La riunione di oggi è stata molto propositiva, probabilmente una delle più produttive da quando si è avviato l’Osservatorio. Penso che gli operatori del settore che non hanno potuto partecipare troveranno utile rivedere il video che, come per tutte le precedenti riunioni, metto pubblicamente a disposizione di tutti.
Sono intervenuti: Sante Spigarelli, Andrea Baldini, Maria Vendramin, Antonio Varacalli, Savino Garavana, Massimo Vianello, Mirco Fratta, Alessandro De Paolis, Paola D’Angelo, Monica Zibellini, Matteo Ferrari, Aurelio Ambrosi.
In estrema sintesi (in attesa dell’ormai tradizionale report di Mirco Fratta) i punti trattati sono stati:
- condivisione di spazi sportivi tra diversi impianti e realizzazione di una piattaforma unica tra concessionari aderenti;
- corsi online, utilizzo delle nuove tecnologie per sviluppare correttamente il servizio, attenzione a disclaimer e assicurazioni;
- utilizzo degli spazi scolastici, organizzazione di un incontro con Tonino Mancuso (Miur);
- utilizzo degli spazi sportivi pubblici (ad es. piste di pattinaggio) e sviluppo di un sistema di prenotazione, come ad esempio fatto lo scorso anno per i campi da beach volley di Tiberis;
- rimborso delle quote, problematica ulteriore per chi paga l’IVA;
- necessità urgente di protocolli da seguire e delle condizioni necessarie per la riapertura;
- in particolare, disposizioni chiare per l’accesso alle aree verdi interne agli impianti (situazione simile a quella dei parchi e delle ville).
Premessa. Pubblico nuovamente questo mio intervento, a tre mesi di distanza dalla prima volta, perché alcuni concessionari mi riferiscono di false notizie diffuse sull’argomento in questi giorni. Anche questa sarà l’occasione, al momento opportuno, per giudicare chi in questi anni ha sempre detto chiaramente quali sono le proprie idee politiche e chi invece, probabilmente non avendo idee proprie, ha passato il suo tempo a diffondere in maniera distorta quelle altrui. Lo faccio perché sono convinto di appartenere alla prima categoria e invito i miei colleghi a fare lo stesso, poiché penso che sia doveroso, da parte di chi riveste cariche istituzionali, assumersi la responsabilità delle notizie che si comunicano ai propri interlocutori in funzione del proprio ruolo pubblico.
Passando all’argomento in oggetto, ribadisco quanto ho già scritto su Facebook il 1 febbraio scorso.
Roma Capitale potrà gestire direttamente gli impianti sportivi comunali, tramite la sua società Zetema. Durante la discussione che ha preceduto la modifica dello statuto della società necessaria a questo fine, ho anticipato la procedura che sarà inserita nel Regolamento.
Gli impianti potenzialmente gestibili da Zetema saranno tutti, grandi e piccoli. In particolare, la gestione diretta avverrà:
- nel caso in cui Roma Capitale si dovesse trovare improvvisamente ad avere le “chiavi” dell’impianto in mano (vale a dire quando il gestore in essere decida di restituirlo al Comune);
- dopo aver preventivamente verificato l’indisponibilità di altri soggetti pubblici a subentrare nella gestione, ad esempio chiedendo a tutte le Federazioni, Enti di Promozione e Discipline Sportive per il tramite del Coni;
- per il periodo strettamente necessario a predisporre gli atti dia gara e selezionare il nuovo concessionario.
L’obiettivo è quello di evitare che le strutture chiudano, il che significa poter continuare ad offrire il servizio ai cittadini e tutelarle da eventuali atti vandalici.
Oggi si è riunito per la prima volta l’Osservatorio sugli impianti sportivi privati, al quale partecipano i gestori di circoli/impianti di proprietà e i gestori di locali in affitto.
Sono intervenuti Alessio Capone, Sergio Gaviglia, Mirco Fratta, Marco De Astis, Paolo Anedda, Sergio Schmidov.
Pubblico come di consueto il video integrale della riunione.
