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Il Partenariato Pubblico Privato è un volano per ottenere impianti sportivi qualificati

Il Dott. Silvano Morandi, esperto in campo manageriale soprattutto in materia di servizi pubblici locali e di gestione di infrastrutture e partenariato pubblico privato (PPP), si è soffermato sull’aspetto economico, sottolineando che esso rappresenta una discriminante fondamentale per effettuare qualsiasi tipo di operazione gestionale.

Il piano economico finanziario (PEF) è l’elemento centrale del partenariato, quindi il primo imprescindibile passo consiste nel capire se un determinato impianto abbia una rilevanza economica tale da poter essere gestito tramite PPP; il PEF a sua volta deve basarsi su un’analisi sportiva.

La Società Sportiva che intende proporre un progetto per un determinato impianto deve innanzitutto essere sicura di poter compiere un certo investimento, consapevole che sarà ripagato nel corso degli anni, nonché di poter pagare un canone all’Amministrazione.

Il PPP rappresenta il volano per ottenere impianti sportivi qualificati, premiando chi investe non solo sui lavori ma anche sulla parte propedeutica progettuale.


Gli altri interventi sono disponibili al seguente link:

Impianti Sportivi Comunali e Partenariato Pubblico Privato, tavola rotonda del 1 luglio.

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La conoscenza degli impianti e delle norme è fondamentale, insieme alla presenza dell’Amministrazione

L’Arch. Mauro Schiavone, esperto in management delle organizzazioni Sportive, Progettista e Direttore dei lavori di numerosi complessi sportivi, è intervenuto sottolineando l’unicità di ogni singolo impianto, sia dal punto di vista della tipologia, quindi in base alla disciplina – o alle discipline – che vi si svolgono, sia per le caratteristiche strutturali che, inevitabilmente, comportano problematiche gestionali diverse e non standardizzabili.

La gestione di un impianto deve partire imprescindibilmente dall’attività specifica dello sport che vi si pratica, per poter elaborare un business plan completo ed esaustivo; si pensi alle attività agonistiche che, tendenzialmente, provocano uscite e non entrate, salvo pochi casi di atleti che riescono ad inserirsi nel panorama professionistico, generando così un ritorno per il gestore dell’impianto, ritorno per altro già codificato dalle federazioni sportive di appartenenza.

La conoscenza dell’impianto è fondamentale, invece i concessionari non sempre hanno una giusta percezione delle potenzialità né tanto meno delle problematiche relative agli spazi che gestiscono e non è raro che non siano aggiornati in materia di normativa, ragion per cui, purtroppo, esistono situazioni seppur “benevole” non completamente a norma ovvero realizzati per necessità, senza dolo.

Quando si parla di Partenariato Pubblico Privato la presenza dell’Amministrazione deve essere tangibile perché tramite le concessioni di impianti sportivi di fatto si offrono servizi alla cittadinanza e soprattutto è importante che venga stabilito un coordinamento tra la parte politica e la parte tecnica, operativa e funzionale, con l’obiettivo di accelerare il più possibile i tempi di risoluzione delle criticità specifiche di ogni situazione.


Gli altri interventi sono disponibili al seguente link:

Impianti Sportivi Comunali e Partenariato Pubblico Privato, tavola rotonda del 1 luglio.

La nozione di “interesse pubblico” è centrale nell’applicazione delle norme sul partenariato pubblico privato

L’Avvocato Daniele Sterrantino, specializzato in Appalti Pubblici, Project Financing, Public Utilities, è uno dei massimi esperti nazionali in materia ed ha ricoperto la carica di Consigliere Giuridico presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Ha maturato notevole esperienza anche sul campo pratico, poiché segue molteplici progetti in tutta Italia e ha precisato che le problematiche che si riscontrano nel nostro Comune, non sono differenti di quelle riscontrabili sul territorio nazionale.

Il nodo centrale di tali criticità – ha illustrato l’avvocato – è rappresentato dalla difficoltà di trovare, in una realtà variegata come quella sportiva, una definizione unitaria alla nozione di interesse pubblico. Tale aspetto corre il rischio di scontrarsi con l’asettica visione amministrativa nell’applicazione delle norme dettate dal Codice degli appalti pubblici e dei contratti di concessione. A suo giudizio lo strumento per superare tale rischio è rappresentato dal Nuovo Regolamento sugli Impianti Sportivi – recentemente adottato con D.A.C. n. 11/2018 – nelle cui premesse sono state definite e declinate le molteplici funzioni legate allo sport, dalle quali dovrebbero muovere i nuovi bandi ed avvisi per la gestione degli impianti sportivi.

