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Sopralluogo a Villa Gordiani, nel campo da calcio abbandonato dal 2012

Breve resoconto del sopralluogo odierno presso il campo da calcio di Villa Gordiani, al quale hanno partecipato oltre ai commissari sport, il Municipio V e la Sovrintendenza Capitolina.

Obiettivo dell’amministrazione è recuperare lo spazio dove sorgeva il campo da calcio, ormai abbandonato da oltre quattro anni per la presenza di amianto all’interno delle strutture adibite a spogliatoi e a punto ristoro.

Esiste un progetto, elaborato dal Municipio, che però non è mai stato trasmesso alla Sovrintendenza e, soprattutto, ha stimato in quasi un milione il costo necessario alla realizzazione dell’opera (che prevede, tra le altre cose, il rifacimento del campo con erba sintetica). In poche parole, questo progetto è irrealizzabile. Più in generale, nessun progetto che preveda la manutenzione di un campo da calcio ad uso libero è sostenibile economicamente.

Al fine di restituire nel più breve tempo possibile questo spazio alla cittadinanza, il Municipio valuterà i possibili utilizzi dell’area (ripristinare il parco libero o realizzare un play ground o un nuovo impianto sportivo) ed i Dipartimenti aggiorneranno la classificazione della struttura.

La messa a bando del progetto conseguente, che dovrà necessariamente essere realizzato con la supervisione della Sovrintendenza, sarà di competenza del Municipio, oppure Dipartimento sport, oppure del Dipartimento Ambiente a seconda che si tratti di impianto sportivo municipale, comunale oppure punto verde ristoro.

Campo Testaccio: una storia da riscrivere

La Commissione Sport di oggi, in seduta congiunta con la Commissione Mobilità, si è occupata di Campo Testaccio, l’area dove negli anni Trenta sorgeva l’impianto che ha ospitato le prime partite della Roma e che oggi si presenta in uno stato di degrado e abbandono.

Nel 2015 la giustizia amministrativa (Consiglio di Stato) ha dato ragione all’Amministrazione Capitolina, che nel 2010 ha dichiarato decaduta la concessione al Consorzio Romano Parcheggi con la quale si attribuiva al consorzio stesso la realizzazione di un parcheggio sotterraneo e il ripristino dell’impianto sportivo.

Il Dipartimento Mobilità avrebbe dovuto dare mandato all’Avvocatura capitolina di attivarsi per chiedere un risarcimento al Consorzio ma non lo ha mai fatto: insieme al Presidente Stefàno scriveremo al Dipartimento per sollecitarlo a procedere in tal senso e chiudere con il passato.

Per quanto riguarda il futuro, è nostra intenzione chiedere l’espunzione di Campo Testaccio dalla delibera sul PUP (Piano Urbano Parcheggi, che rientra nel Piano Regolatore) che sta per approdare in aula. Questa è la stessa richiesta che è stata presentata da tutte le forze politiche del Municipio: a causa della presenza di reperti archeologici, un parcheggio sotterraneo in quell’area non sarà mai realizzabile. La competenza sull’area passerà dal Dipartimento Mobilità al Dipartimento Sport, che avrà l’onere di predisporre il bando per l’assegnazione della realizzazione e gestione del nuovo impianto sportivo.

Nel frattempo, il Dipartimento Ambiente provvederà ad effettuare una bonifica della zona, dove al momento sono presenti, nelle vicinanze di un asilo nido, ratti e serpenti. Ne ha dato notizia la scorsa settimana l’Assessore Frongia. Il Presidente della Commissione Ambiente, Daniele Diaco (oggi presente) renderà noto nei prossimi giorni il cronoprogramma degli interventi che sta predisponendo l’Assessora Montanari.

Skate, basket, tennis e calcio a Viale Kant

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Ieri alla Casa della Città la Commissione Sport si è riunita per discutere dell’impianto sportivo di viale Kant, che da anni rappresenta un punto di aggregazione per gli sportivi della zona, in particolare per la fascia più giovane della popolazione del quartiere. Parliamo di una struttura che attira flussi di migliaia di persone, inclusiva di campi da basket, di cui uno coperto stagionalmente, calcio e calcetto e di un’area adibita a skatepark

La Commissione ha convocato in audizione l’associazione Sam Basket, gestore delle strutture. Queste sono state realizzate a partire dagli anni ’70, su un suolo che presenta stagionalmente dei problemi di drenaggio (il terreno si allaga periodicamente a causa dell’esondazione del fiume Aniene), il che si riflette, ovviamente, sulla gestione economica delle strutture: ripristinare il pavimento di una palestra richiede un investimento che oscilla tra i 30 e i 40 mila euro.

I problemi che l’Amministrazione dovrà affrontare sono molteplici: gli impianti non sono accatastati, la regolarizzazione dei rapporti tra amministrazione e gestori non è stata perfezionata, non si è mai classificata la struttura come un unico impianto sportivo, non si è mai fatto ordine riguardo le differenti competenze (un’area e di competenza del Dipartimento Sport, un’altra del Municipio, un’altra del Dipartimento Ambiente). C’è da chiarire inoltre che fine abbia fatto il progetto che prevedeva, a partire dal 2015, l’avvio di lavori per la realizzazione di una galleria e, quindi, l’apertura di un enorme cantiere in tutta l’area di cui stiamo parlando.

Dopo aver chiesto chiarimenti al Dipartimento SIMU su quest’ultimo punto, predisporremo la riclassificazione dell’impianto e tutti gli atti conseguenti per permettere al quartiere di proseguire a godere dei servizi offerti dalla struttura in questi anni, come testimoniano le foto e i filmati che ci sono stati mostrati dai ragazzi della Bunker Skate School.

Modalità autorizzative per le coperture di impianti sportivi pubblici

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Lo scorso 27 gennaio la Commissione Sport ha trattato uno dei temi più “caldi” per i gestori di impianti sportivi, ovvero quello delle autorizzazioni necessarie per l’installazione di tensostrutture o coperture pressostatiche temporanee e/o stagionali.

Pur restando una città dal clima generalmente mite, Roma subisce comunque i cambiamenti climatici in corso ovunque e, di conseguenza, i periodi di freddo intenso o di piogge violente non sono più limitati ai mesi invernali ma possono essere anticipati a novembre o ottobre, oppure posticipati ad aprile.

Il che, chiaramente, ostacola il normale svolgimento delle attività sportive praticate nei campi “open”. La normativa regionale ha esteso il numero di mesi nei quali è consentito installare le coperture stagionali da tre a otto.

Daniele Tigani, collaboratore della Commissione, ha effettuato un approfondimento sulle modalità autorizzative necessarie all’installazione delle coperture. In sintesi, da una lettura della normativa è possibile dedurre che:

  1. per l’installazione temporanea e per esigenze specifiche e non strettamente funzionali al normale utilizzo degli impianti sportivi di Roma Capitale, gli uffici competenti potrebbero autorizzare l’installazione di strutture leggere mediante un “nulla osta” a fronte di formale istanza che identifichi l’esigenza da soddisfare ed il relativo periodo, corredata da documentazione sufficiente a consentire agli uffici di definire la consistenza e la relativa incidenza sugli spazi sportivi esistenti;
  2. per l’installazione di coperture a carattere stagionale, quindi ripetitivo e strettamente funzionale al normale utilizzo, in relazione all’alterazione permanente dello stato dei luoghi ed all’incremento del carico urbanistico, è necessaria una Delibera di Assemblea Capitolina ovvero di Giunta Capitolina.

Un tavolo tecnico per vagliare la bozza di regolamento per gli impianti sportivi comunali

In una “Casa della Città” stracolma di uditori, il Presidente del CONI Lazio Riccardo Viola ha aperto i lavori della Commissione Sport in occasione della quale è stato illustrato l’aggiornamento della bozza del Regolamento per gli impianti sportivi di proprietà di Roma Capitale pubblicato nel dicembre scorso.

Si tratta di un testo non ancora depositato, quindi – lo ribadisco per gli assenti – non è ancora da intendersi come la proposta di regolamento del Movimento 5 Stelle: chiunque potrà ancora formulare osservazioni ed emendamenti, entro il 22 febbraio, scrivendo a segreteriacommissione.sport@comune.roma.it.

Al termine della discussione, durata quasi tre ore e, come di consueto, aperta non solo ai consiglieri ma tutti i partecipanti, si è deciso di effettuare il passaggio per un tavolo tecnico, che analizzerà il testo prima della sua presentazione formale.

A fine febbraio sarà quindi convocata una commissione per audire i referenti tecnici istituzionali, delle associazioni di categoria e del tavolo di lavoro sport: al fine di programmare l’ordine degli interventi e la relativa durata, i nomi dei referenti dovranno essere comunicati all’ufficio di presidenza della Commissione entro il 21 febbraio.

Infine, approfitto per pubblicare la Delibera n. 1300 del 14 dicembre 2016 dell’ANAC, con la quale l’Autorità risponde alla Federazione Italiana Sport del Ghiaccio precisando che i “Servizi di gestione di impianti sportivi” rientrano tra i servizi disciplinati dal D.Lgs. n. 50/2016, essendo ricompresi nella categoria “servizi amministrativi, sociali, in materia di istruzione, assistenza sanitaria e cultura” di cui agli articoli 140, 143 e 144.

Roma Gioca Sostenibile: dal Sei Nazioni alla Maratona (e agli Internazionali d’Italia)

L’Agenzia Roma Servizi per la Mobilità ha avviato, in occasione del Sei Nazioni, la campagna comunicativa “Roma Gioca Sostenibile”, un progetto che promuove gli spostamenti verso l’Olimpico a piedi, in bicicletta e con i mezzi pubblici. L’iniziativa è giunta quest’anno alla sua terza edizione. Essa prevede l’apertura di un parcheggio per biciclette in Via Franchetti e il miglioramento dell’affluenza delle bici e delle persone a piedi, offrendo tre opzioni di percorso verso lo stadio (da Piazzale Flaminio, Stazione Termini e Ottaviano).

Come promesso, è nostra intenzione estendere l’iniziativa ad altri grandi eventi sportivi che si svolgono nella capitale, a partire dalla Maratona di Roma e dagli Internazionali d’Italia.

Questa settimana, insieme al Presidente della Commissione Mobilità Enrico Stefàno, ho incontrato gli attori che sono al lavoro per l’organizzazione dell’edizione 2017 della Maratona di Roma: Enrico Castrucci, Presidente, e Andrea Torre, Coordinatore Generale.

Il Comitato Organizzatore della maratona metterà a disposizione i dati sui flussi riferiti alle persone che si spostano per l’evento, segnalando i luoghi dove si concentra il pubblico degli accompagnatori/tifosi e gli orari di apertura e chiusura delle strade, in modo che taxi e autobus possano organizzare il servizio di quella giornata nella maniera ottimale.

Abbiamo ascoltato le indicazioni di Atac, tassisti e Polizia Locale di Roma Capitale circa la fattibilità di percorsi privilegiati per i mezzi pubblici (varchi o corsie preferenziali temporanee), oppure di parcheggi temporanei per i taxi. All’incontro di questa settimana seguirà a stretto giro una riunione operativa per mettere a punto il piano strategico per la mobilità legata all’evento e comunicarla con sufficiente anticipo alla cittadinanza.

Infine, durante la seduta, è stato sollevato un ulteriore problema, legato al percorso della gara, che tocca solitamente i tre luoghi di culto delle grandi religioni nella Capitale: San Pietro, la sinagoga e la moschea. Sembrerebbe che ad oggi ci siano dei problemi riguardo il manto stradale di viale della Moschea tali da impedire che il tracciato possa prevedere il passaggio in sicurezza in quel punto.

Ieri pomeriggio ho effettuato un sopralluogo lungo la via in oggetto, osservando che, in realtà, il manto stradale particolarmente deteriorato è quello dove non passa la corsa: in particolare, le corsie maggiormente dissestate sono quelle che si percorrono andando nel senso di marcia da viale Parioli a via del Foro Italico.

Facendo riferimento alle foto, la corsa passerà lungo le corsie che si trovano sulla destra. Inoltre, facendo riferimento alle stesse foto, riprese da Google Street view e risalenti al giugno del 2014 e al giugno del 2016, si evince che la situazione attuale non sia diversa da quella degli anni passati, quando l’evento podistico passò in quel tratto senza registrare problemi.

Abbiamo trasmesso la richiesta di una verifica agli uffici competenti e ne renderemo tempestivamente noto il risultato al Comitato Organizzatore.

Viale della Moschea - giugno 2014

Viale della Moschea – giugno 2014

 

Viale della Moschea - giugno 2016

Viale della Moschea – giugno 2016

Dagli indirizzi politici alla pianificazione operativa: il P.E.G. 2017/2019

peg2017-19

Un’amministrazione che vuole cambiare si prefigge un obiettivo importante. Chi si prefigge un obiettivo importante sa che dovrà lavorare sodo. Lo stiamo facendo in Commissione Personale Statuto e Sport dove è in corso la discussione del P.E.G. (Piano Esecutivo di Gestione), il documento programmatico di carattere contabile, che viene elaborato subito dopo il bilancio, la cui approvazione finale spetta alla Giunta.

Il P.E.G. detta gli obiettivi ai dirigenti dell’amministrazione. Sembra qualcosa di molto lontano dalla vita quotidiana dei cittadini, ma l’efficienza e l’efficacia della gestione non sono solo principi astratti, sono requisiti fondamentali per garantire servizi di qualità. Una delle novità che saranno introdotte da quest’anno è proprio questa: non più solo un’analisi finanziario-quantitativa delle azioni poste in essere dal personale (tutto) dell’amministrazione, ma la ricerca di un riscontro positivo anche in termini di qualità. Significa individuare nuovi indicatori, nuove misure. Andare a scompaginare le carte, proporre una prospettiva innovativa, forse un po’ “visionaria”. Verificare l’effettiva realizzazione dei progetti di ogni struttura, con scadenze precise, individuate in conseguenza della programmazione politica, e vincere una sfida: tradurre un obiettivo di qualità in un risultato concreto. Efficacia ed efficienza appunto, nella pianificazione e ancor più nella gestione quotidiana.

A partire da noi stessi. La prossima settimana saranno convocate più commissioni congiunte, guardando alle competenze delegate agli Assessori, e coinvolgendo tutte le strutture capitoline (Municipi, Dipartimenti e Strutture di supporto) nella redazione di un P.E.G. dove la volontà politica e l’efficienza amministrativa si incontreranno.

Al lavoro, dunque, per passare da sterili tecnicismi a servizi utili e di qualità.

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