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Dai progetti fiabeschi dei Punti Verde Qualità alla loro mostruosa degenerazione

11 maggio 2015

PVQ-città-del-rugby

Il progetto dei Punti Verde Qualità è geniale. Questo progetto ‘regala’ alla città dei parchi pubblici ben serviti e curati senza che il comune spenda un euro, grazie alla loro concessione a soggetti provati che, in cambio, possono gestire (e, quindi, coprire le spese per la manutenzione del verde), impianti sportivi e strutture per la ristorazione.

La vicenda parte da lontano, nel 1995 quando l’allora amministrazione Rutelli mise a bando la realizzazione di impianti aperti alla cittadinanza e la gestione di aree verdi in stato di abbandono e degrado.

Sono state messe a bando 75 aree verdi e ne sono state assegnate 61. Dopo 20 anni, però, ne sono stati realizzati solo 18 ed in condizioni molto diverse da quelle previste in origine.

Queste strutture, che nei progetti iniziali avrebbero dovuto avere fini sociali ed ambientali, sono state invece realizzate “come pure e semplici speculazioni edilizie spesso ai limiti della truffa, per le fatture false ed i costi gonfiati” (Cinquequotidiano.it, “Punti Verde, il Comune di Roma paga per i concessionari morosi”).

Tranne rarissime eccezioni, il Verde è sparito e sono state realizzate solo le costruzioni. Un esempio? Guardate la foto in alto: alla “città del rugby” si è costruito così tanto che non è rimasto spazio per il campo da rugby!

E l’operazione si è rivelata tutt’altro che a “costo zero”: al comune questa operazione rischia di costare 587 milioni di euro. Questo perché il comune ha dato la propria garanzia sui mutui milionari che sono stati accesi dai concessionari: il nodo del progetto consiste nell’aver approvato l’opportunità per i vincitori del bando di contrarre mutui a copertura dei finanziamenti necessari alla realizzazione della struttura e, contestualmente, la garanzia del 95% dell’importo finanziato a carico del Comune di Roma. In altre parole, si vinceva il bando e si chiedeva un mutuo che il Campidoglio garantiva addirittura fino al 95%.

Ciò che è incredibile è che già nel 2005 il consiglio comunale, con Veltroni sindaco, si rese conto di rischiare il tracollo finanziario con i Punti Verde Qualità e così venne approvata all’unanimità una mozione nella quale è scritto che alcuni concessionari “si sono trovati nell’impossibilità di far fronte agli impegni assunti per problemi legati alla liquidità finanziaria e alle garanzie per le anticipazioni finanziarie”. A quel tempo la garanzia fideiussoria del Comune di Roma per l’accesso al credito delle imprese concessionarie dei PVQ ammontava a 207 milioni di euro.

Un anno e mezzo dopo, però, la stessa amministrazione capitolina deliberò, all’unanimità, il rilascio di ulteriori fideiussioni alle imprese concessionarie per un ammontare complessivo di ulteriori 180 milioni di euro. E ancora, nel 2009, il consiglio comunale, stavolta a maggioranza centrodestra e con Alemanno sindaco, ha deliberato di incrementare di altri 200 milioni il valore complessivo del plafond dei finanziamenti assistibili da garanzia fideiussoria comunale.

Il consiglio comunale nel 2005 aveva visto lungo ma, invece di risolvere la situazione, l’ha peggiorata ulteriormente, triplicando il rischio finanziario, grazie ai voti unanimi di destra e sinistra.

Con Marino la situazione è cambiata? La relazione dell’Ufficio “Indirizzo e coordinamento del programma Punti Verde di Roma Capitale” pubblicata il 4 giugno 2014, ha certificato, mettendo nero su bianco, tutte le irregolarità che vi ho descritto. Il testo integrale è >>questo<<, vi riporto alcuni passaggi.

I costi dei progetti sono stati gonfiati

Disattendendo alle modalità previste dall’Amministrazione per il rilascio delle garanzie dei mutui finalizzati alla realizzazione delle opere e, sovente, in difformità dal progetto definitivo approvato con Deliberazione di Giunta Capitolina, i Direttori dell’ufficio hanno approvato molteplici perizie di variante facendo così lievitare i costi iniziali fino a tre o quattro volte, impegnando contestualmente l’Amministrazione Capitolina nell’estensione delle garanzie previste nelle convenzioni in essere con gli istituti di credito
(pag. 4)

Le garanzie offerte dal comune sono lievitate senza controllo

La concessione di più finanziamenti per concessionario, decise unilateralmente dai dirigenti che hanno sottoscritto le convenzioni, ha determinato il mancato rispetto del limite massimo dell’importo pro concessionario finanziabile di 15 milioni di euro.
(pag. 6)

Delle due l’una: c’è stata ignoranza, oppure malafede

Non si riesce a comprendere se le attività poste in essere siano state determinate da ignoranza della normativa tecnica ed amministrativa oppure tutta l’attività sia riconducibile ad una unica regia finalizzata a trasferire in capo all’Amministrazione i sicuri oneri finanziari derivanti dalla realizzazione i opere pubbliche prive di reale sostenibilità economica.
(pagg. 6-7)

Per portarsi a casa i finanziamenti garantiti dal comune hanno costruito in fretta e furia

Dall’esame degli atti tecnico-amministrativi posti in essere dagli uffici emerge da un lato una spasmodica volontà di portare a compimenti l’esecuzione di opere anche in assenza delle condizioni previste dalla legislazione e, dall’altro, una metodica disapplicazione della normativa posta a tutela dell’Amministrazione Capitolina.
(pag. 7)

Quattro mesi prima, il 17 febbraio 2014, anche l’assessore all’ambiente Estella Marino aveva inviato al Sindaco Marino la sua Relazione-quadro sulle criticità dei “Punti Verde” e ipotesi e/o proposte di intervento. Nelle conclusioni l’Assessore informa il Sindaco che, “nella non auspicata, e men che mai auspicabile, ipotesi della mancata attivazione di adeguate forme di intervento”:

A questo assessorato ed al correlato Dipartimento non potranno ascriversi responsabilità politiche, amministrative e gestionali per i danni che deriveranno a carico di Roma Capitale, anche a seguito delle numerose situazioni di contenzioso, e per le tensioni politico-sociale ed occupazionali nonché di altra natura che verosimilmente potranno associarsi alla degenerazione del progetto “Punti Verde”.
(pag. 8)

È passato più di anno da queste denunce gravissime contenute nella relazione “urgentissima” dell’assessore all’ambiente ma da chi governa la città non è stata avanzata alcuna proposta per risolvere il problema.

Per questo motivo abbiamo deciso di occuparcene con la Commissione Razionalizzazione della spesa. Nei prossimi giorni presenteremo i risultati del nostro lavoro.

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