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A proposito di “gravi violazioni”

A volte sarebbe meglio tacere. La settimana scorsa la Vicepresidente della Commissione ha denunciato (tramite la citata domandissima), una “grave violazione” da parte mia dell’articolo 90, comma 5, del Regolamento del Consiglio Comunale (Richiesta urgentissima Celli) con riferimento alla quale ho chiesto chiarimenti, non ravvisando alcuna violazione (Risposta urgentissima Celli). Poichè non mi ha ancora risposto, per non restare urgentissimamente in attesa all’infinito, ho provveduto a rettificare le parole “della Commissione Capitolina Permanente X” con le parole “del Consigliere Angelo Diario”.

Nel frattempo, ho riflettuto sul significato dell’espressione “grave violazione” e mi è tornata alla mente la stessa Vicepresidente e la sua proposta di Regolamento per i Centri Sportivi Municipali, risultato di un grande lavoro di ben quattro anni e mezzo che è stato avviato nel lontano luglio 2013.

Associo questa proposta all’espressione “grave violazione” perchè essa, che è l’unica proposta di deliberazione sullo sport depositata dalla “sinistra” nel corso di due consiliature, contrasta con i criteri contabili comunali e con le norme nazionali. In particolare, la proposta ha ricevuto i pareri non favorevoli da parte della Ragioneria (buona lettura: pareri Ragioneria Generale Regolamento Celli) e da parte del Segretariato Generale (buona lettura: parere Segretariato Regolamento Celli), mentre il Dipartimento Sport ha rilasciato un parere favorevole condizionato a determinate modifiche che non sono state apportate (come riportato nel parere del Segretariato).

Viene il dubbio che il parere del Segretariato Generale non sia stato letto e, se pure lo è stato, senza alcun dubbio non è stato capito, visto che, come potete leggere, la Vicepresidente ha dichiarato alla stampa il contrario di ciò che c’è scritto (“parere favorevole di Ragioneria e Dipartimento sport”).

A proposito di “gravi violazioni”, il Segretariato ne osserva una relativamente al riparto delle competenze tra politica e amministrazione: il regolamento proposto non tiene conto della differenza tra l’indirizzo politico, esercitato dagli organi di Governo, e le funzioni amministrative, che spettano ai Dirigenti (art. 4 del D. Lgs. n. 165/01).

A proposito di “gravi violazioni”, il Segretariato ne osserva un’altra relativamente al TUEL: il regolamento proposto non tiene conto delle funzioni della dirigenza (art. 107 del D. Lgd. n. 267/00).

E, a proposito di “gravi violazioni”, il Segretariato ne osserva un’altra ancora relativamente al Codice dei Contratti pubblici (D. Lgs. n. 50/2016): il regolamento proposto non tiene conto di cosa scrive l’ANAC nella delibera n. 1300/2016, ignorando quindi la differenza tra un affidamento in concessione e un affidamento in appalto.

Questo non lo dice l’inesperto e incompetente Angelo Diario, questo parere lo sottoscrivono il Direttore della Direzione Supporto giuridico amministrativo agli Organi dell’Amministrazione, il Segretario Generale e il Vice Segretario Generale Vicario nelle motivazioni con le quali spiegano perchè il testo irresponsabilmente portato in aula la scorsa settimana è illegittimo (e, quindi, è bocciato dalla legge, non dal Movimento 5 Stelle).

Io, inesperto e incompetente, ho votato contro questo testo osservando alcune criticità che ho illustrato in Consiglio (prima di leggere le motivazioni del Segretariato) e che sintetizzo di seguito.

Considerando che, tramite questo regolamento, si debba addivenire ad un “contratto pubblico”, è singolare che non venga mai citato il Codice dei Contratti: eppure ne abbiamo parlato decine di volte in Commissione. Considerando che si sta scrivendo una norma regolamentare, gli estensori avrebbero dovuto almeno “vedere”, magari anche leggere, se non proprio studiare, quelle che sono le basi della materia. In effetti, il testo si rivela non conforme alle norme nazionali.

Tutto il testo si basa sull’erroneo presupposto che si stia dando in “gestione temporanea” una porzione di immobile. Effettivamente il termine può trarre in inganno: Centri Sportivi Municipali fa pensare che l’oggetto del contratto sia la gestione di un luogo fisico, mentre in realtà si concede l’uso di uno spazio per la prestazione di un servizio sociale.

