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Commissione sulla Cittadella dello sport paralimpico e sul Palasporting

22 febbraio 2021

La Commissione di oggi è stata convocata con urgenza per l’espressione del parere su una delibera predisposta in seguito all’emersione di una criticità relativa alla Cittadella dello Sport Paralimpico, affidata in concessione da parte di Roma Capitale al Comitato Italiano Paralimpico.

In particolare, il Comitato ha manifestato all’Amministrazione le difficoltà gestionali derivanti dall’impossibilità di poter ospitare all’interno della struttura attività non sportive (come ad esempio un punto ristoro a servizio dell’utenza), in conseguenza della quale i ragazzi che fanno sport nell’impianto sono costretti ad uscire ed attraversare via delle Tre Fontane anche per andare a comprare una semplice bottiglietta d’acqua.

I commissari presenti hanno espresso parere favorevole ad eccezione della consigliera Celli, che non ha compreso l’ambito di applicazione e l’importanza della delibera oggi in esame, confondendo soggetti pubblici come il CIP e soggetti privati come Zetema.

Non solo, la consigliera ha invitato a collegarsi e a partecipare alla seduta l’ex concessionario dell’impianto di via Brogi, i comitati di quartiere e i genitori dei ragazzi che frequentano la struttura, ventilando uno scenario futuro a dir poco terroristico, motivo per cui la discussione è stata totalmente deviata ad un argomento estraneo all’ordine del giorno in base al quale era stata convocata la seduta.

La previsione della consigliera è che l’impianto sarà chiuso all’utenza, perché sarà dedicato esclusivamente all’attività agonistica. Si tratta dell’ennesimo episodio di confusione creata – non saprei dire se in buona o cattiva fede – da parte della consigliera, che riesce a superare persino quello clamoroso (e memorabile) dell’aprile dello scorso anno, quando la Vicepresidente diffuse il terrore tra le associazioni operanti in Municipio XI nonostante l’Assessore Frongia avesse dichiarato in maniera esplicita e inequivocabile, durante la commissione nella quale era presente, che il bando per l’assegnazione dei Centri Sportivi Municipali sarebbe stato ritirato in conseguenza della proroga conseguente la chiusura delle palestre causa covid.

Vi invito a rivedere la registrazione: Municipio XI, prorogate le concessioni in scadenza. Nonostante la comunicazione semplice e assolutamente comprensibile del 29 aprile, la consigliera per ben due settimane ha continuato a “informare” le associazioni comunicando notizie diverse, arrivando addirittura a chiedere (e ad ottenere!) la convocazione di una commissione trasparenza sul tema per il giorno 14 maggio, ben 16 giorni dopo la dichiarazione dell’Assessore che comunicava il ritiro in autotutela del bando incriminato.

Anche in questo caso il tempo dimostrerà la credibilità di ognuno dei protagonisti della commissione odierna. Dopo la conferenza stampa organizzata dalla Presidenza del Municipio VIII la settimana scorsa, alla quale erano stati “casualmente” invitati, oltre ai comitati di quartiere, i rappresentanti di una sola parte politica (il PD), ancora oggi è stato detto più volte che il modello gestionale proposto dalla Federazione Ginnastica d’Italia prevede la chiusura dell’impianto allo sport di base.

Ci tengo a far notare che la consigliera, dopo aver dato origine a una discussione che, naturalmente, si è protratta per molto tempo, molto più di quanto era preventivato da me e dall’Assessore, ha abbandonato la commissione prima della sua conclusione. Evidentemente ascoltare e dialogare non è prerogativa di tutti. Si tratta di un atteggiamento che trovo scandaloso, soprattutto se riferito a chi ha scelto di dedicare il proprio tempo alla politica, ma d’altronde non siamo tutti uguali. C’è chi interpreta il proprio ruolo dedicandosi al confronto, dall’inizio alla fine, e chi invece è interessato solo a parlare e poi abbandonare la scena di soppiatto (come è accaduto venerdì: gli organizzatori della conferenza stampa hanno parlato e poi se ne sono andati, mentre io sono rimasto per ultimo ad ascoltare tutti coloro che avevano richieste di chiarimento da avanzare).

Il problema è che se prima di parlare non ascolti, poi rischi di dire cose sbagliate. Fu vera gloria quella derivante dall’aver dedicato il proprio mandato a disseminare sul territorio terrore, inventando notizie non veritiere e corrette? Può darsi, chissà. Tra pochi mesi voteremo: ai posteri l’ardua sentenza.

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