L’Avvocato ha inoltre posto l’accento sulla preferenza che la legge accorda agli Enti di promozioni sportiva e all’associazionismo, concludendo che il partenariato pubblico privato può rappresentare il mezzo con cui assicurare tale criterio preferenziale.

Infine ha evidenziato l’esigenza che le concessioni giungano a naturale scadenza, senza però che ciò implichi l’impossibilità per i soggetti di poter presentare eventuali proposte con una programmazione anticipata, richiamando su tali aspetti il ruolo della politica che deve stimolare un dibattito ed una crescita sul tema.


Gli altri interventi sono disponibili al seguente link:

Impianti Sportivi Comunali e Partenariato Pubblico Privato, tavola rotonda del 1 luglio.

La finanza di progetto è lo strumento ottimale per l’affidamento degli impianti sportivi

L’Avvocato Matteo Valente, specializzato in contrattualistica pubblica, è un esperto di procedure ad evidenza pubblica.

Il suo intervento parte dal presupposto che ogni impianto sportivo comunale deve essere considerato un unicum e spiega che lo strumento della finanza di progetto rappresenta l’istituto ottimale per l’affidamento della loro gestione.

La relazione dell’Avvocato illustra i due tratti fondamentali dell’istituto (da un lato l’interesse pubblico e dall’altro il finanziamento del privato remunerato con i provenienti dalla gestione dell’opera realizzata) e le fasi in cui si articola la procedura prevista dall’art. 15 del Regolamento per gli impianti sportivi di proprietà di Roma Capitale, grazie al quale è stato introdotto a Roma quanto stabilito dall’art. 183 del D.lgs. 50/2016.

Esse sono composte da:

  • presentazione da parte del soggetto proponente di un piano di fattibilità (di cui ha riferito gli elementi principali),
  • valutazione dello stesso da parte dell’Amministrazione,
  • approvazione del progetto,
  • espletamento della gara e, infine,
  • selezione del progetto vincitore.

All’esito della procedura deve essere poi richiamato il diritto di prelazione del proponente, che seppur non vincitore della gara, potrebbe decidere, nei successivi 15 giorni, di realizzare il progetto vincitore, ovvero, in caso contrario, di vedersi restituite le spese sostenute inizialmente.

In conclusione, l’Avv. Valente si è soffermato sulla nozione di proponente, che non deve necessariamente essere un unico imprenditore ma può essere costituito da un raggruppamento di soggetti.


Gli altri interventi sono disponibili al seguente link:

Impianti Sportivi Comunali e Partenariato Pubblico Privato, tavola rotonda del 1 luglio.

Impianti Sportivi Comunali e Partenariato Pubblico Privato, tavola rotonda del 1 luglio

Il 1 luglio, in Campidoglio, si è tenuta una importante Tavola rotonda sul tema “La Gestione degli Impianti Sportivi ed il Partenariato Pubblico Privato”.

La discussione si è incentrata su come Roma Capitale possa sviluppare e migliorare i propri impianti sportivi sfruttando gli strumenti messi a disposizione dalla normativa nazionale (Codice dei Contratti Pubblici – D.Lgs. n. 50/2016) e da quella locale (Regolamento degli Impianti Sportivi di proprietà di Roma Capitale – D.A.C. n. 11/2018), con particolare riferimento alle strutture con concessioni scadute o in scadenza.

Nello specifico abbiamo analizzato cosa prevede l’art. 15 della Delibera di Assemblea Capitolina 11/2018, in base alla quale le concessioni, relative alla gestione degli impianti sportivi comunali, possono essere affidate anche nella forma di partenariato pubblico privato ai sensi dell’art. 180 e seguenti del D.Lgs. 50/2016. In particolare, è possibile presentare proposte di iniziativa privata come previsto al comma 16 dell’art. 183 del D.Lgs. 50/2016.

Hanno partecipato in veste di relatori il Prof. Francesco Karrer, l’Avv. Daniele Sterrantino, l’Avv. Matteo Valente, il Dott. Silvano Morandi e l’arch. Mauro Schiavone, che ringrazio vivamente per avere messo a disposizione la loro pluriennale esperienza nel campo.

Pubblico i loro interventi a beneficio dei potenziali interessati e della stessa Amministrazione capitolina, verso la quale è ormai noto l’indirizzo politico finalizzato ad azzerare nel più breve tempo possibile gli impianti gestiti tramite contratti di concessione scaduti. Per raggiungere questo obiettivo le proposte di partenariato di iniziativa privata avranno un ruolo di primaria importanza.

Angelo Diario – Economista, Presidente della Commissione Sport, autore del Regolamento per gli impianti sportivi di Roma Capitale.

Matteo Valente – Avvocato, esperto in contrattualistica pubblica: La finanza di progetto è lo strumento ottimale per l’affidamento degli impianti sportivi.

