza di rimborso del corrispettivo già versato per tali periodi di sospensione dell’attività sportiva, allegando il relativo titolo di acquisto o la prova del versamento effettuato. Il gestore dell’impianto sportivo, entro trenta giorni dalla presentazione dell’istanza di cui al periodo precedente, in alternativa al rimborso del corrispettivo, può rilasciare un voucher di pari valore incondizionatamente utilizzabile presso la stessa struttura entro un anno dalla cessazione delle predette misure di sospensione dell’attività sportiva.

La Lazio Nuoto, avrebbe potuto far recuperare i voucher già a partire da fine maggio, quando Roma Capitale ha autorizzato la riapertura di tutte le piscine comunali. La decisione di tenere chiusa la piscina di viale Giustiniano Imperatore, che ha impedito ai possessori dei voucher di utilizzarli nelle settimane immediatamente successive al lock down, è da imputare esclusivamente alla Lazio Nuoto. Diversamente dalle altre piscine comunali, infatti, che hanno ripreso immediatamente le proprie attività, la Lazio Nuoto ha tenuto chiusa la piscina, rendendo ancora più critica la già difficile situazione.

A settembre, non essendo più nelle condizioni di poter assicurare ai suoi iscritti l’utilizzo dei voucher presso la stessa struttura, la Lazio Nuoto avrebbe dovuto rimborsare in contanti i suoi iscritti.

Roma Capitale, al fine di tutelare i diritti degli utenti della piscina e, allo stesso tempo, tutelare anche la Lazio Nuoto, che ha dichiarato di non avere le risorse economiche sufficienti a rimborsare i voucher, ha convocato un tavolo di conciliazione nel tentativo di facilitare un accordo privato tra nuovo e vecchio gestore, tramite il quale i due soggetti avrebbero potuto concordare una suddivisione dell’onere del rimborso. Questa soluzione avrebbe consentito alla Lazio Nuoto di risparmiare rispetto all’unica alternativa rimasta, e cioè quella di farsi carico del 100% del rimborso. Come potete vedere dalla registrazione, però, la stessa Lazio Nuoto ha rifiutato tale possibilità.

Di conseguenza, le alternative rimaste sono solo due: la prima consiste nella possibilità dell’intervento diretto da parte del Comune per il rimborso dei voucher, con successiva rivalsa sulla società sportiva che lo ha emesso (siamo in attesa che l’Avvocatura Capitolina dichiari percorribile tale ipotesi), la seconda consiste nel far utilizzare incondizionatamente tali voucher presso le altre strutture comunali nelle vicinanze (previo accordo con i relativi concessionari). Alcuni utenti hanno suggerito come possibile soluzione far assumere in carico a Roma Capitale il debito della Lazio Nuoto, il che significa pagare un debito privato con soldi pubblici: questa “soluzione” prefigura un danno erariale perseguibile con una pena detentiva. Chiaramente non è una strada praticabile.

Ci tengo a ringraziare pubblicamente la Maximostiense per aver dimostrato uno spirito collaborativo nel confronti dell’Amministrazione, concretizzatosi nella possibilità che è stata data agli utenti dell’impianto comunale di iscriversi gratuitamente al nuovo anno sportivo, senza scontare neanche un euro del controvalore monetario dei voucher emessi dalla Lazio Nuoto. Analogamente, informo che tutte le ulteriori soluzioni che il Comune riuscirà ad offrire tramite i concessionari dei propri impianti non andranno a intaccare il diritto da parte dei possessori dei voucher di chiedere il rimborso del 100% del loro controvalore.

Approfitto, infine, per ringraziare pubblicamente anche l’Avv. Eleonora Panagia, che ha partecipato alla riunione in rappresentanza di circa 40 utenti, e con la quale l’Amministrazione ha avviato una proficua interlocuzione al fine di giungere all’obiettivo di difendere gli utenti della piscina e fornire loro assistenza al fine di ottenere giustizia.

Roma Capitale non ha contezza di quanti voucher siano stati emessi e non è in contatto diretto con gli utenti degli impianti sportivi comunali. Come detto in precedenza, l’assistenza che possiamo assicurare agli utenti si traduce in un supporto sul piano politico e non legale (dal punto di vista giuridico, si tratta di una controversia tra privati): tutti coloro che desiderano richiederla devono utilizzare il seguente modulo comunicando le informazioni in esso richieste.

Commissione sport del 7 ottobre 2020

Pubblico la registrazione dell’audizione del Ragioniere Generale, dott.ssa Anna Guiducci, sul tema della cancellazione dei canoni per il periodo di mancato utilizzo delle palestre scolastiche causato dalle chiusure connesse alla pandemia da Covid-19.

La seduta è stata molto lunga e, per chi desideri saltare le “premesse”, segnalo che la dott.ssa Guiducci si è collegata a partire dal minuto 51.

In sostanza, la Ragioniera ha spiegato che il provvedimento in esame non trova copertura finanziaria con i fondi messi a disposizione da parte del Governo nazionale e, di conseguenza, poichè gli Enti Locali devono rispettare il pareggio di bilancio, occorre ridurre altre voci di costo all’interno del bilancio 2020 di Roma Capitale.

La regolarizzazione delle relative mancate entrate potrà essere effettuata con la prossima variazione di bilancio, in previsione della quale ho inviato agli Assessori al bilancio e allo sport la lettera che vi riporto.

Oggetto: nota a seguito seduta della X Commissione Sport, Benessere e Qualità della Vita del 7 ottobre 2020. Quantificazione delle minori entrate dovute a canoni non versati da parte dei concessionari dei Centri Sportivi Municipali per il periodo marzo-giugno 2020.

