Skip to content

Dipartimento Sport: procedure standard e rispetto dei tempi obiettivi prioritari per la dirigenza

Questa che vedete è la lettera che segna la svolta nell’impostazione dei lavori degli uffici dipartimentali. La politica (Presidente della Commissione sport e Assessore allo sport) stabilisce come obiettivo prioritario per l’amministrazione il rispetto delle tempistiche nel portare a conclusione le procedure di cui ha la responsabilità.

Questo non significa che da domani tutto funzionerà alla perfezione, anzi siamo perfettamente consapevoli saranno necessari ancora molti mesi per portare a regime la macchina, selezionare il personale che ha voglia di impegnarsi e formarlo (il Dipartimento sport deve diventare una struttura efficiente, chi non se la sente sarà allontanato).

Le procedure per le quali abbiamo chiesto di procedere a standardizzazione sono le seguenti:

  1. procedure per la rideterminazione della durata della concessione in virtù di lavori autorizzati ed effettuati in passato (art. 22, co. 1, della D.A.C. n. 11/2018);
  2. procedure per la rideterminazione della durata della concessione in virtù di lavori previsti nei bandi e non ancora effettuati (art. 22, co.3, della D.A.C. n. 11/2018);
  3. procedure per l’affidamento degli impianti con concessioni scadute o in scadenza, tramite partenariato pubblico privato (art. 15 della D.A.C. n. 11/2018);
  4. procedure per l’affidamento degli impianti con concessioni scadute o in scadenza, tramite procedure ad evidenza pubblica diverse dal partenariato pubblico privato (D.A.C. n. 11/2018);
  5. procedure per l’autorizzazione di lavori presso gli impianti con concessioni in corso che non comportano modifiche contrattuali (art. 13 della D.A.C. n. 11/2018);
  6. procedure per l’autorizzazione allo svolgimento di eventi presso gli impianti con concessioni in corso (art. 9 della D.A.C. n. 11/2018).

Il nostro obiettivo è che non vi sia incertezza nelle tempistiche delle risposte date dall’Amministrazione alle istanze presentate da concessionari, ex concessionari e nuovi soggetti. Il rispetto dei tempi nella conclusione delle procedure sarà il misuratore della produttività della struttura e, di conseguenza, degli incentivi economici dati a dirigenti, funzionari e tecnici del dipartimento. Per la prima volta, nel Dipartimento sport, gli stipendi del personale saranno proporzionali alla efficienza nel portare a conclusione le pratiche.

Come ho scritto all’inizio, questo non significa che da domani la struttura sarà perfettamente efficiente. Sono ancora presenti enormi criticità negli iter amministrativi sopra individuati. Questo è lo stato dell’arte attuale:

