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Stato di avanzamento delle istanze art. 22 c. 1

Agli esiti della Commissione del 24 luglio scorso, pubblico il prospetto riassuntivo dello stato di avanzamento delle istanze pervenute, trasmesso da parte del Dipartimento Sport.

Su 33 domande presentate nel 2018:

  • 2 sono giunte al penultimo passaggio (verifica da parte della Ragioneria e successiva approvazione in Giunta);
  • 9 sono state inserite nel Piano degli investimenti e si potrebbero avviare a conclusione positiva in tempi brevi;
  • 5 necessitano di integrazioni da parte dei proponenti;
  • 10 hanno ricevuto un preavviso di diniego, che si concluderanno negativamente se i proponenti non supereranno le osservazioni degli uffici;
  • 7 si sono concluse con esito negativo.

Nel 2019, in occasione della riapertura dei termini, sono state presentate altre 14 domande.

L’avanzamento delle pratiche è stato rallentato principalmente dai seguenti elementi: la presenza di problemi di natura patrimoniale relativamente al terreno o alle opere realizzare (che in alcuni casi ha comportato la sospensione dell’iter), il disallineamento tra l’ammontare degli investimenti autorizzati e investimenti alla base dei P.E.F. (che ha richiesto delle integrazioni), tempi necessari per l’inserimento delle opere nella programmazione triennale di Roma Capitale (ogni singolo inserimento equivale a una variazione al bilancio).

Report stato avanzamento istanze Art. 22 c. 1

Legenda Fasi

Consiglio Straordinario sugli impianti sportivi realizzati con mutui garantiti da Roma Capitale


A settembre sarà convocato un consiglio straordinario su un tema che nell’attuale bilancio di Roma Capitale pesa più di 20 milioni di euro . A tanto ammonta il debito potenziale causato dal mancato pagamento delle rate dei mutui erogati per la realizzazione di alcuni impianti sportivi comunali.

I motivi che hanno portato alla situazione attuale e i soggetti che ne hanno la responsabilità sono ancora da accertare, infatti sono numerosi i contenziosi in corso, i cui esiti provvisori non sono sempre favorevoli all’Amministrazione.

Gli indirizzi politici sono chiari ed hanno l’intento di porre fine all’inerzia dell’azione amministrativa sul tema. L’obiettivo è quello di non attendere i tempi necessari a giungere alle sentenze definitive sui citati contenziosi e di procedere quanto prima a nuove concessioni, tramite la rinegoziazione dei mutui da parte degli attuali gestori oppure tramite la selezione pubblica di altri soggetti gestori.

Tali indirizzi sono stati finora disattesi. Infatti, mentre le azioni legali che coinvolgono il Comune e i Concessionari proseguono i loro iter pluriennali tra TAR e Consiglio di Stato, mancano gli atti dirigenziali che dovrebbero tutelare la salvaguardia del valore patrimoniale degli impianti: in seguito alle revoche dei concessionari non è stato predisposto da parte dei Dipartimenti competenti nessun atto amministrativo volto a garantire la custodita, la gestione e la manutenzione delle strutture, che di conseguenza rischiano un grave depauperamento perchè – di fatto – sono state lasciate in mano a soggetti formalmente senza titolo che, evidentemente, non hanno più l’obbligo (e neanche l’interesse economico) di curarne la manutenzione.

D’altro canto, anche la proposta di delibera di indirizzo per la rinegoziazione dei mutui, che era stata sottoscritta dalle Commissioni capitoline Sport e Bilancio (quindi condivisa tra tutte le forze politiche presenti in Campidoglio), nata originariamente per gli impianti sportivi comunali e poi allargata anche ai pvq, è stata fermata dai pareri negativi di tutti i Dipartimenti.

A tal proposito segnalo: testo della proposta – parere Dipartimento Patrimonio – parere Dipartimento Sport – Parere RagioneriaPres. Comm. bilancio propone ritiro – Pres. Comm. sport preannuncia ritiro e sollecita gli uffici – ritiro_della proposta.

L’applicazione del Codice dei contratti è sbilanciata verso i lavori, a discapito dei servizi

Il Prof. Arch. Francesco Karrer, già professore ordinario di urbanistica presso l’università La Sapienza, Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e Commissario Straordinario al Porto di Napoli, autore di numerose pubblicazioni scientifiche in Italia e all’estero, ha affrontato il tema delle concessioni ponendo alla platea alcuni spunti di riflessione su quella che è stata un’invenzione amministrativa italiana già a partire dagli anni 20 del secolo scorso.

