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Resoconto assemblea sul nuovo regolamento per i Centri Sportivi Municipali

L’assemblea dell’8 gennaio scorso ha visto la partecipazione di oltre cento rappresentanti di associazioni che operano nelle palestre scolastiche della Capitale.

La notizia cattiva è che gli interventi sono stati quasi tutti critici, quella buona è che le critiche sono concentrate in pochi punti. Gli aspetti negativi evidenziati dalle associazioni sono:

  • la mancanza di un adeguato riconoscimento del ruolo delle associazioni;
  • lo scarso peso dato all’esperienza;
  • l’ancor minor peso dato alla territorialità;
  • l’attribuzione di punti a chi propone un’offerta in aumento sul canone.

Gli aspetti positivi evidenziati dalle associazioni sono:

  • il riconoscimento delle attività agonistiche;
  • l’allungamento del periodo di assegnazione, da tre a quattro anni.

Una ulteriore critica, legata però non al nuovo regolamento bensì ai bandi pubblicati lo scorso anno, riguarda la disomogeneità dei vari Municipi. Le associazioni chiedono criteri uguali per tutti, in particolare bandi tipo e disciplinari tipo.

Il verbale è disponibile a >>questo link<<, gli allegati sono i seguenti: Vagliviello, Politi, Raffi, Ortale.

L’assemblea ha chiesto quasi all’unanimità di effettuare un approfondimento su ciò che caratterizza il dibattito degli ultimi 18 mesi (e che è stato oggetto di una specifica richiesta da parte di Coni Lazio ad Anac), ovvero se ai Centri Sportivi Municipali sia da applicare, integralmente o parzialmente, oppure no il Codice dei Contratti.

La richiesta è stata accolta e, di conseguenza, la Commissione Sport ha rinviato l’espressione parere sul testo depositato, che era stata fissata al 10 gennaio.

Nei giorni seguenti l’assemblea ho ricevuto un parere del Segretariato Generale ed ho incontrato l’Avvocatura Capitolina che, in sostanza, rendono non più necessaria la nuova richiesta ad Anac. Entrambi, infatti, confermano la possibilità di dare una impostazione al regolamento che vada nella direzione desiderata da tutti gli intervenuti, minimizzando da una parte gli aspetti economici e burocratici e, viceversa, valorizzando dall’altra quelli qualitativi.

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L’opposizione a tutti i costi e Mafia Capitale generano un mostruoso sonno della ragione

La scorsa settimana è stata approvata una mozione in conseguenza della quale Roma Capitale applicherà anche agli eventi sportivi di cui il Comune è promotore la selezione degli organizzatori tramite procedure ad evidenza pubblica.

Di fatto non si tratta di una scelta politica ma di una vera e propria scelta obbligata, tenuto conto del fatto che:

  • in tutto il mondo ogni “maratona della città di” si corre una volta l’anno;
  • in tutta Italia le norme Federali prevedono una maratona per ogni città;
  • in Italia il legislatore nazionale prevede procedure ad evidenza pubblica per l’affidamento dell’organizzazione di eventi;
  • a Roma sono state formalizzate ufficialmente più richieste di organizzare l’evento “maratona della città di”.

E infatti questa è la conclusione alla quale è giunto anche il Comitato costituito da Roma Capitale e Federazione Italiana di Atletica Leggera che, nel lontano 1994, promosse l’organizzazione della prima Maratona di Roma dell’era moderna.

Il gioco dei ruoli che porta le minoranze ad opporsi sempre e comunque alle decisioni della maggioranza, ha portato alcune voci di sinistra a trovare motivazioni illogiche e contraddittorie. 

Ad esempio il consigliere Antongiulio Pelonzi, che ad onor del vero considero persona seria (quindi sono doppiamente stupito), ha dichiarato che:

la mozione M5S che prevede di attivare procedure ad evidenza pubblica per eventi sportivi di grande rilevanza pubblica altro non è che un colpo di mano contro Maratona di Roma.

Per una forza politica che aveva nella trasparenza e nella legalità i principali valori antiberlusconiani questo significa semplicemente rinnegare il proprio passato. Chissà dove è finita quella sinistra? 