  1. procedure ex art. 22, co. 1, della D.A.C. n. 11/2018: per gli impianti di competenza dipartimentale è stata definita una procedura articolata in diverse fasi, in base alla quale è possibile monitorare lo stato di avanzamento dei lavori e prevederne i tempi di conclusione, pertanto appare avviata la pianificazione sul tema; per gli impianti di competenza municipale è stata inviata una nota al Direttore Generale per segnala re le difficoltà degli uffici municipali e la necessità di intervenire per giungere ad una gestione omogenea delle istanze;
  2. procedure ex art. 22, co.3, della D.A.C. n. 11/2018: occorre definire una procedura standard in base alla quale possano essere previsti i tempi per ciascuna singola fase;
  3. procedure ex art. 15 della D.A.C. n. 11/2018: si stima che per concludere un partenariato pubblico privato siano necessari almeno 18/24 mesi. Occorre però definire una procedura standard in base alla quale possano essere previsti i tempi per ciascuna singola fase (dal momento dell’acquisizione di un progetto presentato da terzi fino all’aggiudicazione definitiva);
  4. procedure ad evidenza pubblica diverse dal PPP: considerando come esempio in tal senso il bando per la Piscina di via Taverna, che è stato elaborato in circa due anni, al fine di ottimizzare i tempi di istruttoria dei procedimenti (costituzione della commissione, pubblicazione di una graduatoria provvisoria, aggiudicazione definitiva) occorre, anche per questa, casistica definire una procedura standard;
  5. procedure ex art.13 della D.A.C. n. 11/2018: attualmente si prevede che le istanze vengano gestite dai tecnici in base al Municipio di competenza dell’impianto, modalità che rischia di comportare disomogeneità di trattamento e di tempi poiché il referente per ogni singolo procedimento è solo uno e, se va in ferie o si ammala per lunghi periodi, le istruttorie si rallentano. Nella seduta di commissione del 4 luglio scorso, ad esempio, un concessionario ha riferito che il proprio referente rientrerà dal congedo ordinario a settembre e la sua pratica è bloccata per due mesi. Si riscontra incertezza da parte dei concessionari sui tempi delle singole fasi: dal momento di presentazione dell’istanza alla conclusione del procedimento passano molti mesi, durante i quali i soggetti richiedenti non vengono aggiornati sullo stato di avanzamento lavori. Va pertanto organizzato l’ufficio al fine di codificare una procedura che dia certezza di tempi e esito del procedimento;
  6. procedure ex art. 9 della D.A.C. n. 11/2018: come per il punto precedente, il metodo di un singolo referente territoriale non appare efficiente. In commissione è stato evidenziato il caso di un concessionario che ha presentato, a inizio maggio, istanza di autorizzazione per svolgere un evento previsto a inizio giugno. La risposta positiva da parte degli uffici preposti è arrivata solo nel mese di luglio, impedendo l’organizzazione dell’evento stesso nonostante fosse una manifestazione che già era stata organizzata senza impedimenti nei precedenti anni.

A queste sei procedure afferenti al nuovo Regolamento si devono aggiungere le procedure per l’erogazione di contributi economici per la promozione sportiva del Comune (D.C.C. n. 264/2003): la criticità evidenziata dai soggetti che hanno partecipato al bando non è tanto la lunghezza dei tempi, comunque segnalata da tutti, quanto piuttosto l’incertezza degli stessi. Purtroppo molti eventi non hanno potuto avere concreta organizzazione perché le informazioni sugli esiti del bando sono state rese disponibili troppo tardi. Sulla base dell’esperienza di quest’anno occorre predisporre uno schema per poter aggiornare i partecipanti al bando sullo stato di avanzamento delle pratiche e una previsione sulla data di erogazione dei contributi.

C’è ancora molto da fare ma una cosa è certa: mai nessuno si era spinto così avanti nell’organizzare il Dipartimento in maniera funzionale al raggiungimento di questi risultati.

Grazie a due anni di lavoro, oggi ci siamo riusciti e d’ora in poi non si tornerà mai più indietro.

Annunci

Aperte le candidature per un posto da dirigente nel Dipartimento Sport di Roma

Roma Capitale ha avviato la procedura selettiva pubblica finalizzata all’assunzione di un dirigente specializzato nella gestione e nello sviluppo dell’impiantistica sportiva.

Finalmente siamo giunti all’ultimo passo che completerà la riorganizzazione degli uffici, che a sua volta segue l’approvazione del nuovo regolamento per gli impianti sportivi comunali.

Dopo aver riscritto le regole, stiamo attrezzando gli uffici affinché le possano applicare.

Si tratta di un lavoro partito da lontano e che ha avuto bisogno di tempo. Prima di poter pubblicare un bando era necessario accertarsi dell’assenza di una simile figura tra i dirigenti attualmente in servizio. Questa ricognizione si è finalmente conclusa, negativamente: nessun dirigente ha risposto all’appello che abbiamo lanciato e, dunque, è stata avviata una selezione pubblica rivolta all’esterno. Di fatto, ci accingiamo a completare la riforma di un settore e della struttura che lo amministra in poco più di due anni.

Il tassello mancante riguarda infatti un ruolo fondamentale, sul quale l’Amministrazione – e, aggiungerei, tutto il mondo dello sport romano – ripone grandi aspettative.

Ringrazio i cittadini e gli operatori che vorranno diffondere questo annuncio ed invito tutti coloro che sono in possesso dei requisiti richiesti, ma soprattutto che sono animati da una grande motivazione, ad accettare questa sfida e candidarsi. Sarà un compito impegnativo ma che darà grandissime soddisfazioni a chi riuscirà ad assolverlo.

