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In nome del popolo italiano, le “concessioni perpetue” a Roma sono finite

11 febbraio 2020

Il Regolamento per gli impianti sportivi comunali che abbiamo approvato nel 2018 ha vinto ancora: la storica sentenza dei giudici del Tar del 4 febbraio scorso ha stabilito che Roma Capitale ha operato correttamente e, di conseguenza, ha respinto la richiesta di Alma Nuoto che, di fatto, sosteneva il diritto ad avere un prolungamento infinito della propria concessione.

Dovete, infatti, sapere che Alma Nuoto gestisce una piscina di proprietà comunale dal lontano 1985, dopo averla ricevuta senza nessun bando pubblico, ed ha beneficiato di numerosi prolungamenti: nel 2004 sono stati “regolarizzati” (senza bando) dopo una occupazione ventennale, nel 2007 sono stati “prolungati” di 2 anni (senza bando), nel 2012 sono stati “riprolungati” di altri 13 anni (senza bando )e nel 2014 hanno chiesto di essere “ririprolungati” per ulteriori 8 anni (sempre senza bando, naturalmente).

In sostanza, una piscina di proprietà comunale è stata sottratta alla concorrenza di altri potenziali gestori dal 1985 al 2030, a causa di una volontà politica del passato che è evidentemente molto diversa da quella presente.

I giudici del Tar, nella sentenza n. 01483/2020 del 4 febbraio scorso che è stata recentemente pubblicata, spiegano che:

l’interpretazione della normativa prospettata dalla ricorrente comporterebbe una sorta di concessione perpetua

e che

la richiesta della SSD Alma Nuoto a r.l. si sostanzia, di fatto, in una proroga non ammissibile.

In particolare,

la somma investita risulta già in fase di ammortamento e ricompresa nel periodo di concessione; l’equilibrio economico – finanziario degli investimenti sostenuti dal concessionario risulta garantito dalla lunga concessione già in atto che assicura, comunque, il rientro del capitale investito.

I giudici aggiungono che

il procrastinarsi del termine originario di durata di un contratto (compresa la concessione di beni pubblici) sottrae in modo intollerabilmente lungo un bene economicamente contendibile alle dinamiche fisiologiche del mercato.

La sentenza rende noto anche che Alma Nuoto non contesta i calcoli effettuati da Roma Capitale, secondo i quali il valore annuale della concessione è pari a 824 mila euro, corrispondente a un valore residuo della concessione di circa 10 milioni di euro, a fronte di un canone mensile di 446,30 euro.

In conclusione, la richiesta di applicazione del vecchio Regolamento e del relativo Allegato F oltre a non essere condivisibile per tutte le ragioni suesposte, è

in evidente contrasto con tutti i principi comunitari in materia di concessioni di beni pubblici.

Come scrissi due anni fa sulle pagine di questo blog, il 19 marzo 2018 a Roma è finita per sempre l’era dei prolungamenti infiniti.

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14 commenti
  1. Anonimo permalink

