Ci sono degli aggiornamenti relativamente alla richiesta di informazioni per la realizzazione di un orto condiviso nel Municipio XIV.
Ivan Errani, Vice Presidente del XIV Municipio ed Assessore all’ambiente, riqualificazione urbana e turismo, ha convocato un incontro pubblico per domani, martedì 21 gennaio, alle ore 16:00, in via Mattia Battistini 464.
Nel frattempo, anche Paola Marzi ha risposto alla mail dello scorso 19 novembre, individuando l’area dove potrebbe realizzarsi l’orto.
Si sono adoperati per rendere possibile questo incontro, oltre ad Ivan Errani, anche Valerio Barletta, Presidente del Municipio, e Donatella Iorio, Consigliere municipale. Li ringrazio sinceramente, perchè è merito loro se oggi il dialogo tra le istituzioni ed i cittadini è più intenso rispetto a ieri.
Ci vediamo domani, prepariamo le zappe!
Sono passati 50 giorni dalla proposta di orto urbano in via Battistini che ho inviato alle istituzioni comunali e municipali. Penso sia un tempo sufficiente per pubblicare un aggiornamento ed alcuni primi giudizi sui “bravi” e i “meno bravi”.
Primo punto. Ho scritto alla responsabile comunale per gli orti urbani (paola.marzi@comune.roma.it), facendole una semplice domanda:
scrivo per sapere se il terreno che si trova tra via Mattina Battistini, via dell’Assunzione e via San Melchiade Papa, che è di proprietà del comune ed è da sempre abbandonato, potrebbe ospitare un orto urbano
ma non ho mai ricevuto risposta. Molto male! Mi domando per quale motivo il comune di Roma non sia in grado di trovare una persona affidabile e motivata che sia in grado di seguire un tema così sentito da parte di migliaia di cittadini. Non so rispondere, e per ora andiamo avanti, ma sul punto ci torniamo alla fine dell’articolo.
Secondo punto. Ho avuto modo di contattare moltissime persone e di leggere con entusiasmo il documento, presentato in Campidoglio, contenente le linee guida proposte dalla rete dei movimenti per gli orti urbani. Al primo punto c’è la rimozione degli ostacoli amministrativi e, ovviamente, lo condivido in pieno.
Terzo punto. Ho ricevuto le risposte da parte di Donatella Iorio e Valerio Barletta, che ringrazio. La mia richiesta di aiuto era la seguente
“voi” istituzioni dovrestete sforzarvi di venire incontro a “noi” cittadini ed aiutarci a realizzare i cambiamenti concreti nella realtà in cui viviamo, andando oltre alle mozioni, interrogazioni e tutte le altre iniziative che restano sulla carta ma non arrivano mai nel mondo reale.
E Valerio ha replicato dicendo che
Abbiamo lanciato l’iniziativa OrtoPerOrto proprio con questo spirito. Possiamo studiare insieme un regolamento per l’affidamento di aree da destinare a verde pubblico… Avrei pure un paio di idee per partire… Magari ne parlo con Donatella ed in caso ci vieni a trovare. Ok?
Ok, sono pronto a venirvi a trovare il prima possibile. Fatemi sapere dove e quando.
E, nel frattempo, rimuoviamo insieme questi odiosi ostacoli amministrativi, a partire da quelli che ne sono la causa. Probabilmente il primo ostacono ha un nome e un cognome: Paola Marzi. Se è così, che facciamo? Lo rimuoviamo e mettiamo al suo posto qualcun altro?
Venerdì scorso, 20 dicembre, gli Assessori Cecera ed Errani hanno invitato alcuni cittadini presso il Municipio al fine di discutere la possibilità di realizzare una pista ciclabile lungo via Battistini, tracciata dalla linea rossa nella foto in alto.
In virtù dei risparmi ottenuti dal rifacimento del manto stradale, il Municipio ha la possibilità di realizzare un tratto di pista ciclabile di circa 1,8 chilometri, che va dall’incrocio con via del Forte Braschi (cinema Andromeda) fino all’incrocio con via della Pineta Sacchetti.
L’idea prevede una ciclabile in sede separata, a doppio senso di marcia, da realizzarsi su uno dei due lati della strada. La pista dovrebbe scorrere tra il marciapiedi pedonale e la sosta delle auto parallele alla carreggiata, separata da esse tramite cordoli, parapedonali, etc. Per una questione di maggiori costi è quasi certamente da escludere la possibilità di realizzare due piste ciclabili, una per lato, con lo stesso senso di marcia delle auto.