Questo è il testo dell’avviso pubblico: ART. 110_- U.O._IMPIANTI_SPORTIVI.

Le candidature dovranno pervenire entro e non oltre il 23 luglio 2018.

L’aula approva il nuovo regolamento per i Centri Sportivi Municipali

L’Assemblea capitolina ha approvato con 26 voti favorevoli, 5 contrari e 3 astenuti la proposta di delibera n. 5/2018 concernente il nuovo regolamento per i Centri Sportivi Municipali, che va a completare la riforma del quadro normativo degli impianti pubblici sul territorio di Roma Capitale dopo l’approvazione a marzo del regolamento per gli Impianti Sportivi Comunali.

Riconoscere il valore formativo delle attività ludico-motorie-sportive nelle scuole e favorire la concezione di sport come mezzo di promozione sociale e di contrasto all’abbandono scolastico: sono questi gli obiettivi generali del nuovo Regolamento.

Attraverso la normativa approvata, Roma Capitale concepisce i Centri Sportivi Municipali quali luoghi multiculturali privilegiati per le attività motorie di base e sportive, frequentabili da tutte le fasce di età, dai diversamente abili, dalle categorie svantaggiate.

Il nuovo Regolamento istituisce l’Osservatorio Sportivo Scolastico, articolandolo su tre livelli: Capitolino, Municipale, d’Istituto. Il nuovo organismo si pone l’obiettivo di consolidare a livello cittadino, municipale e di singolo istituto scolastico le funzioni del Centro Sportivo Scolastico definito nel Protocollo d’Intesa stipulato con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca -Ufficio scolastico regionale per il Lazio e con il CONI – Comitato Regionale Lazio.

Attraverso l’organizzazione dei Centri Sportivi Municipali, Roma Capitale intende offrire un servizio pubblico sportivo finalizzato a dare una risposta diffusa e capillare alla crescente esigenza di migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Mi fa estremamente piacere rilevare che, a differenza di quanto accaduto per il regolamento sugli impianti sportivi comunali, una parte del Partito Democratico abbia apprezzato la delibera, votandone favorevolmente l’immediata eseguibilità. L’iter del provvedimento è stata anche una sfida contro il tempo, perchè l’obiettivo da raggiungere era applicare da subito, in tutti i Municipi, criteri omogenei per l’assegnazione delle palestre. Lo abbiamo raggiunto anche con il contributo del consigliere Corsetti, che ringrazio pubblicamente: grazie Orlando, hai dimostrato di essere una persona seria, l’unico che ha avuto il coraggio di esprimere il proprio voto sulla base dei contenuti dell’atto e non del colore politico di chi lo ha presentato.

Nuovo regolamento per i Centri Sportivi Municipali, la proposta emendata

A tre mesi di distanza dall’assemblea dell’8 gennaio, si è completato il lavoro di revisione del testo depositato a fine novembre. Abbiamo rispettato i tre mesi di tempo che erano stati chiesti dalle associazioni, per giungere ad un testo che consentirà finalmente di avere bandi con criteri omogenei in tutti i Municipi.

Pubblico il testo della proposta di delibera su doppia colonna: a sinistra la versione originale, a destra quella revisionata dal tavolo al quale hanno partecipato gli esperti in rappresentanza del mondo associazionistico e da quello istituzionale composto da Roma Capitale, Ufficio scolastico regionale del MIUR e comitato regionale del CONI.

Regolamento Centri Sportivi Municipali – testo depositato / testo emendato

Con questa versione riteniamo di aver superato tutte le osservazioni degli uffici, lo scopriremo domani in Consiglio.

Finisce l’era dei prolungamenti infiniti: il nuovo regolamento guarda agli esempi virtuosi

Durante la discussione generale sul nuovo regolamento per gli impianti sportivi comunali ho raccontato la storia della regolamentazione romana, un lungo viaggio iniziato da affidamenti diretti, regolarizzazioni, proroghe e concessioni “provvisorie” arrivate a durare mezzo secolo.