Entrando più nel dettaglio, emergono ulteriori criticità, come ad esempio l’affidamento esclusivo o prioritario ad Associazioni (artt. 5 e 12), che deve essere efficacemente motivato. Questa motivazione manca del tutto.

All’art. 10 si parla di “centri di ricavo dedicati”, quando la Ragioneria Generale ha più volte ribadito che la previsione di entrate vincolate può essere stabilita solo dalla normativa nazionale, oppure da un regolamento di contabilità; non é invece possibile stabilire un obbligo giuridico di questo tipo in un regolamento. Invito gli estensori del testo a rileggere il verbale della seduta di Commissione dello scorso 20 giugno (alla quale, comunque, erano presenti).

Passando ai criteri per l’attribuzione dei punteggi (art. 6), rilevo la previsione di voci che vanno contro il principio di parità di trattamento. L’esperienza, misurata in termini di anzianità nello svolgimento di attività o, peggio ancora, di affiliazione a Federazioni o Enti di Promozione Sportiva, costituisce una limitazione alla concorrenza che viola la legge.

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Politiche sportive per Roma: il bilancio di un anno e mezzo di lavoro

Il consiglio straordinario sullo sport del 2 novembre è stata un’occasione per fare un primo bilancio del lavoro svolto da inizio consiliatura, per riflettere sulle principali difficoltà incontrate, sui tempi necessari a vedere i primi risultati concreti.

Il baricentro intorno al quale ruotano le considerazioni che desidero condividere è costituito dalla seguente domanda: la forza politica che governa una città può decidere cosa vuole e realizzarlo quando vuole? La storia recente della capitale dimostra che la risposta é negativa. Chi firma gli atti amministrativi sono i dirigenti, e non i consiglieri. É per questo che occorre governare insieme agli uffici. Perchè l’alternativa, indipendentemente dal fatto che gli errori siano dell’uno oppure dell’altro, è l’immobilismo.

Il consiglio del 2 novembre è stato convocato con la richiesta di audire il Presidente dell’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione), Cantone, per chiedere chiarimenti circa l’applicazione del Codice dei Contratti pubblici agli impianti sportivi comunali e alle palestre scolastiche, ed nella premessa dell’intervento che potete ascoltare, non ho potuto fare a meno di esprimere lo sconcerto di fronte a questa richiesta dei consiglieri di minoranza. Richiesta che definisco sconcertante per due motivi. In primo luogo perchè l’ANAC si è già espressa chiaramente sull’argomento, con numerose delibere e pareri interpretativi che ho illustrato personalmente in diverse sedute della Commissione sport (ad esempio vi invito a leggere il verbale del 7 febbraio 2017). In secondo luogo perchè se ogni comune italiano chiedesse a Cantone di intervenire personalmente in Consiglio per fornire chiarimenti, non gli basterebbero 20 anni per fare il giro d’Italia (e Cantone non si occupa solo di Codice dei Contratti, che a sua volta non si applica solo ai servizi sportivi). Insomma pura follia.

Forse i consiglieri di minoranza, sebbene siano quelli esperti e competenti, non sanno che, oltre all’ANAC, possono rivolgersi alle strutture capitoline che hanno il compito di offrire un supporto tecnico e giuridico ai consiglieri. Per quanto mi riguarda, ho scritto spesso al Segretariato Generale e all’Avvocatura Capitolina per chiedere dei pareri sugli aspetti più dibattuti circa l’applicazione del Codice dei Contratti. A differenza dei miei colleghi che siedono nei banchi dell’opposizione, infatti, sono consapevole di aver bisogno di aiuto. E grazie a loro anche io, inesperto e incompetente, e non laureato in giurisprudenza, sono in grado di comprendere quanto è stabilito dal Codice.

