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Lo sport che vuole uscire dal tunnel

Il quarto incontro pubblico del 2022 di Sportivi per Roma si è tenuto presso il Tennis Team Vianello ed è stato dedicato alle proposte per sostenere la ripresa delle attività sportive di base. Pubblichiamo gli interventi della giornata.

Federico Rocca

Il consigliere Federico Rocca, in collegamento da Milano, ha portato i saluti della Commissione Sport di Roma Capitale, descrivendo le attività che lo stanno impegnando in prima persona e dando la sua disponibilità ad ascoltare le proposte delle associazioni di cui Sportivi per Roma si sta facendo portavoce. Lo ringraziamo per l’attenzione dimostrata nei nostri confronti.

Bruno Ruscello

In questo momento iniziamo a vedere una luce in fondo al tunnel della pandemia. La Federazione Danza Sportiva è relativamente giovane e molto ambiziosa. Abbiamo una donna Presidente, Laura Lunetta, che sta cercando di rilanciare le attività che possono costituire anche momenti di aggregazione. La danza sportiva ha oltre un milione di praticanti, con circa 80 mila tesserati per la FIDS. Il sogno che vogliamo concretizzare quest’anno è quello di organizzare gli Internazionali d’Italia di danza sportiva all’interno del Foro Italico che, analogamente agli Internazionali di tennis, diventino una vetrina per la nostra disciplina. Questo sogno si lega a una serie di servizi che devono essere accelerati per quelli che sono i funzionamenti burocratici. Vogliamo essere presenti sullo scenario internazionale proponendo la vetrina più bella che l’Italia può offrire, quella della città di Roma, ma questo è legato anche alla funzionalità di un sistema ricettivo, alberghiero e turistico efficiente ed efficace.

Maurizio Brilli

Roma non ha un velodromo: questo per la Federazione Ciclistica Italiana, e in generale per la nostra disciplina, è un problema. Il mondo ciclistico di Roma e del Lazio soffre di questa situazione. Oggi intravedo la possibilità e le condizioni per dare a Roma un nuovo velodromo, attraverso gli interventi europei se ci attiviamo possiamo arrivare a un risultato. Mi piacerebbe dire che questa idea parta oggi da Sportivi per Roma, che è un’associazione di base che porta il grido di dolore del mondo dello sport di base. Mi aspetto quindi un appuntamento per entrare nell’argomento e poterlo sviscerare nelle sedi più opportune, perché insieme potremmo dare a Roma il velodromo che tutti si aspettano.

Angelo Diario

Sportivi per Roma ha attivato un osservatorio sui bandi, con l’obiettivo di dare la possibilità anche alle piccole asd di poter beneficiare dei contributi pubblici di Comune e Regione, dando loro la possibilità di inserirsi in raggruppamenti di imprese. La prossima riunione sarà il 3 maggio ed è finalizzata alla partecipazione ai recenti bandi pubblicati per le attività sportive estive dedicate ai bambini, ai ragazzi e agli anziani, il più consistente dei quali assegnerà un contributo di 140 mila euro. Sportivi per Roma si è attivata anche per la condivisione degli spazi: i concessionari e i proprietari di grandi impianti ne mettono una parte a disposizione delle asd che sono alla ricerca di luoghi per le proprie attività. In questo modo abbiamo trovato una “casa” alla scuola di mountain bike di un nostro socio, che altrimenti sarebbe stata destinata alla chiusura. Daremo inoltre la possibilità ai nostri associati di partecipare al campus estivo che si svolgerà in zona Giustiniana, presso il Seven Hills, a partire da giugno. Infine vi segnalo le due iniziative in programma il 29 maggio: il Family Fit Day allo Stadio dei Marmi (una caccia al tesoro sportiva con in palio dei voucher da utilizzare presso le associazioni aderenti) e una gara di nuoto presso l’Acquatibur.

Mirco Fratta

Per quanto riguarda l’impiantistica pubblica, a seguito delle chiusure degli impianti a causa del covid il Governo ha previsto dei prolungamenti automatici per tutte le concessioni in scadenza entro il 2021 (ma i danni economici li hanno subiti tutti, anche i concessionari con contratti più lunghi), mentre Roma Capitale si sta preoccupando di sostenere coloro che hanno avuto difficoltà nel pagare i canoni o i mutui (mentre chi ha concessioni in corso e ha sempre pagato quanto dovuto, viene del tutto ignorato).

Per quanto riguarda l’impiantistica privata, sembra quasi che per loro il covid non ci sia stato: non c’è traccia di politiche sportive che tengano conto di loro. In campagna elettorale Gualtieri aveva promesso voucher per tutti ma, per ora, non li ha visti nessuno. Solo la Regione Lazio ha previsto qualcosa, ma i fondi stanziati si sono esauriti subito e la maggior parte delle richieste è rimasta inevasa: si sono create grandi aspettative che però, alla resa dei conti, si sono rivelate grandi delusioni.

Domenico Baldassarri

Sportivi per Roma entrerà a far parte della rete regionale degli sportelli Europa, il che significa che, attraverso una scheda di contatto, faremo da tramite con la Regione e raccoglieremo le domande di utilizzo dei fondi comunitari a sostegno dei progetti che ci verranno proposti da associazioni e società sportive.

Paolo Saolini

Oggi abbiamo di fronte una normativa che ha prolungato le concessioni al 31/12/2025, è un intervento innovativo perchè non prevede più un confronto con l’amministrazione: non è più necessaria l’istanza da parte del concessionario (e la sua accettazione da parte del Comune), come invece si prevedeva in passato. Non è neanche necessario che arrivi un provvedimento da parte del Comune: tutte le concessioni scadute sono prorogate per legge, un eventuale ulteriore provvedimento comunale avrebbe valore meramente dichiarativo. La norma parla di asd ma logicamente per un principio di legalità vanno intese anche le ssd. Essendo una norma generalista, si deve intendere indirizzata verso tutti i soggetti che hanno degli impianti sportivi in concessione. Vi segnalo una sentenza del Tar Venezia. L’Amministrazione locale non ha riconosciuto la proroga perchè il concessionario aveva accumulato debiti significativi: il Tar ha invece esplicitato un diverso concetto, e cioè che la norma incide esclusivamente sul contratto di concessione, indipendentemente dalla condizione soggettiva del concessionario.

Maurizio Bigi

Le tariffe comunali non vengono aggiornate da anni, mentre i costi delle utenze sono costantemente aumentati, così come è aumentata l’IVA. Nelle tariffe comunali non è specificato se i campi sono coperti o scoperti. In sintesi, riteniamo che sia ormai urgente approvare un aggiornamento delle tariffe comunali e a tal proposito presenteremo ai consiglieri capitolini una nostra proposta. Segnalo, inoltre, che abbiamo ricevuto la richiesta di pagamento dell’IMU e che abbiamo avuto notizia del fatto che tali richieste arriveranno a tutti i concessionari di impianti sportivi: chiediamo al Comune di risolvere questo problema una volta per tutte.

Alfonso Rossi

La conquista di cui ci sentiamo tutti contenti, la proroga al 2025 delle concessioni scadute, deve essere solo un punto di partenza. Dispiace dell’assenza dell’Assessore, penso che oltre ai grandi eventi dovrebbe pensare di più allo sport di base: è inutile parlare di mondiali di skate e della Formula E quando è in atto una vera guerra nei confronti di noi gestori, perchè non si può pensare che una bolletta del gas passi da 2 mila a 8 mila euro. Chi deve resistere, può farlo solo se ha a disposizione il tempo per recuperare quanto sta perdendo in questi mesi. Il Milleproroghe che porta al 2025 è già saltato e non basta più. Una forza attiva come Sportivi per Roma deve alzare la voce e deve avere un riconoscimento. Occorre analizzare caso per caso le problematiche di chi non ha pagato canoni e mutui e capire perchè è moroso, mentre per chi ha pagato c’è da dargli un riconoscimento in termini di anni in modo che possa riuscire ad ammortizzare gli investimenti che oggi dovrà finanziare per non dover chiudere l’attività. L’Assessore non può confondere gli impianti sportivi con i Punti Verde Qualità. Chi non si accorge che questa p una categoria in sofferenza è cieco.

Enzo D’Arcangelo

La distinzione tra buoni e cattivi deve essere fatta in trasparenza. La situazione è precipitata dal 2008 e c’è chi ha accumulato milioni di debiti: vogliamo la regolarità delle procedure. Il Comune deve dare la possibilità a tutti di ripagare i debiti, perché altrimenti rischiano di essere destinate al degrado, ma se non ci sono i termini il Comune deve riprendersi immediatamente gli impianti. Mi auspico che questo movimento cresca e serve che qualcuno ci ascolti: se l’Assessore non ha tempo, andremo direttamente dal Sindaco.

Angelo Diario

La prima proposta di delibera presentata dall’attuale consiliatura non ci sembra particolarmente rilevante: essa intende modificare all’art. 10 del regolamento ed ha un obiettivo che, nei principi, assolutamente condivisibile e cioè la parità di genere negli statuti delle società sportive ma, nella pratica sarà del tutto inefficace. La proposta prevede la revoca dei concessionari che hanno, nei loro statuti, una distinzione di genere: giudico questa prima delibera del tutto deludente in termini di efficacia, poichè non esistono concessionari con statuti che hanno tali caratteristiche: non ci saranno delle revoche ma non ci sarà nemmeno un ingresso di figure femminili nella dirigenza delle società sportive. Sarebbe molto più utile agire sull’art. 11 del regolamento e prevedere delle premialità tra i criteri di valutazione delle società sportive. Il testo è anche mal scritto, perché fa riferimento non solo agli statuti ma anche agli atti costitutivi e, evidentemente, un atto costitutivo non si può modificare. Questa proposta, depositata l’8 marzo, il giorno della festa della donna, sembra più un tentativo di promuovere colui che l’ha firmata piuttosto che promuovere il ruolo femminile nello sport. Ma quello che più ci delude è vedere che, dopo sei mesi, l’unico atto prodotto non guarda a quelle che sono le priorità del mondo dello sport, né per i concessionari, né per i gestori di impianti privati. Questi ultimi sono del tutto ignorati dalle politiche sportive del comune. Anche oggi l’Assessore e il Presidente della Commissione Sport, pur essendo invitati, non si sono presentati: oltre ai grandi eventi e al turismo esiste anche lo sport di base ma, al momento, sembra che la Giunta Gualtieri se ne sia dimenticata. Nessuno sta riuscendo a dialogare con Onorato.

Paolo Saolini

Roma Capitale qualche mese fa, con la precedente consiliatura, ha effettuato un accordo transattivo per i mutui relativi ai Punti Verde Qualità. Un intervento del genere dovrebbe essere replicato anche per gli impianti sportivi comunali, che non possono essere considerati figli di un Dio minore, e sarebbe un intervento fondamentale per dare la possibilità a chi ha difficoltà a ripagare le attuali rate dei mutui. Non c’è ragione logica per cui un simile provvedimento non si possa fare anche per gli impianti sportivi: Roma Capitale lo ha fatto per gli uni, con stessi contratti, stesse convenzioni e stesse fideiussioni, quindi lo potrebbe fare anche per gli altri.

Proposta di modifica al Regolamento per gli impianti sportivi comunali

Il Gruppo Capitolino Europa Verde Ecologista lo scorso 8 marzo ha depositato la seguente proposta di modifica del Regolamento per gli impianti sportivi comunali:

proposta RQ/3926/2022 dell’8 marzo 2022

La modifica consiste, sostanzialmente, nell’aggiungere una nuova condizione di revoca delle concessioni a quelle attualmente previste dal regolamento:

Il soggetto che ha già in essere un contratto di concessione di un impianto sportivo comunale con Roma Capitale è tenuto ad adeguare, pena la revoca della concessione, il proprio Atto Costitutivo e/o Statuto rimuovendo eventuali clausole relative a pratiche di distinzione di genere per l’accesso alla qualifica di dirigente, atleta, socio frequentatore o operatore sportivo.

Mentre per le concessioni future si prevede un nuovo requisito:

Pena l’esclusione dalla procedura, l’Atto Costitutivo e/o Statuto di un soggetto che intende partecipare all’avviso per la concessione di un impianto sportivo comunale non dovrà prevedere distinzione di genere per l’accesso alla qualifica di dirigente, atleta, socio frequentatore o operatore sportivo.

Premesso che non risulta esistano concessionari i cui Statuti o Atti Costitutivi contengono distinzioni di genere, ritengo pericoloso introdurre nel Regolamento la possibilità di revocare un contratto di concessione in corso sulla base di una condizione introdotta dopo la sua stipula (gli atti costitutivi, infatti, non si possono modificare).

La proposta non è ancora stata discussa in Commissione Sport e non è stata illustrata in nessun incontro pubblico, per questo motivo Sportivi per Roma sta organizzando una riunione tra coloro che sono interessati ad approfondirla ed, eventualmente, a trasmettere ai Consiglieri un proprio parere.