Il Municipio ha voluto coinvolgere i cittadini, chiedendo a tutti di esprimersi, in particolare, circa:
- il lato di Via Battistini sul quale realizzare la ciclabile;
- gli accorgimenti da privilegiare per separare la ciclabile dalle auto in sosta;
- i punti di criticità in base alla conoscenza della strada e delle sue dinamiche.
L’appuntamento per il sopralluogo è stato fissato per martedì 7 gennaio, orientativamente tra le 16 e le 18. Nel frattempo, possiamo studiare il progetto ed avanzare le nostre proposte. Chi vuole partecipare batta un colpo.
Sulle montagne del Chiapas stanno nuovamente maturando i frutti rossi del caffè.
Questo caffè è coltivato da una comunità di contadini che nel 2003 ha scelto di ribellarsi al cartello delle multinazionali e liberarsi da esso. Per loro la nascita del progetto Tatawelo è significata
seminare, raccogliere e distribuire non solo chicchi di caffè ma di giustizia, dignità, uguaglianza e autonomia
Per questo motivo, ogni anno in questo periodo parte in tutto il mondo una campagna di prefinanziamento, aderire alla quale significa sostenere economicamente i produttori durante i mesi della raccolta.
Il prefinanziamento è uno dei cardini del commercio equo solidale. Significa costruire una filiera trasparente che collega produttori e consumatori in una rete di solidarietà e significa rompere i classici meccanismi di indebitamento, di prestiti e interessi bancari.
Attraverso il prefinanziamento del Cafè Tatawelo è possibile prenotare entro il 20 dicembre 2013 una certa quantità di caffè, acquistandolo ad uno sconto del 25%, mettendo così a disposizione dei produttori di caffè e dell’Associazione Tatawelo le risorse per sostenere il raccolto e sviluppare il progetto.
Il caffè, prenotato e pagato al momento dell’ordine, arriverà in Italia nel settembre 2014, dopo essere stato raccolto, lavato, asciugato, ammassato e selezionato dai produttori, spedito in Italia e qui macinato, tostato e impacchettato.
Chi non conosce il progetto può guardare questo video di presentazione.
Per conoscere tutti i dettagli e partecipare al progetto potete >>cliccare qui<< oppure scrivermi.
Questa domenica torna l’appuntamento con il Monte Mario Bike Tour.
Dopo aver girovagato per Monte Mario (MMBT 1 e 2), dopo essere andati alla scoperta del parco di Veio (MMBT 3) e dell’oasi LIPU – Riserva Naturale di Castel di Guido (MMBT 4), questo mese faremo tappa presso alcune splendide ville cittadine.
Partiremo dal centro di raccolta Battistini, per poi toccare il parco del Pineto, villa Carpegna, parco Piccolomini e villa Sciarra, dove presumibilmente ci sarà la pausa pranzo. Approfitteremo del passaggio in zona largo Boccea per innaffiare gli alberi che sono stati piantati domenica scorsa in occasione della festa dell’albero, iniziativa che ancora in pochi conoscono.
Al rientro, ci caleremo dalla discesa del Gianicolo e torneremo alla base passando da Trastevere e San Pietro, dando un tocco di natalizio all’ultimo bike tour del 2013.
Appuntamento: ci vediamo domenica 8 dicembre, alle ore 10:00, in via Mattia Battistini 537.
Link:
Evento su Facebook
Video:
MMBT 3 – Discesa al parco di Veio
MMBT 4 – Ingresso nell’Oasi di Castel di Guido
Ci vediamo domenica.
Oggi in centinaia di scuole italiane si è svolto il primo bike to school nazionale: migliaia di bambini sono andati a scuola con un gigantesco sorriso stampato in faccia, insieme a quello dei loro genitori.
Tutti i loro compagni di classe che non lo hanno fatto, li hanno visti e certamente hanno sognato di poter fare altrettanto.
Al bike to school hanno aderito anche i cittadini di Roma e, in particolare, quelli di Montemario. Questo nonostante gli amministratori non siano ancora stati in gradi di dotare la città di piste ciclabili degne di tale nome: guardate dove dobbiamo passare!