Il rapporto tra politica ed amministrazione non si esaurisce qui. Come ho scritto all’inizio, infatti, la politica da sola non può decidere ciò che vuole. Nel corso di questo anno e mezzo ci siamo imbattuti in decine di casi concreti che lo dimostrano. Ad esempio, l’impianto sportivo di Via Como è incompiuto per colpa della mancanza di volontà politica? No. La colpa è stata della variante al progetto presentata dalla Giunta Alemanno? Nemmeno. L’impianto è incompiuto perchè il Segretariato ha avanzato dei dubbi sulla legittimità della scelta fatta dalla parte politica, e non condivisa con la parte amministrativa, dell’affidamento diretto a CAM: questa scelta, giusta o sbagliata che sia, ha comportato il blocco del cantiere per anni. La politica, quindi, non può decidere ciò che vuole senza il parere favorevole degli uffici.

Un altro esempio è costituito dalle Schede Merloni riferite agli investimenti negli impianti sportivi comunali: nel 2015 il Consiglio decise di inserirle nella programmazione triennale del Comune, la Ragioneria Generale successivamente non diede seguito a tale inserimento, bloccando tutti i progetti. L’attuale governo, diversamente, ha concordato una procedura ed i criteri per l’inserimento dei progetti tramite una serie di incontri con Segretariato, Ragioneria e Dipartimento sport e, finalmente, il prossimo anno queste opere potranno essere realizzate e/o acquisite al patrimonio pubblico.

Un altro esempio lo troviamo nei prolungamenti delle concessioni. La politica può decidere di prolungare una concessione, anche se il Segretariato sostiene che la legge lo vieti? No, non può. E, infatti, ciò non è mai avvenuto. Con la Commissione sport abbiamo affrontato decide di casi di questo tipo. Sembra quasi una strategia: da una parte i politici di turno hanno strizzato l’occhio ai concessionari (“tranquilli, la concessione ve la prolunghiamo”), dall’altra gli hanno strizzato i gioielli di famiglia (“ve le prolunghiamo, ma non subito: ne riparliamo alla prossima consiliatura”). Abbiamo affrontato numerosissimi casi che, da oltre un decennio, attendono una soluzione definitiva. Naturalmente non penso che sia andata così. La verità è che in passato non si usava studiare le leggi prima di fare promesse e, quindi, in buona fede, si prendevano impegni non realizzabili. Atti che si pensavano leciti, in realtà erano illegittimi e quindi non si sono mai potuti formalizzare. A prescindere dal fatto che la città sia stata governata da furbetti in malafede oppure ignoranti in buona fede, il risultato è lo stesso: un periodo troppo lungo di mal governo.

Il nostro modo di governare è, quindi, attraverso la condivisione. Con il Segretariato ho avuto due incontri per discutere della “delibera ponte” tra vecchio e nuovo regolamento per gli impianti sportivi comunali, in quelle due occasioni mi è stato spiegato che non si possono modificare solo due o tre articoli dell’attuale regolamento ma è necessario aggiornarlo interamente. Di conseguenza, la delibera ponte è confluita nelle norme transitorie del nuovo Regolamento, che ho depositato il 9 novembre. Norme transitorie che costituiscono l’articolo più critico di tutto il testo. Anche in questo caso, le maggiori difficoltà per il lavoro che è stato portato avanti dall’attuale Amministrazione sono consistite nel dover rimediare agli errori lasciati in eredità da chi ha governato in passato, che non ha avuto la capacità (ignoranti in buona fede) o il coraggio (furbetti in malafede) di affrontare.

La condivisione con gli esperti del settore, dai quali abbiamo accolto contributi importantissimi. Approfitto per ringraziarli tutti, in particolare coloro che non sono vicini all’attuale maggioranza ma che, per amore della città, hanno messo le proprie competenze a disposizione delle istituzioni, indipendentemente dal colore politico. Ai nostri tavoli di lavoro hanno partecipato elettori che non hanno votato e che mai voteranno il Movimento 5 Stelle ma che, per la prima volta, sono stati ascoltati ed hanno creduto alla partecipazione vera che stiamo realizzando.

Anche grazie a loro, i regolamenti che approveremo ci permetteranno di disincagliare una situazione ferma non da un anno e mezzo, non da 5 anni, ma da più di un decennio.