Insieme per lo sport: le esperienze di governo degli ultimi 30 anni a Roma

Sabato 26 marzo gli Assessori e i responsabili delle politiche sportive della Capitale hanno dato vita a un evento inedito, ripercorrendo oltre tre decenni di governo dello sport a Roma.

Un incontro suggestivo e costruttivo, nel quale ogni relatore ha messo a disposizione il proprio bagaglio di esperienze, positive e negative, spiegando i motivi all’origine dei problemi che oggi vanno affrontati ed avanzando delle proposte condivise e utili al loro superamento. Tali proposte costituiscono degli spunti dai quali far partire una seconda discussione, che ci prendiamo l’impegno di organizzare quanto prima, per dare continuità all’iniziativa “insieme per lo sport”.

Pubblico la registrazione ed una breve sintesi degli interventi.

Saluti introduttivi di Gilberto Pascucci, Presidente della Società Ginnastica Roma, il primo circolo polisportivo di Roma, nato grazie a un movimento rivoluzionario e fondato da Menotti Garibaldi, figlio di Giuseppe Garibaldi, con due grandi obiettivi: l’educazione sportiva gratuita ai bambini sopra i 10 anni e l’emancipazione della donna attraverso la ginnastica e il ballo. a Roma ci sono 4 circoli sportivi centenari e costituiscono un patrimonio che deve essere tutelato e valorizzato.

Alfonso Rossi, responsabile dei rapporti CONI – Roma Capitale con il Sindaco Carraro. In quegli anni il rapporto tra Coni e Comune era nato con la logica di sistemare gli impianti scolastici, le piscine e i campi polivalenti che erano stati realizzati come opere a scorporo della costruzione degli edifici scolastici. Il Comune ha istituito un tavolo tramite il quale gli impianti venivano affidati in via diretta. E’ stato un sistema che ha funzionato, perchè ha portato impianti sportivi in quartieri difficili, dove mettere una piscina nuova significava dare la possibilità ai giovani di avere un luogo di aggregazione. La prassi era: assegnazione temporanea al Coni, un periodo di prova di una società e, infine, assegnazione definitiva. In questo modo si è dato il via a un’impiantistica popolare. Molti impianti che a quei tempi erano aperti e avevano migliaia di utenti, oggi sono ridotti in maceria: penso all’impianto di via Satta, o al Sergio Di Gregorio, messi al bando a cifre iperboliche (e, infatti, i bandi sono andati deserti) e rimasti in stato di abbandono.

Alessandro Cochi, delegato allo sport del Sindaco Alemanno. Noi parlammo di PRISP – Piano Regolatore degli Impianti Sportivi, aprimmo impianti sportivi in periferia, a Ponte di Nona, aprimmo il Pala De Chirico, salvammo la Romulea Calcio, salvammo l’Ippodromo delle Capannelle. L’appello che va fatto oggi è: bandi subito. Ci sono decine di impianti chiusi le cui chiavi vanno consegnate a nuovi gestori. Sappiamo che ci sono delle proposte di project financing e delle manifestazioni d’interesse che sono state presentate (e devono andare avanti rapidamente) ma è anche necessario pubblicare dei bandi per tutti gli altri impianti. Più della metà degli impianti comunali rischia la chiusura il prossimo anno, non passi il messaggio sbagliato che il concessionario è per forza di cose un furbetto: il concessionario è colui che anche in questi tre anni ha portato avanti gli impianti, nonostante le chiusure che sono state imposte durante la pandemia e nonostante il caro bollette.

Paolo Masini, assessore allo Sport del Sindaco Marino. Ritengo che l’esperienza del punto jogging vada ripresa e diffusa: un locale con spogliatoi e docce che dia la possibilità agli sportivi di fare sport nel parco, farsi una doccia, e poi andare a lavoro. Dobbiamo diffondere metodi facili per fare sport. La mia paura è che oggi ci si concentri molto sui grandi eventi e poco sullo sport di base. Un altro tema è quello delle grandi società. Ad esempio trovo sconcertante che i costi della polizia locale li debba pagare il Comune per le gare di Serie A di calcio e, invece, debbano essere posti a carico degli organizzatori delle corse podistiche. Temi particolari sono quello del Flaminio (è assurdo che un impianto del genere sia abbandonato), del regolamento per gli impianti sportivi (è necessario dividere i gestori virtuosi dalle mele marce, sarà impopolare ma va fatto), del rapporto tra scuola e sport (perchè è dalla scuola che si deve cominciare a insegnare ai ragazzi a fare sport, in palestre nuove e spazi utilizzati pienamente e non lasciati inutilizzati), dello sport come strumento di integrazione.

Daniele Frongia, Assessore allo Sport della Sindaca Raggi. Questo format inedito dovrebbe diventare un incontro periodico, in spirito costruttivo come oggi. Vorrei partire citando alcuni risultati positivi che sono raggiunti: l’apertura dell’impianto delle Tre Fontane e la riqualificazione dello stadio Paolo Rosi; la proposta di project per lo stadio Flaminio ricevuta da Roma Capitale esattamente 13 mesi fa, che mi piacerebbe sapere a che punto è; la riqualificazione del palazzetto dello sport, i cui lavori sono partiti oltre sei mesi fa; la riapertura della piscina di via Taverna; la maratona affidata con bando e la Formula E. Ricordo, però, anche i contenziosi aperti tra concessionari e amministrazione, e tanti altri problemi storici che il Comune da solo non potrà mai risolvere. In alcuni casi non ne usciamo: è necessario il supporto del Governo nazionale. Non si possono più fare affidamenti diretti e i bandi durano anni: si possono cambiare Assessori e Dirigenti ma alcuni tempi non possono essere compressi. La proposta che possiamo fare è, insieme, contribuire a un documento con delle richieste specifiche e poi bussare al Governo: tutti abbiamo in mente queste richieste, che hanno a che fare con aspetti urbanistici, patrimoniali, proroghe. Ci aspettano degli eventi incredibili nei prossimi anni, ci deve essere un forte protagonismo da parte degli impianti sportivi comunali: si deve pensare ai grandi eventi partendo proprio dai possibili benefici a vantaggio delle strutture pubbliche, che devono essere coinvolte.

