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Come rendere inutili i bagni pubblici a piazza di Spagna

5 agosto 2014

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Chissà se esiste al mondo una persona che pagherebbe un euro per andare al bagno in un luogo dove, a pochi metri di distanza, ci sono decine di locali pubblici.

Stabilire una tariffa simile per l’utilizzo dei bagni pubblici a Piazza di Spagna ha una sola spiegazione: evitare che quei bagni vengano usati. Infatti, basta andare al bar e prendere un caffè per spendere di meno.

E, allora, che senso ha prevedere l’apertura di un bagno, tutti i giorni dalle 10 alle 19:40, sapendo che non lo utilizzerà mai nessuno? E, se non bastasse, sostenendo pure i costi per l’illuminazione, la pulizia, la manutenzione di un ascensore per l’accesso dei disabili (i bagni si trovano sotto terra) e lo stipendio di un dipendente pubblico che passa il giorno a non fare niente?

Per chi non lo sapesse, Roma Capitale paga AMA per gestire quei bagni inutilizzati sulla base di un contratto di servizio sottoscritto da Veltroni e successivamente prorogato da Alemanno e Marino (con i soldi nostri, ovviamente).

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