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Un commento al programma elettorale di Gualtieri per lo sport

22 ottobre 2021

Ho letto le proposte per lo sport contenute nel programma elettorale del neo Sindaco di Roma. Lo ritengo un buon programma: se sarà realizzato e Roma diventerà davvero “la città degli impianti diffusi”, sarà una grande vittoria per tutti noi romani.

La vera sfida sarà passare dalle dichiarazioni d’intenti ai fatti. Vediamo insieme, punto per punto, la sintesi dei punti programmatici con un commento a ognuno degli impegni presi. Il programma completo è scaricabile al seguente link:

programma completo Gualtieri Sindaco

Sport: la città degli impianti diffusi

Garantire il diritto allo sport per tutte le persone, senza differenza di età, di condizione fisica, di genere, di condizione economica. Questo è il nostro obiettivo che realizzeremo attraverso, innanzitutto, il convinto sostegno all’associazionismo convocando gli Stati generali dello sport.

Il primo obiettivo programmatico di Roberto Gualtieri è totalmente condivisibile. Il difficile sarà metterlo in pratica. La convocazione degli Stati Generali dello sport è facilmente realizzabile (anche se non mi è chiaro come sarà possibile svolgere gli “incontri tematici bilaterali” di cui si parla a pag. 125 del programma completo, dato che a Roma ci sono oltre 4 mila associazioni e società sportive), più difficile potrebbe invece essere la realizzazione delle proposte che ne scaturiranno. Ad esempio, un buon inizio per garantire il diritto allo sport per tutti sarebbe riaprire gli impianti attualmente chiusi. Facile a dirsi ma difficile da farsi: purtroppo devo riconoscere che noi non ci siamo riusciti. Uno dei nostri più grandi errori è stato lasciare troppa libertà di sbagliare al Dipartimento, che ha predisposto dei bandi sovrastimando il valore economico degli impianti, motivo per cui tante gare (troppe) sono andare deserte durante gli anni passati e gli impianti che erano abbandonati lo sono rimasti.

Roma ha prima di tutto grande fame di impianti in tutti i quadranti cittadini. Per questo creeremo 100 aree per l’Atletica e lo sport di base, miglioreremo le condizioni di palestre e spazi sportivi scolastici, valorizzeremo in chiave sportiva i luoghi all’aperto e daremo avvio a un programma per gli impianti, finalizzato a soddisfare i bisogni di tutte e tutti, garantendo equilibrio tra territori e l’accessibilità alle attività sportive anche di persone con disabilità.

Anche questo secondo obiettivo è pienamente condiviso. Ricordo, a tal proposito, che la Commissione sport da me presieduta ha realizzato il primo censimento degli spazi sportivi pubblici presenti nei parchi e nelle piazze di Roma (fino a due anni fa i Municipi non sapevano quanti fossero e dove fossero), contandone 214, di cui 50 sono stati riqualificati o realizzati ex novo durante i nostri 5 anni di governo. Se ne saranno realizzati altre 100 significa che questo patrimonio aumenterà del 50%: un obiettivo ambizioso. Ad esempio, di aree per l’atletica nei parchi al momento ne esiste solo una a Roma, nel Parco delle Valli: per realizzarne almeno una in ogni Municipio ci sarà un lavoro da fare sul quale siamo pronti a collaborare, mettendo a disposizione anche la nostra esperienza passata. Per quanto riguarda le palestre scolastiche, in 5 anni abbiamo riqualificato 183 tra aree all’aperto e palestre al chiuso. Dal punto di vista quantitativo sarebbe positivo riuscire a mantenere un numero simile di interventi (sarà facile verificarlo), mentre dal punto di vista qualitativo è molto migliorabile la programmazione dei lavori, che deve avvenire d’estate, durante la chiusura delle scuole, e non durante l’anno, come purtroppo è spesso accaduto durante il nostro mandato. Garantire l’accessibilità alle attività da parte delle persone con disabilità è un’altra bellissima dichiarazione di intenti che va perseguita con impegno: in attesa di capire in che modo sarà realizzata (l’abbattimento delle barriere architettoniche al quale si accenna nel programma completo richiede svariati milioni di euro di finanziamento e centinaia di progetti, vedremo se ci saranno i fondi necessari nei prossimi bilanci di previsione e se il Dipartimento riuscirà a completarne la progettazione), sospenderei il giudizio su questo obiettivo, precisando che naturalmente sul principio siamo tutti d’accordo.

Roma è sede di eventi e manifestazioni sportive locali, nazionali e internazionali. La nostra Amministrazione offrirà sostegno a tutte queste occasioni di visibilità della Città, oltre ad accompagnare le società calcistiche di Roma e Lazio nella realizzazione dei loro stadi di proprietà. E poi doteremo la Capitale di un impianto sportivo al chiuso per il Basket e il Volley di alto livello, che è una struttura quanto mai necessaria.

In questo paragrafo ci sono alcune omissioni che ci tengo a chiarire. Per prima cosa, Roma sarà nei prossimi anni sede di grandi eventi e manifestazioni sportive grazie al lavoro fatto in questi anni, che ci ha visti impegnati nel predisporre le candidature agli Europei di nuoto del 2022, agli World Sports Games del 2023, agli Europei di atletica del 2024. Sono tutti eventi che sono stati portati a Roma dall’Amministrazione Raggi, non sono certo arrivati per caso. Per quanto riguarda il sostegno agli eventi, trovo interessante la proposta di “immediata moratoria che preveda l’affrancamento del pagamento dei servizi (vigili, transenne ed Ama)”: ritengo che la totale esenzione di tutti i servizi sia eccessiva, organizzare un evento e non pagare neanche per la pulizia delle bottigliette lasciate a terra dal passaggio degli atleti mi pare troppo ma sicuramente oggi i costi per la polizia locale non sono sostenibili e vanno abbattuti almeno del 90%. La seconda omissione riguarda il Palazzetto dello Sport: Roma “l’impianto sportivo al chiuso per il Basket e il Volley di alto livello” già ce l’ha (anzi, per la precisione ne ha due, visto che a Roma ci sono il Palazzetto di viale Tiziano e il Palazzetto dell’Eur). Il problema è che il primo è stato chiuso a causa della sua mancata manutenzione, il secondo invece è di proprietà di Eur s.p.a. ed ha dei costi di affitto eccessivi. Bene, da questo punto di vista il lavoro è stato avviato, perchè i lavori per la completa ristrutturazione del Palatiziano sono in corso e termineranno nella primavera del 2022. La “perdurante indisponibilità del Palazzetto dello Sport di viale Tiziano” di cui si parla a pag. 126 del programma completo è un errore, così come è un errore la successiva frase “per scongiurare che le squadre cittadine continuino, come avviene da 3 anni, a giocare fuori dal territorio della Capitale” visto che la Roma Volley, squadra di serie A1 di pallavolo femminile, quest’anno gioca nella Capitale e lo fa da prima dell’insediamento di Gualtieri a Sindaco. Quello che la prossima amministrazione dovrà fare bene (a differenza del passato, compreso il passato recentissimo) è assegnare la gestione dell’impianto tutelando la finalità sportiva della struttura e garantendone una corretta manutenzione del tempo, per evitare che ciclicamente si debba ricorrere alla chiusura del palazzetto perché chi lo ha gestito lo ha sfruttato e poi lo ha restituito in pessime condizioni al Comune.

Organizzativamente, rafforzeremo la delega assessorile allo sport per favorire una migliore interlocuzione del mondo sportivo con l’amministrazione comunale e apriremo uno sportello unico per l’ottenimento di permessi e autorizzazioni per l’organizzazione di eventi e attività sportive e per supportare le ASD/SSD nella presentazione di progetti su fondi di riferimento regionale, nazionale, europeo. Inoltre favoriremo il decentramento ai Municipi nei processi di integrazione dello sport con le politiche scolastiche, sociali, sanitarie.

Ottimo il proposito dell’apertura di uno sportello unico, che è stato uno dei nostri principali fallimenti. Lo sportello unico in teoria già c’è, perché anche noi abbiamo proposto di aprirlo, ma si è rivelato del tutto inutile nella realtà dei fatti. Utilizzare i moduli e le procedure predisposte dal Dipartimento è talmente macchinoso che, in concreto, nessun concessionario è riuscito durante gli ultimi 5 anni, a farlo. Più in generale, nessun concessionario è riuscito ad interloquire positivamente con gli uffici comunali. Riuscire a recuperare un rapporto sano tra Ente Locale proprietario e concessionario è una priorità assoluta. Troppo spesso si è avuta la sensazione che l’unico obiettivo della Direzione fosse revocare le concessioni in essere, senza mai porsi il problema della gestione delle strutture. Invece di lavorare per risolvere i problemi, si è lavorato per eliminarli, di fatto creandone di nuovi, dato che un impianto sportivo senza un concessionario è chiaramente un impianto destinato a morire. L’integrazione delle politiche sportive comunali con quelle scolastiche, sociali e sanitarie è un’altra grande sfida sulla quale siamo completamente d’accordo. Nel programma completo è scritto che questo avverrà “in collaborazione con il Miur”: sono d’accordo, è necessario favorire il dialogo tra Dirigenti scolastici e Direttori dei Municipi, tramite il coinvolgimento anche del Ministero dell’Istruzione, perché negli anni recenti l’autonomia scolastica è stata interpretata a totale svantaggio dei Municipi.

In conclusione, si tratta di un programma molto ambizioso, quasi interamente condivisibile, che in parte (questo sarebbe stato corretto riconoscerlo) è già stato avviato a realizzazione. Il nostro impegno sarà quindi nel fare un’opposizione costruttiva e non ostruzionistica, dando se possibile il nostro contributo nel realizzare gli impegni presi, per far sì che queste promesse vengano mantenute, collaborando laddove ce ne verrà data la possibilità.

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