Interventi liberi. Sonia Magarelli, ex nazionale di pallanuoto: non c’è niente di meglio dello sport, per i giovani, per uscire dal disagio psicologico portato dal covid. Invece del bonus psicologico, il Governo avrebbe dovuto prevedere un bonus per lo sport, che è la migliore medicina possibile. Bisogna analizzare il territorio, fare controlli, e valutare puntualmente ogni singola situazione e ogni singolo impianto, calmierando le tariffe anche sulla base del contesto nel quale si trovano. La collaborazione tra comune e Fidal per il Paolo Rosi è un esempio di successo: andiamo a bussare alla porta delle grandi Federazioni, in modo che si occupino non solo di organizzare grandi eventi ma anche di riqualificare gli impianti comunali. Massimo Bianchi, Federazione Squash, grazie al progetto “scuola attiva junior” insieme a Sport e Salute siamo riusciti a portare lo squash nelle scuole, inserendolo nelle attività curricolari: si tratta di un’iniziativa che può essere ripresa e potenziata anche a livello comunale. Mario Laurenti, giornalista, pone l’accento sulla necessità di sostenere alcuni eventi sportivi storici portati avanti da piccole realtà private che, però, senza un sostegno da parte delle istituzioni rischiano di scomparire. Mauro Schiavone, architetto, domanda provocatoriamente quanti politici abbiano portato avanti le parole pianificazione e programmazione.

Mirco Fratta, Presidente di Sportivi per Roma, si complimenta e ringrazia tutti i partecipanti confermando la volontà di organizzare eventi di questo tipo e non solo. Cita la prima edizione del Roma Sport Forum, che si svolgerà a giugno, e alcuni appuntamenti in programma che tratteranno anche argomenti più pratici, su aspetti fiscali, tecnici e giuridici. L’obiettivo dell’associazione è fare rete, unendo i soggetti che si occupano di sport a tutti i livelli.

Nuove strategie e competenze per gli operatori sportivi

Il 19 febbraio si è svolto, presso la sala dei Presidenti del CONI, l’incontro promosso da Sportivi per Roma, in collaborazione con OPES, dal titolo Nuove strategie e competenze per gli operatori sportivi.

I relatori hanno parlato dell’importanza delle competenze psicopedagogiche dell’istruttore sportivo, necessarie ad instaurare una relazione con l’atleta che possa portarlo ad esprimere al meglio sé stesso, non solo per migliorare i risultati ottenuti nel mondo sportivo ma più in generale come formazione personale. L’incontro si è soffermato su come inquadrare la persona con queste tecniche, insegnando a comunicare utilizzando la corretta chiave di accesso individuale, diversa da individuo a individuo. L’ultima parte è stata dedicata alla motivazione. Ogni disciplina sportiva ha bisogno di sollecitare emozioni diverse: quelle di tipo adrenalinico, per gli sport estremi, o quelle di maggior controllo emotivo, ad esempio nel tiro dell’arco. Il tutto è inserito nel post covid, un periodo nel quale c’è stato un cambiamento nell’approccio allo sport da parte degli atleti amatoriali e nelle motivazioni dei ragazzi a riprendere le attività sportive.

Di seguito una breve sintesi degli interventi dei relatori.

Mirco Fratta (Presidente di Sportivi per Roma). Il cambiamento che stava iniziando già prima del covid, dovuto alla mancanza di motivazioni da parte dei ragazzi, negli ultimi mesi è accelerato, portando a un picco di abbandono dello sport agonistico da parte dei ragazzi in età scolare. L’idea che un istruttore debba riuscire a trovare dei metodi per motivare i ragazzi e trasferire loro le competenze per formare un atleta di alto livello ci ha spinti a promuovere questo evento, che sarà seguito da un vero e proprio corso di formazione.

0:04:56 – Fabio Conti (Presidente di Gestiamo e coordinatore FIN del settore pallanuoto). Mentre fino a qualche anno fa lo sport viaggiava verso numeri in crescita, recentemente abbiamo assistito a un’inversione di tendenza, con un importante fenomeno di abbandono. Non si può allenare e ricevere i ragazzi nelle strutture sportive come prima, è necessario incrementare la parte giocata, prevedendo punti di aggregazione, per far sì che lo sport venga percepito dai ragazzi come un momento di socialità. Anche la selezione dei ragazzi deve cambiare: in questo momento dobbiamo tener conto di come loro possono vivere l’ambiente sportivo a 360 gradi e non solo come prestazione. Ci siamo accorti che abbiamo avuto delle rinunce a partecipare alle attività della nazionale, cosa che non era mai successa in passato. Questo significa che oggi i ragazzi, avendo ritrovato cose da fare dopo due anni di chiusura, hanno un assoluto bisogno anche di svago e di divertimento.

0:16:20 – Brunaldo Tombellini (educatore comportamentale specializzato nella gestione dell’emotività). Ideatore della metodologia ECB, Emotions Controlled by Bike: la bicicletta è uno strumento che viene utilizzato per insegnare a gestire l’emotività durante l’esecuzione del gesto tecnico, andandola a migliorare. L’ECB ha un percorso che si pone tre obiettivi: consapevolezza, conoscenza e competenza. L’allievo deve rendersi conto dei suoi limiti, studiare le tecniche e imparare ad applicare le tecniche per migliorare il controllo sulle proprie azioni. Questo metodo vale non solo per l’attività sportiva ma, più in generale, per ogni situazione nella quale ci si può trovare nella vita di tutti i giorni. L’operatore sportivo ha un ruolo fondamentale, perché ha un grande potere, potendo affrontare compiti relativi alla dimensione fisica ed alla dimensione emotiva dei ragazzi: occorrono quindi competenze tecnico sportive tanto quanto competenze psico-pedagogiche. Lo sport può formare positivamente una persona dandogli autostima, oppure la può formare negativamente, dandogli frustrazione (e, di conseguenza, portando all’abbandono). Le ferite nell’ambito emotivo sono molto pericolose e devono essere evitate.

0:39:15 – Fausto Maria Bonifacio (psicologo sportivo specializzato nei meccanismi motivazionali). Come facciamo a portare via i ragazzi dai cellulari per riportarli a fare sport? La parola chiave per motivare il prossimo è “futuro”. La dopamina prodotta dai social network, così come dalla nicotina, o dal gioco d’azzardo, o dal cibo spazzatura, spinge la persona a ripetersi, è un tipo di competizione che non aiuta il ragazzo a crescere. I social network sono volutamente addicted: nel pianificare un social network è previsto un grande rilascio di dopamina, perché essa aumenta le probabilità di ripetere quel comportamento (stare sui social). Questo non gioca a favore della volontà umana ma contro di essa. Come si fa quindi a motivare i ragazzi nel fare sport? Gli si deve parlare del futuro, chiedendogli come vogliono vedersi nei prossimi sei mesi, o il prossimo anno. Quando ci si ripete, si vive un’esperienza noiosa e non motivante: occorre dare una prospettiva di crescita e di sviluppo tramite lo sport.