Punti trattati:
- applicazione dell’IVA, lo sport come farmaco e il trattamento fiscale dei collaboratori sportivi;
- sport paralimpico, sul quale sarà organizzata una riunione dedicata;
- affitto da privati e ipotesi di detrazione per il concedente privato del 60% dell’affitto, sarebbe opportuno ampliarlo al 100%;
- problema dei costi fissi di impianti tecnologici che non si possono spegnere vedi palloni pressostatici;
- accesso al credito sportivo modalità e possibilità;
- responsabilità penale e civile del presidente per la riapertura.
Oggi l’Osservatorio sugli Impianti Sportivi Comunali si è riunito per un confronto con le società romane di rugby.
Sono intervenuti Marco Franzoso, Mirco Fratta, Bruno Formicola, Fernando Salsano, Stefano Teodori, Gianmarco Mezzasoma, Giulio Toniolatti, Fabrizio Romani, Massimo Vianello.
Pubblico come di consueto il video integrale della riunione.
I principali argomenti trattati sono stati:
- Ripresa delle attività nella “Fase 2” con riferimento alle indicazioni della Federazioni Italiana Medici Sportivi;
- Realizzazione dei centri estivi come poli di multidisciplinarità;
- Proposta di collaborazione tra più entità sportive per lo sfruttamento degli spazi;
- Centralizzazione degli acquisti (possibilità di aderire a un gruppo di acquisto Macron, sponsor della Federazione rugby) ;
- Collaborazioni con le scuole. Su questo ultimo punto chiederò alla Presidente della Commissione Scuola di convocare una commissione congiunta.
Sono anche stati trattati temi più generali:
- Annullamento dei canoni concessori
- Annullamento della tariffa rifiuti.
- Comunicazioni istituzionali per la restituzione delle quote.
- Linee guida per la riapertura.
Il lavoro di queste ultime settimane per fare fronte alla grave emergenza che ci ha coinvolti è stato intenso e molto partecipato. Il prolungato periodo di lockdown è stato, paradossalmente, la molla che ha dato vita a una serie di incontri con gli operatori del settore, dai quali sono emersi numerosi spunti sui quali riflettere per avviare la fase di riapertura e che voglio condividere con voi.
Per darvi una misura della rappresentatività dei risultati emersi, ci tengo a sottolineare che i soggetti che sono stati contattati nell’ambito di questi incontri sono più di 1.500 tra concessionari di strutture pubbliche (impianti sportivi e palestre scolastiche), gestori di impianti privati (in affitto o di proprietà), Federazioni, Enti di Promozione Sportiva, Discipline Sportive Associate. Soltanto le ultime riunioni in videoconferenza degli Osservatori sportivi di Roma Capitale, tenutesi la scorsa settimana e programmate per la prossima, contano nel complesso la partecipazione diretta di oltre 150 rappresentanti di società ed istituzioni sportive.
Dal punto di vista strettamente politico, tale lavoro si è tradotto in una serie di atti: un ordine del giorno (il numero 80 approvato il 13 marzo), una mozione (la numero RQ/6451 depositata il 10 aprile), una prima proposta di deliberazione contenente indirizzi per l’adozione di misure urgenti per i Centri Sportivi Municipali (depositata il 6 aprile) ed una seconda proposta di deliberazione contenente indirizzi per l’adozione di misure urgenti per gli Impianti Sportivi Comunali (ancora in bozza), tutti ampiamente discusse nel corso di una serie di sedute di Commissione sul medesimo tema.
Passando alle proposte da trasmettere a Sindaca e Assessore Sport che sono emerse nei tavoli di confronto, ve ne presento una sintesi, suddivisa in quattro macro ambiti di riferimento:
- interventi specifici per i concessionari di centri sportivi municipali;
- interventi specifici per i concessionari di impianti sportivi comunali;
- interventi specifici per entrambe le categorie di concessionari;
- interventi generici per tutti gli operatori sportivi.