Ve la racconto facendo riferimento ad un caso specifico, la piscina Alma nuoto, che nel 1985 è stata affidata direttamente e senza gara dopo l’approvazione del “Regolamento delle concessioni di beni immobili appartenenti al demanio e al Patrimonio indisponibile comunale”.

Nel 1986 è stata approvata la deliberazione di Giunta Municipale n. 2535 “Affidamento ad Enti vari della gestione provvisoria dell’attività e dei servizi di custodia, guardiania ed ordinaria manutenzione di complessi sportivi di proprietà comunale”. Essa prevedeva che, per assicurare la continuità delle attività sportive e della custodia degli impianti, fosse affidata la gestione provvisoria degli stessi, fino al 31 luglio 1987, agli enti sportivi che li detenevano e ad un canone ricognitivo di ottomila lire al mese.

Di proroga in proroga, passano dieci anni!

Nel 1995 si approva la deliberazione del Consiglio Comunale n. 155/95, il primo “Regolamento per la concessione degli impianti sportivi di proprietà comunale”. Nelle premesse si legge che appare opportuno ed equo introdurre una norma transitoria che, preso atto della particolare situazione attuale consenta ai concessionari di poter proseguire l’attività in atto. Nella norma transitoria si prevede che gli organismi interessati all’affidamento dell’impianto debbano farne richiesta entro 30 giorni dalla data di approvazione del Regolamento.

Il concessionario di Alma nuoto presenta domanda ed ottiene, senza gara, un altro affidamento.

Il regolamento introduce un riferimento agli operatori impiegati, prevedendone l’indicazione nel disciplinare di concessione senza però prevedere criteri meritocratici: un laureato IUSM, un diplomato ISEF o un istruttore di I livello sono considerati allo stesso modo. Nel disciplinare di concessione della piscina Alma nuoto si nota che il cognome di due dei sei tecnici impiegati è lo stesso del concessionario. Non penso che il concessionario abbia scelto sulla base della parentela piuttosto che dei titoli, ritengo però che sia stata una decisione inopportuna, seppur lecita.

Nel 1997 seguono ulteriori proroghe con l’approvazione della deliberazione di Giunta Comunale n. 928/97 recante “Affidamento in concessione di impianti sportivi comunali per la durata di sei anni”.

Evidentemente gestire questi impianti conviene. Il concessionario di Alma nuoto lo conferma pubblicamente in occasione dell’assemblea pubblica del 15 gennaio scorso, quando dichiara che “loro, una piccola realtà, grazie a quell’impianto sono cresciuti, creando atleti di livello nazionale e internazionale”.

Nel 2002 viene approvato il secondo regolamento. Viene fissato il canone ridotto con sconto del 90% rispetto a quello di mercato per chi applica le tariffe comunali. Il concessionario di Alma nuoto aderisce, ottenendo così di pagare un canone ridotto di appena 374 euro al mese. Anche in questo caso è tutto lecito: non è certo colpa del concessionario se la politica di allora ha deciso di fare questo regalo.

Nello stesso regolamento viene stabilito il diritto a un prolungamento per chi realizzi investimenti a proprie spese, sulla base dell’art. 8 e dell’Allegato F. Al concessionario della piscina Alma nuoto per un investimento di 39 mila euro viene riconosciuto un prolungamento di due anni.

Nel 2006 vengono modificati l’art. 8 del regolamento (Progetti di nuovi impianti e/o potenziamento e miglioria di impianti esistenti) e l’allegato F. Il concessionario di Alma nuoto presenta una nuova domanda di prolungamento: per un investimento di 900 mila euro gli vengono riconosciuti altri 13 anni di concessione! È nuovamente il caso di ribadire che le azioni del concessionario sono lecite, l’errore è stato politico: coloro che hanno sbagliato sono i politici che, nel precedente regolamento, hanno riconosciuto un premio eccessivo agli investimenti effettuati dai concessionari.

A causa di questo sistema perverso, si sono creati casi come quello appena descritto, nei quali chi è stato fortunato ha ottenuto, senza mai vincere alcun bando, la gestione di un impianto di proprietà pubblica per mezzo secolo.

