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Storie di #PedalataAssistita

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Come ampiamente annunciato, ho finalmente fatto il grande salto nel mondo delle bici a pedalata assistita da motore elettrico. Dal lunedì al venerdì la uso per coprire in scioltezza i 25 km del tragitto casa-ufficio-casa, nel weekend ci vado ovunque.

Ho raccontato le prime due settimane (ovvero i primi 300 chilometri) con alcune foto commentate su facebook. Le riassumo qui per condividerle anche con chi non è amante dei social network.

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Stamattina mentre pedalavo sull’Aurelia mi ha affiancato Alessio.
Sicuramente è arrivato prima di me in ufficio.
In parte perchè lui, andando in scooter, è potuto andare più veloce.
In parte perchè io, andando in bici, mi sono potuto fermare davanti alla Fontana delle Api.
Fermarsi ad ammirare la bellezza è rivoluzionario… e con la bicicletta si può!

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Con la ‎#PedalataAssistita possiamo cambiare la città.
La prima volta che sono andato a lavoro in bicicletta ci ho messo 35 minuti, poi non sono mai più stato così veloce!
Perchè, il bello di quando vai a lavoro in bicicletta, è proprio “quando vai”! Non vorresti fermarti mai.
E perchè, quando vai a lavoro in bicicletta, puoi fare una cosa rivoluzionaria: fermarti a guardare quanto è bello il mondo!
Stamattina mi sono fermato davanti a Castel Sant’Angelo…

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Storie di ‎#PedalataAssistita, la sfida volante vs manubrio.
Da via dell’Assunzione a via degli Scaligeri: 6,9 km percorsi in auto e in bicicletta.
Io e Lisa usciamo insieme da casa, lei scatta subito in avanti mentre io scendo più lentamente le tre rampe di scale che portano al portone.
La riprendo quasi subito, lungo via dell’Assunzione (vedi sopra la foto del sorpasso), mentre a piedi deve ancora raggiungere la macchina parcheggiata a 500 metri da casa.
Pedalo veloce, senza fatica. Non c’è salita o fila al semaforo che possa fermare l’andatura dei 25 km all’ora. Il ‎#pedelec non si batte!
Pregusto la vittoria quando, lungo via di Bravetta, a 500 metri dall’arrivo, Lisa mi ripassa col suo pandino spavaldo. L’auto vince sulla bici?
Nemmeno per sogno, perchè c’è il parcheggio da cercare. E, infatti, eccola liggù a fare manovra, a 300 metri da casa di Simona.
Una scampanellata di festa e… la bici vinceeeee! Con un distacco finale di ben 50 secondi.

Ps. Per la precisione, era domenica, all’ora di pranzo e con un traffico ben al di sotto del normale. Altrimenti Lisa sarebbe arrivata giusto in tempo per il caffè…

Insieme per il Pineto e per i parchi di Roma

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L’altro ieri Alessio mi ha inviato questa foto, fresca di scatto dal parco del Pineto. Mostra una siringa vicino l’ingresso di via Albergotti.

Il fenomeno non è nuovo, anche a me in passato era capitato di notare delle sirighe, sempre nella stessa zona, mentre correvo nel parco.

Nel corso degli ultimi due anni abbiamo tentato di promuovere diversi eventi per portare l’attenzione dell’opinione pubblica verso i problemi del Parco, con le giornate di pulizia, le feste ed altri appuntamenti con i quali abbiamo cercato di coinvolgere la cittadinanza, compresa una delle prime uscite ufficiali di Marcello De Vito subito dopo la sua candidatura a Sindaco di Roma.

Lo stesso ha fatto la passata amministrazione del Municipio 13 (allora 18), con l’ex Presidente Daniele Giannini in prima fila: i decoro day e tutte le altre iniziative per migliorare il parco (recinzioni, aree giochi, etc.) sono venute dal confine sud/est del parco, mentre dal confine nord/ovest non non si si è registrato alcun segno di vita: il Municipio 14 (allora 19), ed il suo Presidente-fantasma, Alfredo Milioni, non si sono mai visti da queste parti, nè hanno mai risposto alle 10 domande sul Pineto che gli avevamo rivolto, come invece aveva fatto Giannini. Ovviamente è inutile parlare di Alemanno, che è come se non fosse mai esistito (probabilmente tra qualche tempo ci chiederemo se davvero è stato Sindaco di Roma per 5 anni, oppure è stato solo il brutto sogno fatto dopo una cena particolarmente pesante).

Se, quindi, qualcosa è stato fatto, certamente non è stato sufficiente. Il nuovo Sindaco ed i nuovi Presidenti, insieme alle nuove opposizioni e, soprattutto, insieme ai cittadini, dovranno unire le forze e moltiplicare gli sforzi, perchè solo coinvolgendo ogni singola persona possiamo nutrire una minima speranza di riuscire a far tornare il parco Regionale Urbano del Pineto un’area pubblica fruibile da tutti e a qualsiasi ora, senza la sporcizia di chi ci fa i pic nic domenicali o le bevute serali, senza le discariche abusive di chi ricicla quello che l’AMA non incentiva a recuperare, senza l’insicurezza causata dalla prostituzione, dalle siringhe e dagli accampamenti.

Come ho scritto già in passato, i volontari sono una risorsa fondamentale: come Alessio, Franco, Stefano e Max ci sono tanti altri frequentatori del Parco e, più in generale, insieme ai volontari del decoro e alla rete dei blog antidegrado ci sono tutti i frequentatori di tutti i parchi di Roma, che possono essere di fondamentale aiuto per la prevenzione del degrado ed il mantenimento del decoro. Le Istituzioni non devono abbandonarli nella “loro” lotta ed, anzi, dovrebbero a studiare formule per incentivare alla partecipazione (e, così, sensibilizzare) anche chi non si è ancora mostrato attento verso questo argomento.

Ad esempio, tanto per dirne una, perchè non regalare un mese di abbonamento gratuito ai mezzi pubblici a chi dedica parte del proprio tempo libero alla cura del verde pubblico? Con uno strumento a costo (quasi) zero si avrebbe un incentivo a curare il verde pubblico, quindi maggiori volontari per il decoro, e uno ad utilizzare i mezzi pubblici, quindi meno macchine in strada: cambiare abitudini, infatti, è difficilissimo e un buon motivo, come la possibilità di prendere la metro gratis, potrebbe essere sufficiente per provare a cambiare e, poi, abituarsi ad utilizzarla sempre. Avete altre idee originali? Avanti, provate… 🙂

Cambiare abitudini è rivoluzionario, come andare a lavoro in bicicletta

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Oggi pubblico l’intervista ad Andrea Severini, di cui mi ha incuriosito la scelta di cambiare abitudini. Facciamoci raccontare la sua storia.

Ciao Andrea, da quanto tempo usi la bici elettrica?

Ciao a tutti, uso la bici elettrica o meglio a pedalata assistita, da quasi un mese e devo dire la verità, sono troppo contento di questa scelta. Non riuscirei più a tornare indietro.  Fino ad ora ho percorso sui 300 km in 3 settimane circa.

Cosa ti ha spinto ad acquistare una bici a pedalata assistita?

Il mio sogno, due anni fa, era una bella moto nuova per i miei primi quaranta anni. Io, centauro da una vita, avrei voluto un bel motore sotto al sedere per andare in giro a Roma.  Con il passare del tempo però la mia scelta si è spostata su una scelta più sostenibile e consapevole, la bicicletta.  Sapevo però che con la bici normale era quasi impossibile muoversi a Roma, sia per la mancanza di piste ciclabili, sia per i colli romani che non ti permettono di andare in giro senza sudare. Quindi ho cominciato a studiare le biciclette a pedalata assistita e ho avuto la fortuna di conoscere Tiziano Quattrini, che mi ha illustrato gli “effetti” benefici di una bicicletta elettrica. Una volta provata, la mia decisione è stata repentina e ho scelto! Niente moto-cicletta, per i miei quarant’anni voglio una bi-cicletta, una bici a pedalata assistita!!
Quali sono questi effetti benefici? Prima di tutto si ha quel senso di libertà che nessun altro mezzo di trasporto può darti, quando sei sopra alla bici, non so per quale magia, ti senti libero e il sorriso prende il sopravvento e la faccia di un ciclista la vedi a km di distanza. Poi ci sono gli effetti psicologici, quando devi andare al lavoro pensi: oddio altra giornata di lavoro! Però a pensarci bene, che fico prendo la bici! Quando invece torni, scarichi lo stress che hai accumulato ed arrivi a casa più sereno. Poi la pedalata assistita ti permette di pedalare con tranquillità e rilassarti senza pensare che stai facendo il giro d’Italia e che una volta arrivato dovrai farti una doccia.

Quanto tempo impiegavi prima e quanto ne impieghi ora per andare a lavoro?

Due anni fa quando mi spostavo in moto per andare a lavoro ci impiegavo 15 minuti , poi dopo che ci sono stati degli aumenti pazzeschi della benzina ho deciso di spostarmi con i mezzi pubblici e con il treno. Forse per un senso di ribellione non volevo più dare i soldi alle compagnie petrolifere. Con il treno il mio tempo di spostamento si era allungato a circa 40 minuti (salvo scioperi o guasti) ma ero felice perchè non inquinavo più e risparmiavo. Ora con la bici i miei tempi si sono accorciati di nuovo, impiego per arrivare al lavoro dai 15 ai 18 minuti, ci posso rimettere l’orologio. Esco verso le 8.35 da casa e arrivo verso 8.50-8.53 in tempo per parcheggiare ed essere in radio alle 9, puntuale come mai, senza una goccia di sudore.

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Quanto spendevi prima e quanto spendi ora per andare a lavoro?

Prima con la moto spendevo 15 euro di benzina a settimana. Parlo solo dei consumi di benzina e non calcolo la manutenzione che farebbe lievitare i costi, quindi circa 60 euro al mese. Se lo moltiplichi per 11 mesi (tolte ferie) sono 660 euro l’anno della sola benzina. Con il treno avevo fatto l’abbonamento annuale e il costo era di 250 euro l’anno, circa 20 euro al mese. Con la bici elettrica il costo è intorno ai 4-5 EURO AL MESE!!! Eseguo una ricarica ogni 100 km circa, quindi faccio quattro/cinque ricariche al mese per una spesa non superiore ad un euro a ricarica! Quindi in un anno, se la vogliamo mettere sul piano economico, il risparmio è incredibile: 60 euro contro 660, oppure 60 contro 250. Per non parlare dei benefici fisici, psichici e per l’impatto ambientale!

A chi la consiglieresti?

La consiglio alle persone che ogni giorno percorrono dai 5 ai 20 km per andare al lavoro. Alle persone che hanno in testa questa soluzione ma che non hanno il coraggio di cambiare un po’ per pigrizia un po’ per paura. A quelle persone che stanno bene fisicamente e che non hanno impedimenti consiglio di provare. Pensate ed agite per una città diversa, solo grazie al vostro cambiamento e a quello di altre persone potrà diventare una città modello. Potrà cambiare perchè credo profondamente che l’esempio sia rivoluzionario. Ogni gesto che compiamo, ogni giorno, influenza chi ci sta intorno, positivo o negativo che sia. E’ calcolato che il mezzo più veloce in città è la bicicletta! Quindi se vuoi che Roma diventi una città, con un nuovo concetto di mobilità, salta in sella e avvia la rivoluzione!

E per gli spostamenti più lunghi di 20 km?

E’ inutile fare gli ipocriti per gli spostamenti più lunghi, finchè non ci sarà una rete di ciclabili decente o di autobus e mezzi pubblici che permettano la salita delle biciclette ad ogni orario, continuerò a muovermi con la moto in attesa di tempi migliori. Intanto, ogni giorno per andare al lavoro e per gli spostamenti brevi, il mio sorriso lo vedrete stampato sul volto.

Grazie Andrea.

Ps. Proprio oggi sono andato a ritirare la mia di bici a pedalata assistita e, esattamente come dice lui, sento già il sorriso prendere il sopravvento! 🙂

Il viaggio in Palestina è arrivato a Gerusalemme

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Igor ieri sera è arrivato a Gerusalemme, e insieme a lui è arrivata la spilletta del Movimento 5 Stelle! Il suo viaggio in bicicletta in Palestina prosegue bene.

Nel frattempo Roberto mi ha scritto per segnalare ad Igor un bel testo dei Marillion, che riguarda la situazione in cui i palestinesi sono costretti ormai a vivere da anni. Approfitto per condividerlo pubblicamente, la canzone si chiama Gaza e quello che segue è un commento di H (Steve Hogarth), cantante e paroliere dei Marillion.

Questa è una canzone per la gente – soprattutto per i bambini – di Gaza. È stato scritta dopo molte conversazioni con i palestinesi che vivono nei campi profughi di Gaza e della Cisgiordania. Ho parlato anche con gli israeliani, con i lavoratori delle Organizzazioni Non Governative, con un diplomatico che lavora non ufficialmente a Gerusalemme, e ho preso in considerazione i loro punti di vista, durante la stesura del testo.

Non è mia / nostra intenzione infangare la fede o la gente ebraica – conosciamo molti ebrei che sono profondamente critici verso la situazione attuale – e nulla di quello che ho/abbiamo scritto ha lo scopo di mostrare simpatia per gli atti di violenza, qualunque sia la motivazione, ma semplicemente far riflettere su dove la disperazione inevitabilmente porta.

Molti bambini di Gaza sono ora i nipoti di palestinesi NATI nei campi profughi – i cosiddetti rifugi “temporanei”. Temporanei per più di 50 anni. Gaza è oggi, di fatto, una città imprigionata senza processo. Vi chiediamo di aggiungere la vostra voce a quegli attivisti che esercitano pressioni per una soluzione pacifica e urgente a questa situazione disperatamente ingiusta. Vi prego, date un’occhiata alla “Hoping” foundation, che fornisce strutture e materiali per i bambini palestinesi che consentano loro di giocare, di imparare, e di esprimersi attraverso l’arte, la musica e lo spettacolo. Aiutateli se potete. Sognare, potrebbe non essere, dopo tutto, solo un sogno.

Gaza non vuole essere una storia definitiva del conflitto israelo/palestinese (il che renderebbe la canzone, come puoi immaginare, noiosa e deprimente), anche se ne ho studiato un lungo la storia mentre scrivevo il testo. Gaza è una canzone che parla di quello che la gente deve sopportare – non su chi ha fatto cosa a chi e perché. È un’opera d’arte, non un articolo di giornale. Quando scrivo “Per tredici anni, le strade sono state tutte chiuse” non è da intendere come un fatto reale che TUTTE le strade siano state chiuse per esattamente 13 anni. Non TUTTE le strade furono chiuse, naturalmente, solo quelle esterne. E ho scelto tredici perché esaminando la situazione ho capito che alcuni mi raccontavano che la libertà di movimento fu limitata più a lungo, e altri per meno tempo. È una frase che serve a far capire la lunga sofferenza e la perdita della libertà di muoversi di lì. Sin dalla seconda intifada (2000) la libertà di movimento è stata proibitiva e poi, in base a quanto mi è stato detto dalla gente di Gaza, quasi impossibile da quando Hamas ha preso il potere nel 2007. In ogni caso, più passano gli anni e più i numeri cambiano…

Vorrei consigliare a te Davide, ma anche a Jim, Fraser e tutti gli altri che si occuperanno della traduzione del brano, di evitare di analizzare questa lirica su qualsiasi tipo di base fattuale in quanto inevitabilmente attirereste su di voi una pioggia di fuoco, simile a quella che sicuramente dovrò sopportare io! La verità su questo conflitto è costantemente avvolta nella propaganda da entrambi i lati e ognuno sente appassionatamente che “la sua verità” è la verità. E non si arriverà da nessuna parte. Detto questo, vorrei invitare tutti a dare un lungo sguardo alla situazione dei poveretti che sono in carcere in quel luogo, a dare un’occhiata alle statistiche dei morti palestinesi e israeliani, al numero degli ostaggi, a quelli imprigionati senza processo, e farsi così una propria idea sulla situazione.

Traduzione del testo:

Quando ero giovane, sembrava tutto un gioco
Vivere qui non mi ha portato alcun senso di vergogna.
Ma ora che sono più vecchio, comincio a capire.
Una volta possedevamo case
Una volta avevamo territori.
Fecero piovere proiettili su di noi mentre le nostre case crollavano.
Ci si è trovati sotto le macerie, terrorizzati.
Sperando…Oseremo sognare?
Abbiamo rinunciato ad attendere
Per noi, sognare è ancora un sogno
Quando mi svegliai, la casa era in frantumi
Improvvisamente non avevamo più nulla
E niente è cambiato
Viviamo, otto persone, in questo caldo sovraffollato
Animali d’allevamento che vivono nel proprio sudore.
Vivere così è tutto ciò che il mio fratellino abbia mai conosciuto.
Il mondo non fa nulla. Noi cosa possiamo fare?
Calceremo il pallone
Salteremo la corda
Giocheremo fuori. Prestando attenzione
Dipingeremo e disegneremo. Diremo le nostre preghiere
Fuori il sole impietoso scolora le strade distrutte
Il buio scende sulla sera, come una porta di ferro.
Gli uomini giocano a carte alla luce delle torce.
Le donne restano all’interno
L’inferno può scoppiare in un istante, giorno o notte
Sei in cerca di guai se ti allontani troppo dal muro.
Mio padre è morto dando da mangiare agli uccelli.
Mia madre è scomparsa davanti a me per controllare la presenza di soldati.
Per ogni pietra lanciata da una testa calda, dieci ne tornano.
Per ogni pietra lanciata da una testa calda, cento ne tornano.
Per ogni razzo lanciato, arrivano i droni.

Per tredici anni le strade sono state tutte chiuse
Siamo isolati. Ci negano le forniture mediche
Carburante e lavoro sono scarsi. Costruiscono case sulle nostre fattorie.
I vecchi piangono. I giovani brandiscono le armi.
Siamo stipati come polli in questa città di cemento a blocchi.
Ho mal di testa da diesel. Quando piove le fogne traboccano
Non avevo idea di cosa significasse il martirio,
Fin quando mio fratello maggiore…mio fratello maggiore
Mi dispiace. Non posso continuare.
Se semini vento, raccoglierai tempesta, si dice
Quando le persone sanno di non avere futuro
Possiamo dar loro torto, se non riusciamo a domarle?
E quando le loro speranze e i loro sogni sono infranti
E sentono che potrebbero anche essere morte
Mentre se ne vanno, le perdoneremo
Se ci prendono con loro?
State vicini
Rimanete a casa
State calmi
Abbiate fede
Con l’amore della nostra famiglia potremo elevarci sopra ogni cosa
Un giorno sicuramente qualcuno dovrà aiutarci
Con l’amore della nostra famiglia potremo elevarci sopra ogni cosa
Un giorno sicuramente qualcuno dovrà aiutarci
Anche oggi andremo a scuola
Anche oggi sogneremo di sognare
Un giorno sicuramente qualcuno dovrà aiutarci
Niente è mai semplice – questo è sicuro
Ci sono madri in lutto su entrambi i lati del filo.
E ognuno merita una chance di sentire che il futuro non potrà che essere luminoso.
Ma in qualsiasi modo la si guardi – da qualsiasi punto di vista
Essere obbligati a vivere così
Semplicemente non è giusto
Semplicemente non è giusto
Semplicemente non è giusto
Noi tutti vogliamo pace e libertà, questo è sicuro
Ma la pace non verrà sentendosi

profondamente coinvolti
E ognuno merita una chance di sentire che il futuro non potrà che essere luminoso.
Ma in qualsiasi modo la si guardi – da qualsiasi punto di vista
Essere obbligati a vivere così
Semplicemente non è giusto
Semplicemente non è giusto
Semplicemente non è giusto
È come un incubo che si leva oscillando verso Betlemme
È come un incubo che si leva da questa piccola striscia di terra
Oscillando verso Betlemme
È come un incubo che si leva da questa piccola striscia di terra
Oscillando verso Betlemme
State vicini
Rimanete a casa
Abbiate fede
Non posso sapere quale tortuosità della storia mi ha fatto questo
È come un incubo
Con l’amore della nostra famiglia
Potremo elevarci sopra ogni cosa
Un giorno sicuramente qualcuno dovrà aiutarci…

Il parco botanico nel complesso del Santa Maria della Pietà

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Nel cuore del Municipio Monte Mario c’è un gioiello che è stato dimenticato per troppo tempo. Lo si percepisce dalla scarsa frequentazione dei residenti e dalle poche notizie reperibili in rete. Io stesso ho saputo solo domenica scorsa, grazie ad Andrea, compagno di una corsetta mattutina, che il parco storico rappresenta, per varietà botaniche, il secondo parco a Roma, dopo il giardino botanico di via della Lungara.

Il complesso del Santa Maria della Pietà ha ospitato, fino ad alcuni anni fa, il “Manicomio di Roma”. Nel 1978, con l’avvento della legge 180, i suoi 36 padiglioni e 27 ettari di parco sono diventati la sede di uffici comunali, ASL ed altre attività in ambito sanitario ed il parco è stato aperto al pubblico. Il neo Presidente di Municipio, Valerio Barletta, ha dimostrato di avere interesse alla sua “riscoperta” e non possiamo che esserne felici. Nel suo programma elettorale ha scritto:

Il parco principale di Monte Mario del XIV Municipio è il Santa Maria della Pietà.  La manutenzione, affidata all’Ufficio Giardini di Roma Capitale è completamente inesistente.

La soluzione del problema è collegata alla pianificazione ed alla realizzazione della centralità urbana del S. Maria della Pietà. Nel frattempo il Municipio deve pretendere da Roma capitale e dalla proprietà il finanziamento di un intervento straordinario immediato per impedire che la situazione del parco divenga irreparabile.

Per chi vuole saperne di più, il complesso architettonico, costruito nei primi anni del XX secolo, è stato oggetto di più recenti interventi realizzati sulle aree verdi del parco, in particolare sulle essenze arboree che rischiavano di scomparire. Piantate contestualmente alla costruzione del complesso, esse avevano assunto, nel corso degli anni, un notevole valore botanico e paesaggistico

Nel parco vegetano spontaneamente l’alloro, le querce sempreverdi (inclusa la sughera) e svariate specie di origine sub-tropicale; vi sono inoltre lecci, robinie per i viali, tigli per creare zone d’ombra, pini, cedri, cedri della Californiaeucalipti e cipressi per le aree boscate, originariamente messe a dimora per la loro funzione balsamica, palme, sequoie, pini domestici e molte altre specie. A tutte queste, che già configuravano il parco come un arboreto, se ne sono aggiunte nel tempo molte altre arrivate nei modi più disparati, per iniziativa di giardinieri, infermieri, medici o pazienti. Se l’insieme ha perso nel tempo in coerenza progettuale ha però guadagnato in diversità botanica; infatti oggi nel parco si possono censire 19 specie di conifere, 8 specie di palme, 9 specie di latifoglie sempreverdi, 7 specie di altifoglie caducifoglie seconda grandezza, 20 specie di arbusti e siepi sempreverdi e 15 specie di arbusti, siepi e rampicanti caducifoglie. Alcune specie sono da considerarsi piuttosto rare a Roma.

Tornando al programma del neo Presidente municipale, leggiamo anche che

Nel ridisegnare l’identità culturale del Municipio il Santa Maria della Pietà è individuato come centro ideale per la nuova politica culturale del territorio

Sulla scorta dell’esperienza fatta dei centri culturali delle periferie, si propone la nascita di un centro culturale nel Parco del Santa Maria della Pietà che integri le proprie attività in collaborazione con il Museo della mente. Il centro potrà ospitare diverse attività: mostre, laboratori, potrà essere la sede di un teatro di cintura, Casa delle associazioni ma anche punto ristoro qualificato, sala conferenze, ecc.

Caro Presidente, sappi che se serve aiuto noi siamo pronti a darci da fare: con Marco Terranova e Donatella Iorio, per quanto riguarda le attività in Consiglio, e con tutti gli attivisti, per quanto riguarda le azioni sul territorio.

Domanda di autorizzazione al parcheggio della bicicletta

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Ci siamo! Questo è  il modulo che stamattina ho compilato e consegnato nell’ufficio della logistica: da domani avrò il mio bel tagliando da esporre sulla bici ed un posto nel parcheggio delle biciclette del Ministero dell’Economia.

Venerdì ho provato la bicicletta con pedalata assistita ed ho verificato che, si, si può fare! Addio caro vecchio scooter, per andare a lavoro non ho più bisogno di muovermi bruciando benzina.

Dedicato a tutti coloro che hanno bisogno di una “spintarella” per mettere in pratica le loro buone intenzioni. Perchè, come diciamo sempre, gli esempi sono rivoluzionari e contagiosi.

Ed anche perchè, citando il sempre saggio Andrea Severini

Se aspetti qualcuno che ti chiuda la strada per andare in bicicletta non hai capito nulla. Più gente si muove in bici e più saranno costretti a pensare un modo nuovo di spostarsi in città

Le piste ciclabili arriveranno, nel frattempo cominciamo a cambiare mentalità per farci trovare pronti ad utilizzarle.

I Fori Imperiali ai pedoni e alle bici

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Tra pochi giorni la nuova Giunta comunale si insedierà in Campidoglio. La mia speranza era di vederne un’altra ma, come sappiamo, la realtà post voto è stata molto lontana dalle speranze pre elettorali.

Il Movimento 5 Stelle sarà presente in Assemblea Capitolina con 4 consiglieri: Marcello De Vito, Daniele Frongia, Virginia Raggi ed Enrico Stefano. Saremo all’opposizione ed avremo un importante ruolo nel portare finalmente trasparenza in un luogo dove troppo spesso i cittadini sono stati estromessi (ricordiamo ancora le Assemblee relative al tentativo di privatizzazione di Acea, quando ci è stato impedito l’accesso in sala, o gli ultimi Consigli dell’era Alemanno, quelli pro cementificazione, che si sono tenuti nel cuore della notte). 

Altrettanto importante sarà il contributo che potremo dare per cambiare in meglio la nostra città. Studieremo il Programma elettorale di Marino al fine di individuare i punti in comune con il nostro e realizzarli insieme. I titoli dei primi capitoli, in effetti, fanno ben sperare: un nuovo patto per la mobilità (nel quale è previsto, per l’ATAC, di “cambiare tutto al servizio degli utenti”); cambiamo il ciclo dei rifiuti: raccolta, riciclo e riuso; un patto per la trasparenza.

Siamo pronti a cominciare da subito, fin dal primo giorno di mandato. Il primo obiettivo dichiarato da Marino sui giornali di questi giorni è stato la pedonalizzazione dei Fori Imperiali, confermando gli annunci fatti in campagna elettorale: «Se sarò eletto lo realizzerò nei primi cento giorni».

Leggiamo quanto scritto a pagina 47 del programma “Roma è vita”, nel paragrafo L’Appia Antica e il progetto Fori:

Per la Roma di oggi e di domani, la fruizione collettiva dei beni culturali e ambientali può essere ritenuta un elemento peculiare della dimensione pubblica, attraverso la quale rafforzare l’idea stessa di cittadinanza: i beni culturali e ambientali devono essere “vissuti” non devono essere percepiti come “estranei” e non devono essere recintati. Per questo, ci impegniamo a fare di questo luogo magnifico e unico un luogo vissuto da tutti, il cuore del futuro della città.

Cominceremo con allontanare le automobili e poi proseguiremo con il progetto di sistemazione. Realizzeremo l’integrazione culturale, simbolica e funzionale dell’area archeologica centrale con l’Appia Antica. Il più grande parco archeologico del pianeta.

Bene, penso che possiamo dire che come inizio ci piace. Da così…

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…a così…

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…in cento giorni: siamo pronti a far scattare il conto alla rovescia!

Storie di seggi visti da un Rappresentante di Lista M5S

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Il 26 e 27 maggio scorsi li ho passati in due seggi elettorali del mio Municipio, in qualità di Rappresentante di Lista (RdL) del Movimento. Ho assistito ad una realtà amara, molto difficile da immaginare a priori ed altrettanto difficile da raccontare a posteriori. Ci provo…

Mi hanno colpito tre cose.

La prima. Come sapete, le operazioni di voto sono seguite da un ufficio elettorale di sezione composto da un Presidente, un Segretario e due o più scrutatori (di cui uno con il ruolo di vice Presidente). Nella maggioranza dei casi i Presidenti sono persone preparate, che svolgono quella funzione da anni, e sono perfettamente informati sulle procedure da seguire. Gli scrutatori, al contrario, sono nella maggioranza dei casi disinteressati e svogliati. Ci sono delle eccezioni (io sono stato fortunato con le “mie” sezioni) ma in generale lo stato d’animo che traspare non è esattamente quello di persone consapevoli dell’importanza del ruolo che vanno a svolgere.

I problemi, in ogni caso, non nascono dagli scrutatori ma dai Presidenti, perchè a volte sono anche loro ad essere inadeguati! Una sezione elettorale affidata ad un Presidente impreparato può comportare errori nel conteggio di centinaia voti. Ad esempio, in una sezione del Municipio 12 è accaduto questo:

il Movimento 5 Stelle, indicato erroneamente sul verbale come “Movimento Beppe Grillo.it”, si è visto togliere 69 voti, conteggiati invece alla Maltese

In altre parole, tutti i cittadini che hanno votato per il Movimento 5 Stelle in quella sezione, di fatto non hanno potuto esprimere la propria volontà a causa dell’incapacità (oppure dolo?) di un Presidente. Quel che è ancor più grave, è che non si applica nessun correttivo a questa situazione: ho conosciuto un Presidente “leggendario” (le cui gesta epiche sono note a tutti, all’interno del seggio) che fa danni da oltre 10 anni senza che nessuno sia mai intervenuto per rimuoverlo dalla sua posizione.

La seconda. Il meccanismo di voto ha confuso gli elettori. In tanti non sapevano che, oltre alle elezioni comunali, erano in programma anche quelle municipali. Lo sguardo perso nel vuoto di coloro che, con assoluta sorpresa, si vedevano offrire due schede, invece che una, era tragicomico.

La controprova di questa imbarazzante confusione si è avuta nel momento dello spoglio delle schede rosa, quelle del municipio, per le quali circa la metà delle preferenze sono state annullate. Molti, infatti, hanno espresso la preferenza come consigliere municipale per coloro che erano candidati al comune. Se pensiamo che l’elezione di un consigliere, piuttosto che un altro, dipende da una decina di preferenze, possiamo renderci conto di quanto sia grave questa mancanza di chiarezza. Le elezioni, sostanzialmente, sono state falsate.

La terza. I partiti politici pagano i propri RdL, con i soldi che prendono dal finanziamento pubblico. Sulle spalle della collettività ricade, oltre a questi costi, anche quelli per i mancati giorni di lavoro. Infatti, un RdL ha diritto a permessi retribuiti e giorni di riposo compensativi per ogni giornata passata al seggio. Non ci sarebbe niente di male, se non fosse per il fatto che la presenza al seggio del RdL che ho visto si è limita al momento della registrazione (5 minuti il sabato pomeriggio) e alla prima parte dello spoglio (un paio di ore il lunedì pomeriggio), mentre il permesso vale per tre giornate lavorative piene (sabato, domenica e lunedì).

Infine, una curiosità. Uscendo da una sezione, incontro un RdL che mi chiede di comunicargli i dati della sua lista. Gli rispondo “Alemanno ha preso 165 voti”, e lui “Alemanno è del PDL, giusto?“.

I costi della politica a 5 Stelle

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In omaggio al nostro principale cavallo di battaglia per una politica a 5 stelle, la trasparenza, dedico il post di oggi alla rendicontazione della mia campagna elettorale.

I miei finanziatori sono stati:

  • Rossella, che mi ha offerto una cena a casa, insieme ai suoi amici;
  • Giovanni, che mi ha offerto un aperitivo in un bar e a casa, insieme ai suoi amici;
  • Mauro, che mi ha offerto ospitalità nel centro anziani, insieme ai suoi frequentatori;
  • Emiliano, che mi ha offerto un paio di birre nel suo negozio, insieme ai suoi clienti;
  • Mario e Marina, che hanno stampato i biglietti da visita (nome, mail e blog).

I costi sostenuti da me sono stati i seguenti:

  • una cena a casa mia, insieme a Piero e famiglia (più o meno 15 euro di spesa);
  • un pranzo in un bar, insieme a Roberto ed una sua collega (8 euro);
  • la promozione di un video per 3 giorni (4 euro).

Ad essere pignoli, a questi costi vanno aggiunti i 5 giorni di ferie presi nell’ultima settimana di campagna elettorale…

Tutto il resto è stato a costo zero.  Una piccola parte l’ho fatta da solo:

  • i manifesti elettorali che ho diffuso sono stati solo virtuali;
  • i volantini di presentazione sono stati solo virtuali;
  • i santini non li ho utilizzati.

Una grande parte l’hanno fatta gli altri, tutti protagonisti di un volontariato assolutamente spontaneo e disinteressato:

  • gli amici;
  • i colleghi di lavoro (nuovi e vecchi);
  • i parenti (diretti e indiretti);
  • i gasisti;
  • i runners;
  • gli attivisti.

La sorpresa più grande è stata quando il coinvolgimento in questa incredibile avventura si è esteso ancora, allargandosi in maniera inaspettata:

  • ai genitori degli amici;
  • ai colleghi degli amici;
  • agli amici degli amici.

E il bello è che non è finita qui: il sostegno più emozionante è arrivato negli ultimi giorni, quando decine di persone, che fino a un giorno prima erano degli assoluti sconosciuti, sono diventati i miei più animati promotori.

In effetti, non poteva che essere così, perchè se è vero che  il primo cavallo di battaglia della politica a 5 stelle è la trasparenza, è anche vero che il secondo è la partecipazione

Il cambiamento è iniziato, e siamo solo all’inizio. Proseguiremo in Campidoglio, e sarà un piacere!

Perchè sono grato a “Peppe” Grillo

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In questa indimenticabile settimana di campagna elettorale, la sfida più difficile è stata quella di non cadere in una crisi d’identità. Non c’è stata una sola persona con la quale ho scambiato qualche parola che non mi abbia chiesto “Si ma Peppe Grillo perchè ha fatto questo? E perchè ha detto quest’altro? E perchè non ha scritto questo?”.

Io non ho mai avuto il piacere di parlare con Beppe Grillo, gli unici rapporti che ho avuto con lui sono quelli di un “fan” che segue un personaggio pubblico. Da questo punto di vista, l’unica cosa che è cambiata con l’ingresso nel Movimento 5 Stelle è che ho avuto la fortuna di poterlo seguire più da vicino, come a San Giovanni (dal back stage) o come a piazza del Popolo (addirittura dal palco).

Non ho mai avuto neanche il piacere di parlare con Gianroberto Casaleggo, l’altro “leader” del movimento. Il contatto più vicino che ho avuto con lui è stato nello scorso settembre, quando ho partecipato ad una telefonata in viva voce a casa di Roberta Lombardi, durante la quale ci suggeriva come utilizzare il blog della lista civica, dopo averci comunicato la certificazione della lista per le future elezioni comunali.

Sono grato a Beppe e a Gianroberto, perchè ci hanno dato la possibilità di partecipare attivamente alla vita politica della nostra città. Sono grato a Beppe e a Gianroberto perchè hanno dato la speranza a tanti giovani e non giovani di poter cambiare le cose. Senza di loro, i cittadini liberi da interessi di parte non sarebbero mai entrati in Parlamento. Senza di loro, nessuno di noi attivisti sarebbe mai stato un candidato al comune.

Ma, ancora di più, sono grato a Beppe e a Gianroberto perchè mi hanno dato la possibilità di incontrare, conoscere e diventare amico di persone straordinarie di cui, senza la loro folle idea di dare vita al Movimento, non avrei mai saputo nemmeno l’esistenza. Perchè, come ha detto qualcuno, da soli siamo niente ma insieme siamo un esercito.

Grazie “Peppe”!