Gentili Assessori,

con riferimento a quanto emerso nel corso della seduta del 07/10/2020 vi scrivo per evidenziare che, nonostante i municipi abbiano provveduto alla quantificazione degli importi per i mancati introiti relativi ai canoni dei Centri Sportivi Municipali (CC.SS.MM.), dandone comunicazione alla Ragioneria Generale, si sono riscontrate, da parte delle stesse strutture municipali, diverse segnalazioni di criticità causate dalla mancanza di una chiara disposizione che consenta ai Direttori delle Direzioni Socio-Educative di cancellare i canoni per i periodi di sospensione delle attività alle Associazioni Sportive concessionarie degli stessi CC.SS.MM. 

Mi corre l’obbligo di premettere che l’orientamento – peraltro unanime – di questo indirizzo politico è stato, sin da subito, quello della cancellazione dei canoni per i CC.SS.MM. e si è tradotto in una serie di atti, mozioni e Delibere approvati dall’Assemblea capitolina, fra le quali la più rilevante in materia è la modifica dell’art. 6 della D.A.C. n. 41/2018 ultimo comma, operata con D.A.C. n. 78/2020.

Tuttavia, tenuto conto della nota del Direttore del Dipartimento Sport e Politiche Giovanili, protocollo n. EA20200007874 del 30 luglio 2020, con la quale si fornivano interpretazioni relative alla precitata modifica; ricordato che gli Enti Locali sono soggetti al vincolo dell’equilibrio di bilancio, e che, di conseguenza, ogni variazione in diminuzione delle entrate o di incremento delle spese deve essere controbilanciata da variazioni di segno contrario all’interno delle voci di bilancio dell’Ente stesso, appare necessario procedere alla formulazione di un provvedimento di Giunta Capitolina che garantisca, a fronte della cancellazione dei canoni in questione, gli equilibri di bilancio. 

A tale proposito, se per un verso sono a segnalare le specifiche criticità riscontrate nelle comunicazioni ricevute da ogni struttura municipale, di contro chiedo alle SS.LL. di provvedere ad un atto specifico che, espressamente, preveda la cancellazione dei canoni in occasione della prossima (ultima) variazione al bilancio 2020 da approvare in Assemblea Capitolina entro il mese di novembre.

Relativamente alle possibili fonti di finanziamento della manovra in esame sono ad indicare, a titolo meramente esemplificativo e restando esclusivamente nell’ambito dello sport, i fondi per la promozione sportiva, quelli per eventi e manifestazioni sportive municipali, nonché quelli a disposizione dell’Ufficio di Scopo Euro 2020 per la realizzazione delle  Fan Zones che, vista la cancellazione ovvero lo slittamento ad altro anno degli eventi, non sono stati utilizzati. 

Ringraziando per la collaborazione, invio distinti saluti.

Commissione sport su Campo Testaccio

a Commissione sport ha espresso parere favorevole alla proposta di attribuire rilevanza cittadina a Campo Testaccio, mantenendo quindi la competenza amministrativa in capo al Dipartimento Sport.

Hanno partecipato al voto 8 consiglieri, di cui 5 si sono espressi favorevolmente e 3 si sono astenuti.

Nessun consigliere ha espresso parere contrario.

La proposta è stata quindi approvata a maggioranza e, diversamente da quanto è stato fatto credere da alcuni giornali, questo non significa che sia stato fermato l’iter per l’approvazione di alcun progetto, a partire da quello al quale ha lavorato il Municipio I.

E non è vero che questo è avvenuto a causa delle “bizze” di un singolo Consigliere (che sarei io…). Di fatto è vero esattamente il contrario.

L’attribuzione della competenza al Dipartimento è ampiamente condivisa e l’iter per l’approvazione del progetto al quale ha lavorato il Municipio non è stato fermato per una polemica di natura politica ma per un motivo oggettivo di natura giuridica, perché quel progetto non include l’attuale concessionario dell’area.

Proprio grazie al lavoro della Commissione sport, tale criticità è stata posta all’attenzione del Municipio, dandogli la possibilità di superarla, ed evitando che l’iter venga fermato davvero, in futuro, a causa del contenzioso che potrebbe originarsi se fosse approvato un progetto “ballerino” e che è opportuno prevenire.Esattamente il contrario di quello che è stato scritto. Come purtroppo accade un po’ troppo spesso…

A beneficio dei giornalisti e dei cittadini interessati a riportare i fatti in modo veritiero e corretto, pubblico la registrazione della seduta odierna e segnalo la registrazione di quella del 6 agosto scorso: Campo Testaccio, Zingaretti e Alfonsi dimenticano l’attuale concessionario.

Installazione delle colonnine di ricarica elettrica presso gli impianti sportivi comunali

I parcheggi degli impianti sportivi comunali fanno parte delle aree dove è possibile installare delle colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.

La Commissione sport ha invitato i rappresentanti del principale fornitore, Enel X, e dell’Assessorato Mobilità, per fornire chiarimenti ai concessionari interessati.

La segreteria della Commissione predisporrà un breve vademecum con le indicazioni delle strutture alle quali ogni concessionario deve rivolgersi per le necessarie autorizzazioni, a seconda se il parcheggio sia accessibile 24 ore al giorno (e quindi si trovi su un’area completamente pubblica) oppure se sia utilizzabile esclusivamente dagli utenti dell’impianto.

Pubblico la registrazione della seduta a beneficio di chi non si è potuto collegare in diretta.

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