La consigliera Svetlana Celli ha invece motivato il suo voto negativo con questa argomentazione:

L’ANAC in un suo recente parere ha sottolineato che i servizi di “promozione e organizzaziome di manifestazioni sportive” debbano essere affidati nel rispetto delle disposizioni del Codice degli appalti (ndr si chiama “Codice dei Contratti”, di cui gli appalti sono un sottoinsiene).

Di conseguenza, se l’amministrazione comunale vuole organizzare direttamente una manifestazione, deve emanare un apposito bando per l’individuazione del soggetto organizzatore.

[…] Principi che condividiamo pienamente. Per questo, per coerenza e legittimità degli atti, ci aspettiamo che TUTTI gli organizzatori di manifestazioni sportive su aree pubbliche siano selezionati per bando.

Facendo un altro esempio, con questa motivazione la consigliera sarebbe contraria alla proposta di riasfaltare via Cristoforo Colombo perché, per coerenza e legittimità,  vorrebbe che fossero riasfaltate tutte le strade della città. In tal caso la forzatura logica è ancora maggiore perché menrre ogni comune vorrebbe le proprie strade (tutte!) senza buche, nessun comune al mondo vuole organizzare tutte le manifestazioni podistiche che si corrono sul proprio suolo e, naturalmente, neanche Roma.

Infine c’è la deputata Laura Coccia, che pur non essendo costretta a motivare niente, di sua spontanea volontà ha sentito il bisogno di regalarci questa dichiarazione:

Da una parte si rischia che importanti eventi sportivi della Capitale (la Maratona, tanto per citare il più grande e il più importante) dati i tempi stretti per l’effettivo espletamento della gara in tutte le sue parti, slittino del tutto. E, dall’altra parte, che per altri grandi eventi decida solo il M5Stelle, scegliendo senza alcun criterio nè obbligo come gestirli e a chi affidarli.

Qui siamo di fronte a una perla: si critica il M5S perché adotta il bando e, contemporaneamente, lo si critica perché non adotta il bando. Delle due l’una: o M5S sbaglia nel caso della maratona (e allora fa bene nell’altro) o sbaglia negli altri casi (e allora fa bene con la maratona). 

Non contenta, la deputata Coccia si lanciata in una ultima consoderazione sulla quale non posso fare finta di niente:

Perché questo doppio canale? Il suolo “pubblico” non lo è sempre? È solo l’ennesimo colpo basso allo sport romano e alla sua Maratona, per esempio, che in questi anni è cresciuta come partecipanti, immagine e prestigio portando un indotto alla città di più  di 30 mln di euro? Oppure dobbiamo pensare che ci sia altro?

Bene, a questa provocazione gratuita rispondo abbassandomi allo stesso livello di signorilità e constatando che, evidentemente, per chi ha avuto Mafia Capitale in casa, non è proprio possibile liberare la mente dai fantasmi della corruzione e del malaffare.

E allora dico, a chi ancora fa pensieri strani, di stare sereni, perché nonostante possa sembrare impossibile una politica pulita oggi esiste. I nostri unici interessi sono quelli dei cittadini (quelli con la “c”, e non quelli con la “C” o quelli con la “M”) e non facciamo accordi con nessuno. Gli esperti, da questo punto di vista, e spero solo per il passato, resterete sempre solo voi.

Gli obiettivi operativi per il 2018 del Dipartimento Sport

Il 2018 sarà un anno di svolta per i servizi sportivi comunali. Nel mio intervento in aula illustro brevemente quali sono le principali caratteristiche del bilancio che abbiamo approvato il 23 dicembre scorso, mentre in questo post vorrei soffermarmi sugli obiettivi che, insieme all’Assessore Frongia, al capo Dipartimento Paciello e al Direttore Cintio, abbiamo inserito nel Documento Unico di Programmazione per il 2018.

I principali obiettivi operativi sui quali vorrei porre l’attenzione sono tre. Il primo riguarda le gare per le nuove concessioni:

Il Dipartimento sarà impegnato nell’avvio di procedure ad evidenza pubblica, sulla base dei criteri fissati dal nuovo regolamento, al fine di ridurre il numero di concessioni attualmente scadute e procedere alla pubblicazione dei bandi per le concessioni che scadranno nel corso del 2018, nonchè di quelle in corso di decadenza o revoca per morosità di canoni o mutuo, oppure per il mancato rispetto degli obblighi stabiliti nei disciplinari di concessione;

POSSIBILE INDICATORE: messa a bando di almeno il 20% delle concessioni scadute entro il 31/12/2018.

