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Viaggio nel programma che era stato promesso, quinta puntata: la sicurezza stradale

16 aprile 2013

La pericolosità delle strade romane è nota da tempo. Come accade ormai per tutti i problemi irrisolti della città, anche in questo caso viene abusata una parola che serve solo a confondere i cittadini: emergenza buche. Le emergenze sono circostanze impreviste, mentre il dissesto stradale è la logica conseguenza del disinteresse politico verso tale problematica. Anzi, viene il sospetto che l’interesse (anti)politico sia esattamente nella direzione opposta, perchè quanto prima le strade si rovinano, tanto prima i politici di turno avranno la possibilità di bandire nuove gare per i loro “amichetti”. Per migliorare lo stato delle nostre strade non basta scriverlo su un programma, come dimostra il PDL, che prendeva impegni ben precisi al riguardo:

Al pari della qualità dei servizi deve essere posta la qualità degli investimenti, la loro produttività e l’impatto sul miglioramento delle condizioni di vivibilità di un municipio caratterizzato dal caos di un traffico crescente e di un degrado ambientale che va dalle strade disastrate, alle buche ed alla pulizia insufficiente.

La realtà delle cose è sotto gli occhi di tutti. Proseguendo la lettura del programma che era stato promesso, apprendiamo che l’origine del problema è nella errata gestione del sistema di appalti e nella mancanza di conoscenza delle priorità da parte delle Istituzioni:

Con una scelta scellerata la Giunta Veltroni ha disposto un maxi appalto per la manutenzione stradale affidandone la gestione al XII Dipartimento Comunale il quale non è in grado, non conoscendo le priorità e non avendone i mezzi, di procedere speditamente in un settore così ampio e delicato.

Capire dagli errori del passato è fondamentale per non ripeterli. La storia ci insegna che la promessa di risolvere il problema delle buche stradali non è credibile, per il semplice fatto che nessuno ha mai quantificato seriamente l’ammontare di investimenti che sarebbero necessari. Per risolvere i problemi individuati, però, non si deve pensare che l’unico impegno da prendere con i cittadini sia quello di grattare e riasfaltare tutte le strade. Per conoscere le priorità e controllare il corretto svolgimento dei lavori previsti negli appalti esiste una risorsa efficiente e a costo zero: tutti i cittadini esasperati che percorrono quotidianamente quelle strade.

Possiamo cominciare da piccole iniziative immediatamente realizzabili, applicando dei nuovi metodi, a costo zero, che potrebbero permettere di ottenere miglioramenti da subito. Ad esempio, mettendo in rete le segnalazioni dei cittadini (ma davvero e non per finta come ha fatto Alemanno). Oppure, cominciando a prevedere clausole contrattuali contenenti obblighi precisi di manutenzione stradale in capo alle ditte che si aggiudicano gli appalti, pubblicando on line sia contratti di manutenzione stradale per ogni strada della città sia i contatti delle ditte appaltatrici, in modo che i cittadini stessi possano rivolgersi direttamente ai responsabili.

Soluzioni (e programmi elettorali) semplici per problemi concreti. Tutto quello che Roma non ha mai avuto…

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