Ma è solo questione di tempo, nel frattempo piccoli ciclisti crescono… e vanno a scuola in bicicletta.
![20131129_085002[1]](https://angelodiario.com/wp-content/uploads/2013/11/20131129_0850021.jpg?w=300&h=225)
Lunedì è avvenuta la presentazione della bozza del nuovo Piano di Assetto del Parco del Pineto, un documento elaborato in maniera “professionalmente unilaterale” da RomaNatura.
L’intervento di Celso Coppola (cliccate sull’immagine per aprire il video), attivo da oltre 40 anni per la difesa del parco e Presidente dell’Associazione Il Pineto a tutela dell’ambiente, è ai limiti del commovente e ci mostra con la potenza della sua semplicità, cosa vuol dire amare la natura e dedicare la propria vita per la difesa dei beni comuni.
Celso parla di “qualcosa di positivo, sentimentale, emotivo, vivo che risponde al genius loci e a tutta la realtà del bosco e ai bisogni della popolazione”. Che differenza di linguaggio rispetto a RomaNatura, che fa riferimento a delle sigle distaccate, fredde come il ghiaccio: “la maggior parte delle zone è inserita da A a C, solo quello che è costruito deve essere inserito in zona D, la chiesa sta in zona D, l’Istituto Ventura sta in zona D, la parte costruita di via Trionfale è in zona D“.
Celso si preoccupa dello spezzettamento del parco in tante zone, che rischiano di andare per conto loro, mentre “qui c’è un parco solo“. Celso si preoccupa di come far incontrare la parte urbanistica regolamentare con “la realtà unica del Parco, il quale dovrebbe avere una grande indipendenza ed essere sovraordinato rispetto al Piano Regolatore stesso della città“. Celso si preoccupa di lavorare insieme, Istituzioni e Associazioni, e non relegare queste ultime alla mera presentazione di osservazioni, per evitare di elaborare un Piano fatto male perchè “una volta che una cosa è fatta, è molto difficile rimuoverla“.
Ma la cosa più incredibile sapete qual’è? È che Celso, al termine del suo intervento, dice “scusate”.
Grazie Celso, per tutto quello che con la tua cultura, passione ed eleganza ci insegni in ogni occasione: sei un mito!
Ieri pomeriggio sono arrivate le arance di SOS Rosarno. Sono arance biologiche, arance coltivate e raccolte senza sfruttare manodopera sottopagata, arance libere dalle mafie.
Il GAS è anche questo, come dice il nostro Andrea: una spesa equa e solidale si può fare, basta un piccolo sforzo in più e tanta voglia di cambiare questo mondo.
Il GAS è anche questo, come dice il nostro Salvatore: ogni volta che mangiamo un’arancia delle “nostre” è un atto politico di amore.
E il GAS è anche quello che ha vissuto l’avventura dello scorso anno, descritta da Anna con uno spettacolare resoconto che pubblico sul blog con grande piacere.
IL GAS È ANCHE QUESTO…
Prologo
SOS…Rosarno chiama – Roma Nord risponde: vendonsi agrumi non sporcati dal sangue di lavoratori africani, bio, freschi, buoni, prezzo trasparente… come dire di no?
129 casse, ovvero 1143 kg di agrumi partono dalla Calabria in direzione di Ottavia. Li hanno ordinati i gasisti di Roma Nord.
Sì, partono…ma quando?
E qui comincia l’avventura…
Prima parte – l’attesa
Andrea, il nostro coordinatore, ci avvisa: lo scarico avverrà lunedì, forse, oppure martedì o mercoledì. Tenetevi pronti!
Il tam tam parte: Anna supera i pregiudizi e tira fuori dal cassetto un vecchio cellulare: ci teniamo pronti! La “banda Naranjia” (Andrea, Pasquale, Angelo, Anna) si prepara: appuntamento ad Ottavia alle 15, di un giorno che ancora non si sa, per scaricare.
Lunedì 10
Anna: “Andre’, si sa qualcosa?”
Andrea: “Ancora no…forse domani o mercoledì”
Anna: SMS a tutto il gruppo del cerco…piteco (dopo 2 ore per capire come si invia un SMS multiplo!): tenetevi pronti, non oggi, forse domani…
Risposte varie: “Io sono alle terme da mercoledì a venerdì, come faccio?” “Martedì io sono ad un corso, come faccio?” “Per me martedì è veramente impossibile, come faccio?”
Anna: “Arrangiatevi, trovate un sostituto!”
Martedì 11
Anna: “Andre’, si sa qualcosa?”
Andrea: “Ancora no…stasera ci fanno sapere, leggete la mail”
Anna: SMS a tutto il gruppo del cerco…piteco: tenetevi pronti, non oggi, forse domani…
Mercoledì 12
Email di Andrea: “La arance arrivano domani pomeriggio, il corriere è Bartolini (nazionale, “affidabile”), ma…non sappiamo a che ora. ”
Anna se ne infischia e dà l’appuntamento ai suoi alle 17 di giovedì
Giovedì 13 mattina
Anna: “Andre’, si sa qualcosa?”
Andrea: “Ancora non sappiamo l’ora. Diamo l’appuntamento alle 18”
Anna: SMS a tutto il gruppo del cerco…piteco: “Ci siamo! Appuntamento alle 18”
seconda parte – ore 17: lo scarico
Alle 16.30 la banda Naranja è schierata. Alle 17 arriva il corriere. Apre il camion e… sorpresa! Le cassette sono slegate e le arance sono rovesciate!
Anna: “Ma non le hai legate?”
Corriere: “L’ho detto a mio figlio di legarle…”
Alla faccia del corriere nazionale e affidabile! E mo’ che famo?
Foto per testimoniare l’incidente, telefonata a Rosarno. Rimediamo al volo una bilancia per pesare le cassette. Scarichiamo. Nel frattempo cominciano ad arrivare i gasisti.
Una signora che abita nelle case popolari di fronte scende con un barattolo di marmellata di limoni, cercando Pasquale: l’anno scorso le regalò un po’ di limoni e quest’anno lei gli offre la marmellata: che memoria!
C’è chi scarica, chi pesa, chi dà suggerimenti…
Manteniamo la calma, raccogliamo i soldi, contiamo le cassette – sono molte di più di quelle che abbiamo ordinato. Ma la bolla dà solo il peso totale: 20 quintali. Peccato che noi ne abbiamo ordinati 12! Da Rosarno non capiscono, da Roma men che meno.
Cominciamo la distribuzione. Ognuno prende disciplinatamente le sue cassette. I gasisti, si sa, sono persone disponibili e solidali (lo dice la parola stessa!). Antonella non può venire: ci pensa Pina, che abita vicino. Dora è in riunione: ci pensa Pasquale. Marco, Giulia ed altri non possono: Anna riempie la Panda di cassette e le porta domani a piazza Castiglioni.
C’è chi va via e chi aspetta per vedere come va a finire…
terza parte – ore 19: il tam tam
Rimangono una ottantina di cassette invendute. Parte il tam tam!
Telefonata all’amica che ha un bar: ne prende un paio di casse; all’altra che abita in zona, che accorre e ne prende altre due; all’amico che arriva con una macchina grande (dopo mezz’ora passata a girare per Ottavia!) che ne carica un bel po’. Tra noi ne compriamo ancora un po’ per la mamma, la suocera, la sorella…
Alla fine rimangono sul terreno una decina di cassette. Che fare? Le regaliamo!
Pasquale chiama la signora della marmellata, che accorre con il carrello della spesa, tutta felice. Se ne va col carrello pieno. Fermiamo un signore che sta passeggiando col cane, che ne prende un po’. Nel frattempo la voce si sparge: arriva una ragazza in Smart: “è qui che regalano le arance?” Poi ne arriva un altro a piedi: “Un vicino mi ha detto che regalate arance: visto che non ci pagano lo stipendio…” e poi un altro ancora. Alla fine le arance pulite di Rosarno sono tutte piazzate.
Epilogo
Angelo: “La prossima volta ci vado io col camion a Rosarno.”
Andrea: “Ma che stai a scherza’?”
Angelo: “No, dico sul serio, affittiamo un camion e andiamo”
Andrea: “Mi sa che hai ragione. In fondo da Rosarno ci hanno invitato ad andare a vedere come lavorano”
Pasquale: “Mi piace, ci vengo anch’io! Secondo me pure Salvatore ci sta”
Ebbene sì: il GAS è anche questo!
Alla prossima!
Di fronte al mio balcone di casa, tra via Mattia Battistini e via dell’Assunzione, si trova un terreno demaniale inutilizzato da anni.
Una leggenda metropolitana aleggia da tempo, si vorrebbe costruire un parcheggio sotterraneo in quell’area, ma da almeno sette anni (ovvero da quando mi sono trasferito), di fatto, di quel pezzetto di terra non si è mai interessato nessuno. Qualche tempo fa uno degli alberi che vi sono cresciuti è caduto e, dopo un paio di mesi, è arrivata una ruspa che in un paio di settimane ha pulito e spianato l’area.
Il risultato è quello che si vede in foto e l’idea che mi è subito venuta in mente è stata di realizzarci un orto condiviso:
L’istituzione degli ‘Orti Urbani’ rientra nella filosofia di promozione del territorio agricolo comunale e individua in essa un mezzo efficace per salvaguardare il territorio, in particolare di aree rurali periurbane ed extraurbane attraverso le coltivazioni ortofrutticole.
L’area territoriale destinata a coltivazioni viene preservata dal degrado, dall’abbandono, rivisitata e rivissuta in un’ottica dinamica di appartenenza e tutela a 360°. Da non sottovalutare la conseguenza positiva anche sull’aspetto sociale di tali iniziative che permettono ai cittadini di riappropriarsi del loro territorio.
Lancio un appello a chiunque abbia voglia di partecipare al progetto. In particolare, oltre alla partecipazione fisica da parte di chi abita in zona, sono ben accetti dei consigli pratici da parte di chi ha già esperienza sull’argomento (penso, ad esempio, alle pratiche burocratiche).
Sotto altre tre foto per gli “esperti” che vogliono consigliare come muoverci.
Vista satellitare (N.B. prima del passaggio della ruspa)
Vista dal balcone, lato sinistro

Vista dal balcone, lato destro
Probabilmente molti romani non sanno che a 5 chilometri dall’uscita Aurelia del GRA si trova una fantastica oasi naturale. Ieri il Monte Mario Bike Tour è stato “in trasferta” e si è recato proprio lì, nell’Oasi di Castel di Guido.
L’oasi si trova all’interno della Riserva naturale Litorale romano, immersa negli oltre 2 mila ettari dell’Azienda Agricola di Castel di Guido. Come spiega il sito dell’Oasi:
Data la vicinanza con la capitale e i comodi sentieri adatti ad escursionisti di tutte le età, l’Oasi si presenta particolarmente adatta anche per brevi gite fuori porta. In un territorio fatto di dolci colline si alternano boschi di macchia mediterranea e profumatissime garighe, pascoli e boschi di cerro e farnetto, ambienti in cui trovano cibo e rifugio molte specie di fauna selvatica.
Oltre all’estrema vicinanza, la riserva è particolarmente fruibile per la presenza di numerose aree attrezzate e di sentieri per tutti i gusti e tutte le difficoltà.
L’inizio della visita si effettua su una strada asfaltata (video), che porta fino alla stalla. Nell’oasi si trova il più grande allevamento di vacche maremmane del Lazio.
Una volta entrati, si può proseguire lungo il perimetro della riserva, lungo una strada sterrata pianeggiante e adatta a tutte le biciclette, comprese le pieghevoli e le “seggiolinate” (video).
I più intrepidi, invece, si possono avventurare all’interno dell’oasi. Il divertimento è assicurato, soprattutto quando il terreno è fangoso al punto giusto. Ovviamente, andando piano, tutto il percorso si può percorrere anche con una city bike attrezzata di seggiolino (video): l’importante è non dare ascolto a quella vocina che da dietro dice “più veloce, più veloce!” 🙂
Infine, ecco alcune foto della giornata.
Con Alessia, che ci ha parlato delle attività che svolge nell’area, e Romano, che ha guidato il gruppo nei sentieri della riserva.
Primi metri nella riserva, prendiamo confidenza col fondo sabbioso e un po’ scivoloso
Giuliano illustra le regole comportamentali da tenere all’interno dell’oasi
Lungo la “Route 66” dell’Oasi di Castel di Guido
Come da tradizione, l’arrivo del MMBT prevede un lauto pasto
ps. Se volete partecipare alle prossime biciclettate, unitevi al gruppo Bike Tour Monte Mario.





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