La domandissima della consigliera Celli

Per un anno e mezzo ho cercato di tenere alto il livello del confronto con i colleghi di minoranza, ringraziandoli per le iniziative portate avanti congiuntamente e facendo passare sotto silenzio le piccole scorrettezze. Per un anno e mezzo ho dato la massima disponibilità nel dedicare spazio a tutti i temi proposti dai Commissari e a facilitare la partecipazione di tutti. Solo per fare un esempio, su richiesta della Vicepresidente Celli ho anticipato alle 10:30 la convocazione della Commissione di questa settimana per evitare un accavallamento con la commissione Trasparenza, nonostante sia quest’ultima ad aver convocato “fuori orario”.

Tale atteggiamento non è ricambiato con comportamenti altrettanto corretti. Non so se il motivo sia una disattenzione “alla Homer Simpson” oppure vera e propria malafede, in entrambi i casi sono stanco. Oggi, quindi, rendo pubblica la lettera di chiarimenti che ho dovuto inviare al Presidente dell’Assemblea Capitolina e al Segretario Generale su richiesta urgentissima della consigliera Celli, pervenuta nota prot. n. 20661 del 10 novembre 2017 ed avente ad oggetto, per l’appunto, la richiesta urgentissima di chiarimenti in merito alla proposta depositata dal Presidente della Commissione X, in data 9/11/2017, ai sensi dell’art. 50 RCC, su “Proposta di iniziativa della X CCP”, in modo che tutti possano conoscere anche cosa c’è dietro le quinte di determinati atti.

Nella nota si chiede, in sostanza, se la proposta di delibera che ho depositato il 9 novembre debba essere di iniziativa della Commissione oppure del sottoscritto. Le ho urgentissimamente risposto.

In effetti è vero che alla Vicepresidente non può attribuirsi niente del testo che ho depositato, il motivo però è la mancanza di volontà da parte sua: il sottoscritto non ha mai impedito a nessuno di partecipare persino agli incontri con gli operatori del settore, che spesso hanno avuto luogo in aula Giulio Cesare al termine dei Consigli del giovedì (quindi in luogo tutt’altro che segreto!).

Per quanto mi riguarda si tratta ad ogni modo di un aspetto irrilevante: non è certo il tipo di “iniziativa” a caratterizzare l’atto, bensì il suo contenuto. Ritengo però giusto valutare con l’attenzione che merita questa domandissima che, in tanti mesi, è stato effettivamente l’unico contributo che la Vicepresidente ha formalizzato, dunque è doveroso rispettarlo. D’altronde, è dal 2006 che il Regolamento più importante per lo sport cittadino attende di essere riallineato alle norme nazionali e sono certo che non sarà qualche giorno in più a far precipitare inesorabilmente le sorti dell’impiantistica cittadina.

Buona lettura (che pazienza che ce vò!).


Oggetto: Urgentissimi chiarimenti in merito alla proposta di delibera “Nuovo regolamento per gli impianti sportivi di proprietà di Roma Capitale”.

Caro Presidente, Egregio Segretario, Gentili Colleghi Commissari,

con riferimento alla nota protocollo n. RQ/20661 del 10 novembre 2017 avente ad oggetto “Richiesta urgentissima chiarimenti in merito alla proposta depositata dal Presidente della Comm. X in data 9/11/2017 su proposta di iniziativa della X Commissione”, a beneficio di tutti ripercorro brevemente le tappe che hanno portato alla proposta di Deliberazione con la quale Roma Capitale aggiornerà il proprio Regolamento per gli impianti sportivi comunali.

La Commissione X ha dedicato quattro sedute all’argomento, di cui si allegano i relativi verbali:

  • il 21 settembre del 2016 è stata convocata una commissione dedicata ai criteri di classificazione degli impianti (link al verbale);
  • il 18 ottobre del 2016 è stata convocata una commissione dedicata ai criteri di valutazione delle offerte (link al verbale);
  • il 7 febbraio del 2017 è stata convocata una commissione con ordine del giorno Audizione Assessore con delega allo sport Daniele Frongia sul nuovo Regolamento degli Impianti Sportivi Comunali: illustrazione della bozza del testo e condivisione dei lavori tra soggetti coinvolti” (link al verbale);
  • il 2 agosto 2017 è stata convocata una commissione con ordine del giorno Stato avanzamento lavori “Regolamento Impianti Sportivi Comunali” (link al verbale);

Nelle prime tre la Consigliera Celli è stata presente direttamente, mentre nella quarta è intervenuto un suo collaboratore, Alessandro Del Missier, che ha partecipato attivamente alla discussione, come è ben riportato nel relativo verbale.