Daniele Sterrantino – Avvocato, esperto in diritto amministrativo e dei contratti pubblici: La nozione di “interesse pubblico” è centrale nell’applicazione delle norme sul partenariato pubblico privato.

Mauro Schiavone – Architetto specializzato in pianificazione, gestione e management dello sport: La conoscenza degli impianti e delle norme è fondamentale, insieme alla presenza dell’Amministrazione.

Francesco Karrer – Architetto, Professore ordinario di Urbanistica, già Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici: L’applicazione del Codice dei contratti è sbilanciata verso i lavori, a discapito dei servizi.

Silvano Morandi – Economista, esperto di pianificazione economico finanziaria e di servizi pubblici locali: Il Partenariato Pubblico Privato è un volano per ottenere impianti sportivi qualificati.

Piscine comunali accessibili agli utenti con disabilità

A Roma sono presenti 32 piscine comunali accessibili a persone con disabilità.

Sul sito istituzionale del Comune, però, non è ancora presente una sezione dedicata alla comunicazione dei servizi sportivi offerti dall’imponente patrimonio impiantistico pubblico.

Nell’attesa che il lavoro avviato dai Dipartimenti Sport e Trasformazione Digitale giunga a conclusione, ho effettuato “in house” una ricognizione, grazie al superlavoro dello staff della Commissione Sport, Benessere e Qualità della Vita, che pubblico in questa pagina.

Al seguente file è possibile scaricare la mappa e gli indirizzi delle piscine:

Planimetria piscine disabilità – FINALE

La seguente tabella presenta invece il dettaglio dei servizi offerti, la presenza di sollevatori o scivoli, la possibilità di frequentare dei corsi dedicati e/o integrati:

Tabella piscine – FINALE

Infine, nel seguente documento sono state elaborate delle schede impianto, nelle quali sono presenti anche gli orari di apertura, i riferimenti per contattare i gestori ed i punti di forza di ciascun impianto:

Schede impianti piscine – FINALE

Consultazione pubblica sul nuovo tariffario per gli impianti sportivi comunali

Come spiegato nel video, raccoglierò per una settimana le osservazioni di utenti e gestori di impianti sportivi per perfezionare il lungo lavoro svolto in Commissione.

Riprendendo le nozioni di microeconomia avanzata che ho studiato per tanti anni, l’obiettivo che ci prefiggiamo di raggiungere è la massimizzazione di una funzione del benessere sociale sotto un vincolo di bilancio.

Il benessere da massimizzare è quello degli utenti degli impianti sportivi comunali, il vincolo da rispettare è il mantenimento dell’equilibrio economico gestionale dei concessionari.

Questo che segue è il testo al quale fare riferimento:

Nuovo tariffario impianti sportivi comunali – proposta in discussione il 15 maggio 2019

Le proposte vanno inviate a segreteriacommissione.sport@comune.roma.it.

Le proposte ricevute saranno elencate di seguito, in totale trasparenza, e discusse in Commissione la prossima settimana. I proponenti saranno invitati ad illustrarle.

1) Calcio a 5. Le tariffe per il calcio a 5 sono fuori mercato (troppo elevate).

2) Affitto campi. Tenuto conto dell’IVA, le tariffe vanno ridotte del 10/20%.

3) Attività agonistica. Le tariffe vanno descritte con maggiore chiarezza, proposta: “QUOTA AGONISTICA | TARIFFA MEDIA MAX APPLICABILE SU BASE STAGIONALE 5€ PER ORA;

4) Golf. La tariffa per il corso agonistico non è chiara. Inoltre la tariffa AFFITTO CAMPO PRATICA (1h, 20 €) non ha senso: di norma si paga un ingresso giornaliero 10/15€ + si possono prendere dei gettoni per le palline da usare nel driving range (25/50 palline, 1/2 €);

5) Nuoto. 65 euro per un corso di scuola nuoto adulti bisettimanale è troppo elevato, tenendo conto che anche gli impianti sportivi privati non superano i 60 euro al mese;

6) Tiro con l’arco. Le tariffe annuali per l’attività libera sono eccessive;

7) Tiro con l’arco. Si propone una revisione delle tariffe come da tabella allegata;

8) Tiro con l’arco. Ci sono società private che hanno prezzi inferiori, ad esempio gli Arcieri Romani asd hanno una quota di 230 euro l’anno, compreso quota tesseramento Fitarco; anche il corso, sempre da Arcieri Romani asd, viene 110 euro mentre la vostra proposta é 130 euro;

9) Nuoto e Calcio a 5. Si propone l’incremento della quota di iscrizione ai corsi di nuoto per i bambini, del nuoto libero/controllato e della scuola calcio a 5 (tariffe2019-proposta_nuoto_calcioa5);

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