    In relazione al post pubblicato sul suo blog in data 4 febbraio u.s. dal titolo: ” In nome del popolo italiano: “le concessioni perpetue” a Roma sono finite” desidero rappresentare quanto segue perché formi oggetto di pubblicazione e/o precisazione sul medesimo blog.
    Nel documento sopradescritto da Lei postato, anche in virtù della carica istituzionale ricoperta ( presidente della Commissione Sport di Roma Capitale), commentando la sentenza del tribunale Amministrativo Regionale del Lazio n. 1483/2020, ha inserito una serie di inesattezze ed omissioni tutte evidentemente insinuanti e allusive a presunti comportamenti illegittimi della SSD a RL ALMA NUOTO e al godimento, da parte della stessa, di privilegi a discapito dell’interesse pubblico.
    Nel dettaglio ha omesso di riferire che:
    1. L’affidamento dell’impianto nel 1985 alla Alma Nuoto fu fatto per evitare che lo stesso andasse in malora dopo la sua ultimazione e la Alma Nuoto dette la sua disponibilità solo dopo che tutti gli operatori, ivi compresa la Federazione Italiana Nuoto, non avevano accettato l’incarico;
    2. Nel 1995 fu finalmente introdotta una nuova e organica disciplina della materia e fu decisa dal Consiglio Comunale la concessione per sei anni per tutti gli impianti che fino ad allora erano stati precari. Tra questi impianti vi era anche quello di v.le dei Consoli gestito dalla Alma Nuoto;
    3. Nel 2002 il Consiglio Comunale approvava un nuovo ” Regolamento per gli Impianti Sportivi di Proprietà Comunale ” che conteneva anche criteri e modalità per la regolarizzazione delle concessioni scadute e delle posizioni di morosità, e concedeva anche “la facoltà, da parte dei concessionari di impianti sportivi che non abbiano pendenze di carattere economico con l’Amministrazione, di avanzare istanza per il rinnovo della concessione per ulteriori 12 anni.”
    Ad Alma Nuoto, quindi, come molti altri impianti che avevano sempre pagato il canone, il Consiglio Comunale riconobbe il diritto al prolungamento della concessione per 12 anni;
    4. Nel 2007 la Giunta Comunale deliberò il prolungamento della concessione per 2 anni in conseguenza di lavori di miglioria sostenuti per una spesa di € 39.044,14 ( circostanza da Lei completamente omessa);
    5. Il prolungamento della concessione per 12 anni fu deliberato nel 2012 dalla Giunta Comunale in conseguenza di lavori di miglioria sostenuti per una spesa di € 895.746,46 ( anche questa circostanza è stata da Lei completamente omessa);
    6. La richiesta di ulteriore prolungamento, rigettata dall’ amministrazione Capitolina ha il suo fondamento nella esecuzione di ulteriori lavori per € 498.313,68 (importo da Lei totalmente omesso);
    7. In sintesi, Lei ha omesso di riferire ai lettori del suo blog che Alma Nuoto ha investito nella ristrutturazione della piscina di viale dei Consoli, l’importo complessivo di € 1.493.104,29 ( Si sottolinea che la costruzione della struttura è costata a suo tempo a Roma Capitale circa € 700.000 attuali (!) ) , riferendo piuttosto che la stessa Alma Nuoto ha “occupato” l’impianto godendo di prolungamenti ” senza bando”.
    E’ importante ricordare a chi ci legge, che tutti i lavori descritti hanno colto l’obiettivo di migliorare l’impianto mantenendolo nella perfetta efficienza che lei stesso, recentemente, ha riconosciuto, evitando i problemi vissuti da impianti similari che in alcuni casi hanno portato alla chiusura degli stessi.
    Tutto ciò, a Lei, dovrebbe essere noto in virtù del mandato di Presidente della Commissione Sport di Roma Capitale di cui è investito e, in ogni caso, da una semplice lettura della sentenza del TAR.
    Il contenuto del Post soprariportato, in quanto rivolto alla generalità delle persone che accedono e/o che possono accedere quotidianamente al Suo blog, lede il nome, l’immagine e la dignità della S.S.D.a R.L. ALMA NUOTO e dei suoi dirigenti arrecando agli stessi danni tutelabili nelle deputate sedi.

    Massimo Tafuro – Presidente e Legale Rappresentante della S.S.D. a R.L. ALMA NUOTO

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  2. Egregio Presidente Tafuro, non penso di aver riportato inesattezze ma,soprattutto, non penso di aver leso il nome e l’immagine della società. Ho invece criticato le politiche del passato, che hanno dato vita ad un meccanismo illegittimo. Questo non sono solo io a dirlo ma anche i giudici del Tar. Chiunque potrà leggere la sentenza, che è pubblica, e formarsi una propria opinione. La saluto cordialmente, augurandole almeno altri 10 anni di buon lavoro (ma spero anche molti di più, se vincerete i prossimi bandi).

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    • Luca permalink

      Buonasera,
      chi ha sempre lavorato spero ci sia sempre. E voi dove sarete tra 10 anni?
      Luca

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    • Andrea permalink

      Buonasera,
      io sono un semplice cittadino romano che ha frequentato molteplici piscine nella nostra regione tra cui anche la menzionata Alma Nuoto.
      Leggendo l’articolo e le risposte, mi chiedo: come si fa a non vedere il marcio nella richiesta di revoca?
      Conoscendo e vedendo le molteplici realtà capitoline, credo che Alma Nuoto sia una delle poche che rispetta alti livelli di qualità e adempie alla normativa vigente. Sono visibili a tutti gli investimenti eseguiti per mantenere e migliorare uno stabile non di proprietà privata.
      Chi le assicura che un cambio di gestione possa essere positivo??O che non avverrà addirittura il contrario, rischiando di perdere una piscina pubblica?
      Io conosco piscine che sono diventate discariche, non piu fruibili ed utili ai cittadini.
      La grande affluenza di iscritti ad Alma Nuoto è sicuramente la migliore testimonianza di una gestione positiva.
      A.

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      • Gentile Andrea, ti ringrazio per il commento perché mi permette di chiarire un aspetto importante. La concessione di Alma Nuoto non è affatto stata revocata. Alma Nuoto gestisce molto bene l’impianto, che ho avuto modo di visitare e apprezzare personalmente. Ciò che l’attuale amministrazione ha contestato è la richiesta di prolungamento.

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  3. Andrea permalink

    Nella piscina di viale dei Consoli le mie due bambine hanno imparato a nuotare, a giocare e divertirsi insieme ai coetanei, sempre accompagnate da personale attento e molto professionale.

    Le strutture della piscina (2 vasche, ampio spazio per l’accoglienza, spogliatoi capienti) sono di altissimo livello ed io mi sono sempre chiesto come mai il Comune avesse investito tanto per portare proprio quest’impianto a questi livelli.

    Adesso ho capito: non è stato il Comune ma è stata Alma Nuoto che ha investito risorse proprie (centinaia di migliaia di Euro) su un impianto che è e resterà di proprietà del Comune.

    Come è possibile che Alma Nuoto non abbia alcun ritorno in termini di gestione dalle somme che ha investito? Come è possibile che, a lavori autorizzati dal Comune non segua il prolungamento come era stato stabilito e come, almeno mi pare, è stato fatto per altri impianti sia prima che dopo la “vicenda” Alma Nuoto?

    Come è possibile che ad Alma Nuoto non sia almeno riconosciuto il diritto alla restituzione dei soldi? E infine, come possibile che il Comune non avverta la necessità di intervenire ma anzi si schieri contro? (v. sentenza).

    Andrea (diverso dal precedente)

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    • Anonimo permalink

      Scusate la mia durezza di comprendonio, non ho capito bene: voi avete trovato persone che hanno investito centinaia di migliaia di euro in una struttura che non è la loro ma del comune, e invece di fargli un monumento gioite del fatto che gli è stata negata la possibilità di investire altri soldi? E lo Chiamate pure meccanismo illegittimo? …..paradossale!
      Grazia

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  4. Anonimo permalink

    Mi corre l’obbligo di intervenire nuovamente su questo blog del quale, al di là di tutto, apprezzo la possibilità di pubblicare opinioni e commenti sulle vicende che riguardano l’impiantistica pubblica di Roma Capitale in generale e della vicenda che riguarda Alma Nuoto in particolare.
    Ringrazio tutti coloro che hanno voluto spendere il loro tempo e parole di apprezzamento nei nostri confronti: ci danno una forte carica a continuare e a migliorare tutto quello che è migliorabile, che non è poco.
    Anticipo intanto una decisione mia e dei nostri soci e che tranquillizzerà il consigliere Angelo Diario, proporremo appello al Consiglio di Stato, avverso alla sentenza del TAR.
    Ritengo, infatti, che i giudici di primo grado non abbiano colto le motivazioni del nostro ricorso e la specificità del servizio pubblico realizzato all’interno dell’impiantistica pubblica di Roma Capitale.
    Sono convinto che ci siano i margini per far comprendere di essere stati oggetto di una ingiustizia amministrativa che non può essere sanata dall’approvazione del Nuovo Regolamento del marzo del 2018.
    A proposito che fine hanno fatto le domande di ricalcolo della durata delle concessioni nel rispetto dell’articolo 22 del regolamento suddetto?
    Siamo di nuovo nella necessità di appellarci al TAR, SOLO PER AVERE LA RISPOSTA, non il merito, LA RISPOSTA. UNA FOLLIA!
    In relazione poi alla costruzione di un “meccanismo illegittimo” che il Presidente Diario assegna alle politiche del passato ( riferendosi evidentemente all’articolo 11 della delibera 170 del 2002 che dava la possibilità al concessionario di essere autorizzato a realizzare, a proprie spese, importanti lavori di potenziamento e miglioria) vorrei fare, a beneficio di quanti non hanno avuto la possibilità di conoscerne i contenuti, alcune considerazioni.
    Grazie a quel “meccanismo” che Lei definisce ”illegittimo” ma tale non era assolutamente perché previsto dai regolamenti, Alma Nuoto, ribadisco, a proprie spese e senza oneri per il Comune ha realizzato:
    1. una nuova piscina di 5x10metri per l’acquagym e il nuoto baby
    2. l’ampliamento fino al raddoppio degli spogliatoi al servizio degli utenti e della zona bagni e docce
    3. gli spogliatoi per gli istruttori e il personale prima inesistenti
    4. l’innalzamento della profondità della vasca per permettere al settore agonistico di allenarsi e giocare lo sport della pallanuoto più proficuamente
    5. un nuovo tetto in sostituzione del precedente che dava cenni di cedimento. Le ricordo che laddove questa fondamentale opera di ristrutturazione e miglioria non è stata realizzata su impianti gemelli, si sono concretizzati fenomeni di degrado gravissimi che hanno portato alla chiusura della struttura stessa( via Manduria)
    6. opere di risanamento strutturale del sottovasca indispensabili analogamente alla situazione del tetto
    7. una sala di attesa di 150 mq prima inesistente
    8. una terrazza di 250 mq prima inesistente
    9. l’ampliamento del piano vasca con delimitazione di uno spazio idoneo alla pre – natatoria
    10. ….tanto altro ancora

    Grazie a quel “meccanismo illegittimo” gli utenti si ritrovano a frequentare l’impianto in perfetta efficienza, moderno e a tariffe fissate dal Comune di Roma.
    Fidando in quel “meccanismo illegittimo”Alma Nuoto ha investito oltre 1.500.000 di Euro in lavori di potenziamento e miglioria (e molto, molto di più per lavori di adeguamento alle normative, manutenzione straordinaria ecc.) senza chiedere nulla a nessuno, neanche le garanzie, che sono state prodotte direttamente e personalmente dai soci dell’Alma Nuoto.
    Senza il concessionario quelle indispensabili opere chi le avrebbe realizzate?
    Il Comune di Roma?
    Abbiamo visto che fine hanno fatto i recenti bandi per lavori e gestione di impianti: deserti.
    I project financing da Lei definiti il futuro dell’impiantistica: nessuno è andato in porto!
    SE CI FOSSE ANCORA QUEL “MECCANISMO ILLEGGITTIMO” (che andava solo aggiornato e migliorato in modo intelligente e produttivo) Alma Nuoto domani mattina sarebbe pronta a investire per costruire TRE PALESTRE senza costi per l’amministrazione.
    Chissà cosa ne pensano i cittadini del Tuscolano di quanto sopra descritto e di quel “meccanismo illegittimo”.
    Quei cittadini del Tuscolano, che conoscono la piscina comunale di viale dei Consoli 24, che ne apprezzano i pregi (spero tanti) ma che ne hanno ben chiari anche i limiti strutturali., cosa ne pensano di una piscina con una palestra più grande e completa per le attività motorie di prenatatoria, un’altra per le attività multilaterali (potenziamento, prevenzione, benessere…), un’altra riservata al settore agonistico che attualmente si allena all’aperto inverno ed estate?
    Che ne pensano della concreta possibilità di poter disporre finalmente di una tribunetta al chiuso e al coperto per assistere alle lezioni al caldo invece che come succede adesso all’aperto, al sole, al vento e alla pioggia ?
    Che ne pensano?
    Senza spendere nulla e continuando a frequentare alle stesse tariffe fissate dal Comune.
    Mi dispiace, non si può e non si potrà fare, quel “meccanismo illegittimo” non esiste più, per fortuna …. per fortuna?

    Massimo Tafuro – Presidente e legale rappresentante della SSD a RL Alma Nuoto

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    • Ilario permalink

      Sig.Tacito ha perfettamente ragione.

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    • Mario permalink

      L’Alma è una delle società storiche di Roma e del quartiere Tuscolano.
      Cosa ha fatto negli anni per il territorio, per lo Sport, per i ragazzi, per i beni del Comune non andrebbe detto, ma andrebbe analizzato con attenzione, senza saccente presunzione, da chi vuole eliminare, con arrogante ignoranza, una delle poche cose che ho visto funzionare a Roma negli anni (e ne ho abbastanza).

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  5. Ilario permalink

    Se questa è la rivoluzione culturale ,meglio chiuderla subito

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  6. Miriam permalink

    Frequento l’Alma Nuoto da otto anni. Un raro esempio di professionalità e pulizia. Non penso che un cambio di gestione possa garantire lo standard qualitativo che ho visto con i miei occhi da sempre. L’afflusso e la positività del parere degli utenti ne sono un esempio tangibile. Impossibile vedere un’Alma diversa.

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