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Il viaggio in Palestina è arrivato a Gerusalemme

20 giugno 2013

igorinpalestina

Igor ieri sera è arrivato a Gerusalemme, e insieme a lui è arrivata la spilletta del Movimento 5 Stelle! Il suo viaggio in bicicletta in Palestina prosegue bene.

Nel frattempo Roberto mi ha scritto per segnalare ad Igor un bel testo dei Marillion, che riguarda la situazione in cui i palestinesi sono costretti ormai a vivere da anni. Approfitto per condividerlo pubblicamente, la canzone si chiama Gaza e quello che segue è un commento di H (Steve Hogarth), cantante e paroliere dei Marillion.

Questa è una canzone per la gente – soprattutto per i bambini – di Gaza. È stato scritta dopo molte conversazioni con i palestinesi che vivono nei campi profughi di Gaza e della Cisgiordania. Ho parlato anche con gli israeliani, con i lavoratori delle Organizzazioni Non Governative, con un diplomatico che lavora non ufficialmente a Gerusalemme, e ho preso in considerazione i loro punti di vista, durante la stesura del testo.

Non è mia / nostra intenzione infangare la fede o la gente ebraica – conosciamo molti ebrei che sono profondamente critici verso la situazione attuale – e nulla di quello che ho/abbiamo scritto ha lo scopo di mostrare simpatia per gli atti di violenza, qualunque sia la motivazione, ma semplicemente far riflettere su dove la disperazione inevitabilmente porta.

Molti bambini di Gaza sono ora i nipoti di palestinesi NATI nei campi profughi – i cosiddetti rifugi “temporanei”. Temporanei per più di 50 anni. Gaza è oggi, di fatto, una città imprigionata senza processo. Vi chiediamo di aggiungere la vostra voce a quegli attivisti che esercitano pressioni per una soluzione pacifica e urgente a questa situazione disperatamente ingiusta. Vi prego, date un’occhiata alla “Hoping” foundation, che fornisce strutture e materiali per i bambini palestinesi che consentano loro di giocare, di imparare, e di esprimersi attraverso l’arte, la musica e lo spettacolo. Aiutateli se potete. Sognare, potrebbe non essere, dopo tutto, solo un sogno.

Gaza non vuole essere una storia definitiva del conflitto israelo/palestinese (il che renderebbe la canzone, come puoi immaginare, noiosa e deprimente), anche se ne ho studiato un lungo la storia mentre scrivevo il testo. Gaza è una canzone che parla di quello che la gente deve sopportare – non su chi ha fatto cosa a chi e perché. È un’opera d’arte, non un articolo di giornale. Quando scrivo “Per tredici anni, le strade sono state tutte chiuse” non è da intendere come un fatto reale che TUTTE le strade siano state chiuse per esattamente 13 anni. Non TUTTE le strade furono chiuse, naturalmente, solo quelle esterne. E ho scelto tredici perché esaminando la situazione ho capito che alcuni mi raccontavano che la libertà di movimento fu limitata più a lungo, e altri per meno tempo. È una frase che serve a far capire la lunga sofferenza e la perdita della libertà di muoversi di lì. Sin dalla seconda intifada (2000) la libertà di movimento è stata proibitiva e poi, in base a quanto mi è stato detto dalla gente di Gaza, quasi impossibile da quando Hamas ha preso il potere nel 2007. In ogni caso, più passano gli anni e più i numeri cambiano…

Vorrei consigliare a te Davide, ma anche a Jim, Fraser e tutti gli altri che si occuperanno della traduzione del brano, di evitare di analizzare questa lirica su qualsiasi tipo di base fattuale in quanto inevitabilmente attirereste su di voi una pioggia di fuoco, simile a quella che sicuramente dovrò sopportare io! La verità su questo conflitto è costantemente avvolta nella propaganda da entrambi i lati e ognuno sente appassionatamente che “la sua verità” è la verità. E non si arriverà da nessuna parte. Detto questo, vorrei invitare tutti a dare un lungo sguardo alla situazione dei poveretti che sono in carcere in quel luogo, a dare un’occhiata alle statistiche dei morti palestinesi e israeliani, al numero degli ostaggi, a quelli imprigionati senza processo, e farsi così una propria idea sulla situazione.

Traduzione del testo:

Quando ero giovane, sembrava tutto un gioco
Vivere qui non mi ha portato alcun senso di vergogna.
Ma ora che sono più vecchio, comincio a capire.
Una volta possedevamo case
Una volta avevamo territori.
Fecero piovere proiettili su di noi mentre le nostre case crollavano.
Ci si è trovati sotto le macerie, terrorizzati.
Sperando…Oseremo sognare?
Abbiamo rinunciato ad attendere
Per noi, sognare è ancora un sogno
Quando mi svegliai, la casa era in frantumi
Improvvisamente non avevamo più nulla
E niente è cambiato
Viviamo, otto persone, in questo caldo sovraffollato
Animali d’allevamento che vivono nel proprio sudore.
Vivere così è tutto ciò che il mio fratellino abbia mai conosciuto.
Il mondo non fa nulla. Noi cosa possiamo fare?
Calceremo il pallone
Salteremo la corda
Giocheremo fuori. Prestando attenzione
Dipingeremo e disegneremo. Diremo le nostre preghiere
Fuori il sole impietoso scolora le strade distrutte
Il buio scende sulla sera, come una porta di ferro.
Gli uomini giocano a carte alla luce delle torce.
Le donne restano all’interno
L’inferno può scoppiare in un istante, giorno o notte
Sei in cerca di guai se ti allontani troppo dal muro.
Mio padre è morto dando da mangiare agli uccelli.
Mia madre è scomparsa davanti a me per controllare la presenza di soldati.
Per ogni pietra lanciata da una testa calda, dieci ne tornano.
Per ogni pietra lanciata da una testa calda, cento ne tornano.
Per ogni razzo lanciato, arrivano i droni.

Per tredici anni le strade sono state tutte chiuse
Siamo isolati. Ci negano le forniture mediche
Carburante e lavoro sono scarsi. Costruiscono case sulle nostre fattorie.
I vecchi piangono. I giovani brandiscono le armi.
Siamo stipati come polli in questa città di cemento a blocchi.
Ho mal di testa da diesel. Quando piove le fogne traboccano
Non avevo idea di cosa significasse il martirio,
Fin quando mio fratello maggiore…mio fratello maggiore
Mi dispiace. Non posso continuare.
Se semini vento, raccoglierai tempesta, si dice
Quando le persone sanno di non avere futuro
Possiamo dar loro torto, se non riusciamo a domarle?
E quando le loro speranze e i loro sogni sono infranti
E sentono che potrebbero anche essere morte
Mentre se ne vanno, le perdoneremo
Se ci prendono con loro?
State vicini
Rimanete a casa
State calmi
Abbiate fede
Con l’amore della nostra famiglia potremo elevarci sopra ogni cosa
Un giorno sicuramente qualcuno dovrà aiutarci
Con l’amore della nostra famiglia potremo elevarci sopra ogni cosa
Un giorno sicuramente qualcuno dovrà aiutarci
Anche oggi andremo a scuola
Anche oggi sogneremo di sognare
Un giorno sicuramente qualcuno dovrà aiutarci
Niente è mai semplice – questo è sicuro
Ci sono madri in lutto su entrambi i lati del filo.
E ognuno merita una chance di sentire che il futuro non potrà che essere luminoso.
Ma in qualsiasi modo la si guardi – da qualsiasi punto di vista
Essere obbligati a vivere così
Semplicemente non è giusto
Semplicemente non è giusto
Semplicemente non è giusto
Noi tutti vogliamo pace e libertà, questo è sicuro
Ma la pace non verrà sentendosi

profondamente coinvolti
E ognuno merita una chance di sentire che il futuro non potrà che essere luminoso.
Ma in qualsiasi modo la si guardi – da qualsiasi punto di vista
Essere obbligati a vivere così
Semplicemente non è giusto
Semplicemente non è giusto
Semplicemente non è giusto
È come un incubo che si leva oscillando verso Betlemme
È come un incubo che si leva da questa piccola striscia di terra
Oscillando verso Betlemme
È come un incubo che si leva da questa piccola striscia di terra
Oscillando verso Betlemme
State vicini
Rimanete a casa
Abbiate fede
Non posso sapere quale tortuosità della storia mi ha fatto questo
È come un incubo
Con l’amore della nostra famiglia
Potremo elevarci sopra ogni cosa
Un giorno sicuramente qualcuno dovrà aiutarci…

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From → Storie

2 commenti
  1. Situazione insopportabile. Non si puo’ e non si deve comprimere o togliere la librta’ a persona alcuna per darla ad altri. –

    Mi piace

  2. Igor permalink

    Semplicemente, Vero…
    Grazie Angelo, Grazie Roberto

    Mi piace

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