Per quanto riguarda la prima tipologia di interventi, i Centri Sportivi Municipali, è emersa l’esigenza di velocizzare le procedure relative alle assegnazioni dei nuovi spazi disponibili (le palestre e campi che non sono attualmente assegnate a nessuno). Sotto tale profilo sono a precisare che è recentemente stata depositata una proposta di Delibera per l’approvazione di un censimento in allegato al Regolamento, D.A.C. n. 41/2018, contenente l’elenco puntuale degli spazi. Con molta probabilità sarà più semplice procedere, almeno in una prima fase, alla riapertura degli spazi sportivi all’aperto e sarà dunque importante sollecitare il maggior sfruttamento degli stessi, molti dei quali ad oggi sono inutilizzati. A tale riguardo evidenzio di aver ricevuto numerose richieste per l’assegnazione di tali spazi, per soddisfare le quali sarà necessario valutare delle procedure di assegnazione dai tempi estremamente rapidi.
Restando nell’ambito delle assegnazioni degli spazi, ricordo la richiesta di segnalare al Governo la necessità di apportare delle modifiche al Codice dei Contratti, la cui applicazione si è dimostrata particolarmente critica sia per quanto riguarda i criteri di valutazione delle offerte progettuali, sia per quanto riguarda i tempi di conclusione delle procedure di affidamento, a causa della rigidità imposte agli Enti Locali nella selezione dei componenti delle commissioni aggiudicatrici.
I rappresentanti delle asd hanno inoltre formulato una serie di suggestioni, rivolte anche ad interlocutori diversi dall’Amministrazione capitolina, come l’utilizzo di fondi comunitari per prevedere interventi di miglioria dell’aerazione delle palestre o la richiesta alle Federazioni di rinviare le scadenze per i pagamenti in sospeso, delle quali tuttavia Roma Capitale potrebbe farsi portavoce.
Gli incontri dedicati alla seconda tipologia di interventi, svolte con i rappresentanti degli Impianti Sportivi di proprietà di Roma Capitale e con le Federazioni, hanno offerto ulteriori spunti di riflessione.
Un primo argomento segnalato è stato quello dell’adeguamento degli impianti alle nuove normative per il distanziamento sociale. Saranno necessari interventi specifici per consentire la ripresa delle attività evitando il contatto, visto che in attesa del vaccino contro questo virus occorrerà evitare i contatti e gli assembramenti. Occorrono delle procedure di autorizzazione snelle e dai tempi di risposta estremamente rapidi. A tale riguardo ho indirizzato al Sottosegretario Simone Valente – per la sua competenza in materia di sport nelle Istituzioni di Governo – una nota con la quale ho richiesto lo studio della possibilità di attuare procedure di autorizzazioni in tempi più rapidi e di misure d’urgenza – ovviamente limitate nel tempo e ancorate solo alla fase di stretta ripartenza – anche conferendo maggiori competenze attuative agli Enti.
Sempre per quanto riguarda le condizioni ambientali, è emersa la necessità da parte degli operatori di ricevere indicazioni chiare ed omogenee. Appare oltremodo opportuno coinvolgere i dirigenti preposti, dandogli indirizzo affinché continuino ad inviare, anche durante la fase della riapertura, circolari a tutti i gestori, così come è avvenuto durante la fase di chiusura, con riferimento alle indicazioni fornite da Coni e Federazioni, oltre agli eventuali controlli da effettuare per l’accesso agli impianti (ad esempio termoscanner), nonché sulla necessità di individuare in ogni impianto un responsabile della sicurezza adeguatamente formato riguardo alle misure anti Covid-19.
In particolare, occorre lavorare con urgenza alla creazione dei presupposti per le attività dei centri estivi, che saranno il primo banco di prova in vista della ripresa auspicata per settembre. La volontà di riprendere le attività deve essere una priorità perché il contributo che lo sport dà alla vita quotidiana della nostra città è di valore incommensurabile.
Per quanto riguarda la terza tipologia di interventi, condivisi quindi da tutti i concessionari, è quella di monitorare la sanificazione degli spazi sportivi, per poter adeguare gli ambienti e permetterne la riapertura in maggiore sicurezza. A tale proposito vi segnalo l’opportunità di selezionare un fornitore con il quale stipulare una convenzione per la sanificazione degli impianti sportivi comunali interessati. Analogamente, l’Amministrazione potrebbe selezionare un fornitore unico di dispositivi di sicurezza (guanti, mascherine e simili) che, seppur a carico dei concessionari, potrebbe essere oggetto di un accordo tramite il quale Roma Capitale potrebbe permettere di far reperire il materiale a condizioni calmierate e in tempi celeri.
