Dopo aver realizzato la mappatura degli impianti sportivi comunali, lo staff della Commissione Sport ha concluso anche quella dei centri sportivi municipali.
Sulla base dell’allegato che sarà presto approvato in Assemblea Capitolina (elenco spazi idonei ccssmm), altro fondamentale lavoro portato a termine dai miei collaboratori, abbiamo localizzato le palestre scolastiche e i campi polivalenti che si trovano nelle scuole di proprietà di Roma Capitale.
Come potete vedere, l’offerta sportiva nella Capitale è diffusa praticamente ovunque, grazie agli spazi che l’Amministrazione mette a disposizione delle associazioni sportive dilettantistiche che operano nei vari Municipi.
Speriamo di poter ricominciare a utilizzarli il prima possibile!

La Commissione capitolina Sport ha effettuato una stima delle ripercussioni negative che l’emergenza Coronavirus ha causato ai concessionari sportivi della Capitale. Le misure restrittive finalizzate al rallentamento della diffusione del contagio hanno infatti coinvolto, tra le altre, anche le attività sportive svolte negli impianti e nei centri sportivi municipali di proprietà di Roma Capitale.
In pochissimi giorni hanno collaborato allo studio più di 100 concessionari: 43 concessionari di impianti sportivi comunali e 61 concessionari di centri sportivi municipali.*
Gli impianti sportivi comunali aperti nel marzo del 2020 erano 146. In base alle stime effettuate, il numero di utenti serviti è pari a circa 253.000 e sono circa 6.800 i dirigenti, dipendenti e collaboratori sportivi che vi lavorano.
I Centri Sportivi Municipali attivi sono circa 450, con quasi 69.000 utenti iscritti ai corsi e circa 3.800 collaboratori sportivi che lavorano nelle palestre scolastiche.
Se il patrimonio sportivo comunale fosse gestito da un’unica ipotetica “Società Sportiva Roma Capitale”, essa avrebbe un numero di dipendenti superiore a quello di Ama e di poco inferiore a quello di Atac.
Il risultato emerso dall’indagine è che le attività svolte negli impianti e nelle palestre scolastiche hanno subito una perdita economica di quasi 50 milioni (poco più di 40 per gli impianti e circa 6,5 per le palestre), che colpisce direttamente oltre 10.000 famiglie romane.
Gli interventi specifici per il settore sport, per i quali Roma Capitale dovrebbe a mio avviso rivolgere al Governo, sono dunque i seguenti:
- dilazionare, sospendere o esentare le imposte che i concessionari di impianti sportivi devono sostenere (TARI, IMU, TASI, etc.);
- istituire un fondo di garanzia comunale a favore degli operatori dello sport di base che operano sia negli impianti pubblici che privati al fine di agevolare l’accesso al credito in previsione della ripartenza;
- incentivare gli investimenti in impianti sportivi più sicuri ed efficienti;
- modificare, in via straordinaria per il 2020 e 2021, il meccanismo della detrazione d’imposta valida per le spese sportive dei minori, dall’attuale 19% fino ad un massimo del 100%, portando la soglia a 210 euro e l’applicabilità a tutti gli appartenenti al nucleo familiare;
- sospendere i versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria per tutto il 2020;
- sospendere o esentare i pagamenti dei canoni di locazione e concessione relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli enti territoriali per tutto il 2020;
- applicare la misura che consente di aumentare la quota in anticipazione dal 10% al 20% ai Comuni beneficiari dei finanziamenti per il piano “Sport e Periferie”.
Questo è il contenuto di una nota che ho inviato a Sindaca e Assessore Sport, chiedendo di rappresentare al Governo ciò di cui ha bisogno lo sport romano per essere sostenuto concretamente.
Seguiranno aggiornamenti.
* Hanno partecipato all’indagine i seguenti concessionari di impianti sportivi comunali: Circolo Montecitorio, via dei Campi Sportivi 5; Circolo delle Muse, via Ruggero Fauro 150; Ginnastica Roma, viale del Muro Torto 5; Bowling Brunswich, Lungotevere dell’Acqua Acetosa 10; Cascianese Country Club, via Salaria 267; Maximo, via di Casal Boccone 286; Fulvio Bernardini, via dell’Acqua Marcia 51; Aquatibur, via del Frantoio 8; Polisportiva La Rustica, via Casalbordino snc; Anna Maria Bracaglia – Arco Sport, via Rolando Lanari 1; Piscina Octopus, via della Tenuta di Torrenova 128/c; Sporting Club Roma 70, via di Tor Bella Monaca snc; Tennis Roma, viale Ipponio 1; Ippodromo delle Capannelle, via Appia Nuova 1255; Mauro Calabresi – Cinecittà Prosport, via Gentile 41; Lucrezia Romana – Emmeci Sport, via Pellaro 1; Romanina Sporting Center, via Benigno di Tullio 13; Lazio Nuoto, viale Giustiniano Imperatore 199; Centro Sportivo Dopolavoro Cotral, via Ageno snc; Tennis Team Vianello, via Accademia Peloritana 26; To Live Sports Center, via Aristide Leonori 8; ASD Campus EUR, Lungotevere Dante 311; Polisportiva Castello, via Alessandro Severo 209; Ferratella Sporting Club, via Quasimodo 124; Palatorrino, via Fiume Giallo snc; Spinaceto 70, via Paolo Renzi 114; Tellene, via Aldo Fabrizi 80; ATI Tre Fontane, via delle Tre Fontane 3; Polisportiva Palocco, via Casal Palocco 127; Polisportiva Tevere, via Adeodato Ressi 26; Arvalia Nuoto, via dei Rinuccini 75; Piscina Baffi, via Pasquale Baffi 86; Juventus Nuoto, via di Bravetta 539; Green Volley, via Giannantonio Selva 100; Piscina Delta, via Mazzatinti 15; Arena Palafelici, via Flaminia 867; più altri 7 concessionari associati a Gesis Lazio che hanno risposto in forma aggregata.