In qualità di Presidente della Commissione X ho dunque costantemente coinvolto i colleghi Commissari e l’ultima versione del testo a loro nota è quella poi revisionata da un gruppo di lavoro di tecnici interni all’Amministrazione, formalmente incaricato dal Direttore del Dipartimento Sport e Politiche Giovanili Paciello, al fine di arrivare ad un documento pienamente conforme alla normativa vigente. Anche tale metodo di lavoro è stato più volte discusso in sede di commissione.

Personalmente ho riposto totale fiducia nell’operato del suddetto gruppo di lavoro nonché nella supervisione del Direttore Paciello.

Se diversamente la Consigliera Celli non ritiene condivisibile un testo redatto con tale metodologia di lavoro, fondata sulla collaborazione con gli uffici, che peraltro dovranno dare applicazione al Regolamento, provvederò a rettificare l’oggetto della proposta di delibera, specificando che si tratta di un’iniziativa a firma del Consigliere Angelo Diario.

Nuovo regolamento per gli impianti sportivi capitolini – aggiornamento

La redazione di un nuovo regolamento è stata una priorità per la Commissione che presiedo, in quanto la mancanza di uno strumento aggiornato alla normativa nazionale è la causa dello stato di emergenza in cui si trovano da ormai troppo tempo gli impianti comunali: quasi nessuno di essi è a norma, molte concessioni sono scadute e molte altre sono state revocate o sono in fase di revoca.

Nel tentativo di evitare contenziosi su atti firmati dai concessionari e dai precedenti dirigenti del Dipartimento sport, chi oggi governa la città si è fatto carico di proporre soluzioni per sanare situazioni create dalla mancanza di chiarezza e da una somma di errori che ha causato un immobilismo che dura da anniDa anni, infatti, il Dipartimento non pubblica bandi per l’affidamento di impianti, non approva progetti di finanzanon stipula convenzioninon formalizza modifiche contrattuali (leggasi prolungamenti) in conseguenza dell’autorizzazione ad effettuare lavori.

Ci siamo fatti carico di proporre soluzioni tramite atti concreti, e non solo a parole come avvenuto in passato (da anni l’Assemblea Capitolina non presentava proposte di delibera per aggiornare il regolamento), presentando una delibera contenente proposte di modifica del “vecchio” regolamento. A questa proposta il Dipartimento sport ha dato parere negativo, spiegando che essa deve essere inserita in una norma transitoria del nuovo regolamento.

Giungiamo, così, al testo trasmesso il 27 luglio scorso (disponibile a questo link), frutto di una sintesi dei contributi del tavolo di lavoro degli attivisti, del tavolo istituzionale costituito da Coni/Federazioni e del tavolo tecnico costituito dalle associazioni di categoria (Un tavolo tecnico per vagliare la bozza di regolamento per gli impianti sportivi comunali), la Commissione ha l’obiettivo di produrre uno strumento da mettere a disposizione del Dipartimento al fine di consentire agli uffici, finalmente, di lavorare serenamente.

Il Direttore del Dipartimento Sport ha incaricato formalmente, tramite un ordine di servizio del 28 luglio, un gruppo di lavoro formato da tecnici degli uffici comunali che dovrà semplificare e correggere le eventuali irregolarità tecnico amministrative presenti. A differenza della prima fase, lunga e faticosa perché caratterizzata dalla ricerca di una mediazione tra proposte provenienti da più soggetti, a volte in contrapposizione tra loro, questa seconda fase sarà più rapida perché non richiede alcun tipo di confronto: il lavoro che resta da fare consiste esclusivamente nel superare gli eventuali profili di illegittimità contenuti nella proposta. Il gruppo di lavoro si riunirà due volte a settimana, a partire dal 29 agosto, e consegnerà il proprio lavoro entro il 30 settembre.

Prime adesioni alla Notte bianca degli impianti sportivi comunali

Stiamo praparando una notte di lezioni aperte, tornei ed esibizioni presso i migliori impianti sportivi comunali di Roma, che si apriranno a tutti i curiosi amanti dello sport.

