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L’atletica a Roma è abusiva

1 ottobre 2015

lettera_assessore_cultura-sport

Nella città pluricandidata alle Olimpiadi l’atletica leggera è una disciplina praticata abusivamente.

I tre maggiori impianti cittadini della capitale, che fino tre mesi fa erano affidati in concessione alla Fidal, oggi non sono formalmente affidati a nessuno.

Il Paolo Rosi e il Pasquale Giannattasio sono aperti grazie al coraggio della Federazione nazionale di atletica leggera, che non ha riconsegnato le chiavi e si assume quotidianamente il rischio di aprire ai cittadini gli impianti di cui non ha alcun titolo che ne giustifichi la gestione.

Durante l’incontro pubblico di ieri sera, i dirigenti della Fidal regionale ci hanno confermato di essere “abusivi” e che,  se riconsegnassero le chiavi, gli impianti resterebbero chiusi per mesi.

La situazione dello stadio delle Terme di Caracalla, il “Nando Martellini”, è ancora peggiore. Lì i cancelli sono chiusi davvero e i ragazzi iscritti ai corsi di atletica di quest’anno non hanno ancora potuto mettere piede sulla pista: chi passa per viale delle Terme di Caracalla vedrà ragazzini di 6 anni costretti a correre in strada. La scorsa settimana, dopo il verificarsi di due incidenti, la reazione del comune, che è stato informato dei fatti dagli atleti stessi, è stata inviare le forze dell’ordine e multare un atleta a caso, perché il codice della strada vieta di correre sul marciapiede.

In pratica, oggi chi vuole praticare l’atletica leggera a Roma è costretto a farlo abusivamente!

Stiamo facendo di tutto per dare aiuto allo staff del nuovo assessore, la Dott.ssa Marinelli, che è stata lasciata in una situazione drammatica da Paolo Masini.

Questa è la lettera che ha raccolto 170 firme di atleti che frequentano Caracalla:

Gentile Assessore Marinelli,

ci rivolgiamo a Lei per ottenere una risposta riguardo la mancata riapertura dello Stadio delle Terme di Caracalla. Come Ella saprà l’impianto è di proprietà del Comune di Roma e concesso in gestione alla Fidal regionale. Ebbene Le significhiamo che, a seguito dei recenti lavori di manutenzione (ormai ultimati da quasi un mese) e nonostante gli annunci di apertura, ad oggi siamo ancora in attesa di poter usufruire del servizio. Sicuramente saprà che nel frattempo quello stesso campo ha ospitato ben due eventi sportivi di grande rilievo.
Le rammentiamo che la città (peraltro candidata ad ospitare le olimpiadi) è praticamente priva di campi di atletica in quanto inagibili, vetusti, destinati ad altro (vedi Stadio dei Marmi ospitante addirittura eventi ippici!!). Tutto ciò rende la “vita atletica” della città veramente difficile, e ora addirittura impossibile.
Il campo delle Terme è senza alcun dubbio il più importante polo sportivo di buona parte della città di Roma. Soprattutto per bambini e ragazzi che seguono le scuole di atletica organizzate al suo interno. E che, ci permetta, tanto fanno e danno per aiutare famiglie e scuole a coprire la grande mancanza di altre necessità di aggregazione per la gioventù.
Attualmente gli utenti e le scuole sono costretti addirittura a svolgere le proprie attività sportive nei giardini di Via delle terme di Caracalla. Ovviamente in una situazione difficile e di reale pericolo per tutti.
La preghiamo quindi di darci una spiegazione in merito e, se vorrà, intervenire con la massima urgenza al fine di porre  immediatamente soluzione alla paradossale situazione di un impianto sportivo realizzato ma inspiegabilmente chiuso!

Firmato da atleti e società

Questa è la lettera inviata da Daniele Frongia, membro della commissione sport di Roma Capitale:

Gentile Assessore,

Le scrivo per offrire il mio contributo volto ad evitare il paradosso di avere finalmente una nuova pista di atletica e non poter aprire lo stadio.
Come saprà, nel corso degli ultimi due anni la Commissione da me presieduta ha sollecitato più volte i suoi predecessori, Luca Pancalli e Paolo Masini, al fine di giungere ad un affidamento definitivo dello stadio delle Terme di Caracalla, che invece è stato affidato provvisoriamente per un anno e successivamente prorogato per un altro anno.
Oggi il regolamento non consente ulteriori proroghe, quindi il comune ha due possibilità: bandire una gara pubblica, oppure affidare provvisoriamente l’impianto a un ente, una fondazione, un’associazione non affidataria di altri impianti. L’art. 4 del Regolamento, infatti, prevede che in casi del tutto eccezionali la Giunta Comunale possa procedere ad un affidamento diretto per un periodo non superiore a un anno.
I tempi necessari ad una gara pubblica determinerebbero la chiusura dell’impianto per diversi mesi, ritengo quindi che questa sia una “adeguata motivazione” per propendere verso la soluzione dell’affidamento temporaneo.
Il mio suggerimento è di invitare a sedersi allo stesso tavolo tutte le associazioni che si allenano presso l’impianto e trovare insieme una soluzione temporanea, in attesa della tanto agognata gara pubblica. A tal fine, offro la massima disponibilità a collaborare per procedere rapidamente, anche impegnandomi in prima persona a convocare i responsabili delle associazioni sportive e mettendo a disposizione i contatti di chi ha risposto al questionario sui tempi di inizio dei lavori di rifacimento della pista.

Daniele Frongia

Per ora, entrambe le lettere sono senza risposta. Rinnoviamo la nostra offerta di aiuto.

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