* Hanno partecipato all’indagine i seguenti concessionari di centri sportivi municipali: A.S.D. Ready Go, A.S.D. Giro Volley, A.S.D. Naema, A.S.D. Emmeciquadro, A.S.D. Baby Melody, C.S.E.N. Roma, ASD Opzione, ASD Wibe, ASD Armonia 2, ASD Pallacanestro Roma, ASD Polisportiva Sempione, A.S.D. Petrarca Roma, Asd Diamond Roma Pallavolo, ASD Polisportiva Serpentara, A.S.D. Quadrifoglio, A.S.D. a.r.l. Pallavolo Tor Sapienza, S.S.D. Viva Dance, A.S.D. Saki Roma Est, ACSDR Danzi-Amo, A.S.D. Algida Lazio, ASD polisportiva Villaggio Prenestino, A.S.D. “L’Elisse”, A.S.D. Sfera, ASD Basket Tuscolano, A.S.D. Miriade, A.S.D. Polisportiva Antonio Gramsci, ASD AS.I.S.M. Roma, A.S.D. C.R.Sportlab, A.S.D. Pol Excelsior 2000, AZ XIII Dragoni, A.S.D. Nuovi Amici, A.S. New Dance, A.S.D. Ma.Ste.R. Dance, A.S.D. Basket Roma Sud, A.S.D. Pol. Excelsior 2000, A.S.D. Roma Sports, ASD AXA Scherma, A.S.D. Pas de Qua Arte in Movimento, ASD Seross, ASD B.C.Sport, ASD San Gaetano, ASD New ritmica, A.S.D. C.S. Roma, Virtus Roma S.S.D. R.L., A.S.D. e Culturale Multimedia 3000, A.S.D. Judo Musashi, Prometeo Monteverde A.P.D., A.S.D Academy Green Hill Of Sport, A.S.D. “Umberto Cerboni – Basket Primavalle”, A.S.D. Speed 18, ND ROMA asd, A.S.D. CDG Maria Luisa, A.S.D. Cheyenne, A.S.D. Libertas Atletica Torpignattara Nuova Accademia della Danza, A.S.D. Polisportiva Ottavia, ASD AM Dance & Move, A.S.D. Saxa Rubra, A.T.I. A.S.D. Nirchio Ju-Jitsu Academy, A.S.D. DIADA SPORT, ASD Cassia Husky, ASD Giustiniana ’94.
Pubblico la proposta di delibera che ho depositato in data odierna (prot. n. RQ/2020/6155 del 6 aprile 2020) contenente indirizzi per l’adozione di misure di sostegno connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 in favore delle Associazioni Sportive Dilettantistiche affidatarie dei Centri Sportivi Municipali.
DAC modifica regolamento ccssmm – 6 aprile 2020
La proposta è stata condivisa e anticipata informalmente agli assessori sport municipali che ringrazio per il contributo costruttivo che hanno dato alla predisposizione dell’atto.
L’iter della proposta prevede, come di consueto, l’acquisizione dei pareri dei Municipi e del Dipartimento Sport. Durante questa fase, e prima del voto definitivo in aula, potrà essere ulteriormente modificata.
Vi terrò aggiornati sugli eventuali emendamenti ricevuti.
Finalmente tutti gli impianti sportivi di proprietà di Roma Capitale sono presenti in un’unica mappa aggiornata e completa.
IMPIANTI SPORTIVI COMUNALI – classificazione aprile 2020
Il lavoro quadriennale portato avanti da Commissione, Assessorato e Dipartimento Sport sulla classificazione degli impianti sportivi comunali giunge a completamento con questo strumento che sarà utile non solo per la gestione amministrativa ma soprattutto per la promozione delle strutture.
Gli impianti sportivi comunali che al termine dell’emergenza covid-19 riapriranno al pubblico sono indicati dalle icone gialle, mentre quelli chiusi sono indicati dalle icone grigie.
Hanno finalmente pari dignità tutti gli impianti sportivi che nel corso degli anni, per scarsa attenzione, sono stati trattati diversamente e, in alcuni casi, sono stati letteralmente dimenticati, come ad esempio l’Accademia Pugilistica Renato Costantini, attiva da 30 anni a Via Offanengo, oppure l’impianto sportivo in costruzione da quasi 10 anni a Via Como, oppure la palestra che è costruita (ma mai aperta…) da oltre 10 anni a Largo Mazzoni.
Questi sono solo alcuni degli esempi di “nuovi” impianti che sono stati inseriti per la prima volta nell’elenco allegato al Regolamento che l’Assemblea Capitolina si appresta ad approvare. Tale elenco, aggiornato in forma “veritiera e corretta”, degli impianti sportivi realizzati e da realizzare è lo strumento a partire dal quale proseguiremo la politica di rilancio dello sport avviata dall’attuale Amministrazione.
Ce l’abbiamo fatta: il censimento degli spazi idonei ad ospitare le attività dei Centri Sportivi Municipali si è finalmente concluso.
Sono certo che questa notizia sorprenderà molti, per non dire tutti: il numero di palestre scolastiche e campi polivalenti esterni presenti nelle scuole di Roma Capitale è superiore a 600.
Il loro elenco puntuale sarà allegato alla proposta che illustrerò domani in Commissione Sport e, per la prima volta, una delibera di Assemblea Capitolina li “riconoscerà” tutti. Per la precisione, parliamo di:
- 491 palestre scolastiche
- 106 campi all’aperto
- 5 campi da calcetto
Allegato A – Censimento spazi idonei CCSSMM
Gli spazi sui quali sarà necessario lavorare, in ottica futura, sono quelli all’aperto, che sono stati quasi completamente trascurati. Sono pochissimi, infatti, quelli che vengono utilizzati per le ore di educazione fisica e sono ancora meno quelli che messi a disposizione delle asd per le attività sportive pomeridiane.
Questo perchè sono sostanzialmente inutilizzabili durante la stagione invernale.
Si potrebbe, però, puntare sulla loro copertura temporanea, da ottobre a marzo: è questo uno degli obiettivi sui quali vorrei lavorare nei prossimi mesi.
Oltre all’approvazione dell’allegato, la proposta che discuteremo apporta due importanti modifiche al testo del regolamento: il superamento del limite di 50 ore per una singola associazione che abbia in concessione solo due Centri Sportivi Municipali ed il richiamo esplicito alla possibilità di costituire commissioni aggiudicatrici composte da due membri interni al Municipio più un componente esterno con comprovata esperienza in materia sportiva.
Questo è il testo della proposta: modifiche DAC 41 e censimento CCSSMM.
Questa pagina raccoglie e condivide le stime dell’impatto economico conseguente alla chiusura forzata delle strutture sportive di proprietà comunale e le misure che Roma Capitale sta predisponendo per sostenere i concessionari degli impianti e dei centri sportivi municipali.
Al fine di quantificare economicamente l’impatto complessivo della chiusura forzata delle strutture abbiamo avviato una raccolta dati tramite la quale abbiamo chiesto ad ogni concessionario di indicare la stima dei ricavi che avrebbero realizzato nel periodo tra marzo e luglio se l’impianto fosse rimasto aperto.
Abbiamo inoltre, chiesto a tutti i concessionari di di impianti sportivi e di palestre scolastiche di indicare il numero di utenti che frequentano le strutture e il numero di collaboratori sportivi in servizio.
Hanno risposto oltre 40 concessionari di impianti sportivi comunali e oltre 60 affidatari di palestre scolastiche; la perdita economica nel settore è stimata in oltre 45 milioni di euro, di cui circa 5,5 milioni riferiti ai Centri Sportivi Municipali; il numero di lavoratori colpiti è di circa 10.600. Gli utenti del servizio sportivo offerto tramite le strutture comunali sono circa 310.000.
Dall’inizio dell’emergenza i principali atti ai quali abbiamo lavorato sono i seguenti.
Ordine del giorno del 13 marzo (approvato in Assemblea Capitolina), che prevede le seguenti misure:
- sospensione del pagamento del canone per tutto il periodo di emergenza e ai mesi successivi senza ricalcolare la durata concessoria (salvo diverse indicazioni del Governo);
- richiesta all’Istituto per il Credito Sportivo di sospendere le rate di mutui relativi agli impianti sportivi (qualora non previsto dal decreto in fase di stesura da parte del Governo) per tutti i mesi di emergenza fino a 2 mesi successivi alla cessata emergenza (per dare il tempo agli impianti di ricreare i flussi economici) erogati per lavori di ammodernamento, potenziamento, ristrutturazione degli impianti o per acquisto di attrezzature sportive;
- richiesta al Governo di:
- bloccare i pagamenti IVA quando dovuti e i contributi dei dipendenti delle ASD e dei concessionari qualora non previsto dal decreto;
- congelare le bollette delle utenze (qualora non già previsto dal decreto);
- inserire i lavoratori dello sport nelle categorie che beneficeranno del supporto economico previsto (se non già è previsto nel decreto);
- annullare i pagamenti dei canoni di concessione di impianti sportivi per il periodo di emergenza e fino a 2 mesi dopo la cessazione dei provvedimenti;
- chiedere alle Federazioni sportive l’esonero dal pagamento delle tasse federali per tutti gli eventi che sono stati rimandati o annullati per le 2 edizioni successive a quella oggetto di annullamento o la ricalendarizzazione degli stessi.
Proposta di deliberazione depositata il 1 aprile (integrazione D.A.C. n. 41/2018), nella quale:
- viene indicato l’elenco puntuale degli spazi idonei ad ospitare le attività dei Centri Sportivi Municipali;
- viene rimosso il limite delle 50 ore per una singola associazione che gestisce solo 2 centri sportivi;
- viene stabilito che le commissioni di aggiudicazione possono essere costituite da un membro esterno esperto in materia (ad es. fiduciario Coni).
Proposta di deliberazione depositata il 6 aprile (integrazione D.A.C. n. 41/2018), nella quale:
- si estende la previsione di esenzione dal pagamento dei canoni di concessione ai casi imprevisti e imprevedibili, indipendenti dai concessionari, che comportino la chiusura dei Centri Sportivi Municipali per almeno un mese consecutivo;
- si prevede che, in conseguenza delle gravi ed imprevedibili circostanze causate dal diffondersi dell’emergenza epidemiologica COVID-19, il Municipio competente per territorio possa procedere alla modifica della durata di tutti gli affidamenti in corso stabilendone un prolungamento della durata di un anno;
- di procrastinare, per l’anno 2020, il termine del 30 aprile, fissato dall’art. 5 della D.A.C. 41/2018 e, pertanto, di stabilire che gli avvisi dovranno essere adottati dai competenti Municipi entro i 60 giorni successivi al termine del periodo dello stato di emergenza e comunque entro e non oltre la data del 30 aprile 2021.
Mozione depositata il 10 aprile, nella quale l’Assemblea Capitolina impegna la Giunta si impegna:
- a farsi promotori presso il Governo, nell’interesse della cittadinanza e dell’Amministrazione Capitolina di una richiesta finalizzata a:
- stanziare un finanziamento necessario a prevedere, in tutti i Comuni italiani, l’azzeramento delle aliquote di pagamento per l’anno 2020, delle imposte e dei tributi locali (TARI, IMU, TASI ecc) a carico dei concessionari di impianti sportivi, ovvero studiare specifiche modalità di dilazione o sospensione temporanea delle stesse, compatibilmente con i vincoli di bilancio;
- stanziare un finanziamento necessario a prevedere la possibilità di esentare i concessionari degli impianti sportivi comunali e dei centri sportivi municipali di proprietà di tutti i comuni italiani dal pagamento dei relativi canoni di concessione, dal mese di marzo fino alla durata delle chiusure, ovvero valutare la possibilità di riconoscere ai medesimi concessionari un credito d’imposta pari all’ammontare del canone in compensazione dei tributi locali;
- modificare e semplificare il Codice dei Contratti (D. Lgs. n. 50/2016 e s.m.i.) per quanto concerne le procedure riferite alle concessioni di impianti sportivi e, in particolare, per gli affidamenti delle palestre scolastiche, in quanto attività di servizio sociale pubblico effettuato per conto della P.A.;
- modificare, in via straordinaria per il 2020 e 2021, il meccanismo della detrazione d’imposta valida per le spese sportive dei minori, dall’attuale 19% fino ad un massimo del 100%, portando la soglia a 210 euro e l’applicabilità a tutti gli appartenenti al nucleo familiare;
- sospendere i versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria per tutto il 2020;
- applicare la misura che consenta di aumentare la quota in anticipazione dal 10% al 20% ai Comuni beneficiari dei finanziamenti per il piano “Sport e Periferie”.
- adottare ogni iniziativa e atto finalizzati a:
- considerare l’eventualità di istituire un fondo di garanzia comunale a favore degli operatori dello sport di base che operano sia negli impianti pubblici che in quelli privati, al fine di agevolare l’accesso al credito in previsione della ripartenza;
- incentivare gli investimenti in impianti sportivi più sicuri ed efficienti, anche tramite la richiesta di apertura da parte dell’Istituto di Credito Sportivo, all’interno del Fondo di Garanzia e del Fondo Contributi Interessi per l’impiantistica sportiva, di un comparto specifico dedicato ad investimenti negli impianti di proprietà di Roma Capitale;
- snellire le procedure relative alle migliorie degli impianti sportivi quali la modifica della destinazione d’uso di alcune superfici sportive o la realizzazione di coperture su spazi all’aperto;
- prevedere che, per un periodo di sei mesi a far data dal termine dell’emergenza, i concessionari possano realizzare modifiche (con interventi che potranno riguardare una superficie non superiore al 20% delle aree sportive all’aperto dell’impianto) alle tipologie sportive praticate all’aperto, nell’intento di un riequilibrio economico finanziario della gestione, alterato a causa del ridotto flusso di frequentazione da parte dell’utenza cittadina, e in tal modo ampliare l’offerta sportiva degli impianti comunali in modo da rendere gli stessi maggiormente fruibili dalla cittadinanza in relazione alle nuove esigenze.
Ho ricevuto due comunicazioni da parte dei rappresentanti dei Concessionari dei Centri Sportivi Municipali, ai quali, prima di rispondere, vorrei innanzitutto ribadire la vicinanza da parte dell’Amministrazione in questo momento difficile e inaspettato che ci ha improvvisamente colpiti.
Ritengo importante rispondere pubblicamente, in modo da rendere partecipi della nostra azione politica anche le associazioni che, pur non essendo concessionari, gestiscono le attività sportive nelle palestre scolastiche di Roma Capitale attraverso i progetti inseriti nei Piani Triennali dell’Offerta Formativa.
Inizio dalla richiesta del 18 marzo, relativa al rimborso dei canoni già versati (o, alternativamente, per le asd che non hanno ancora effettuato il pagamento, alla loro cancellazione) riferiti al periodo di mancato utilizzo delle palestre scolastiche. Il regolamento che abbiamo approvato nel 2018, pur non potendo prevedere un’emergenza come quella attualmente in corso, ha già stabilito che i canoni riferiti ai periodi di inattività dei Centri Sportivi Municipali non sono dovuti. Confermo, quindi, l’impegno alla corretta applicazione di tale decisione, anche attraverso una disposizione ad hoc, se sarà necessario: sul punto è avviato un confronto con gli Assessori Municipali.
Passando alla seconda richiesta, e cioè la predisposizione di un provvedimento che prenda in considerazione l’impatto del COVID-19 sulle concessioni in corso e gli avvisi da pubblicare per il rinnovo di quelle in scadenza, comunico che stiamo valutando l’ipotesi di una proroga di tutte le concessioni in corso, non solo quelle relative ai Municipi che dovrebbero rinnovarle a partire dal prossimo settembre. Un provvedimento simile a mio avviso dovrebbe essere preso in considerazione anche per le attività previste nei Piani Triennali dell’Offerta Formativa.
In particolare, l’ipotesi di lavoro sulla quale ci stiamo confrontando non consiste tanto nel fare riferimento al probabile allungamento dei tempi amministrativi necessari alla pubblicazione degli avvisi, alla costituzione delle Commissioni e alla elaborazione delle graduatorie (che comunque è un fatto oggettivo e, purtroppo, facilmente preventivabile) quanto, piuttosto, all’applicazione dell’art. 165 del Codice dei Contratti, che prevede la possibilità di riequilibrare le concessioni in corso nel caso di eventi esterni che abbiano un impatto sulla gestione.
Tra gli elementi da valutare a tal fine vi è la durata delle concessioni attualmente in scadenza (triennale), la durata della chiusura delle attività (che nel peggiore delle ipotesi sarà fino a fine stagione sportiva, quindi equivalente ad un sesto della durata totale delle concessioni), ai pagamenti già effettuati da parte degli iscritti ai corsi (che invece di essere rimborsati, potrebbero utilizzarli per frequentare le attività che riprenderanno con i corsi di settembre), ai pagamenti già effettuati dei canoni (che invece di venire rimborsati, potrebbero andare a scomputo di quelli da versare a settembre) e il pagamento dei tecnici che lavorano per le associazioni (parliamo in genere di poche centinaia di euro al mese che, pur non essendo una grossa cifra, per tante famiglie può costituire un aiuto importante).
Vi terremo aggiornati, forza e coraggio.
Email del 18 marzo
Egr. Presidente,
come anticipatoti nella mia precedente lettera di due giorni fa, ti scrivo nuovamente nella mia veste di Rappresentante Capitolino dei Rappresentanti dei CC.SS.MM. negli Osservatori Sportivi Scolastici dei Municipi di Roma Capitale, alla luce della pesantissima realtà che purtroppo permane sulla nostra Città e sul nostro Paese.
Come saprai molti CC.SS.MM. hanno già versato a Roma Capitale, come da Regolamento vigente, il canone per la concessione in uso delle palestre scolastiche. Mi riferisco ovviamente al mese di marzo ed a quelli seguenti (aprile, maggio e giugno). Mesi questi che vedono normalmente impegnati nella loro programmazione sportiva tutte le AA.SS.DD. romane, sino alla chiusura delle loro attività come CC.SS.MM. generalmente nel corso del mese di giugno.
Dai primissimi giorni di marzo, come purtroppo tutti noi sappiamo, le attività dei CC.SS.MM. si sono dovute necessariamente fermare, con tutte le pessime conseguenze che sappiamo e che evito qui di elencarti, posto che molte di queste sono state da te precisate nella tua e-mail di stamattina (“Stima dell’impatto economico…”), inviata alle AA.SS.DD. romane.
Pertanto ti chiedo, a nome degli altri Rappresentanti dei CC.SS.MM. negli Osservatori Sportivi Scolastici, di farti portatore di un provvedimento urgente da far adottare dall’Amministrazione Capitolina, che permetta il recupero dei canoni già versati in anticipo dalle AA.SS.DD. per il pagamento delle palestre scolastiche nei mesi di mancato utilizzo, a partire dal corrente mese di marzo 2020 e per i periodi seguenti che probabilmente, spero di sbagliare, vedranno ancora le palestre scolastiche chiuse.
Ragionevolmente, basterebbe solo che gli importi già versati per questi periodi di chiusura, fossero poi scomputati dagli uffici municipali preposti dal prossimo canone annuo 2020/2021, già a partire dal mese di settembre 2020.
Chiaramente questa nostra richiesta si collega anche a quella che ti abbiamo inviato due giorni fa, con la richiesta, vista la gravissima emergenza, di procedere alla predisposizione del prolungamento per un anno delle concessioni già in essere nei Municipi III, VI, XI, XIII e XIV. Così che anche per queste AA.SS.DD. dei cinque municipi citati, sia possibile lo scomputo a settembre dei canoni già versati in anticipo.
Nel ringraziarti nuovamente, resto chiaramente a disposizione, così come tutti gli altri Rappresentanti, per ogni ulteriore tua richiesta di precisazione e/o di eventuale supporto a quello che andrai a fare.
Infine, nell’attesa di un tuo gradito riscontro anche su questa nostra ultima lettera, colgo l’occasione per augurarti una buona serata.
#andràtuttobene
Claudio Ortale
Email del 16 marzo
Egr. Presidente,
ti scrivo nella mia veste di Rappresentante Capitolino dei Rappresentanti dei CC.SS.MM. negli Osservatori Sportivi Scolastici dei Municipi di Roma Capitale, alla luce della gravissima situazione che attraversa, ormai da tre settimane, la nostra Città ed il nostro Paese.
Riteniamo che l’attuale drammatica realtà cittadina e l’incertezza che avvolge la possibilità di riprendere a breve le diverse attività, comprese quelle svolte dai Centri Sportivi Municipali, ed in considerazione, soprattutto, del rallentamento drastico delle attività amministrative ordinarie dei Municipi, che implicheranno l’inevitabile sforamento, bene bene che vada, dei tempi regolati dall’art. 5 e seguenti della delibera 41/18, sia necessario richiedere alla Sindaca, alla Giunta ed all’Assemblea Capitolina di permettere, con un vostro specifico atto del quale ti chiediamo di essere latore, l’adozione di un prolungamento delle concessioni ormai in scadenza nei Municipi Roma III, VI, XI (municipio questo a tutt’oggi commissariato), XIII e XIV, per l’anno sportivo 2020/2021. Analogamente a quanto già in parte previsto anche nel dispositivo della deliberazione 145, approvata dall’Assemblea Capitolina in data 28 dicembre 2018.
Il suddetto atto, una volta assunto, permetterebbe ai Municipi coinvolti di avere i tempi necessari ed indispensabili per poter operare, lo auspichiamo davvero tutti, ai nuovi futuri Avvisi pubblici ma stando fuori dallo stato di emergenza in cui, purtroppo, stanno ormai operando da giorni, compresi gli Organi Istituzionali dei governi di prossimità e le stesse Istituzioni scolastiche.
Al tempo stesso ci preme precisarti anche altri due aspetti, relativi alle specificità dei Municipi Roma VII e X.
Il Municipio Roma VII, come saprai, dovrebbe predisporre un nuovo Avviso pubblico ma limitatamente per le palestre scolastiche che sono state “rimesse in gioco” dopo i lavori di manutenzione straordinaria ed alcune altre resesi nuovamente disponibili. Per questo specifico avviso servirà concertare per tempo le soluzioni migliori con gli Organi Istituzionali locali, sentite le proposte da parte dell’Osservatorio Sportivo Scolastico del Municipio, così da permettere una procedura specifica che permetta comunque al primo di settembre la piena utilizzazione delle palestre.
Infine, per il Municipio di Ostia, dove l’Avviso era stato già pubblicato dallo scorso anno, stiamo con la sua Commissione valutatrice ormai ferma purtroppo da diverso tempo. Peraltro, a differenza di tutti gli altri municipi capitolini, qui l’Osservatorio Sportivo Scolastico non è stato mai convocato. Su questo Municipio ti chiediamo un impegno diretto sul Presidente della Commissione stessa affinché possa essere superata, compatibilmente con la situazione generale, questa fase di stallo il più presto possibile. Ed in caso contrario, valutare con gli Organi Istituzionali preposti una nuova possibilità di prolungamento della concessione anche per il prossimo anno sportivo 2020/2021.
Nel ringraziarti, anche a nome di tutti gli altri Rappresentanti, per quello che andrai a fare, mi permetto di anticiparti che nei prossimi giorni, tenuto anche conto delle varie informazioni attinenti diffuse da numerosi organi ed organismi, ti invierò una nostra nuova nota relativa ai canoni mensili già versati alla Tesoreria di Roma Capitale dalle AASSDD/CCSSMM.
Un cordiale saluto e buon lavoro.
#andràtuttobene
Claudio Ortale
Torniamo a parlare degli investimenti effettuati sugli impianti sportivi comunali finanziati dai concessionari.
Il mio post dell’11 febbraio ha dato origine a un interessante confronto tra il meccanismo illegittimo previsto dal vecchio regolamento e il meccanismo a norma di legge previsto dal nuovo regolamento.
In nome del popolo italiano, le “concessioni perpetue” a Roma sono finite
Il legale rappresentante di Alma Nuoto afferma di avere:
investito oltre 1.500.000 di Euro in lavori di potenziamento e miglioria (e molto, molto di più per lavori di adeguamento alle normative, manutenzione straordinaria ecc.) senza chiedere nulla a nessuno
Questa affermazione è inesatta: il concessionario ha chiesto, e ottenuto, il prolungamento della concessione per un periodo sufficiente ad ammortizzare quegli investimenti, la cui durata complessiva sarà di 45 anni. Durante questi 45 anni, a fronte degli investimenti menzionati e di tutte le altre spese per la manutenzione ordinaria, il concessionario ha incassato, grazie allo sfruttamento di una struttura di proprietà pubblica, decine di milioni di euro.
Una seconda inesattezza è contenuta nella domanda successiva:
Senza il concessionario quelle indispensabili opere chi le avrebbe realizzate? Il Comune di Roma?
La risposta è no: quelle opere non le avrebbe realizzate il Comune di Roma, bensì un concessionario selezionato con una procedura pubblica, trasparente e meritocratica (e non un concessionario selezionato con affidamento diretto). Il meccanismo a norma di legge previsto dal nuovo regolamento prevede che i progetti vengano messi a gara e che li realizzi il migliore offerente. Naturalmente non escludo che possa essere la stessa Alma Nuoto il concessionario migliore selezionato con procedura aperta, sia chiaro. Ci tengo ancora una volta a precisare che non ho nulla da criticare al concessionario in termini di qualità del servizio reso e di capacità gestionale.
Una terza inesattezza è contenuta in questo periodo:
SE CI FOSSE ANCORA QUEL “MECCANISMO ILLEGITTIMO” (che andava solo aggiornato e migliorato in modo intelligente e produttivo) Alma Nuoto domani mattina sarebbe pronta a investire per costruire TRE PALESTRE senza costi per l’amministrazione
Approfitto per comunicare ad Alma Nuoto e a tutti gli attuali concessionari di impianti sportivi comunali che il nuovo regolamento incentiva la presentazione di progetti che migliorino le strutture pubbliche e prevede che il proponente venga “premiato” con una concessione che abbia una durata sufficiente ad ammortizzare tutte le relative spese.
La differenza tra il regolamento attuale e quello precedente è che prima il “premio” era sproporzionatamente a favore del concessionario, mentre oggi il premio è equo. Ecco la mia critica politica al vecchio regolamento: la vecchia politica aveva accordato un “regalo” a chi era in possesso di una concessione, a discapito di tutti i potenziali concorrenti e a discapito degli utenti.
Infine un’ultima inesattezza che segnalo è la domanda che il concessionario rivolge agli utenti dell’impianto:
Che ne pensano della concreta possibilità di poter disporre finalmente di una tribunetta al chiuso e al coperto per assistere alle lezioni al caldo invece che come succede adesso all’aperto, al sole, al vento e alla pioggia? Senza spendere nulla e continuando a frequentare alle stesse tariffe fissate dal Comune. Mi dispiace, non si può e non si potrà fare, quel “meccanismo illegittimo” non esiste più
Affermare che la possibilità di far realizzare opere ai concessionari in cambio di una concessione di durata equa non esiste più è falso. Quello che non esiste più è il meccanismo illegittimo che regalava a soggetti privati lo sfruttamento economico di strutture di proprietà pubblica.
Desidero concludere facendo presente al Presidente Tafuro che la cura degli impianti da parte dei relativi concessionari (che, a leggere le sue parole, è un comportamento che caratterizza unicamente Alma Nuoto) è invece la norma. In occasione dei sopralluoghi che ho effettuato in questi anni ho avuto modo di verificare che la realizzazione di migliorie agli impianti (rifacimento dei manti in erba sintetica e naturale nei campi di calcio, rifacimento delle superfici di campi da tennis e padel, rifacimento di spogliatoi e tanti altri lavori in decine di impianti) è la normalità. Questi lavori vengono svolti normalmente dai gestori che hanno contratti di concessione con durata anche molto inferiore ai 10 anni (quindi in condizioni “peggiori” rispetto ad Alma Nuoto). E lo fanno “senza chiedere niente in cambio”. O, meglio, lo fanno senza chiedere niente di più in cambio. Perché essere titolari della concessione di una struttura sportiva pubblica è un diritto che molti vorrebbero tentare di acquisire: come hanno dimostrato i bandi per le piscine simili a quella di via dei Consoli, i soggetti interessati a prenderne in carico la gestione sono numerosissimi.
Alma Nuoto sostiene di essere il miglior gestore possibile e non ho motivi per metterlo in dubbio: nel 2030 avrà la possibilità di dimostrarlo, tramite un meccanismo legittimo (una gara pubblica) e non tramite lo sfruttamento di una rendita di posizione.
Questo è, a mio modestissimo avviso, quello che hanno detto i giudici del Tar.
Il 6 marzo si è svolto il Consiglio straordinario richiesto dal coordinamento delle asd romane per valutare i risultati del nuovo regolamento nei suoi primi due anni di applicazione e dare indicazioni ai Municipi che stanno lavorando alla pubblicazione dei prossimi avvisi.
Ci tengo a far notare che è la prima volta che un Consiglio straordinario chiesto dalle associazioni sportive venga convocato su input della maggioranza (le 10 firme che hanno chiesto la convocazione del consiglio sono tutte di consiglieri M5S) ed è anche la prima volta che un rappresentante delle asd viene invitato ad intervenire in Aula Giulio Cesare come relatore.
Non solo, ci tengo a far notare che l’intera attuale consiliatura è stata caratterizzata dal coinvolgimento delle associazioni: prima, durante e dopo l’approvazione del nuovo Regolamento si sono svolte assemblee pubbliche ed incontri periodici con i rappresentanti delle associazioni sportive. Non era mai accaduto prima e, a mio avviso, è un primo bellissimo risultato che possiamo rivendicare con orgoglio.
Ci tengo, infine, a ricordare che gli avvisi pubblici emanati negli anni 2015-2016-2017, prima dell’entrata in vigore del nuovo Regolamento, sono stati oggetto di numerosi ricorsi al TAR, oppure sono stati ritirati in autotutela.
Nella fase di prima applicazione del nuovo Regolamento sono state superate le principali criticità che erano emerse negli anni precedenti ma i dirigenti capitolini hanno sollevato dei dubbi in merito all’applicazione di tutte le nuove disposizioni regolamentari.
In occasione del Consiglio straordinario ho dunque presentato un Ordine del Giorno tramite il quale l’Assemblea Capitolina ha impegnato la Sindaca e la Giunta a fornire direttive agli Uffici competenti affinché si uniformino all’univoco indirizzo dettato dai principi regolamentari nel modo più testuale possibile, senza discostarsi, nella pratica applicazione, da quanto è previsto nello stesso, con specifica attenzione ai seguenti punti:
- armonizzazione nell’assegnazione dei punteggi tramite un avviso pubblico tipo, dando indicazioni al fine di ridurre il peso attribuito alle proposte progettuali ed aumentare quello attribuito al radicamento nel territorio, alla qualità dello staff e alla capacità di promuovere le attività sportive;
- assenza di rialzi sul canone di concessione;
- eliminazione della possibilità di prevedere tra i criteri l’assegnazione di punteggi per lavori di manutenzione straordinaria;
- formazione della graduatoria per singolo Centro sportivo – sia provvisoria che definitiva – con indicazione dei punteggi conseguiti per ogni criterio;
- presenza di un tecnico sportivo tra i componenti della commissione valutatrice;
- approvazione della graduatoria entro fine agosto – per poter avviare le attività entro l’inizio dell’anno scolastico – o, in caso contrario, concessione della proroga tecnica per l’intero anno sportivo/scolastico.
Il testo è scaricabile al seguente link: odg n. 23/2020.
A completezza d’informazione comunico che l’ordine del giorno non è stato approvato all’unanimità in quanto le forze politiche di sinistra e la Lega (per la precisione Celli, Baglio, Fassina e Bordoni) si sono astenute.
Per quanto riguarda il punto 1, ho ricordato che in data 11 dicembre 2018 è stata depositata la proposta di integrazione al regolamento (nota prot. n. RC/38871/2018), per l’approvazione di un avviso tipo, che ha ricevuto tuttavia parere contrario dal competente Dipartimento Sport Politiche Giovanili (motivato con nota prot. n. EA/1305 del 14.11.2019). L’Avviso Tipo deve quindi essere approvato tramite una Direttiva o una Determinazione Dirigenziale.
Per quanto riguarda le altre osservazioni, le richieste avanzate hanno come denominatore unico quello di applicare i principi regolamentari nel modo più testuale possibile, senza discostarsi, nella pratica applicazione, da quanto è previsto dagli stessi.
In particolare, il punto 2 è alla base della richiesta di parere da me inviata al Segretariato Generale con nota prot. n. RC/38435 del 19.12.19, la cui risposta ha confermato la legittimità di un ricorso a criteri di aggiudicazione esclusivamente di tipo tecnico, sul presupposto che il Regolamento, nel declinare i criteri di individuazione, tiene conto di profili tecnico-qualitativi e non economici.
Anche il punto 3 consiste in una richiesta di applicazione testuale del Regolamento, che tra i criteri di valutazione indicati nell’articolo 9, comma 1, non menziona l’impegno ad effettuare a spese delle associazioni lavori di manutenzione delle palestre.
Il punto 4 è invece indicato all’articolo 9, comma 3, del Regolamento, che stabilisce che ogni Municipio deve stilare una graduatoria per ogni singolo Centro Sportivo.
Il punto 5 è invece alla base delle note prot. n. RQ/1912/2020 e RQ/4055/2020, con le quali ho trasmesso a tutti i Municipi l’elenco dei fiduciari Coni al fine di poterli nominare in qualità di tecnici sportivi facenti parte delle Commissioni di valutazione.
Infine, con riferimento alla possibilità di concedere una proroga nelle more dell’espletamento delle procedure (punto 6), ricordo l’approvazione della DAC n. 145/2018 che ha espressamente previsto la possibilità di prorogare le concessioni dei Centri Sportivi Municipali per l’intero anno scolastico sportivo.
P.S. Le associazioni del Municipio III hanno chiesto di modificare il regolamento nella parte in cui prevede il limite orario di 50 ore per le associazioni che gestiscono due Centri Sportivi. La proposta consiste nel prevedere, per ciascuna singola associazione, un limite massimo di due centri sportivi, oppure di tre centri sportivi e 50 ore settimanali. Resta invariato il limite di tre centri sportivi per le ATI. Anche in questo caso confermo di non avere preclusioni a procedere in tal senso: sono in contatto con il Municipio, al quale ho confermato la mia disponibilità lavorare insieme per ottenere il miglior risultato possibile per il territorio. Come sempre… 🙂
Il 5 marzo è stata pubblicata un’altra sentenza che dà ragione all’operato di Roma Capitale. L’ennesima.
Negli ultimi tempi ho iniziato a parlare di queste sentenze al fine di rendere tutti consapevoli della mole di lavoro che gli uffici devono farsi carico per rispondere, purtroppo, a richieste che non producono niente di buono per i cittadini, ma che comportano un enorme aggravio in termini di ore lavoro per il personale capitolino. Infatti, il personale degli uffici sport, invece di lavorare per far avanzare le istanze che si possono concludere con esito positivo, devono “perdere tempo” per rispondere a questi continui ricorsi. Il che si traduce in un danno per i concessionari rispettosi delle regole, oltre che naturalmente per gli utenti degli impianti.
Il ricorso in questione è stato presentato dalla ASD Paolo Rosi, che ha ricevuto da parte del Dipartimento Sport un provvedimento di decadenza della concessione a causa di un debito pregresso che non ha mai rimborsato, nonostante gli impegni presi con l’Amministrazione.
Desidero sottolineare ancora una volta che, proprio grazie al controllo che finalmente l’Amministrazione ha attuato sui pagamenti dei canoni da parte dei concessionari, e cioè da quando il Movimento 5 Stelle è andato al governo della città, la percentuale di gestori morosi o ritardatari nei pagamenti del canone è scesa da oltre il 70% a circa il 10%.
Il Tar ha rigettato il ricorso ed ha pubblicato la sentenza, che potete leggere: TAR su ricorso asd Paolo Rosi.
Desidero concludere sottoscrivendo pienamente le parole dell’Assessore Frongia.
Loro non pagano, il Comune gli manda provvedimento di decadenza e loro dicono “io non pago, ok, ma perché a me mandi provvedimento e agli altri che ugualmente non pagano no?”. Quando si è in torto, invece di cercare affannosamente soluzioni alternative che legittimino la condizione di difetto, si farebbe più bella figura a pagare laddove si è debitori, o ad accettare i provvedimenti che ne conseguono senza alzare polveroni inutili. Che fanno perdere tempo e soldi agli uffici pubblici, alla magistratura, all’Amministrazione e che, chiaramente, non portano da nessuna parte.



