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La notte bianca degli impianti sportivi comunali

Un anno di sopralluoghi insieme ai membri della Commissione sport è stato utile per acquisire la consapevolezza che gli impianti sportivi comunali sono un servizio pubblico di cui la città deve andare fiera.

È vero, non tutto è perfetto. Anzi siamo molto lontani dalla perfezione. A cominciare dallo stadio Flaminio e dal Palazzetto dello Sport, sono tante le strutture pubbliche in difficoltà. Ma questo lo sanno tutti.

Quello che invece molti non sanno è che ci sono strutture di eccellenza che, al contrario, offrono un servizio di qualità a tariffe calmierate, fissate dal Comune. Non saprei contare le volte che ho visto i miei interlocutori sgranare gli occhi e domandare “davvero quello è un impianto comunale”?

È per questo motivo che io e l’Assessore Frongia da un anno ci battiamo per valorizzare il patrimonio impiantistico di Roma Capitale con eventi che promuovano lo sport come veicolo di integrazione sociale e culturale della città e che riconoscano nell’attività fisica un momento di alta valorizzazione della persona.

Da qui nasce l’idea di organizzare una grande festa dello sport che, per un giorno, veda protagonisti gli impianti sportivi di Roma Capitale quale simbolo del rilancio dell’attività e della promozione sportiva nella città.

Ridiamo insieme lustro allo sport per tutti! Il prossimo 9 settembre si svolgerà la prima “Notte bianca degli Impianti Sportivi di Roma Capitale”.

Protocollo d’intesa per l’uso delle palestre scolastiche in orario extrascolastico (bozza)

A chiusura di una serie di incontri tra Roma Capitale, MIUR e Coni Lazio, ai quali hanno partecipato, per Roma Capitale, gli Assessorati e le Commissioni scuola e sport. Siamo giunti ad elaborare una bozza di protocollo d’intesa che disciplini i rapporti tra istituzione scolastica ed ente locale.

La pubblico al seguente link:

Bozza di Protocollo di intesa Roma Capitale – MIUR – Coni Lazio

Questo documento, se approvato (siamo in attesa da tre settimane del parere dell’Assessore Baldassarre), sarà il punto di partenza per il nuovo Regolamento per l’affidamento degli spazi presso i Centri Sportivi Municipali.

Approfitto per complimentarmi con Teresa Zotta e lo staff della Commissione scuola, che è stata nei fatti la nostra capofila.

La festa dell’acqua all’Ortolino


Il 7 maggio, Ortolino, l’orto urbano nato da un progetto dell’Istituto Nazionale di Bio Architettura, ha festeggiato l’arrivo dell’acqua corrente grazie alla realizzazione di un nuovo pozzo, indispensabile per l’irrigazione dei lotti coltivati.

È bello vedere riuscire progetti che, in passato, io stesso prima di diventare Consigliere comunale ho tentato invano di realizzare (il progetto di orto urbano WeZapp! non fu autorizzato).

Il progetto Ortolino nasce nel marzo del 2013 come orto dipartimentale ed è destinato fondamentalmente alla promozione di buone pratiche di sostenibilità ambientale ed al presidio di aree altrimenti esposte al rischio di speculazione edilizia. Prima di Ortolino, infatti, l’area era in stato di abbandono ed utilizzata, sostanzialmente, come discarica abusiva.

L’iter burocratico è stato lungo ed estenuante. Avviato nel settembre del 2014, un anno dopo, tra il settembre e l’ottobre del 2015, sembrava tutto risolto: l’area è stata bonificata a spese dei soci, con un investimento di circa 7.000 euro e la promessa di avere l’acqua entro Natale. Tutto, invece, si è fermato di nuovo:

Ci siamo fidati di quanto ci era stato promesso dal Comune e dal Catasto del verde, ci dicevano che avremmo avuto l’acqua entro Natale del 2015. Non è arrivata e abbiamo scoperto che il pozzo – distante poche decine di metri dall’area dell’orto, ndr – era di proprietà dell’Inpdap, passato poi al Comune, e che la domanda di messa a norma era ferma da 12 anni alla Provincia
Fonte: intervista a Giovanni Fattorini

Fino ad arrivare ai mesi più recenti. I soci di Ortolino hanno finalmente ottenuto l’autorizzazione che mancava per procedere allo scavo di un nuovo pozzo. Non è stato facile e siamo contenti di aver contribuito alla riuscita di questo progetto!

Ridisegnare l’immagine delle città è oggi possibile! E gli orti urbani rappresentano la soluzione.

Ringrazio il Presidente Giovanni Fattorini e tutti gli ortolini, che sono i veri protagonisti di questo bellissimo esempio (riuscito!) di recupero urbano. Le immagini che seguono parlano da sole…

Rilanciamo insieme il Tevere! La seconda vita di Roma

Immaginereste mai che fino alla metà del secolo scorso i Romani si godevano il fiume della città come luogo di villeggiatura e palestra all’aria aperta? Ebbene sì nel “Biondo Tevere” nuotavano, organizzavano gare di motonautica e a Capodanno i più audaci si esibivano nella tradizionale tuffata della notte di San Silvestro!