Con l’entrata in vigore del nuovo regolamento l’attuale amministrazione intende mettere fine a queste concessioni infinite, puntando su un altro modello, quello delle gare pubbliche. Anche in questo caso vorrei fare alcuni esempi: cito il Tennis Team Vianello di Massimo e Fabrizio, lo Stadio delle Tre Fontane di Ugo Pambianchi, il Palatorrino di Paolo Anedda. Il primo è il risultato di un bando di costruzione e gestione, che ha dato vita ad una “Top School” della Federazione Italiana Tennis (una delle migliori scuole tennis in Italia!) al posto di un terreno abbandonato dove in precedenza pascolavano le pecore. Il secondo è il risultato di un bando per la riqualificazione dello storico stadio delle Tre Fontane, che ha riportato ad essere un vero e proprio gioiello una struttura che era stata dimenticata e stava ormai cadendo a pezzi. Il terzo è il risultato di un bando per il recupero di un palazzetto costruito male e, di conseguenza, divenuto immediatamente fatiscente; oggi è un luogo di aggregazione per un intero quartiere. Sono questi i modelli di sviluppo sportivo che l’attuale amministrazione intende replicare: impianti che offrono servizi di altissima qualità, con spazi aperti alla cittadinanza, dove praticare sport o assistere ad eventi sportivi. Gli esempi virtuosi sono oggi diventati la regola.

Siamo dunque fieri di poter dire ai cittadini che col nuovo regolamento non sono più ammesse proroghe, prolungamenti, rinnovi, affidamenti provvisori, allegati F: l’individuazione del concessionario da oggi in poi avverrà esclusivamente tramite avvisi pubblici, con criteri trasparenti e basati sul merito. Le nuove associazioni avranno finalmente la possibilità di confrontarsi con i concessionari uscenti e gli impianti saranno gestiti da chi dimostrerà di avere un organico preparato ed un progetto meritevole. Il canone sarà determinato tenendo conto di ricavi, investimenti e costi mentre la durata delle concessioni sarà fissata tramite una pianificazione economico finanziaria asseverata da istituti di credito, al termine della quale l’Amministrazione pubblicherà un nuovo bando.

Unica nota stonata, il voto delle altre forze politiche. È incredibile ma vero: tutti gli schieramenti hanno votato contro il regolamento proposto dal Movimento 5 Stelle.

Dei 19 consiglieri di opposizione, ben 14 non erano in aula al momento della votazione (chissà cosa avranno avuto di meglio da fare?), mentre i 5 presenti si sono espressi convintamente per mantenere in vita il modello delle concessioni infinite.

Giovedì si vota il nuovo regolamento per gli impianti sportivi comunali

 

Questa settimana approveremo il nuovo Regolamento per gli impianti sportivi comunali.

Dopo l’assemblea del 15 gennaio convocata dal sottoscritto e quella del 27 gennaio convocata da Gesis e Cogisco, lunedì scorso è giunto l’ultimo parere sul testo depositato a fine novembre e mercoledì la Commissione ha espresso il proprio. Tutti sono risultati favorevoli.

In occasione della seduta di mercoledì ho anche condiviso con gli altri consiglieri le proposte di modifica che andranno a formare il maxi emendamento con il quale daremo al testo la sua versione definitiva (nella colonna di sinistra il testo depositato, in quella di destra il testo revisionato dal maxi emendamento).

La maggioranza avrebbe potuto approvare il regolamento già giovedì scorso ma ha deciso di accogliere la richiesta avanzata dai consiglieri di minoranza, motivata dalla necessità di dover approfondire gli emendamenti presentati. Il rinvio della votazione ha dato la possibilità a due concessionari contrari al nuovo regolamento di convocare un incontro del loro coordinamento.

I due membri del consiglio direttivo del Cogisco che hanno espresso il proprio personale giudizio negativo sulla proposta, Massimo Tafuro e Andrea Novelli, hanno convocato una riunione presso l’impianto sportivo comunale Roma Uno:

“per decidere le iniziative da mettere in atto ci vediamo TUTTI”.