L’intervento è stato incentrato sul tema della complessità di un progetto che abbia allo stesso tempo un ritorno economico ma che sia anche socialmente accettabile, sul ruolo e la strategicità degli spazi sportivi quale gamma articolata di risorse che andrebbe riconosciuta soprattutto in termini di “prestazioni” e ponendo il servizio al centro del processo.

Karrer pone l’accento su come il codice degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, nel recepire le direttive comunitarie, elenchi ma non favorisca forme alternative di gestione dei servizi. Esistono altri strumenti, previsti dal codice (contratti di innovazione, dialogo competitivo, contratti di partenariato) ma che per pigrizia non vengono utilizzati.

Il processo dovrebbe incentrarsi, invece, sulla gestione, e tutta la progettazione andrebbe affrontata dal lato della gestione e non dal lato esclusivamente del progetto edilizio.

Propone di passare dalle categorie astratte ad una misurazione della performance della struttura che viene progettata e quindi data in concessione. Solo differenziando si riesce a declinare la tipologia amministrativa migliore.


Gli altri interventi sono disponibili al seguente link:

Impianti Sportivi Comunali e Partenariato Pubblico Privato, tavola rotonda del 1 luglio.

Il Partenariato Pubblico Privato è un volano per ottenere impianti sportivi qualificati

Il Dott. Silvano Morandi, esperto in campo manageriale soprattutto in materia di servizi pubblici locali e di gestione di infrastrutture e partenariato pubblico privato (PPP), si è soffermato sull’aspetto economico, sottolineando che esso rappresenta una discriminante fondamentale per effettuare qualsiasi tipo di operazione gestionale.

Il piano economico finanziario (PEF) è l’elemento centrale del partenariato, quindi il primo imprescindibile passo consiste nel capire se un determinato impianto abbia una rilevanza economica tale da poter essere gestito tramite PPP; il PEF a sua volta deve basarsi su un’analisi sportiva.

La Società Sportiva che intende proporre un progetto per un determinato impianto deve innanzitutto essere sicura di poter compiere un certo investimento, consapevole che sarà ripagato nel corso degli anni, nonché di poter pagare un canone all’Amministrazione.

Il PPP rappresenta il volano per ottenere impianti sportivi qualificati, premiando chi investe non solo sui lavori ma anche sulla parte propedeutica progettuale.


Gli altri interventi sono disponibili al seguente link:

Impianti Sportivi Comunali e Partenariato Pubblico Privato, tavola rotonda del 1 luglio.

La conoscenza degli impianti e delle norme è fondamentale, insieme alla presenza dell’Amministrazione

L’Arch. Mauro Schiavone, esperto in management delle organizzazioni Sportive, Progettista e Direttore dei lavori di numerosi complessi sportivi, è intervenuto sottolineando l’unicità di ogni singolo impianto, sia dal punto di vista della tipologia, quindi in base alla disciplina – o alle discipline – che vi si svolgono, sia per le caratteristiche strutturali che, inevitabilmente, comportano problematiche gestionali diverse e non standardizzabili.

La gestione di un impianto deve partire imprescindibilmente dall’attività specifica dello sport che vi si pratica, per poter elaborare un business plan completo ed esaustivo; si pensi alle attività agonistiche che, tendenzialmente, provocano uscite e non entrate, salvo pochi casi di atleti che riescono ad inserirsi nel panorama professionistico, generando così un ritorno per il gestore dell’impianto, ritorno per altro già codificato dalle federazioni sportive di appartenenza.

La conoscenza dell’impianto è fondamentale, invece i concessionari non sempre hanno una giusta percezione delle potenzialità né tanto meno delle problematiche relative agli spazi che gestiscono e non è raro che non siano aggiornati in materia di normativa, ragion per cui, purtroppo, esistono situazioni seppur “benevole” non completamente a norma ovvero realizzati per necessità, senza dolo.

Quando si parla di Partenariato Pubblico Privato la presenza dell’Amministrazione deve essere tangibile perché tramite le concessioni di impianti sportivi di fatto si offrono servizi alla cittadinanza e soprattutto è importante che venga stabilito un coordinamento tra la parte politica e la parte tecnica, operativa e funzionale, con l’obiettivo di accelerare il più possibile i tempi di risoluzione delle criticità specifiche di ogni situazione.


Gli altri interventi sono disponibili al seguente link:

Impianti Sportivi Comunali e Partenariato Pubblico Privato, tavola rotonda del 1 luglio.

La nozione di “interesse pubblico” è centrale nell’applicazione delle norme sul partenariato pubblico privato

L’Avvocato Daniele Sterrantino, specializzato in Appalti Pubblici, Project Financing, Public Utilities, è uno dei massimi esperti nazionali in materia ed ha ricoperto la carica di Consigliere Giuridico presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Ha maturato notevole esperienza anche sul campo pratico, poiché segue molteplici progetti in tutta Italia e ha precisato che le problematiche che si riscontrano nel nostro Comune, non sono differenti di quelle riscontrabili sul territorio nazionale.

Il nodo centrale di tali criticità – ha illustrato l’avvocato – è rappresentato dalla difficoltà di trovare, in una realtà variegata come quella sportiva, una definizione unitaria alla nozione di interesse pubblico. Tale aspetto corre il rischio di scontrarsi con l’asettica visione amministrativa nell’applicazione delle norme dettate dal Codice degli appalti pubblici e dei contratti di concessione. A suo giudizio lo strumento per superare tale rischio è rappresentato dal Nuovo Regolamento sugli Impianti Sportivi – recentemente adottato con D.A.C. n. 11/2018 – nelle cui premesse sono state definite e declinate le molteplici funzioni legate allo sport, dalle quali dovrebbero muovere i nuovi bandi ed avvisi per la gestione degli impianti sportivi.

L’Avvocato ha inoltre posto l’accento sulla preferenza che la legge accorda agli Enti di promozioni sportiva e all’associazionismo, concludendo che il partenariato pubblico privato può rappresentare il mezzo con cui assicurare tale criterio preferenziale.

Infine ha evidenziato l’esigenza che le concessioni giungano a naturale scadenza, senza però che ciò implichi l’impossibilità per i soggetti di poter presentare eventuali proposte con una programmazione anticipata, richiamando su tali aspetti il ruolo della politica che deve stimolare un dibattito ed una crescita sul tema.


Gli altri interventi sono disponibili al seguente link:

Impianti Sportivi Comunali e Partenariato Pubblico Privato, tavola rotonda del 1 luglio.

La finanza di progetto è lo strumento ottimale per l’affidamento degli impianti sportivi

L’Avvocato Matteo Valente, specializzato in contrattualistica pubblica, è un esperto di procedure ad evidenza pubblica.

Il suo intervento parte dal presupposto che ogni impianto sportivo comunale deve essere considerato un unicum e spiega che lo strumento della finanza di progetto rappresenta l’istituto ottimale per l’affidamento della loro gestione.

La relazione dell’Avvocato illustra i due tratti fondamentali dell’istituto (da un lato l’interesse pubblico e dall’altro il finanziamento del privato remunerato con i provenienti dalla gestione dell’opera realizzata) e le fasi in cui si articola la procedura prevista dall’art. 15 del Regolamento per gli impianti sportivi di proprietà di Roma Capitale, grazie al quale è stato introdotto a Roma quanto stabilito dall’art. 183 del D.lgs. 50/2016.

Esse sono composte da:

  • presentazione da parte del soggetto proponente di un piano di fattibilità (di cui ha riferito gli elementi principali),
  • valutazione dello stesso da parte dell’Amministrazione,
  • approvazione del progetto,
  • espletamento della gara e, infine,
  • selezione del progetto vincitore.

All’esito della procedura deve essere poi richiamato il diritto di prelazione del proponente, che seppur non vincitore della gara, potrebbe decidere, nei successivi 15 giorni, di realizzare il progetto vincitore, ovvero, in caso contrario, di vedersi restituite le spese sostenute inizialmente.

In conclusione, l’Avv. Valente si è soffermato sulla nozione di proponente, che non deve necessariamente essere un unico imprenditore ma può essere costituito da un raggruppamento di soggetti.


Gli altri interventi sono disponibili al seguente link:

Impianti Sportivi Comunali e Partenariato Pubblico Privato, tavola rotonda del 1 luglio.

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