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Roma Capitale è fallita il 28 aprile 2008 (ma nessuno l’ha saputo)

9 ottobre 2013

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Questo è quello che è scritto negli Atti parlamentari della XVII legislatura. Per la precisione, a pagina 9, righe 3 e 4, della “Relazione concernente la rendicontazione delle attività svolte dalla gestione commissariale per il piano di rientro del debito pregresso di Roma Capitale”, si legge che:

per il Comune di Roma è stata stabilita, in alternativa alla dichiarazione di dissesto prevista per tutti gli enti locali, una disciplina particolare con la quale si è previsto, oltre agli organi della Gestione Ordinaria, un Commissario straordinario per la gestione del debito pregresso.

In pratica, il debito creato dai Sindaci pregressi (ovvero Rutelli e Veltroni) nel 2008 era diventato talmente grande da dover dichiarare il dissesto del Comune. In alternativa, è stato deciso di trasferire il debito del Comune a tutta la nazione.

Ricordiamo che nei 15 anni precedenti alla dichiarazione di dissesto, cioè dal 1993 al 2008, il comune di Roma è stato governato dall’attuale PD, con i Sindaci Rutelli e Veltroni.

Nel corso di questi anni, come si evince a pagina 17, righe 6-7, dello stesso documento:

Tale debito è stato più volte ristrutturato anche attraverso operazioni di finanza derivata poste in essere dal comune

Si potrebbe pensare che aveva ragione Bossi, quando gridava ROMA LADRONA! O, meglio, viene il forte sospetto che qualche ladrone in effetti ci sia stato. Per averne conferma, ed eventualmente poterlo individuare, dovremmo sapere:

  1. come è stato ristrutturato il debito (ovvero, dovremmo avere accesso ai contratti di cui si parla nella relazione)
  2. da chi è stato ristrutturato il debito (ovvero, chi si nasconde dietro il “comune”; in pratica, qual’è il nome e il cognome di chi ha firmato quei contratti)

Il Movimento 5 Stelle ha fatto di tutto per riuscire a scoprirlo, ad esempio tramite la richiesta di accesso agli atti firmata da Marcello De Vito. Ma questa richiesta è stata negata, perchè “meri interessi di fatto, quale quello al corretto funzionamento dell’azione amministrativa, non legittimano l’accesso agli atti”.

C’è chi sospetta che qualcuno stia provando a difendere qualcun altro. E, peggio ancora, c’è chi sospetta che siano tutti colpevoli, sia i politici di sinistra sia quelli di destra. D’altronde, è notizia recente la “scoperta” da parte di Marino del buco lasciato nelle casse comunali dall’uscente sindaco di destra, Gianni Alemanno.

Con la speranza di poter presto dissipare questi sospetti, confidiamo di poter visionare quanto prima tutta la documentazione che riguarda la gestione finanziaria di Roma Capitale degli ultimi 20 anni.

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3 commenti
  1. dario de marchi permalink

    bravi, insistete, è ora che si sappia e si dica la verità (vi ho votati soprattutto per questo). Cambiare le cose sarà più difficile, ma insieme prima o poi ce la faremo.

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