Ho lasciato per ultime, non perché meno importanti, le questioni economiche di cui abbiamo ampiamente dibattuto fin dall’inizio dell’emergenza, che accomunano gli operatori sportivi alle altre categorie produttive della nostra città. Se lo sport è salute, gli operatori sportivi producono salute pubblica e, dunque, sono una categoria produttiva particolarmente importante. Le richieste consistono nella cancellazione dei canoni (non soltanto la sospensione dei pagamenti) e nel taglio delle imposte locali (Tariffa Rifiuti).
Un’attenzione particolare, inoltre, dovrà essere rivolta all’ultima tipologia di interventi, quelli rivolti anche alle associazioni non affidatarie di spazi sportivi che, sebbene coinvolte anch’esse dalla crisi, non potranno tuttavia usufruire dei benefici che l’Amministrazione – di concerto con il Governo nazionale – sta ponendo in essere (quali ad esempio la sospensione dei canoni o il prolungamento delle concessioni).
Un sostegno economico indiretto, di cui il Comune può farsi portavoce nei confronti del Ministro dello Sport e del Coni, è quello della previsione di forme di aiuto alle famiglie per le spese riferite alle attività sportive di base e agonistiche: dei veri e propri voucher sportivi, in analogia ai “buoni spesa”, oppure un aumento della detraibilità delle attività sportive dal 19% al 100% estesa a tutti, non solo per i minori.
I gestori di strutture private potrebbero essere ricompresi nell’eventuale “centrale unica degli acquisti” già descritta precedentemente, estendendo anche a loro le proposte offerte dai fornitori di servizi (ad es. sanificazioni) e materiali (ad es. mascherine) a prezzi convenzionati individuati da Roma Capitale.
Per concludere, riporto la richiesta di indicazioni su come affrontare la questione delle domande di rimborso delle quote di iscrizione ai corsi che sono stati improvvisamente interrotti. Se per un verso infatti si dovrà tenere conto dell’impossibilità di molte associazioni – già in grande sofferenza economica – di restituire la quota (anche convertendola in buoni da utilizzare alla ripresa delle attività), per altro verso non potrà nemmeno farsi scontare il costo delle interruzioni sulle famiglie. Indipendentemente dalle questioni di diritto, è auspicabile dunque un supporto quantomeno dal punto di vista comunicativo – come ad esempio la stesura di un documento ufficiale – per rispondere in modo omogeneo a tali richieste e non creare malumori nell’utenza.
Oggi gli aderenti all’Osservatorio sugli Impianti Sportivi Comunali si sono riuniti per trattare specificatamente le attività svolte negli impianti polivalenti coperti.
Sono intervenuti Paolo Anedda, Mirco Fratta, Alberto Di Blasi, Stefano Raffi, Aurelio Ambrosi, Fabrizio Maria Tropiano, Ivan Sacchi, Massimo Vianello.
Argomenti specifici trattati:
- Centralizzazione degli acquisti del materiale sanitario mascherine termoscanner ecc.
- Centralizzazione della sanificazione ambientali con ditte certificate, per assicurare uniformità e tutelare le asd ssd da eventuali responsabilità.
- Certificazione delle strutture da parte dell’amministrazione sulla idoneità degli impianti.
- Indicazioni chiare ed omogenee tramite una circolare dipartimentale sulle condizioni da rispettare per poter riaprire le strutture.
- Specificatamente agli impianti polivalenti, indicazioni di come far convivere le varie discipline e i protocolli specifici per ogni attività, gli sport con la palla come saranno gestiti?
- Indicazioni chiare per l’accesso dei disabili con richiesta al CIP
- Modifica del tariffario attualmente in essere soprattutto nella parte in cui si dovrebbe dare la possibilità di fare abbonamenti annuali, come previsto già per il calcio.
- Possibilità di una contrattazione unica con i distributori di energia.