A meno di 24 ore dalla pubblicazione dell’avviso pubblico, sono prevenute decine di adesioni.

Chi abbia bisogno di supporto per l’adesione formale alla notte bianca può compilare questo modulo predisposto dalla Commissione Sport:

https://goo.gl/forms/WFMk5qdxlbOWNe2G2

Il programma sarà ghiottissimo, se volete iniziare a leccarvi i baffi ecco l’anticipazione di una piccola parte di quello che ci aspetta la notte del 9 settembre prossimo, a partire dalle ore 18.

Tipo di attività Discipline sportive Indirizzo
Tornei, lezioni aperte, esibizioni Karate, ginnastica ritmica, pilates, total body, gag, pattinaggio, danza, danza orientale, basket, tai chi chuan, fitness, zumba, pallavolo Via Adeodato Ressi 34
Tornei e lezioni aperte Hockey prato Via Bilbao 12
Lezioni aperte e mini competizioni Calcio Via Felice De Andreis 29
Lezioni aperte Acqua gym, nuoto Via del Frantoio 8
Lezioni aperte Fitness e nuoto libero Via Gran Paradiso 93
Lezioni aperte Nuoto Viale Giustiniano Imperatore 199
Tornei Basket e pallavolo Via Aldo Fabrizi 80/B
Lezioni aperte Tiro con l’arco Via Rolando Lanari 1
Lezioni aperte Atletica leggera Largo delle Vittime del Terrorismo 1
Tornei Calcio tennis, paddle, calcio senza frontiere Via di Centocelle 100
Lezioni aperte ed esibizioni Tennis, pattinaggio artistico, calcio a 5, floorball, atletica leggera Via Francesco Gentile 41
Lezioni aperte ed esibizioni Nuoto Via Mar Rosso 68

Il programma completo sarà pubblicato nelle prossime settimane.

In arrivo l’ufficio gare del Dipartimento Sport

La cometa di Halley gira intorno al pianeta Terra ogni 76 anni, l’ultima volta nel 1986. Roma Capitale, da allora, ha pubblicato mediamente un bando l’anno per l’affidamento in concessione dei propri impianti sportivi. Ai ritmi ai quali é stato portato il Dipartimento Sport da anni disinteresse da parte della politica verso il reperimento e la formazione del personale interno, ogni impianto sarà oggetto di bando pubblico una volta ogni 163 anni.

Questo significa che, se non cambiamo lo stato delle cose, dopo essere stato affidato in concessione, un impianto vedrà il proprio cielo solcato per due volte dalla cometa di Halley, prima di essere rimesso in gara.

Per questo motivo, dopo aver lavorato alla redazione di un nuovo regolamento (trasmesso al Segretariato la settimana scorsa), l’obiettivo principale dell’attuale amministrazione è dotare la struttura competente per lo sport di un ufficio dedicato esclusivamente alla pubblicazione di bandi per l’affidamento dei servizi sportivi erogati tramite gli impianti pubblici.

L’ufficio gare avrà un ruolo fondamentale per la realizzazione del nostro programma amministrativo, motivo per cui saranno stanziati dei fondi appositi per la retribuzione straordinaria del personale che ne farà parte. Esso sarà composto da:

  • un funzionario esperto normativa in materia di lavori pubblici e finanza di progetto;
  • un funzionario tecnico (ingegnere/architetto) con esperienza nell’ambito di appalti pubblici in qualità di RUP e/o Direttore dei Lavori;
  • un funzionario amministrativo;
  • tre istruttori amministrativi con esperienza nell’ambito di appalti pubblici.

Il Direttore delle Risorse Umane invierà una circolare a tutti i dipendenti capitolini per la raccolta delle candidature. Per maggiori informazioni é possibile scrivere a segreteriacommissione.sport@comune.roma.it.

Raggi X, un anno di governo M5S della Capitale: lo sport

Pubblico le risposte alle cinque domande che ho ricevuto come tutti i Presidenti di Commissione dall’Associazione Carteinregola.