Il secondo riguarda la conclusione delle domande di prolungamento delle concessioni che sono state presentate in passato (in futuro non ne verranno presentate altre):

Il Dipartimento sarà impegnato a rispondere entro tempi certi e comunque non oltre la fine dell’anno alle richieste di prolungamento delle concessioni in corso e scadute, presentate dai concessionari ai sensi del vigente regolamento, sulla base di quanto stabilito nelle norme transitorie del nuovo regolamento;

POSSIBILE INDICATORE: concludere almeno il 50% delle procedure entro il 31/12/2018.

Il terzo riguarda i bandi per il finanziamento allo sport, che come probabilmente sapete sono stati riattivati nel 2017,dopo essere stati “dimenticati” dalle precedenti amministrazioni. In particolare, l’obiettivo che ci siamo dati è di ridurre il tempo necessario a concludere i procedimenti:

POSSIBILE INDICATORE: relativamente alle domande pervenute nel II semestre 2017 e approvate dalle specifiche Commissioni, pubblicazione delle graduatorie e dei contributi da erogare per ciascun evento entro il 31/03/2018;

POSSIBILE INDICATORE: relativamente alle domande pervenute nel I semestre 2018 e approvati dalle specifiche Commissioni, pubblicazione delle graduatorie e dei contributi da erogare per ciascun evento entro il 30/09/2018.

Assemblea pubblica per il nuovo regolamento sugli Impianti Sportivi Comunali

Il 15 gennaio 2018, alle ore 19, presso la sala riunioni di via Capitan Bavastro 94, si terrà l’ultima assemblea pubblica per discutere il nuovo regolamento per gli Impianti Sportivi Comunali che Roma Capitale si appresta ad approvare.

Il testo depositato a fine novembre è il seguente: Regolamento_ISC_ 27-11-17.

Sto raccogliendo gli emendamenti da sottoporre agli uffici in questo file: FILEinUSO Regolamento ISC emendamenti.

I principali pareri di cui sono ancora in attesa, richiesti a Segretariato ed Avvocatura con note del 19 dicembre (2017-12-19_parere_SG_emendamenti_ISC) e del 22 dicembre (2017-12-22-parere_richiesta_emendamenti_ISC), riguardano:

  • la possibilità di prevedere una durata minima della concessione differenziata in base alla tipologia di impianto, indipendentemente dalla eventuale previsione di lavori da realizzare;
  • la possibilità di considerare l’esperienza dell’associazione (in aggiunta a quella dello staff impiegato presso di esse) tra i criteri di valutazione delle offerte;
  • la possibilità di prevedere l’obbligo di iscrizione al registro del Coni;
  • la possibilità di ridurre il peso dell’offerta economica a non oltre 20 punti su 100;
  • la possibilità di limitare il numero di impianti dati in concessione ad un singolo soggetto.

La partecipazione all’assemblea del 15 gennaio non necessita di registrazioni, mentre chi ha intenzione di intervenire deve prenotarsi inviando una mail a segreteriacommissione.sport@comune.roma.it.

Assemblea pubblica per il nuovo regolamento sui Centri Sportivi Municipali

L’8 gennaio 2018, alle ore 19, presso la sala riunioni di via Capitan Bavastro 94, si terrà un’assemblea pubblica per discutere il nuovo regolamento per i Centri Sportivi Municipali che Roma Capitale si appresta ad approvare.

Il testo depositato a fine novembre è il seguente: Regolamento_CSM_29-11-2017.

Sto raccogliendo gli emendamenti da sottoporre agli uffici in questo file: FILE IN USO – Regolamento CSM emendamenti.

I principali pareri di cui sono ancora in attesa, richiesti a Segretariato ed Avvocatura con nota del 21 dicembre (2017-12-21-parere_richiesta_SG_Avv_emendamenti_CSM), riguardano la possibilità di:

  • prevedere un limite massimo al numero di ore da assegnare ad una singola associazione;
  • prevedere l’obbligo di iscrizione al registro del Coni;
  • azzerare il peso dell’offerta economica;

mentre le altre premesse sono state già ampiamente illustrate in sede di commissione e nel post del 16 novembre scorso.