Argomenti più generali:
- Sollecitare il governo a un ricalcolo generale delle concessioni o ad un allungamento automatico, come fatto pere esempio con le concessioni demaniali.
- Abbattimento dei tempi per l’autorizzazione e esecuzione dei lavori di adeguamento degli impianti.
A beneficio di chi non ha potuto partecipare pubblico la registrazione della riunione.
La riunione di venerdì scorso ha portato grande entusiasmo ed è stata seguita da messaggi di apprezzamento per gli interventi che sono stati fatti dai partecipanti all’incontro, ai quali ovviamente unisco il mio apprezzamento personale.
Rispetto a quanto emerso venerdì ho una buona notizia da comunicarvi: il Presidente Andrea Abodi mi ha comunicato che la creazione dei Comparti Liquidità del Fondo di Garanzia e del Fondo Contributi Interessi gestiti da ICS, che hanno proposto ed è stata recepita nell’art. 14 dell’ultimo DL, consente all’Istituto per il Credito Sportivo di finanziare il circolante, quindi per accedere ai finanziamenti del Fondo non sarà necessario possedere il titolo richiesto per le infrastrutture (contratto di concessione o di affitto di durata di almeno sei anni).
Nel frattempo sono pervenute altre adesioni per la costituzione dell’Osservatorio.
I rappresentanti dei Concessionari che hanno dato finora la propria disponibilità a fungere da referenti per le discipline sportive di propria competenza sono:
- calcio – Ugo Pambianchi (ATI Tre Fontane), Alessio Di Curzio (Atletico 2000), Nicola Vilella (Romulea);
- nuoto – Mirco Fratta (Olimpia 1), Ivan Sacchi (Rari Nantes Nomentano);
- tennis – Aurelio Ambrosi (Ferratella);
- rugby – Marco Franzoso (Unione Rugby Capitolina);
- tiro con l’arco – Sante Spigarelli (Arco Sport);
- polivalenti coperti – Paolo Anedda (Palatorrino), Alberto Di Blasi (Palafonte);
- impianti multidisciplinari – Alessandro De Paolis (Fulvio Bernardini), Massimo Vianello (Tennis Team Vianello).
La prime riunioni tematiche saranno le seguenti:
- campi polivalenti coperti, martedì 21 aprile alle ore 17;
- rugby, venerdì 24 aprile ore 17;
- impianti open, domenica 26 aprile ore 10;
- impianti natatori, lunedì 27 aprile ore 17.
Seguiranno riunioni tematiche per tutte le altre tipologie di impianto.
Sabato 25 aprile è stata invece convocata una riunione con le associazioni sportive che operano o gestiscono circoli e impianti privati.
Questo è il video integrale della conference call di questa mattina dedicata ai centri sportivi municipali, che mi fa piacere pubblicare e mettere a disposizione in differita di circa tre di ore.
Sono intervenuti: Sergio Gaviglia, Fabio Spadaccia, Debora Quaglieri, Daniele D’Antoni, Sara Macerola, Fabio Michelozzi, Licia Conti, Giancarlo Dolcini. Mi dispiace per i problemi con i microfoni di Laura Allegrezza e Franco Fronda, che invece non siamo riusciti a sentire.
Anche oggi, come per la riunione di ieri sugli impianti sportivi comunali, mi fa piacere evidenziare come questa sia stata una bella occasione di conoscenza reciproca tra operatori che, dovendo affrontare difficoltà comuni, potranno unire le forze per avere la possibilità di superarle prima e di superarle meglio.