Guadate per credere…… il Tevere era il

centro balneare dei romani che in villeggiatura vogliono arrivarci a piedi

Oggi il Tevere, nonostante il degrado dilagante, continua ad essere luogo di aggregazione e teatro di diverse attività sportive, tuttavia gran parte delle sue risorse non sono valorizzate e le sue potenzialità rimangono ancora inespresse.

Per questo motivo la Commissione Sport che presiedo ha intenzione di portare avanti un processo di riqualificazione delle sue sponde, in sinergia con le Istituzioni competenti, ma soprattutto attraverso il dialogo costante e il supporto della Cittadinanza attiva.

Come? Attraverso lo sport che si fa protagonista e diventa volano di rinascita e valorizzazione per la Città.

Nello specifico la Commissione intende:

  • rendere nuovamente praticabile la rampa di accesso da Ponte Testaccio;
  • dare voce alla Cittadinanza attiva, coinvolgendola nei tavoli istituzionali, per la definizione condivisa di progetti di sviluppo e valorizzazione del Tevere come la creazione di centri di aggregazione inclusivi e aperti;
  • rendere facilmente accessibile la banchina sinistra, semplificando le procedure per il rilascio delle autorizzazioni alle associazioni che ne fanno richiesta per la realizzazione di eventi ed attività sportive, oppure realizzando progetti a costo zero;
  • studiare la fattibilità, economica e non solo, di un intervento per unire i due tratti della riva sinistra, oggi separati da circa 300 metri di vegetazione che impedisce il transito sia ai mezzi motorizzati sia ai pedoni;
  • regolarizzare la situazione dei galleggianti sul Tevere, ad oggi tutti privi di titolo abilitativo edilizio.

Abbiamo raccolto una sfida ambiziosa e ci impegneremo al massimo per restituire alla città un luogo identitario ora abbandonato a se stesso!

Palestra di via Sannio, seconda puntata

Nel novembre dello scorso anno la Commissione sport si è occupata per la prima volta della palestra di via Sannio, chiusa dal luglio del 2015 a causa del pessimo stato manutentivo dell’impianto. La Commissione individuò come unica soluzione percorribile, scartando l’ipotesi di un prolungamento dell’attuale concessione, quella di rimettere a gara la gestione del servizio (Una sola soluzione per la palestra di via Sannio: il nuovo regolamento).

Nel frattempo, a fine gennaio, il concessionario ha trasmesso al Dipartimento una proposta con la quale supera il problema rappresentato dall’impossibilità di concedere il prolungamento, impegnandosi a finanziare i lavori e, al termine della concessione, partecipare al bando di gara per la nuova concessione. In tal modo il Comune non corre il rischio di vedere andare deserta una gara per l’affidamento di un impianto su quale peserà un debito non ancora ammortizzato.

Questa soluzione ha il pregio di essere immediatamente percorribile, motivo per cui la ritengo preferibile a quella alternativa (riconsegna dell’impianto al comune e successiva procedura di gara).

Ciononostante, la nostra volontà è far fare agli uffici il proprio lavoro, in piena autonomia, quindi non chiediamo di rispondere positivamente. Chiediamo, però, di rispondere e di farlo in tempi rapidi, perché ogni giorno che passa senza procedere verso una delle due soluzioni aumenta il potenziale danno erariale causato dall’immobilismo le cui vittime sono, sempre e comunque, i cittadini.

Al termine della commissione, come è ormai divenuta prassi, ho quindi inviato una nota agli uffici per sollecitare una risposta e, soprattutto, l’avvio di una procedura (qualunque essa sia!) che porti alla riapertura dell’impianto.

Tennis Team Vianello e la terra di mezzo

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Il Tennis Team Vianello, impianto comunale che si affaccia sulla Cristoforo Colombo, di cui si è trattato nella Commissione del 28 febbraio presso la “Casa della Città”, è stato dato in concessione nel maggio 2005.

Una sentenza passata in giudicato ha stabilito che parte del terreno, circa 1.200 metri quadri, non è più da individuarsi in capo a Roma Capitale, bensì ad un privato, per usucapione. Il legale del concessionario ha spiegato che “il giudizio attualmente pendente (in seguito all’appello di Roma Capitale, rigettato) non verte sulla titolarità del bene, ormai persa da Roma Capitale, bensì sulla domanda risarcitoria presentata dal privato (circa un milione di euro) con richiesta dei danni derivanti dal mancato godimento del bene”.

Il rischio più prossimo è che il proprietario dell’area, attualmente ancora in gestione alla Tennis Team Vianello, sia immediatamente immesso, con provvedimento del giudice, nel possesso del bene. Nel corso dell’ultima udienza, finalizzata al tentativo obbligatorio di conciliazione, il proprietario dell’area ha manifestato, però, il disinteresse al suo utilizzo, invitando formalmente Roma Capitale ad acquistarne la titolarità. È evidente, quindi, che il privato cerca solo un beneficio economico.