0:56:15 – Alessandro Battisti (Presidente del Comitato provinciale OPES di Roma). OPES è molto legata ai temi trattati, che sono fondamentali per la formazione continua dei tecnici sportivi, e sta organizzando insieme all’Università Unicusano un progetto dedicato alla leadership del tecnico finalizzata all’aumento dell’autostima. Il tecnico che lavora con ragazzi dai 4 ai 13 anni deve insegnare, oltre al gesto tecnico atletico, quelli che sono i sani principi da tenere a mente nella vita, come ad esempio l’aggregazione e l’antibullismo. Organizzeremo dei corsi di formazione su queste tematiche.

1:00:20 – Ivan Sacchi (Vicepresidente di Sportivi per Roma e CT della nazionale nuoto sordi). Ha portato la testimonianza di quello che è successo a partire dallo scoppio della pandemia, ricordando il giorno in cui tutto ha avuto inizio: era presente ad un meeting nazionale di nuoto e aveva degli atleti pronti a partire sui blocchi di partenza, con l’obiettivo di qualificarsi ai campionati italiani. Era l’ultimo giorno disponibile per ottenere il pass e, nel momento di partire, entra la polizia che ferma le gare e manda tutti a casa. Quello è stato l’inizio di una grossa problematica a livello psicologico. Tutti i sacrifici fatti fino a quel giorno sembravano svaniti nel nulla, senza riuscire a vedere oltre, perché “oltre” c’era l’ignoto. Rimotivare i ragazzi a riprendere l’attività e non abbandonarla è stato difficile e, purtroppo, in tanti sono stati portati a fare valutazioni diverse rispetto a quella che era la scelta che speravamo, e cioè proseguire gli allenamenti sportivi. Fortunatamente oggi la situazione è cambiata e ci sono nuove speranze se si guarda al futuro. Il ruolo della famiglia è fondamentale: un allenatore vede i ragazzi per 4 o 5 ore, mentre per le altre 19 ore i ragazzi sono in famiglia. 

Impianti sportivi comunali chiusi: un’occasione di rilancio

Sportivi per Roma ha organizzato una riunione pubblica online per presentare l’elenco degli impianti sportivi attualmente privi di concessione e, quindi, di un gestore. Tali impianti sono un’occasione di rilancio, per Roma e per lo sport romano, poiché costituiscono per le associazioni e le società sportive della Capitale un’opportunità di ampliamento delle proprie attività e per i cittadini la speranza di ricevere una maggiore offerta di servizi sportivi. Ne pubblichiamo la registrazione a beneficio di chi non ha potuto partecipare.

L’obiettivo dell’iniziativa, di cui l’incontro del 22 gennaio è il primo passo, è quello di costituire dei gruppi di lavoro, con coloro che sono interessati a gestire queste strutture, per presentare all’Amministrazione delle proposte di partenariato. Alcuni di essi, in particolare i più complessi da gestire, potrebbero diventare dei centri federali ed ospitare eventi e altre attività svolte dalle Federazioni sportive (discorso che vale anche per gli Enti di promozione sportiva e le Discipline sportive associate).

In particolare, la funzione dell’associazione Sportivi per Roma è, oltre a quella di costituire una rete tra soggetti con gli stessi interessi e obiettivi, fare da tramite con Roma Capitale e indirizzare le proposte di partenariato di iniziativa privata verso quegli impianti che non sono già stati oggetto di altre proposte o che non sono in procinto di essere messi a bando. In questo modo si ottiene un duplice vantaggio: da un lato per chi si impegna nella progettazione delle proposte, che evita di perdere tempo e soldi su impianti per i quali si è già avviato un iter di recupero; dall’altro per la collettività, perché indirizzando il lavorare su proposte per quegli impianti che, senza una collaborazione privata, resterebbero abbandonati ancora per molti anni (il Dipartimento Sport non è certamente in grado di pubblicare 30 bandi in sei mesi) si accorciano i tempi di attesa per il recupero di tutte le strutture oggi inutilizzate.

Questo primo incontro ha registrato la presenza di oltre 70 partecipanti, riassumiamo brevemente gli interventi di chi ha preso la parola.

Angelo Diario (Sportivi per Roma) ha illustrato il documento contenente le principali informazioni sugli impianti oggetto della riunione: Impianti sportivi comunali chiusi – gennaio 2022.

Mirco Fratta (Sportivi per Roma) ha integrato l’intervento precedente descrivendo alcune delle attività recentemente svolte dall’associazione.

Andrea Burlandi (Fipav) ha parlato dell’interessamento da parte della Federazione pallavolo alla gestione dell’area abbandonata in via dei Campi Sportivi, un’area particolarmente complicata di competenza del Dipartimento Patrimonio e della necessità di tenere realmente aggiornato il prospetto relativo ai bandi e alle proposte di partenariato che via via si manifestano e vengono presentate al Comune, nonchè della necessità di avere delle risposte in tempi rapidi.

Alfonso Rossi (ASI Vitattiva) ha evidenziato l’importanza di tenere alta l’attenzione sugli impianti inutilizzati; la necessità di unire le forze tra associazioni più piccole al fine di evitare che le Federazioni acquisiscano la gestione di troppi impianti (favorendo la creazione di gruppi tra società consorziate); la necessità di evitare che strutture amministrative comunali diverse applichino diversamente le regole che, invece, dovrebbero essere uguali per tutti; l’importanza di valutare correttamente il valore economico degli impianti perché altrimenti i bandi pubblicati da Roma Capitale vanno deserti.

Claudio Briganti (MSP Roma) ha ribadito il problema dei tempi, troppo lunghi, per ricevere un riscontro da parte del Dipartimento Sport di Roma Capitale ed ha chiesto aggiornamenti sulla manifestazione di interessi che l’Ente di promozione sportiva ha avanzato tre anni fa per l’impianto di via Mendozza.

Franco Bottoni (Real Testaccio) ha chiesto aggiornamenti sui progetti relativi a Campo Testaccio, in particolare quello dell’Asilo Savoia in convenzione con la Regione Lazio e, più in generale, un aggiornamento sui tempi previsti per la riapertura dell’impianto.

Loris Festa (Lazio Padel) ha chiesto aggiornamenti sulla manifestazione di interessi pubblicata dal Municipio III relativamente all’area di via Monte Ruggiero e, in particolare, se il vincolo sul ripristino dei campi di calcio a 5 possa essere superato per fare eventualmente spazio ad altre discipline.

Stanislao Rubinetti (Hand Roma) ha chiesto in particolare se e quanti sono gli impianti indoor che hanno uno spazio sufficiente per un campo 20×40 metri, le dimensioni minime necessarie per un campo di gioco da pallamano, futsal, calcio a 5 e hockey indoor.

Domenico Giordani (Fitet) ha manifestato l’interesse da parte della Federazione ad aprire a Roma una Casa del tennis tavolo, eventualmente condividendo gli spazi con altre Federazioni, Enti o associazioni.

Rodolfo Donzelli (Gaudini Scherma) ha gestito per 40 anni le palestre di via Sannio e, insieme alla Federazione italiana scherma, sta provando a lavorare per il recupero della struttura, che è ormai chiusa 7 anni.

Antonio Varacalli (Fisr) ha evidenziato l’importanza della continuità nelle attività portate avanti dall’Amministrazione, citando le iniziative che hanno visto protagonista la Federazione italiana sport rotellistici, come lo skate park di Ostia o il pump track che si sta realizzando a San Basilio, e manifestando l’interesse della Federazione a riqualificare l’area delle Tre Fontane.

Massimo Liberati (Federkombat) ha esposto le problematiche che la Federazione italiana kick boxing, muay thai, savate, shooting boxe, sambo deve affrontare non avendo a disposizione delle strutture idonee dal punto di vista dimensionale per ospitare le manifestazioni che organizzano regolarmente e che vedono presenti 400/500 atleti. La Federazione è disponibile a collaborare con altri Enti per la gestione condivisa di un grande impianto.

Andrea Flow (gestore di una palestra) gestisce un impianto privato e si occupa di Grappling e Mixed Martial Arts, discipline sportive in grande crescita e che faticano in questo momento ad avere strutture adeguate; è interessato a sviluppare un progetto di gestione condivisa di un impianto.

Marco Stomeo (Scuola Sportiva Elis) ha chiesto informazioni sulla piscina di via Sebastiano Satta ed ha comunicato che la scuola sportiva Elis ha la possibilità di mettere a disposizione degli spazi alle associazioni che ne avessero bisogno, in particolare per gli eventi svolti durante il weekend.

Maria Teresa Habara (Le ali di Iside) ha espresso la necessità della loro associazione, che gestisce un centro polivalente si occupa di danza, ginnastica e pilates, di acquisire nuovi spazi per le attività sia dei bambini sia degli adulti.

Gianluca Iaccarino (Federazione Hockey) ha descritto le esigenze della Federazione, in particolare la difficoltà a trovare gli spazi di dimensioni 20×40 al chiuso, e ha espresso la disponibilità da parte della Federazione a lavorare insieme ad altri soggetti per condividere l’utilizzo degli spazi.

Roberta Benedetti (Eagle Fitness & Wellness) ha espresso la necessità da parte della società a trovare degli spazi ampi dove trasferire le loro attività (1.400/1.500 mq) ed ha riferito di aver avviato con il Municipio III la progettazione di un impianto per il padel.

Roberto Remoli (Disabili Roma 2000) ha parlato delle attività della polisportiva, che opera a tutto campo e cerca di fare rete con le altre realtà sportive del territorio ma a Roma non ha impianti propri, quindi avendo molte attività importanti, soprattutto nel calcio a 5 non vedenti, l’associazione ha anche tante esigenze e deve andare alla continua ricerca di spazi. La scuola calcio si appoggia alla Città dello sport paralimpico ma i costi orari sono comunque impegnativi, quindi il sogno è entrare in partnership con altre associazioni e prendere in gestione un proprio impianto.

Fabrizio Romani (Barbarian Schools Rugby Club) è impegnato nel portare il rugby nelle scuole, dove ormai è presente da 12 anni, ed è aperto ad aprire le attività sportive scolastiche a delle collaborazioni, in particolare nei Municipi III, IV, XIV e XV; per quanto riguarda invece gli impianti di proprietà anche loro ne sono alla ricerca.

Alessandro Cochi (ASI) esprime apprezzamento per la volontà emersa durante l’incontro nel non dividere lo sport pubblico e quello privato, mettendo insieme realtà diverse per affrontare le problematiche che affliggono tutti gli operatori sportivi in questo periodo.

C’è stata infine una richiesta di informazioni relativamente al campo da calcio a 11 di San Cleto, area sulla quale è in corso l’acquisizione della proprietà da parte del Comune e che diverse associazioni sarebbero interessate a gestire il campo insieme al Comitato di quartiere San Cleto.

Applicazione del LD Sostegni bis, proroghe delle concessioni sportive al 31/12/2023

La seconda riunione di Sportivi per Roma è stata dedicata al tema dell’applicazione alle concessioni degli impianti sportivi della capitale del DL sostegni, il cui art. 10 recita:

Al fine di sostenere le associazioni sportive dilettantistiche senza scopo di lucro colpite dall’emergenza epidemiologica da COVID-19, le concessioni a tali associazioni degli impianti sportivi ubicati su terreni demaniali o comunali, che siano in attesa di rinnovo o scadute ovvero in scadenza entro il 31 dicembre 2021, sono prorogate fino al 31 dicembre 2023, allo scopo di consentire il riequilibrio economico-finanziario delle associazioni stesse

I nodi da sciogliere sono sostanzialmente due:

  1. il provvedimento si applica a tutti i concessionari, oppure soltanto alle “associazioni” (e quindi non alle ssd)?
  2. le concessioni in scadenza nel 2022, che sono escluse, saranno oggetto di un apposito atto di Roma Capitale, oppure gli impianti che vanno a scadenza a partire dal prossimo 1 gennaio saranno oggetto di bandi?

Ringraziamo il Presidente della Commissione Sport, Ferdinando Bonessio, per aver partecipato ed aver chiarito, relativamente al primo punto, che anche le ssd potranno beneficiare dalla proroga, che va intesa in modo estensivo (non c’è di differenza tra associazione e società sportiva).

Per quanto riguarda la seconda richiesta non è stata data una risposta esplicita ma riteniamo di poter dedurre che anche le concessioni in scadenza nel 2022 e 2023 saranno prorogate fino al 31/12/2023.

Più in generale, la riunione è stata importante per fare il punto su ulteriori argomenti, sui quali il Presidente Bonessio ha espresso i propri intendimenti, e che riassumo brevemente:

  1. verrà istituito uno sportello di aiuto ai concessionari, sulle questioni tributarie, fiscali e tecniche (edilizie e urbanistiche);
  2. verranno attualizzati i regolamenti comunali facendo riferimenti ai decreti attuativi della Legge Delega sullo sport, a partire dall’inquadramento della figura dell’operatore sportivo (che non dovrà gravare né sugli utenti, né sulle associazioni e società sportive);
  3. verrà proposto di non applicare il codice degli appalti per poter tenere conto dell’esperienza acquisita dalle asd/ssd nei criteri di valutazione utilizzati per l’aggiudicazione dei bandi;
  4. verrà effettuato un censimento al fine di rilevare la reale consistenza degli spazi sportivi e dei locali attualmente presenti negli impianti sportivi comunali (e le eventuali irregolarità edilizie saranno sanate);
  5. verrà modificato il regolamento per evitare che, in caso di morosità sui canoni e le rate dei mutui, scatti la revoca della concessione;
  6. verranno aperti dei tavoli di lavoro mirati, uno per ogni impianto, al quale parteciperanno il rappresentante legale del Concessionario, un tecnico e un avvocato del Concessionario, un Dirigente del Dipartimento Sport, un avvocato di Roma Capitale, per superare i contenziosi in essere;
  7. verrà proposto di azzerare i canoni per il periodo di chiusura degli impianti (quindi non la riduzione del 90% dei canoni ma una riduzione del 100%), dichiarando quei canoni inesigibili, e aumentando lo sconto del 30% previsto per il periodo successivo.

Infine, riassumo le principali richieste/proposte che sono state avanzate dagli altri partecipanti:

  1. effettuare un monitoraggio sugli impianti e le palestre attualmente inutilizzati, con l’obiettivo di pubblicare in tempi brevi i relativi avvisi pubblici finalizzati alla loro assegnazione;
  2. allineare le scadenze delle concessioni dei centri sportivi municipali al 2025, prevedendo dei “bandi ponte” di uno o due anni per i Municipi in scadenza negli anni precedenti;
  3. definire un avviso pubblico tipo per l’affidamento delle palestre scolastiche;
  4. sollecitare la conclusione delle procedure relative all’art. 21 del regolamento per gli impianti sportivi comunali.

Si tratta di argomenti complessi, che saranno ripresi e approfonditi nei prossimi mesi, per i quali Sportivi per Roma chiederà di fissare da subito una programmazione a breve, medio e lungo periodo. In particolare, chiederemo all’Amministrazione capitolina di indicare entro quanti mesi di tempo si intende raggiungere ciascuno degli obiettivi elencati.

L’elenco completo delle palestre scolastiche di Roma

Sono 686 le palestre e i campetti esterni presenti nelle scuole comunali di Roma (di cui 183 sono stati riqualificati tra il 2017 e il 2021). Abbiamo acquisito questa informazione nel 2021, dopo 5 anni di lavoro e di ricognizioni.

Il nuovo regolamento, entrato in vigore nel 2018, ha previsto l’istituzione di 15 osservatori, uno per ogni Municipio, con l’obiettivo di promuovere il pieno utilizzo di questi spazi, verso i quali i dirigenti scolastici e/o le amministrazioni municipali talvolta hanno dimostrato scarsa attenzione.

Uno dei principali obiettivi degli osservatori è è quello di avere, a regime, un monitoraggio permanente che dia supporto agli Assessori allo sport municipali per evitare che alcune palestre restino vuote.

In una città dove operano oltre 4.000 associazioni e società sportive è infatti paradossale che ci siano da una parte associazioni in cerca di spazi e dall’altra spazi inutilizzati. Spazi, tra l’altro, che il Comune mette a disposizione delle asd a canoni estremamente ridotti (poco più di 3 euro l’ora).

A beneficio di tutte le asd potenzialmente interessate ad organizzare dei corsi sportivi nelle palestre scolastiche, ne pubblico l’elenco completo. Sportivi per Roma è a disposizione per verificare se tutti gli spazi disponibili sono stati assegnati e, in caso contrario, sollecitare i Municipi ad assegnarli tramite degli avvisi pubblici.

Censimento palestre e spazi sportivi scolastici – elenco aggiornato 2021

Gli spazi sportivi sono suddivisi in quattro tipologie:

A – palestra scolastica (529)

B – campo polivalente scoperto (146)

C – campo da tennis (3)

D – campo da calcetto (8)

Impianti sportivi comunali di Roma: uno su dieci è chiuso

Durante i 5 anni appena trascorsi di presidenza della Commissione Sport è stata effettuata la ricognizione di tutto il patrimonio sportivo comunale, portando alla luce numerose strutture “fantasma”.

Il numero di impianti censiti è passato da 164 a 205, ai quali ne andranno aggiunti 5 (che il Dipartimento deve ancora classificare) e ne va sottratto uno (che il Dipartimento dovrà delistare). Aver fatto emergere oltre il 20% di queste strutture, il cui elenco puntuale è stato allegato al regolamento che abbiamo approvato nel 2018, è il risultato di una nuova attenzione attribuita allo sport di base che ora deve essere portata avanti.

Per questo motivo ho pensato di pubblicare, a beneficio dell’attuale Amministrazione e di tutte le società e associazioni sportive eventualmente interessate alla gestione di un impianto pubblico, il risultato del lavoro svolto tra il 2016 e il 2021: censimento impianti sportivi di Roma Capitale 2021.

La nuova Giunta dovrà focalizzarsi in particolare sui 24 impianti sportivi che risultano attualmente chiusi, molti dei quali in stato di abbandono più o meno avanzato.

Alcuni impianti sono stati oggetto di bandi che, però, sono andati deserti a causa di errori nella stima del loro valore economico, che è stato sopravvalutato: in questi casi una buona parte del lavoro è già fatto, occorre “solo” ridurre il peso dato alle componenti economiche. Altri impianti stanno per essere completati (il centro sportivo di via Como sarà pronto entro la fine dell’anno e il Palazzetto dello Sport di Cesano entro il 2022) o riqualificati (il Palazzetto dello Sport di viale Tiziano sarà pronto entro la prossima primavera).

Non sono stato riconfermato in Consiglio comunale, quindi il mio impegno per la promozione dello sport a Roma proseguirà fuori dalle istituzioni, a partire dalla costituenda associazione di promozione sociale Sportivi per Roma, con lo stesso spirito collaborativo e la stessa apertura che ha caratterizzato lo svolgimento di oltre 400 sedute di commissione e di oltre 150 riunioni pubbliche che ho presieduto da rappresentante di Roma Capitale.

Eventi sportivi su strada e costi per la polizia locale: criteri per il riconoscimento del pubblico interesse

Sabato 6 novembre si è svolto l’incontro pubblico promosso da Sportivi per Roma per affrontare il problema dei costi che gli organizzatori di eventi sportivi su strada devono sostenere per il pagamento dei servizi resi dalla Polizia Locale.

L’argomento ha origine nell’art. 22, comma 3 bis, del Decreto Legge 24 aprile 2017, n. 50 così come modificato dalla Legge di conversione 21 giugno 2017, n. 96, che recita testualmente:

A decorrere dal 2017, le spese del personale di polizia locale, relative a prestazioni pagate da terzi per l’espletamento di servizi di cui all’articolo 168 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia di sicurezza e di polizia stradale necessari allo svolgimento di attività e iniziative di carattere privato che incidono sulla sicurezza e la fluidità della circolazione nel territorio dell’ente, sono poste interamente a carico del soggetto privato organizzatore o promotore dell’evento e le ore di servizio aggiuntivo effettuate dal personale di polizia locale in occasione dei medesimi eventi non sono considerate ai fini del calcolo degli straordinari del personale stesso.

Nel 2018 la Corte dei Conti ha precisato che:

è l’assenza di un qualsiasi interesse pubblico, e non lo scopo di lucro o altro, a rendere private le diversificate tipologie di possibile considerazione per l’applicazione della disposizione

Quindi non basta che una iniziativa non sia a scopo di lucro, per poter chiedere l’esenzione dal pagamento dei vigili.

In applicazione di tale Legge, i Comandi della Polizia Locale hanno iniziato a chiedere il pagamento dei servizi resi dal proprio personale. A Roma, il primo evento colpito da queste novità legislative è stata la mezza maratona notturna “Roma by Night” nel 2018 (Gazzetta dello Sport: Roma, stangata sulle corse podistiche).

Successivamente, il 17 gennaio 2019, l’ANCI ha pubblicato delle linee guida per la redazione del “Regolamento delle prestazioni del personale della Polizia locale a carico di soggetti privati per lo svolgimento di manifestazioni ed eventi sul territorio comunale” (scarica il documento) che tutti i Comuni hanno dovuto aggiornare in conseguenza della Legge del 2017.

Sulla base di queste linee guida, il 12 luglio 2019 Roma Capitale ha approvato il “Regolamento recante la disciplina delle prestazioni dei servizi resi dal Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale in materia di sicurezza e polizia stradale e necessari allo svolgimento di attività e di iniziative di carattere privato soggetti a pagamento ai sensi dell’articolo 22, comma 3-bis del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modificazioni dalla L. 21 giugno 2017, n. 96” (scarica il documento).

Infine, il 27 dicembre 2019, la Giunta Capitolina ha stabilito dei criteri per il riconoscimento dell’interesse pubblico di un evento sportivo tramite l’approvazione della Memoria della Giunta Capitolina n. 60/2019 (scarica il documento):

  • iscrizione gratuita dei partecipanti;
  • scopo nettamente predominante la tutela della salute (prevenzione e/o cura di patologie) o le attività di screening;
  • finalità sociali (inclusione, integrazione, promozione di corretti stili di vita) predominanti rispetto a quelle competitive.

Nel 2020, con l’arrivo della pandemia, gli eventi sportivi su strada hanno subito un improvviso stop, motivo per cui l’attuazione della delibera è stata forzatamente rinviata. Con la ripresa delle attività sportive di massa, a fine 2021, sono emerse nuove criticità perché molti eventi non avendo ricevuto il riconoscimento del pubblico interesse, sono stati annullati in quanto non sarebbero stati in grado di sostenere il pagamento per i servizi della Polizia Locale.

Durante il dibattito è stata segnalata la difficoltà a dialogare con l’Amministrazione da parte degli organizzatori, che si è concretizzata in un’ampia discrezionalità lasciata al Comandante della Polizia Locale in termini di quantificazione del numero di vigili e di mezzi necessari. La conseguenza è stata un aumento degli uomini impiegati rispetto al passato (gli organizzatori dichiarano all’unanimità di non aver mai visto tanti vigili in servizio per le loro corse).

Per quanto riguarda il riconoscimento dell’interesse pubblico, necessario all’esenzione totale dei costi per la Polizia Locale, le proposte emerse durante la riunione consistono fondamentalmente nel premiare gli eventi che:

  • hanno una storicità, misurando l’interesse pubblico in termini oggettivi in base al numero dei partecipanti registrati nelle edizioni passate;
  • ricevono una sorta di “bollino di qualità” da parte della cabina di regia degli organizzatori di eventi coordinata da Fidal Lazio;
  • si svolgono in periferia, poiché è interesse pubblico promuovere attività sportive nei luoghi relativamente più disagiati.

Infine, si è discusso sulla possibilità di prevedere una riduzione parziale dei costi: il Comune potrebbe prevedere dei contributi economici indiretti, in termini di uno sconto sul totale dei costi stimati, al fine di rendere gli oneri per la sicurezza una voce di costo sostenibile all’interno del budget necessario all’evento.

Nel corso dei prossimi giorni presenteremo queste proposte al neo Assessore allo sport, Alessandro Onorato.

Valorizzazione in chiave sportiva dei luoghi all’aperto

Prima del 2016 i campi sportivi nei parchi e nelle piazze di Roma non sono stati oggetto di interventi coordinati a livello centrale: ogni Municipio ne ha realizzati alcuni, occasionalmente, senza una vera programmazione.

Tra il 2016 e il 2021 la Commissione Sport ha effettuato una ricognizione, completando il primo censimento dei campi presenti nei parchi di Roma, ed ha iniziato a lavorare per il monitoraggio e la programmazione degli interventi necessari a riqualificare quelli esistenti e a crearne di nuovi, favorendo anche gli interventi finanziati tramite crowdfunding e realizzati dai volontari.

Nel 2020 la Commissione Sport ha lanciato l’iniziativa “Sport nei Parchi”, mettendo a disposizione gratuita delle asd tutti questi spazi, per dar loro modo di svolgervi i corsi e le attività che sono state interrotte con la diffusione della pandemia.

Sono stati individuati 214 tra campi, palestre all’aperto e altri spazi sportivi presenti in città, di cui 50 sono stati riqualificati o realizzati ex novo dall’amministrazione Raggi (più un’altra decina di playground che, al momento del passaggio di consegne alla nuova amministrazione, sono in corso di realizzazione o di progettazione).

Questo lavoro può costituire un’utile punto di partenza per la nuova Amministrazione, che si è impegnata a creare 100 nuove aree per l’atletica e lo sport di base.

Censimento playground di Roma . novembre 2021

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