La discussione ha trattato le seguenti richieste:
- velocizzare le procedure relative alle assegnazioni dei nuovi spazi disponibili, con ulteriori palestre e campi da inserire al censimento da allegare al regolamento;
- monitorare le sanificazioni degli spazi;
- dare maggiore attenzione alle asd non affidatarie (che non beneficiano della sospensione/cancellazione dei canoni e dei prolungamenti);
- sollecitare i Municipi che non hanno ancora costituito l’albo delle associazioni sportive operanti sul territorio;
- incrociare i dati delle assegnazioni anche con le palestre della Città Metropolitana, ai fini del conteggio delle ore per singola associazione;
- allineare la pubblicazione degli avvisi per le nuove concessioni nei 15 Municipi di Roma e, possibilmente, anche con Città Metropolitana;
- comprendere anche le associazioni non concessionarie nelle richieste di voucher/detrazioni delle spese sportive che sono state richieste al Governo;
- effettuare un focus sugli spazi aperti, che durante la “fase 2” saranno forse più importanti delle palestre al chiuso, sollecitare lo sfruttamento degli spazi che fino ad oggi sono rimasti inutilizzati;
- prevedere interventi per migliorare l’aerazione delle palestre, puntando anche ai fondi comunitari disponibili;
- chiedere alle Federazioni di rinviare le scadenze per i pagamenti in sospeso. A settembre non saranno previste quote di riaffiliazione, quote di tesseramento e di iscrizione ai campionati ma alcune Federazioni hanno chiesto di saldare entro fine maggio le eventuali incombenze pena esclusione dai campionati e ritiro dei titoli conseguiti.
L’incontro di questa mattina è stato un importante momento di confronto e, soprattutto, di produzione di proposte utili al fine di superare l’attuale crisi e ripartire nel miglior modo possibile.
Desidero evidenziare che, oltre alle misure di sostegno economico di cui si legge su tutti i giornali, ci sono tantissime proposte pratiche, realizzabili a costo zero, che in nessuna riunione politica sarebbero potute emergere: il coinvolgimento di chi conosce il proprio settore è fondamentale e voglio esprimere ancora una volta la mia gratitudine verso tutti coloro che stanno dedicando il proprio tempo e stanno mettendo le proprie competenze a disposizione dell’Amministrazione, con l’obiettivo di trovare soluzioni che aiuteranno tutti.
Penso che questa sia anche stata una importante occasione di conoscenza reciproca tra operatori che, dovendo affrontare difficoltà comuni, potranno unire le forze per avere la possibilità di superarle prima e di superarle meglio.
Potrete ascoltare gli interventi di: Riccardo Milana, Mirco Fratta, Andrea Burlandi, Andrea Baldini, Bruno Campanile, Aurelio Ambrosi, Claudio Butera, Luca Lanzetti, Alberto De Blasi, Ugo Pambianchi, Paolo Anedda, Alessandro De Paolis, Nicola Vilella, Fulvio Corrado, Ivan Sacchi, Alessio Di Curzio, Mauro Schiavone.
Riassumo per punti gli argomenti trattati nella riunione, con l’aggiunta di alcune integrazioni che mi sono state inviate successivamente dai proponenti:
- Creazione di un “osservatorio” per gli Impianti Sportivi Comunali sulla falsariga di quello già operante da più di due anni per i Centri Sportivi Municipali. L’osservatorio opererà in autonomia con l’obiettivo di portare proposte all’Amministrazione Capitolina;
- Sviluppo basato sulle nuove tecnologie, creazione di un format per monitorare le esigenze degli impianti e per la creazione di sinergie tra diversi impianti, ad esempio quelli che hanno spazi all’aperto e quelli che hanno spazi al chiuso;
- Creazione di un fondo con garanzia dedicato agli impianti di proprietà di Roma Capitale per i lavori di adeguamento necessari a poter riaprire le strutture nella “fase 2”. Per l’accesso al credito sportivo servono concessioni di durata residua di almeno sei anni, molte società sportive in attesa del ricalcolo della concessione non potranno accedervi. A Roma abbiamo 90 impianti con concessione scaduta e quasi tutti con una concessione di durata residua inferiore ai sei anni, il che significa che per quasi tutti i gestori l’accesso ai finanziamenti dell’ICS alle attuali condizioni è precluso;
- Adeguamento degli impianti alle nuove normative per il distanziamento sociale. Saranno necessari interventi specifici per consentire la ripresa delle attività evitando il contatto, perché in attesa del vaccino occorrerà evitare i contatti e gli assembramenti. Occorrono delle procedure di autorizzazione snelle e dai tempi di risposta estremamente rapidi. Proposta di Commissario ad acta;
- Necessità di indicazioni chiare ed omogenee inviate tramite una circolare a tutti i gestori sugli eventuali controlli da effettuare per l’accesso agli impianti (termoscanner?). Un solo episodio negativo danneggerebbe tutti;
- In particolare, occorre lavorare alla creazione dei presupposti per le attività estive, che saranno il primo banco di prova in vista della ripresa auspicata per settembre;
- La riapertura delle strutture solo per gli allenamenti, come ipotizzato da alcune anticipazioni, per alcune tipologie di impianti energivori (piscine) avrebbe un costo troppo alto, è necessario studiare un piano per la riduzione dei costi, come ad esempio l’utilizzo di uno stesso impianto tra più società con orari prestabiliti, una sorta di “centro federale in versione comunale”;
- Ricalcolo della durata della concessione per i lavori eseguiti in conseguenza dell’emergenza sanitaria (applicazione di quanto previsto dal codice dei contratti). Proposta di modifica del regolamento per inserirne una previsione esplicita nel testo della D.A.C.;
- Sblocco delle pratiche per il ricalcolo delle durate delle concessioni art. 22.