La partecipazione all’assemblea dell’8 gennaio non necessita di registrazioni, mentre chi ha intenzione di intervenire deve prenotarsi inviando una mail a segreteriacommissione.sport@comune.roma.it.

A proposito di “gravi violazioni”

A volte sarebbe meglio tacere. La settimana scorsa la Vicepresidente della Commissione ha denunciato (tramite la citata domandissima), una “grave violazione” da parte mia dell’articolo 90, comma 5, del Regolamento del Consiglio Comunale (Richiesta urgentissima Celli) con riferimento alla quale ho chiesto chiarimenti, non ravvisando alcuna violazione (Risposta urgentissima Celli). Poichè non mi ha ancora risposto, per non restare urgentissimamente in attesa all’infinito, ho provveduto a rettificare le parole “della Commissione Capitolina Permanente X” con le parole “del Consigliere Angelo Diario”.

Nel frattempo, ho riflettuto sul significato dell’espressione “grave violazione” e mi è tornata alla mente la stessa Vicepresidente e la sua proposta di Regolamento per i Centri Sportivi Municipali, risultato di un grande lavoro di ben quattro anni e mezzo che è stato avviato nel lontano luglio 2013.

Associo questa proposta all’espressione “grave violazione” perchè essa, che è l’unica proposta di deliberazione sullo sport depositata dalla “sinistra” nel corso di due consiliature, contrasta con i criteri contabili comunali e con le norme nazionali. In particolare, la proposta ha ricevuto i pareri non favorevoli da parte della Ragioneria (buona lettura: pareri Ragioneria Generale Regolamento Celli) e da parte del Segretariato Generale (buona lettura: parere Segretariato Regolamento Celli), mentre il Dipartimento Sport ha rilasciato un parere favorevole condizionato a determinate modifiche che non sono state apportate (come riportato nel parere del Segretariato).

Viene il dubbio che il parere del Segretariato Generale non sia stato letto e, se pure lo è stato, senza alcun dubbio non è stato capito, visto che, come potete leggere, la Vicepresidente ha dichiarato alla stampa il contrario di ciò che c’è scritto (“parere favorevole di Ragioneria e Dipartimento sport”).

A proposito di “gravi violazioni”, il Segretariato ne osserva una relativamente al riparto delle competenze tra politica e amministrazione: il regolamento proposto non tiene conto della differenza tra l’indirizzo politico, esercitato dagli organi di Governo, e le funzioni amministrative, che spettano ai Dirigenti (art. 4 del D. Lgs. n. 165/01).

A proposito di “gravi violazioni”, il Segretariato ne osserva un’altra relativamente al TUEL: il regolamento proposto non tiene conto delle funzioni della dirigenza (art. 107 del D. Lgd. n. 267/00).

E, a proposito di “gravi violazioni”, il Segretariato ne osserva un’altra ancora relativamente al Codice dei Contratti pubblici (D. Lgs. n. 50/2016): il regolamento proposto non tiene conto di cosa scrive l’ANAC nella delibera n. 1300/2016, ignorando quindi la differenza tra un affidamento in concessione e un affidamento in appalto.

Questo non lo dice l’inesperto e incompetente Angelo Diario, questo parere lo sottoscrivono il Direttore della Direzione Supporto giuridico amministrativo agli Organi dell’Amministrazione, il Segretario Generale e il Vice Segretario Generale Vicario nelle motivazioni con le quali spiegano perchè il testo irresponsabilmente portato in aula la scorsa settimana è illegittimo (e, quindi, è bocciato dalla legge, non dal Movimento 5 Stelle).

Io, inesperto e incompetente, ho votato contro questo testo osservando alcune criticità che ho illustrato in Consiglio (prima di leggere le motivazioni del Segretariato) e che sintetizzo di seguito.

Considerando che, tramite questo regolamento, si debba addivenire ad un “contratto pubblico”, è singolare che non venga mai citato il Codice dei Contratti: eppure ne abbiamo parlato decine di volte in Commissione. Considerando che si sta scrivendo una norma regolamentare, gli estensori avrebbero dovuto almeno “vedere”, magari anche leggere, se non proprio studiare, quelle che sono le basi della materia. In effetti, il testo si rivela non conforme alle norme nazionali.