La necessità  di sanare al più  presto la situazione descritta è accentuata dal fatto che il concessionario paga attualmente a Roma Capitale un canone per un’area di cui in parte il Comune non è più proprietario.

La situazione è risolvibile avviando una procedura di esproprio. L’indennità dovuta è stata stimata intorno ai 30.000 euro, aggravata dell’importo previsto dall’art. 42 del Testo Unico sulle Espropriazioni (con cui il legislatore individua i presupposti per la liquidazione di indennità aggiuntive nei casi di specie). Questo è quanto comunicato in udienza dall’Amministrazione alla controparte processuale ed è quanto la Commissione ha approvato politicamente. 

I prossimi passi, formalizzati dal sottoscritto con una apposita nota, consistono innanzitutto nella verifica del fatto che la stima del valore del terreno tenga conto della relativa destinazione urbanistica (Ufficio Espropri), successivamente sarà predisposta la Delibera necessaria a dare attuazione all’esproprio (Dipartimento Sport) e, infine, sarà calendarizzata e votata in aula in tempi rapidi (Assemblea Capitolina).

 

Stadio del rugby Corviale, l’eccellenza in periferia

stadiorugbycorviale

Il 27 febbraio si è svolto un sopralluogo nell’impianto gestito dall’Associazione sportiva Arvalia Villa Pamphili Rugby alla presenza di rappresentanti dell’ASD, della FederRugby e dell’amministrazione con l’obiettivo di raccogliere informazioni sulle problematiche riguardanti l’impianto e valutare le successive iniziative da intraprendere.

L’impianto, gestito con grande passione dal concessionario, consiste in un campo da rugby in erba sintetica, degli spogliatoi, una palestra ed una clubhouse, dove sono esposti i tanti trofei vinti. La funzione sociale dell’impianto che conta già 620 tesserati nel 2017, in crescita rispetto agli iscritti del 2016, è davanti agli occhi di tutti.

Il primo nodo da affrontare (che riguarda almeno altri 5 impianti sportivi comunali) è quello della rinegoziazione del mutuo a carico dell’Associazione, acceso a suo tempo per il rifacimento del manto del campo: quello precedente, in terra, presentava problemi di drenaggio, da qui la scelta a favore di un campo sintetico. Il concessionario paga interessi già di per sé elevatissimi (su un mutuo a tasso fisso del 6,51%), che vanno ulteriormente a crescere in caso di morosità (il tasso sale del 3% circa in questa circostanza). L’amministrazione si attiverà per favorire una rinegoziazione del mutuo, volta a prolungare la durata del mutuo fino alla scadenza della concessione e ad una revisione del tasso d’interesse applicato. Attualmente il concessionario paga oltre 40 mila euro annuali per il mutuo, su un impianto il cui canone di concessione ammonta a poco più di mille euro.

Il secondo nodo è quello dell’efficientamento energetico e delle varie utenze (luce, acqua e gas) che rappresentano un costo importante per l’impianto (circa 27 mila euro annui). La questione necessita, tra l’altro, di un confronto con i gestori delle varie utenze, esplorando le possibilità di una sponsorship eventuale su tutti gli impianti pubblici diffusi sul territorio capitolino. Una collaborazione di questo tipo, magari definita nei criteri precisi di una convenzione, consentirebbe un taglio consistente dei costi sostenuti dall’Associazione Arvalia e, in estensione più ampia, da tutti i concessionari che operano a Roma erogando servizi sportivi alla collettività.

Passiamo all’ultimo nodo: il terreno adiacente all’impianto, di proprietà dell’amministrazione capitolina, attualmente in stato di abbandono. Si tratta di un terreno ampio e verde, attualmente “utilizzato” da erba alta e sterpaglie. È chiaro che uno spazio tale, in una situazione periferica connotata dalla funzione di socialità già rammentata, non può essere trascurato o continuare ad essere inutilizzato. Qui si riscontra una difficoltà nel definire la destinazione urbanistica dell’area, rimasta sempre esclusa da qualsiasi progettazione e perimetrata all’interno del contratto di quartiere. Il sogno degli attuali gestori è quello di creare uno spazio ulteriore adibito alle discipline sportive, possibilmente un minicampo di atletica. Ma se anche si trattasse di un prato da utilizzare per attività varie in alternativa al campo in erba sintetica, questo andrebbe certamente ad “aiutare” sul versante della costosa manutenzione di quel campo. In ogni caso, un qualsiasi utilizzo alternativo a quello attuale costituirebbe un netto miglioramento della situazione.

Le parole del Presidente dell’Associazione ben sintetizzano la volontà di collaborazione che ci impegniamo a perseguire: “L’impianto è frutto di impegno, sacrificio e passione. È un sogno avverato. Da due anni stiamo cercando interlocutori e finalmente ce li abbiamo!”

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