- Creazione di una centrale unica di acquisto, a partire dal materiale sanitario, per ottenere un risparmio a vantaggio dei gestori e per non creare riaperture disomogenee;
- Proposta di istituzione di un albo di gestori di impianti sportivi, per tipologia/disciplina sportiva;
- Annullamento dei canoni concessori e non sospensione;
- Annullamento delle bollette AMA;
- Indicazioni da parte dell’Amministrazione su come soddisfare le richieste di rimborso dei soci iscritti negli impianti. Stesura di un documento ufficiale per rispondere in modo omogeneo alle richieste degli iscritti sulle quote già pagate per i corsi non svolti;
- Previsione di forme di aiuto alle famiglie per sostenere le attività di base e agonistiche, visto il cambiamento delle capacità economiche. Voucher sport,in analogia ai “buoni spesa”, oppure aumento della detraibilità delle attività sportive dal 19% al 100% e per tutti, non solo per i minori.
Per arginare la diffusione del contagio da Covid-19 abbiamo ordinato a milioni di persone di non lavorare. Tra queste persone molte non hanno fonti di reddito alternative e non hanno risparmi sufficienti per poter sostenere le spese che non sono state fermate dal lockdown, ad esempio per pagare gli affitti, oppure per pagare le bollette, oppure per pagare la spesa.
Per evitare che chi ha perso il lavoro non debba scegliere tra lasciarsi morire di fame o andare a rapinare un supermercato, lo Stato ha offerto a tutte queste persone un aiuto. Questo aiuto, però, costa e con l’economia ferma, anche le entrate dello Stato sono ferme, quindi il costo è doppio: da una parte sono aumentate le uscite e dall’altra si sono ridotte le entrate.
Lo Stato italiano già prima dell’emergenza Covid-19 aveva un bilancio pubblico tra i peggiori in Europa e questa prolungata fase di lockdown ovviamente non ha fatto altro che peggiorare drammaticamente una situazione già negativa che ci caratterizza da decenni.
Le recenti stime del Fondo Monetario Internazionale sono l’ennesimo segnale del fatto che la Grecia è a un passo: se continuiamo a stare fermi il debito dello Stato italiano raggiungerà livelli oltre i quali nessun Governo sarà in grado di guidare il Paese a tornare indietro, perché le politiche necessarie a farlo sarebbero talmente impopolari da essere di fatto incompatibili con la democrazia (altro che l’austerity di Mario Monti…): qualunque forza politica al governo perderebbe troppi consensi, per chiunque sarà politicamente meglio guidare il Paese al default piuttosto che a una lunga fase di sacrifici. Una fase molto più lunga del ciclo politico e, quindi, irrealizzabile perché il Governo che la dovesse cominciare non avrebbe il tempo di portarla a compimento, perdendo le elezioni successive.
C’è il rischio che ormai sia tardi ma l’unica possibilità di evitare questo scenario è consentire ai giovani e a chi non ha gravi patologie di riprendere le attività lavorative, perché se lo Stato fallisce le vittime dirette e indirette della povertà (comprese quelle della conseguente criminalità) supereranno di molto quelle del coronavirus.