Tutto il testo si basa sull’erroneo presupposto che si stia dando in “gestione temporanea” una porzione di immobile. Effettivamente il termine può trarre in inganno: Centri Sportivi Municipali fa pensare che l’oggetto del contratto sia la gestione di un luogo fisico, mentre in realtà si concede l’uso di uno spazio per la prestazione di un servizio sociale.

Entrando più nel dettaglio, emergono ulteriori criticità, come ad esempio l’affidamento esclusivo o prioritario ad Associazioni (artt. 5 e 12), che deve essere efficacemente motivato. Questa motivazione manca del tutto.

All’art. 10 si parla di “centri di ricavo dedicati”, quando la Ragioneria Generale ha più volte ribadito che la previsione di entrate vincolate può essere stabilita solo dalla normativa nazionale, oppure da un regolamento di contabilità; non é invece possibile stabilire un obbligo giuridico di questo tipo in un regolamento. Invito gli estensori del testo a rileggere il verbale della seduta di Commissione dello scorso 20 giugno (alla quale, comunque, erano presenti).

Passando ai criteri per l’attribuzione dei punteggi (art. 6), rilevo la previsione di voci che vanno contro il principio di parità di trattamento. L’esperienza, misurata in termini di anzianità nello svolgimento di attività o, peggio ancora, di affiliazione a Federazioni o Enti di Promozione Sportiva, costituisce una limitazione alla concorrenza che viola la legge.

Politiche sportive per Roma: il bilancio di un anno e mezzo di lavoro

Il consiglio straordinario sullo sport del 2 novembre è stata un’occasione per fare un primo bilancio del lavoro svolto da inizio consiliatura, per riflettere sulle principali difficoltà incontrate, sui tempi necessari a vedere i primi risultati concreti.

Il baricentro intorno al quale ruotano le considerazioni che desidero condividere è costituito dalla seguente domanda: la forza politica che governa una città può decidere cosa vuole e realizzarlo quando vuole? La storia recente della capitale dimostra che la risposta é negativa. Chi firma gli atti amministrativi sono i dirigenti, e non i consiglieri. É per questo che occorre governare insieme agli uffici. Perchè l’alternativa, indipendentemente dal fatto che gli errori siano dell’uno oppure dell’altro, è l’immobilismo.

Il consiglio del 2 novembre è stato convocato con la richiesta di audire il Presidente dell’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione), Cantone, per chiedere chiarimenti circa l’applicazione del Codice dei Contratti pubblici agli impianti sportivi comunali e alle palestre scolastiche, ed nella premessa dell’intervento che potete ascoltare, non ho potuto fare a meno di esprimere lo sconcerto di fronte a questa richiesta dei consiglieri di minoranza. Richiesta che definisco sconcertante per due motivi. In primo luogo perchè l’ANAC si è già espressa chiaramente sull’argomento, con numerose delibere e pareri interpretativi che ho illustrato personalmente in diverse sedute della Commissione sport (ad esempio vi invito a leggere il verbale del 7 febbraio 2017). In secondo luogo perchè se ogni comune italiano chiedesse a Cantone di intervenire personalmente in Consiglio per fornire chiarimenti, non gli basterebbero 20 anni per fare il giro d’Italia (e Cantone non si occupa solo di Codice dei Contratti, che a sua volta non si applica solo ai servizi sportivi). Insomma pura follia.

Forse i consiglieri di minoranza, sebbene siano quelli esperti e competenti, non sanno che, oltre all’ANAC, possono rivolgersi alle strutture capitoline che hanno il compito di offrire un supporto tecnico e giuridico ai consiglieri. Per quanto mi riguarda, ho scritto spesso al Segretariato Generale e all’Avvocatura Capitolina per chiedere dei pareri sugli aspetti più dibattuti circa l’applicazione del Codice dei Contratti. A differenza dei miei colleghi che siedono nei banchi dell’opposizione, infatti, sono consapevole di aver bisogno di aiuto. E grazie a loro anche io, inesperto e incompetente, e non laureato in giurisprudenza, sono in grado di comprendere quanto è stabilito dal Codice.

Il rapporto tra politica ed amministrazione non si esaurisce qui. Come ho scritto all’inizio, infatti, la politica da sola non può decidere ciò che vuole. Nel corso di questo anno e mezzo ci siamo imbattuti in decine di casi concreti che lo dimostrano. Ad esempio, l’impianto sportivo di Via Como è incompiuto per colpa della mancanza di volontà politica? No. La colpa è stata della variante al progetto presentata dalla Giunta Alemanno? Nemmeno. L’impianto è incompiuto perchè il Segretariato ha avanzato dei dubbi sulla legittimità della scelta fatta dalla parte politica, e non condivisa con la parte amministrativa, dell’affidamento diretto a CAM: questa scelta, giusta o sbagliata che sia, ha comportato il blocco del cantiere per anni. La politica, quindi, non può decidere ciò che vuole senza il parere favorevole degli uffici.

Un altro esempio è costituito dalle Schede Merloni riferite agli investimenti negli impianti sportivi comunali: nel 2015 il Consiglio decise di inserirle nella programmazione triennale del Comune, la Ragioneria Generale successivamente non diede seguito a tale inserimento, bloccando tutti i progetti. L’attuale governo, diversamente, ha concordato una procedura ed i criteri per l’inserimento dei progetti tramite una serie di incontri con Segretariato, Ragioneria e Dipartimento sport e, finalmente, il prossimo anno queste opere potranno essere realizzate e/o acquisite al patrimonio pubblico.

Un altro esempio lo troviamo nei prolungamenti delle concessioni. La politica può decidere di prolungare una concessione, anche se il Segretariato sostiene che la legge lo vieti? No, non può. E, infatti, ciò non è mai avvenuto. Con la Commissione sport abbiamo affrontato decide di casi di questo tipo. Sembra quasi una strategia: da una parte i politici di turno hanno strizzato l’occhio ai concessionari (“tranquilli, la concessione ve la prolunghiamo”), dall’altra gli hanno strizzato i gioielli di famiglia (“ve le prolunghiamo, ma non subito: ne riparliamo alla prossima consiliatura”). Abbiamo affrontato numerosissimi casi che, da oltre un decennio, attendono una soluzione definitiva. Naturalmente non penso che sia andata così. La verità è che in passato non si usava studiare le leggi prima di fare promesse e, quindi, in buona fede, si prendevano impegni non realizzabili. Atti che si pensavano leciti, in realtà erano illegittimi e quindi non si sono mai potuti formalizzare. A prescindere dal fatto che la città sia stata governata da furbetti in malafede oppure ignoranti in buona fede, il risultato è lo stesso: un periodo troppo lungo di mal governo.

Il nostro modo di governare è, quindi, attraverso la condivisione. Con il Segretariato ho avuto due incontri per discutere della “delibera ponte” tra vecchio e nuovo regolamento per gli impianti sportivi comunali, in quelle due occasioni mi è stato spiegato che non si possono modificare solo due o tre articoli dell’attuale regolamento ma è necessario aggiornarlo interamente. Di conseguenza, la delibera ponte è confluita nelle norme transitorie del nuovo Regolamento, che ho depositato il 9 novembre. Norme transitorie che costituiscono l’articolo più critico di tutto il testo. Anche in questo caso, le maggiori difficoltà per il lavoro che è stato portato avanti dall’attuale Amministrazione sono consistite nel dover rimediare agli errori lasciati in eredità da chi ha governato in passato, che non ha avuto la capacità (ignoranti in buona fede) o il coraggio (furbetti in malafede) di affrontare.

La condivisione con gli esperti del settore, dai quali abbiamo accolto contributi importantissimi. Approfitto per ringraziarli tutti, in particolare coloro che non sono vicini all’attuale maggioranza ma che, per amore della città, hanno messo le proprie competenze a disposizione delle istituzioni, indipendentemente dal colore politico. Ai nostri tavoli di lavoro hanno partecipato elettori che non hanno votato e che mai voteranno il Movimento 5 Stelle ma che, per la prima volta, sono stati ascoltati ed hanno creduto alla partecipazione vera che stiamo realizzando.

Anche grazie a loro, i regolamenti che approveremo ci permetteranno di disincagliare una situazione ferma non da un anno e mezzo, non da 5 anni, ma da più di un decennio.

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