1) Le iniziative consiliari più importanti portate avanti  dall’attuale amministrazione per quanto riguarda i settori di competenza della sua Commissione

Dal punto di vista normativo, l’iniziativa più importante portata avanti è stata l’elaborazione del nuovo regolamento per gli impianti sportivi comunali. Dal punto di vista amministrativo, l’iniziativa più importante è la costituzione dell’ufficio gare, all’interno del Dipartimento Sport. Queste due iniziative insieme metteranno Roma Capitale per la prima volta nelle condizioni di poter realmente mettere a regime un sistema di affidamenti tramite concessioni di servizi effettuate tramite gare pubbliche: avremo, infatti, da una parte lo strumento normativo al quale fare riferimento e dall’altra una struttura il cui unico scopo è quello di “produrre” bandi di gara.

2) Iniziative importanti che sta per varare  o sta varando

L’iniziativa più importante che stiamo per varare è la “Notte bianca degli impianti sportivi comunali”, in programma il 9 settembre. Per la prima volta i protagonisti di un grande evento sportivo non saranno i grandi campioni o i grandi impianti, bensì i romani e le discipline praticate negli impianti pubblici. Nei prossimi giorni uscirà l’avviso pubblico contenente tutti i dettagli per poter partecipare ma l’idea più generale è già stata resa pubblica: una grande festa dello sport, aperta a tutto e svolta all’interno dell’impiantistica comunale.

3) Le “gatte da pelare” ereditate

Tra le tante gatte, ne scelgo due: gli impianti con concessioni scadute (o con concessionari morosi) e il “modello F” allegato allegato alla delibera n. 170/02. Nel primo caso, il problema consiste nel dover assicurare la continuità dell’offerta di servizi sportivi in mancanza di una concessione in corso di validità. La soluzione è stata trovata con una proposta di integrazione dell’attuale Regolamento, riconoscendo, nelle more della pubblicazione di un nuovo bando per l’affidamento della gestione, il valore dei servizi offerti anche dopo la scadenza delle concessioni, compresi i servizi di custodia e guardiania, nei casi in cui il gestore continui ad applicare quanto previsto dal disciplinare. Nel secondo caso, abbiamo ereditato una serie di richieste di prolungamento di concessioni da parte di gestori che hanno realizzato dei lavori sulla base di bandi pubblici o autorizzazioni rilasciate da parte del Dipartimento, che però sono rimaste sospese a causa dell’aggiornamento della normativa nazionale, che ha reso inapplicabile il modello F. Per evitare di concludere questi procedimenti in contenziosi che vedrebbero Roma Capitale soccombere, abbiamo predisposto una norma transitoria al nuovo regolamento che permetta agli uffici di riconoscere questi prolungamenti.

4)  I sogni nel cassetto

Il sogno nel cassetto è arrivare a considerare lo sport un servizio pubblico, al pari di quelli tradizionalmente intesi, capace di modificare in meglio lo stile di vita dei romani. In una città moderna, infatti, il benessere dei cittadini è dato dalla pulizia, dai mezzi pubblici che funzionano, dalla sicurezza, dal decoro ma anche dal sentirsi in forma. In estrema sintesi, il sogno nel cassetto è diminuire il numero di sedentari ed aumentare quello dei praticanti sport.

5) Gli ostacoli

Potrei dire la mancanza di fondi, dato che tutte le iniziative alle quali la lavorato la commissione hanno dovuto rispettare il vincolo del “costo zero” (penso sia l’unica commissione ad avere un budget simile), invece scelgo il tempo. L’ostacolo principale è il tempo tecnico che necessariamente deve passare, per qualsiasi iniziativa, tra l’inizio dell’iter e la sua conclusione. Per risolvere la gatta da pelare delle concessioni scadute, è necessario scrivere un nuovo regolamento, riorganizzare gli uffici, pubblicare i bandi, riprendere in carico gli impianti e riassegnarli: abbiamo iniziato a lavorare da subito (la prima commissione sul regolamento si è svolta a settembre 2016) ma per arrivare al risultato finale, il primo bando pubblicato, serve il tempo necessario a completare tutti i passaggi citati. Nel frattempo, paradossalmente, le concessioni continuano a scadere e, apparentemente, il problema sembra peggiorare, perchè le concessioni scadute aumentano: a causa del tempo tecnico, l’apparenza può ingannare. Per fortuna si tratta di un ostacolo solo provvisorio.

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