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Le Quirinarie: una riflessione su democrazia diretta e disinformazione

17 aprile 2013

quirinarie

Il Movimento 5 Stelle è ormai abituato a subire gli attacchi insensati da parte della stampa di regime, che è tanto distratta su quello che accade nei partiti quanto intransigente su quello che riguarda il Movimento.

Abbiamo imparato a non curarci di loro, ma guardare e passare avanti. Ogni tanto, però, è bene soffermarsi su ciò che viene scritto e replicare alla disinformazione finanziata dai partiti con i soldi pubblici.

Tra la fine della scorsa settimana e l’inizio di questa si sono svolte le quirinarie, ovvero le votazioni on line per scegliere il nome del Presidente della Repubblica che i nostri portavoce in Parlamento dovranno sostenere.

Questo nuovo esperimento di democrazia diretta segue le parlamentarie, con le quali gli iscritti al Movimento hanno deciso la composizione delle liste di candidati a Camera e Senato. Come in precedenza, anche stavolta i giornali si sono scatenati in ridicole polemiche, principalmente a causa dello scarso numero di partecipanti alle votazioni.

Senza stare a farla troppo lunga e troppo complicata, vorrei solo sottolineare quanto sia paradossale la critica al fatto che il Movimento 5 Stelle abbia deciso il nome del candidato Presidente con la partecipazione di “solo 50 mila cittadini”, quando i partiti politici stanno decidendo i loro nomi con la partecipazione di neanche un cittadino. Nessun tesserato al PD o al PDL è stato consultato dal proprio partito ma questo i giornali non lo scrivono. Inutile aggiungere che nessun cittadino libero da tessere di partito è stato preso in considerazione dalla vecchia politica. Anzi, è probabile che molti tesserati del PD abbiano potuto esprimere la propria volontà proprio grazie al Movimento 5 Stelle (è anche così che si spiega, a mio avviso, la presenza di Prodi tra la “top 10”).

Vero è, questo bisogna ammetterlo, che 50 mila cittadini registrati al portale del Movimento sono ancora troppo pochi (al riguardo, sarei curioso di sapere qual’è il numero di tesserati del PD o del PDL). L’obiettivo dichiarato del M5S, infatti, è arrivare al 100% di partecipazione ma siamo sempre più convinti che sia solo una questione di tempo: preso atto dell’offerta democratica concorrente, praticamente pari a zero, sappiamo che non potrà che essere così.

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