Aderiscono al Cogisco circa 40 concessionari che gestiscono 25 piscine, 11 palestre, 18 campi polivalenti, 19 campi di calcio, 27 campi di calcetto e calciotto, 4 piste di pattinaggio, 1 campo di atletica, 1 campo di baseball nei quali fanno attività sportiva circa sessantamila persone e lavorano circa duemila persone (fonte: sito web del Cogisco).

Se si escludono i due proponenti, hanno partecipato all’incontro 13 cittadini, di cui 7 concessionari: nessuno di essi sembra essersi unito alla protesta.

Questa è stata la dimostrazione di ciò che io e l’Assessore abbiamo sempre sostenuto, ovvero che la maggior parte dei concessionari è vicina alle scelte dell’Amministrazione ed è pronta finalmente ad allinearsi a quello che le norme nazionali prevedono dal lontano 2006. Lo dico anche per rassicurare i cittadini che hanno seguito la diretta su Radio Radio del 9 febbraio scorso dedicata al nuovo regolamento e durante la quale, dopo alcune critiche sollevate proprio da Tafuro, hanno inviato in studio messaggi come quello che potete leggere: quelli che “sbuffano” sono una esigua minoranza, la maggioranza dei concessionari si sta invece preparando ad avviare i percorsi delineati dalle nuove regole. Ad esempio, Gesis Lazio ha già in programma un interessante incontro dedicato alla finanza di progetto, in occasione del quale molti esperti spiegheranno le novità derivanti dalla nuova normativa, dal nuovo Codice dei Contratti fino al nuovo Regolamento.

Ps. A beneficio di chi non li ricorda, riporto i comunicati stampa del Cogisco sulle proposte di regolamento Masini e Tronca. Allora le critiche erano dovute dalla non conoscenza del testo, che in ogni caso veniva contestato a priori. Non ho reperito i comunicati stampa sulla proposta di regolamento Cochi ma non mi stupirebbe sapere che i contenuti sono simili.

Resoconto assemblea sul nuovo regolamento per i Centri Sportivi Municipali

L’assemblea dell’8 gennaio scorso ha visto la partecipazione di oltre cento rappresentanti di associazioni che operano nelle palestre scolastiche della Capitale.

La notizia cattiva è che gli interventi sono stati quasi tutti critici, quella buona è che le critiche sono concentrate in pochi punti. Gli aspetti negativi evidenziati dalle associazioni sono:

  • la mancanza di un adeguato riconoscimento del ruolo delle associazioni;
  • lo scarso peso dato all’esperienza;
  • l’ancor minor peso dato alla territorialità;
  • l’attribuzione di punti a chi propone un’offerta in aumento sul canone.

Gli aspetti positivi evidenziati dalle associazioni sono:

  • il riconoscimento delle attività agonistiche;
  • l’allungamento del periodo di assegnazione, da tre a quattro anni.

Una ulteriore critica, legata però non al nuovo regolamento bensì ai bandi pubblicati lo scorso anno, riguarda la disomogeneità dei vari Municipi. Le associazioni chiedono criteri uguali per tutti, in particolare bandi tipo e disciplinari tipo.

Il verbale è disponibile a >>questo link<<, gli allegati sono i seguenti: Vagliviello, Politi, Raffi, Ortale.

L’assemblea ha chiesto quasi all’unanimità di effettuare un approfondimento su ciò che caratterizza il dibattito degli ultimi 18 mesi (e che è stato oggetto di una specifica richiesta da parte di Coni Lazio ad Anac), ovvero se ai Centri Sportivi Municipali sia da applicare, integralmente o parzialmente, oppure no il Codice dei Contratti.

La richiesta è stata accolta e, di conseguenza, la Commissione Sport ha rinviato l’espressione parere sul testo depositato, che era stata fissata al 10 gennaio.

Nei giorni seguenti l’assemblea ho ricevuto un parere del Segretariato Generale ed ho incontrato l’Avvocatura Capitolina che, in sostanza, rendono non più necessaria la nuova richiesta ad Anac. Entrambi, infatti, confermano la possibilità di dare una impostazione al regolamento che vada nella direzione desiderata da tutti gli intervenuti, minimizzando da una parte gli aspetti economici e burocratici e, viceversa, valorizzando dall’altra quelli qualitativi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: