Vai al contenuto

Sport a Corviale: palazzetto indoor o parco sportivo?

Oggi Roma compie un altro passo in avanti verso l’implementazione dell’offerta sportiva della città. La commissione congiunta Sport e Urbanistica ha, infatti, analizzato lo Studio di Fattibilità per la realizzazione di un nuovo impianto sportivo nel Municipio Roma XI, nel quartiere Corviale.

Intervento di sport sociale in via Maroi – Roma.

Grazie al lavoro illustrato dai tecnici di Sport e salute S.p.A. sono stati approfonditi due scenari di nuove infrastrutture sportive in aree attualmente prive di una precisa identità urbana ma che potranno acquisire una vocazione sociale e sportiva.

Il primo scenario prevede la realizzazione di un impianto indoor polivalente e polifunzionale, il secondo di un vero e proprio parco sportivo che si inserisce nel solco del nuovo panorama sportivo urbano legato all’affermarsi di pratiche innovative che assumono lo stesso territorio della città come terreno di gioco privilegiato.

Analizzati gli aspetti economici di realizzazione e gestione, le tempistiche complessive di attuazione e le capacità delle nuove opere di instaurare un dialogo con il contesto sociale, urbano e ambientale nelle quali si inseriscono la soluzione preferenziale, a mio modo di vedere, è rappresentata dallo scenario Parco Sportivo.

In un momento come questo in cui a seguito dell’esperienza del contagio da Covid-19 è necessario considerare il distanziamento sociale come strategia disponibile, l’opportunità offerta da questa tipologia di infrastruttura sportiva, consente, per le modalità di fruizione previste, una condivisione di spazi e di esperienza in una rinnovata valenza di comunità senza la necessità di aggregazione.

Questo tipo di infrastruttura “destrutturata ed informale” negli spazi e nelle strutture e attrezzature presenti potrà intercettare più facilmente gli eventuali nuovi orientamenti del mondo sportivo e del tempo libero, ancora in rapida evoluzione come modalità di fruizione e come tipologia di utenza.

L’intervento, esteso su una superficie complessiva di 72.000 mq, prevede un’area di parcheggio di circa 2.400 mq dimensionata in base a quanto previsto dalle NTA del PRG art.87 comma 2 e 3. Il parco sportivo è concepito al fine di favorire la fruizione da parte di un’utenza variegata, per fasce d’età (giovani, adulti, anziani) e tipologie d’utenza (cittadini, scuole, associazioni sportive del territorio), gestendo con soluzioni paesaggistiche l’eliminazione delle barriere architettoniche. Il parco ospita spazi per la pratica di discipline sportive tradizionali come il calcio a 5, la pallacanestro ed il beach volley, e quelle meno convenzionali degli urban sports come il pump track, il parkour, lo skate street e skate park e l’arrampicata. È presente inoltre un mini impianto denominato «smart track» per la pratica dell’atletica leggera ma volto anche per lo svolgimento di diverse attività sportive. Il percorso interno per podisti e pattinatori costituisce una spina che si sviluppa con continuità grazie ad un sovrappasso pedonale che consente di evitare l’interferenza con il flusso veicolare in ingresso su via Guglielmo Tagliacarne, permettendo al percorsi di richiudersi ad anello. La versatilità delle attività praticabili garantisce un utilizzo degli spazi eterogeneo e simultaneo, coprendo ogni fascia oraria e stagione, rendendo ancor più caratteristica l’identità del luogo.

Grazie a Daniele Frongia Assessore Sport, Politiche Giovanili, Grandi Eventi di Roma e Luca Montuori per aver partecipato alla seduta in rappresentanza della Sindaca Virginia Raggi, a testimoniare quanto questa Amministrazione ci tenga a portare avanti i migliori progetti per lo sport e il sociale. Il lavoro di squadra paga.

Avanti tutta!

Tavolo di conciliazione voucher Lazio Nuoto

Questa mattina si è svolto l’incontro che ho convocato per provare ad individuare una soluzione bonaria alla controversia tra gli utenti della piscina comunale di viale Giustiniano Imperatore e la Lazio Nuoto, originata dalla scelta della società di non rimborsare le quote versate dagli utenti ed emettere, in cambio, dei voucher utilizzabili presso altre strutture vincolati a delle condizioni illegittime (come ad esempio sottoscrivere un abbonamento annuale presso la nuova struttura, a tariffe superiori a quelle comunali). Che queste condizioni siano illegittime è stato ampiamente spiegato già nelle prime settimane di applicazione del decreto, come ad esempio in questo articolo pubblicato da Il Sole 24 Ore.

La scelta della Lazio Nuoto non è stata concordata con Roma Capitale, che ne è venuta a conoscenza soltanto nel momento in cui l’utenza ha manifestato il proprio malcontento indirizzando una lettera alla Sindaca. Roma Capitale, infatti, non è stata consultata dall’ex concessionario prima dell’emissione di tali voucher che, va ribadito, non rispettano la condizione prevista dal Decreto Rilancio, e cioè la possibilità di essere utilizzati incondizionatamente, e nel momento in cui il possessore lo desidera, presso la stessa struttura per la quale gli utenti hanno pagato. Riporto il testo del Decreto a beneficio di chi non lo ricorda:

I soggetti acquirenti possono presentare, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, istanza di rimborso del corrispettivo già versato per tali periodi di sospensione dell’attività sportiva, allegando il relativo titolo di acquisto o la prova del versamento effettuato. Il gestore dell’impianto sportivo, entro trenta giorni dalla presentazione dell’istanza di cui al periodo precedente, in alternativa al rimborso del corrispettivo, può rilasciare un voucher di pari valore incondizionatamente utilizzabile presso la stessa struttura entro un anno dalla cessazione delle predette misure di sospensione dell’attività sportiva.

La Lazio Nuoto, avrebbe potuto far recuperare i voucher già a partire da fine maggio, quando Roma Capitale ha autorizzato la riapertura di tutte le piscine comunali. La decisione di tenere chiusa la piscina di viale Giustiniano Imperatore, che ha impedito ai possessori dei voucher di utilizzarli nelle settimane immediatamente successive al lock down, è da imputare esclusivamente alla Lazio Nuoto. Diversamente dalle altre piscine comunali, infatti, che hanno ripreso immediatamente le proprie attività, la Lazio Nuoto ha tenuto chiusa la piscina, rendendo ancora più critica la già difficile situazione.

A settembre, non essendo più nelle condizioni di poter assicurare ai suoi iscritti l’utilizzo dei voucher presso la stessa struttura, la Lazio Nuoto avrebbe dovuto rimborsare in contanti i suoi iscritti.

Roma Capitale, al fine di tutelare i diritti degli utenti della piscina e, allo stesso tempo, tutelare anche la Lazio Nuoto, che ha dichiarato di non avere le risorse economiche sufficienti a rimborsare i voucher, ha convocato un tavolo di conciliazione nel tentativo di facilitare un accordo privato tra nuovo e vecchio gestore, tramite il quale i due soggetti avrebbero potuto concordare una suddivisione dell’onere del rimborso. Questa soluzione avrebbe consentito alla Lazio Nuoto di risparmiare rispetto all’unica alternativa rimasta, e cioè quella di farsi carico del 100% del rimborso. Come potete vedere dalla registrazione, però, la stessa Lazio Nuoto ha rifiutato tale possibilità.

Di conseguenza, le alternative rimaste sono solo due: la prima consiste nella possibilità dell’intervento diretto da parte del Comune per il rimborso dei voucher, con successiva rivalsa sulla società sportiva che lo ha emesso (siamo in attesa che l’Avvocatura Capitolina dichiari percorribile tale ipotesi), la seconda consiste nel far utilizzare incondizionatamente tali voucher presso le altre strutture comunali nelle vicinanze (previo accordo con i relativi concessionari). Alcuni utenti hanno suggerito come possibile soluzione far assumere in carico a Roma Capitale il debito della Lazio Nuoto, il che significa pagare un debito privato con soldi pubblici: questa “soluzione” prefigura un danno erariale perseguibile con una pena detentiva. Chiaramente non è una strada praticabile.

Ci tengo a ringraziare pubblicamente la Maximostiense per aver dimostrato uno spirito collaborativo nel confronti dell’Amministrazione, concretizzatosi nella possibilità che è stata data agli utenti dell’impianto comunale di iscriversi gratuitamente al nuovo anno sportivo, senza scontare neanche un euro del controvalore monetario dei voucher emessi dalla Lazio Nuoto. Analogamente, informo che tutte le ulteriori soluzioni che il Comune riuscirà ad offrire tramite i concessionari dei propri impianti non andranno a intaccare il diritto da parte dei possessori dei voucher di chiedere il rimborso del 100% del loro controvalore.

Approfitto, infine, per ringraziare pubblicamente anche l’Avv. Eleonora Panagia, che ha partecipato alla riunione in rappresentanza di circa 40 utenti, e con la quale l’Amministrazione ha avviato una proficua interlocuzione al fine di giungere all’obiettivo di difendere gli utenti della piscina e fornire loro assistenza al fine di ottenere giustizia.

Roma Capitale non ha contezza di quanti voucher siano stati emessi e non è in contatto diretto con gli utenti degli impianti sportivi comunali. Come detto in precedenza, l’assistenza che possiamo assicurare agli utenti si traduce in un supporto sul piano politico e non legale (dal punto di vista giuridico, si tratta di una controversia tra privati): tutti coloro che desiderano richiederla devono utilizzare il seguente modulo comunicando le informazioni in esso richieste.

Commissione sport del 7 ottobre 2020

Pubblico la registrazione dell’audizione del Ragioniere Generale, dott.ssa Anna Guiducci, sul tema della cancellazione dei canoni per il periodo di mancato utilizzo delle palestre scolastiche causato dalle chiusure connesse alla pandemia da Covid-19.

La seduta è stata molto lunga e, per chi desideri saltare le “premesse”, segnalo che la dott.ssa Guiducci si è collegata a partire dal minuto 51.

In sostanza, la Ragioniera ha spiegato che il provvedimento in esame non trova copertura finanziaria con i fondi messi a disposizione da parte del Governo nazionale e, di conseguenza, poichè gli Enti Locali devono rispettare il pareggio di bilancio, occorre ridurre altre voci di costo all’interno del bilancio 2020 di Roma Capitale.

La regolarizzazione delle relative mancate entrate potrà essere effettuata con la prossima variazione di bilancio, in previsione della quale ho inviato agli Assessori al bilancio e allo sport la lettera che vi riporto.

Oggetto: nota a seguito seduta della X Commissione Sport, Benessere e Qualità della Vita del 7 ottobre 2020. Quantificazione delle minori entrate dovute a canoni non versati da parte dei concessionari dei Centri Sportivi Municipali per il periodo marzo-giugno 2020.

Gentili Assessori,

con riferimento a quanto emerso nel corso della seduta del 07/10/2020 vi scrivo per evidenziare che, nonostante i municipi abbiano provveduto alla quantificazione degli importi per i mancati introiti relativi ai canoni dei Centri Sportivi Municipali (CC.SS.MM.), dandone comunicazione alla Ragioneria Generale, si sono riscontrate, da parte delle stesse strutture municipali, diverse segnalazioni di criticità causate dalla mancanza di una chiara disposizione che consenta ai Direttori delle Direzioni Socio-Educative di cancellare i canoni per i periodi di sospensione delle attività alle Associazioni Sportive concessionarie degli stessi CC.SS.MM. 

Mi corre l’obbligo di premettere che l’orientamento – peraltro unanime – di questo indirizzo politico è stato, sin da subito, quello della cancellazione dei canoni per i CC.SS.MM. e si è tradotto in una serie di atti, mozioni e Delibere approvati dall’Assemblea capitolina, fra le quali la più rilevante in materia è la modifica dell’art. 6 della D.A.C. n. 41/2018 ultimo comma, operata con D.A.C. n. 78/2020.

Tuttavia, tenuto conto della nota del Direttore del Dipartimento Sport e Politiche Giovanili, protocollo n. EA20200007874 del 30 luglio 2020, con la quale si fornivano interpretazioni relative alla precitata modifica; ricordato che gli Enti Locali sono soggetti al vincolo dell’equilibrio di bilancio, e che, di conseguenza, ogni variazione in diminuzione delle entrate o di incremento delle spese deve essere controbilanciata da variazioni di segno contrario all’interno delle voci di bilancio dell’Ente stesso, appare necessario procedere alla formulazione di un provvedimento di Giunta Capitolina che garantisca, a fronte della cancellazione dei canoni in questione, gli equilibri di bilancio. 

A tale proposito, se per un verso sono a segnalare le specifiche criticità riscontrate nelle comunicazioni ricevute da ogni struttura municipale, di contro chiedo alle SS.LL. di provvedere ad un atto specifico che, espressamente, preveda la cancellazione dei canoni in occasione della prossima (ultima) variazione al bilancio 2020 da approvare in Assemblea Capitolina entro il mese di novembre.

Relativamente alle possibili fonti di finanziamento della manovra in esame sono ad indicare, a titolo meramente esemplificativo e restando esclusivamente nell’ambito dello sport, i fondi per la promozione sportiva, quelli per eventi e manifestazioni sportive municipali, nonché quelli a disposizione dell’Ufficio di Scopo Euro 2020 per la realizzazione delle  Fan Zones che, vista la cancellazione ovvero lo slittamento ad altro anno degli eventi, non sono stati utilizzati. 

Ringraziando per la collaborazione, invio distinti saluti.

Commissione sport su Campo Testaccio

a Commissione sport ha espresso parere favorevole alla proposta di attribuire rilevanza cittadina a Campo Testaccio, mantenendo quindi la competenza amministrativa in capo al Dipartimento Sport.

Hanno partecipato al voto 8 consiglieri, di cui 5 si sono espressi favorevolmente e 3 si sono astenuti.

Nessun consigliere ha espresso parere contrario.

La proposta è stata quindi approvata a maggioranza e, diversamente da quanto è stato fatto credere da alcuni giornali, questo non significa che sia stato fermato l’iter per l’approvazione di alcun progetto, a partire da quello al quale ha lavorato il Municipio I.

E non è vero che questo è avvenuto a causa delle “bizze” di un singolo Consigliere (che sarei io…). Di fatto è vero esattamente il contrario.

L’attribuzione della competenza al Dipartimento è ampiamente condivisa e l’iter per l’approvazione del progetto al quale ha lavorato il Municipio non è stato fermato per una polemica di natura politica ma per un motivo oggettivo di natura giuridica, perché quel progetto non include l’attuale concessionario dell’area.

Proprio grazie al lavoro della Commissione sport, tale criticità è stata posta all’attenzione del Municipio, dandogli la possibilità di superarla, ed evitando che l’iter venga fermato davvero, in futuro, a causa del contenzioso che potrebbe originarsi se fosse approvato un progetto “ballerino” e che è opportuno prevenire.Esattamente il contrario di quello che è stato scritto. Come purtroppo accade un po’ troppo spesso…

A beneficio dei giornalisti e dei cittadini interessati a riportare i fatti in modo veritiero e corretto, pubblico la registrazione della seduta odierna e segnalo la registrazione di quella del 6 agosto scorso: Campo Testaccio, Zingaretti e Alfonsi dimenticano l’attuale concessionario.

Installazione delle colonnine di ricarica elettrica presso gli impianti sportivi comunali

I parcheggi degli impianti sportivi comunali fanno parte delle aree dove è possibile installare delle colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.

La Commissione sport ha invitato i rappresentanti del principale fornitore, Enel X, e dell’Assessorato Mobilità, per fornire chiarimenti ai concessionari interessati.

La segreteria della Commissione predisporrà un breve vademecum con le indicazioni delle strutture alle quali ogni concessionario deve rivolgersi per le necessarie autorizzazioni, a seconda se il parcheggio sia accessibile 24 ore al giorno (e quindi si trovi su un’area completamente pubblica) oppure se sia utilizzabile esclusivamente dagli utenti dell’impianto.

Pubblico la registrazione della seduta a beneficio di chi non si è potuto collegare in diretta.

Ultimi aggiornamenti sulla delibera a sostegno degli impianti sportivi comunali

Il lungo lavoro di Commissione, Assessorato e Dipartimento Sport finalizzato ad introdurre delle misure a sostegno dei gestori degli impianti sportivi capitolini si sta avviando verso una proposta condivisa da tutte le forze politiche.

L’Assemblea Capitolina tra pochi giorni si esprimerà su una proposta che mette a disposizione degli operatori il massimo contributo possibile, tenuto conto del contesto normativo nazionale nel quale si inserisce.

Oltre alla possibilità di chiedere una proroga delle concessioni in corso fino a un massimo di tre anni, tutti i gestori – compresi quelli con concessione scaduta – potranno chiedere di realizzare strutture temporanee per un miglior sfruttamento degli spazi all’aperto (ad esempio la realizzazione di spogliatoi temporanei o di coperture rimuovibili). La Direzione del Dipartimento Sport provvederà all’elaborazione della relativa modulistica, da pubblicare sul portale istituzionale nella sezione dedicata.

Sarà inoltre possibile chiedere la riconversione delle superfici, con l’obiettivo di introdurre negli impianti nuove e diverse discipline sportive, nel limite del 10% dell’area oggetto di concessione.

Pubblico le registrazioni integrali delle due sedute di commissione, in modo da tenere aggiornati in trasparenza tutti gli operatori, come è sempre stato fatto in questi 4 anni di governo: in basso la seduta del 16 settembre (illustrazione della proposta finale emendata) e in alto la seduta del 25 settembre (focus sulle concessioni scadute).

Riapertura dei Centri Sportivi Municipali, anno 2020/2021 – lettera tipo ai D.S.

La riapertura dei Centri Sportivi Municipali è una questione generale che riguarda Roma Capitale nel suo complesso, così come è una questione generale l’emergenza che ne ha causato la chiusura nel marzo scorso.

Per questo motivo, tenendo conto delle indicazioni fornite nelle scorse settimane da Sindaca Raggi e Assessore Frongia, nonché delle comunicazioni che i primi Municipi hanno già trasmesso, ho predisposto una lettera tipo per la riapertura dei Centri Sportivi Municipali da inviare domani a tutti i 15 Presidenti, Assessori sport e Direttori dei Municipi della Capitale.

Oggetto: riapertura dei Centri Sportivi Municipali, anno 2020/2021.

Egregi,

i Municipi di Roma Capitale, in coerenza con quanto previsto dal D.L. 16 maggio 2020 n. 33, dai DPCM del 17 maggio e del 7 agosto 2020 in materia di sport (art. 1, punto 6, commi da “f” a “i”), dalle ordinanze del Presidente della Regione Lazio del 16 maggio, 19 maggio, 2 luglio e 28 luglio 2020 n. Z00041, Z00042 e Z00050 e Z00054, intendono dare avvio alle attività organizzate nell’ambito dei Centri Sportivi Municipali nelle palestre e nelle strutture sportive all’aperto e al chiuso annesse agli edifici scolastici del territorio, in coincidenza con l’inizio dell’anno scolastico.

A tal fine si trasmette la proposta di “Protocollo per la sicurezza” condivisa a livello di Roma Capitale che le associazioni sportive adotteranno al fine di assicurare le dovute misure di prevenzione e contenimento della diffusione del Covid-19, compresi gli obblighi di pulizia approfondita e igienizzazione, da condurre obbligatoriamente al termine delle attività pomeridiane all’interno delle palestre, ritenuto vincolante alla ripresa, ferma restando la facoltà dei Dirigenti Scolastici di prevedere eventuali ulteriori prescrizioni.

Nel rammentare che i Centri Sportivi Municipali sono di competenza dell’Ente Locale, si precisa che i Municipi di Roma Capitale hanno dato in gestione le palestre scolastiche a seguito di procedure ad evidenza pubblica, in forza delle quali hanno stipulato un regolare contratto di Concessione con le Associazioni Sportive vincitrici. La mancata applicazione degli stessi esporrebbe l’Amministrazione a possibili ricorsi, eventualità del tutto da declinare al fine di evitare, oltre l’azione legale, un aggravio di spesa.

Evidenziando l’importanza dell’attività sportiva di base, che rappresenta un valore sociale fondamentale per la cura del benessere psicofisico della cittadinanza e della comunità nel suo complesso, e il ruolo nevralgico che i Centri Sportivi Municipali ricoprono, in naturale connessione con le Scuole che li ospitano, nel garantire il servizio ludico motorio sportivo di prossimità di Roma Capitale, si ribadisce l’invito a non utilizzare le palestre municipali per scopi diversi.

Qualora i Dirigenti Scolastici ravvisassero specifici motivi ostativi alla ripresa delle attività da parte delle Associazioni concessionarie fino al 31 agosto 2021 sono invitati a portarli a conoscenza delle Direzioni Municipali, nell’ottica di giungere caso per caso ad una pronta risoluzione, con l’obiettivo condiviso di mettere gli operatori sportivi nelle condizioni di ripartire e la cittadinanza di poter nuovamente fruire dei relativi servizi in sicurezza.

Certi della Vostra comprensione dell’importanza della problematica di cui trattasi e fermo restando la disponibilità ad una reciproca collaborazione, si inviano cordiali saluti.

Ultimi aggiornamenti sulla riapertura dei Centri sportivi municipali 2020/2021

Sintetizzo e pubblico la registrazione integrale della Commissione sport dedicata a un nuovo aggiornamento sulle attività politiche e amministrative di Roma Capitale volte alla ripresa dei corsi dei Centri sportivi municipali.

Sono stati invitati a fornire un aggiornamento tutti i 15 Municipi (parte politica e amministrativa) sui seguenti punti:

  • segnalazione dei dinieghi comunicati dai dirigenti scolastici all’utilizzo delle palestre per le attività dei ccssmm;
  • adozione del modello di protocollo di sicurezza predisposto dai rappresentanti delle asd;
  • chiarimenti sul DVR/DVRI, il primo deve essere predisposto dalla scuola, il secondo deve essere sottoscritto dalle asd su proposta dei dirigenti scolastici;
  • aggiornamenti sugli iter amministrativi necessari ad approvare la definitiva cancellazione dei canoni con l’assestamento di bilancio;
  • aggiornamenti sulle riunioni degli Osservatori e gli albi municipali.

Premesso che la situazione è estremamente variabile e in continua evoluzione, per motivi chiaramente indipendenti dalla volontà di ognuno di noi connessi all’evoluzione dell’emergenza sanitaria internazionale, ad oggi su un totale di 501 palestre scolastiche sono state segnalate criticità relativamente ai nulla osta da parte dei Dirigenti scolastici in meno del 5% dei casi, che si concentrano principalmente nei Municipi V e VII.

Ciò che desta maggiore preoccupazione sono i ritardi nella conclusione degli iter avviati ormai due anni fa nei Municipi X e VII, che coinvolgono circa 40 centri sportivi municipali, e la richiesta di pagamento dei canoni segnalata dalle asd operanti nel Municipio XI. Per questi tre Municipi saranno necessarie ulteriori riunioni.

Aggiornamenti sulla delibera di iniziativa dell’Osservatorio sportivo capitolino per rilanciare gli impianti

A tre mesi di distanza dall’ultima riunione sulla proposta elaborata dall’osservatorio sportivo capitolino per rilanciare gli impianti sportivi comunali (Osservatorio impianti sportivi comunali: discussione sulla proposta contenente misure urgenti per la riapertura), è disponibile un testo sul quale tornare a confrontarci.

Ringrazio per questo gli staff della Segreteria della Commissione sport e dell’Assessorato allo sport, che hanno recepito le indicazioni fornite da parte del Direttore Ziantoni, che aveva ingiustificatamente disertato l’audizione in Commissione Sport di lunedì scorso.

Ricordo che i tre principali obiettivi della proposta sono:

  • fornire uno strumento per recuperare le perdite economiche subite dai concessionari a causa della chiusura degli impianti e della riduzione dell’utenza a causa dei nuovo protocolli;
  • approvare una procedura semplificata per l’approvazione di determinati interventi finalizzati ad un migliore sfruttamento degli spazi all’interno dell’area in concessione;
  • assicurare un orizzonte temporale di gestione ai concessionari con titolo scaduto. 

Il testo prodotto dalla riunione, che avrebbe il parere tecnico favorevole, è il seguente:

testo emendato covid impianti sportivi comunali – 7 agosto.

Per chiarire la portata effettiva del provvedimento, è stata predisposta la seguente bozza di modulo, del quale vanno precisati alcuni dettagli tecnici e non vanno prese in considerazione le date indicate: 

1521895-modulo CILA inst attrezzature COVID19.

Nel complimentarmi con i concessionari smanettoni che lo hanno trovato, preciso che questo modulo è stato caricato erroneamente nell’area dello Sportello Unico delle Attività Sportive ma non è ancora utilizzabile.

Proseguiremo i lavori, con il tradizionale metodo trasparente e condiviso che è stato introdotto a Roma dall’Osservatorio sportivo capitolino, nella prossima riunione.

Nel frattempo comunico ai componenti dell’Osservatorio che sono sempre a disposizione per raccogliere le osservazioni di ognuno. A tal proposito, la prima (corretta) segnalazione è che, in sede di conversione, il D.L. 34 del 19 maggio 2020 non parla di revisione dei “rapporti in scadenza al 31/07/2023”, bensì dei “rapporti in essere alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto”. Questa modifica è da considerarsi già acquisita.

Campo Testaccio, Zingaretti e Alfonsi dimenticano l’attuale concessionario

La Commissione sport del 6 agosto è stata dedicata all’illustrazione del progetto che è stato annunciato nei giorni scorsi da Municipio I e Regione Lazio per la riapertura di Campo Testaccio.

Ringrazio l’Assessore Monteverde per la partecipazione, poiché questa è stata la prima discussione nella quale sono stato coinvolto, non avendo ricevuto inviti a partecipare alle precedenti riunioni, nonostante le mie ripetute richieste di informazioni inviate nei mesi passati all’Amministrazione municipale.

Ha partecipato alla seduta anche Alessio Di Curzio, in rappresentanza dell’attuale concessionario, la A.S. Testaccio (disciplinare di concessione di Campo Testaccio), che nel 2011 si è vista sottrarre il proprio campo di allenamento con la promessa di riaverlo nel giro di sei mesi e, invece, sono passati 10 anni.

Un po’ a sorpresa abbiamo appreso che il concessionario non è mai stato consultato da Regione e Municipio.

Tale comportamento è decisamente anomalo e non corretto sotto tanti punti di vista: politico, amministrativo ed anche umano.

Escludere il titolare di una concessione in essere, sebbene “momentaneamente” sospesa, indica una mancanza di rispetto verso l’intera categoria dei concessionari in generale e verso la A.S. Testaccio in particolare, che nel corso degli anni ha dedicato tempo, energie e risorse nella gestione di una struttura comunale e che, essendo un partner dell’Amministrazione, dovrebbe essere il primo soggetto da coinvolgere, o quantomeno incontrare.

L’Amministrazione comunale lo ha fatto oggi, per la prima volta, e questo, al di là degli annunci, è il primo passaggio necessario per procedere verso la definitiva riapertura dello storico campo sportivo della Capitale, dopo la sua avvenuta bonifica. Perchè se è vero che sono passati quasi 10 anni, la A.S. Testaccio è ancora interessata a riprendere in gestione l’impianto e, non avendo formalizzato qualcosa di diverso, appare bizarro che venga presentato un progetto nel quale la A.S. Testaccio è del tutto esclusa.

Dopo essere arrivati a un passo dalla riapertura di Campo Testaccio, escludere il soggetto attualmente titolare del diritto a gestire l’impianto, che con un ricorso al Tar potrebbe bloccare nuovamente tutto per altri 10 anni, significherebbe distruggere quanto di buono fatto dall’Amministrazione Raggi. Fortunatamente, grazie alla Commissione di oggi, questo scenario è stato evitato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: