Durante la discussione generale sul nuovo regolamento per gli impianti sportivi comunali ho raccontato la storia della regolamentazione romana, un lungo viaggio iniziato da affidamenti diretti, regolarizzazioni, proroghe e concessioni “provvisorie” arrivate a durare mezzo secolo.
Ve la racconto facendo riferimento ad un caso specifico, la piscina Alma nuoto, che nel 1985 è stata affidata direttamente e senza gara dopo l’approvazione del “Regolamento delle concessioni di beni immobili appartenenti al demanio e al Patrimonio indisponibile comunale”.
Nel 1986 è stata approvata la deliberazione di Giunta Municipale n. 2535 “Affidamento ad Enti vari della gestione provvisoria dell’attività e dei servizi di custodia, guardiania ed ordinaria manutenzione di complessi sportivi di proprietà comunale”. Essa prevedeva che, per assicurare la continuità delle attività sportive e della custodia degli impianti, fosse affidata la gestione provvisoria degli stessi, fino al 31 luglio 1987, agli enti sportivi che li detenevano e ad un canone ricognitivo di ottomila lire al mese.
Di proroga in proroga, passano dieci anni!
Nel 1995 si approva la deliberazione del Consiglio Comunale n. 155/95, il primo “Regolamento per la concessione degli impianti sportivi di proprietà comunale”. Nelle premesse si legge che appare opportuno ed equo introdurre una norma transitoria che, preso atto della particolare situazione attuale consenta ai concessionari di poter proseguire l’attività in atto. Nella norma transitoria si prevede che gli organismi interessati all’affidamento dell’impianto debbano farne richiesta entro 30 giorni dalla data di approvazione del Regolamento.
Il concessionario di Alma nuoto presenta domanda ed ottiene, senza gara, un altro affidamento.
Il regolamento introduce un riferimento agli operatori impiegati, prevedendone l’indicazione nel disciplinare di concessione senza però prevedere criteri meritocratici: un laureato IUSM, un diplomato ISEF o un istruttore di I livello sono considerati allo stesso modo. Nel disciplinare di concessione della piscina Alma nuoto si nota che il cognome di due dei sei tecnici impiegati è lo stesso del concessionario. Non penso che il concessionario abbia scelto sulla base della parentela piuttosto che dei titoli, ritengo però che sia stata una decisione inopportuna, seppur lecita.
Nel 1997 seguono ulteriori proroghe con l’approvazione della deliberazione di Giunta Comunale n. 928/97 recante “Affidamento in concessione di impianti sportivi comunali per la durata di sei anni”.
Evidentemente gestire questi impianti conviene. Il concessionario di Alma nuoto lo conferma pubblicamente in occasione dell’assemblea pubblica del 15 gennaio scorso, quando dichiara che “loro, una piccola realtà, grazie a quell’impianto sono cresciuti, creando atleti di livello nazionale e internazionale”.
Nel 2002 viene approvato il secondo regolamento. Viene fissato il canone ridotto con sconto del 90% rispetto a quello di mercato per chi applica le tariffe comunali. Il concessionario di Alma nuoto aderisce, ottenendo così di pagare un canone ridotto di appena 374 euro al mese. Anche in questo caso è tutto lecito: non è certo colpa del concessionario se la politica di allora ha deciso di fare questo regalo.
Nello stesso regolamento viene stabilito il diritto a un prolungamento per chi realizzi investimenti a proprie spese, sulla base dell’art. 8 e dell’Allegato F. Al concessionario della piscina Alma nuoto per un investimento di 39 mila euro viene riconosciuto un prolungamento di due anni.
Nel 2006 vengono modificati l’art. 8 del regolamento (Progetti di nuovi impianti e/o potenziamento e miglioria di impianti esistenti) e l’allegato F. Il concessionario di Alma nuoto presenta una nuova domanda di prolungamento: per un investimento di 900 mila euro gli vengono riconosciuti altri 13 anni di concessione! È nuovamente il caso di ribadire che le azioni del concessionario sono lecite, l’errore è stato politico: coloro che hanno sbagliato sono i politici che, nel precedente regolamento, hanno riconosciuto un premio eccessivo agli investimenti effettuati dai concessionari.
A causa di questo sistema perverso, si sono creati casi come quello appena descritto, nei quali chi è stato fortunato ha ottenuto, senza mai vincere alcun bando, la gestione di un impianto di proprietà pubblica per mezzo secolo.
Con l’entrata in vigore del nuovo regolamento l’attuale amministrazione intende mettere fine a queste concessioni infinite, puntando su un altro modello, quello delle gare pubbliche. Anche in questo caso vorrei fare alcuni esempi: cito il Tennis Team Vianello di Massimo e Fabrizio, lo Stadio delle Tre Fontane di Ugo Pambianchi, il Palatorrino di Paolo Anedda. Il primo è il risultato di un bando di costruzione e gestione, che ha dato vita ad una “Top School” della Federazione Italiana Tennis (una delle migliori scuole tennis in Italia!) al posto di un terreno abbandonato dove in precedenza pascolavano le pecore. Il secondo è il risultato di un bando per la riqualificazione dello storico stadio delle Tre Fontane, che ha riportato ad essere un vero e proprio gioiello una struttura che era stata dimenticata e stava ormai cadendo a pezzi. Il terzo è il risultato di un bando per il recupero di un palazzetto costruito male e, di conseguenza, divenuto immediatamente fatiscente; oggi è un luogo di aggregazione per un intero quartiere. Sono questi i modelli di sviluppo sportivo che l’attuale amministrazione intende replicare: impianti che offrono servizi di altissima qualità, con spazi aperti alla cittadinanza, dove praticare sport o assistere ad eventi sportivi. Gli esempi virtuosi sono oggi diventati la regola.
Siamo dunque fieri di poter dire ai cittadini che col nuovo regolamento non sono più ammesse proroghe, prolungamenti, rinnovi, affidamenti provvisori, allegati F: l’individuazione del concessionario da oggi in poi avverrà esclusivamente tramite avvisi pubblici, con criteri trasparenti e basati sul merito. Le nuove associazioni avranno finalmente la possibilità di confrontarsi con i concessionari uscenti e gli impianti saranno gestiti da chi dimostrerà di avere un organico preparato ed un progetto meritevole. Il canone sarà determinato tenendo conto di ricavi, investimenti e costi mentre la durata delle concessioni sarà fissata tramite una pianificazione economico finanziaria asseverata da istituti di credito, al termine della quale l’Amministrazione pubblicherà un nuovo bando.
Unica nota stonata, il voto delle altre forze politiche. È incredibile ma vero: tutti gli schieramenti hanno votato contro il regolamento proposto dal Movimento 5 Stelle.
Dei 19 consiglieri di opposizione, ben 14 non erano in aula al momento della votazione (chissà cosa avranno avuto di meglio da fare?), mentre i 5 presenti si sono espressi convintamente per mantenere in vita il modello delle concessioni infinite.
Questa settimana approveremo il nuovo Regolamento per gli impianti sportivi comunali.
Dopo l’assemblea del 15 gennaio convocata dal sottoscritto e quella del 27 gennaio convocata da Gesis e Cogisco, lunedì scorso è giunto l’ultimo parere sul testo depositato a fine novembre e mercoledì la Commissione ha espresso il proprio. Tutti sono risultati favorevoli.
In occasione della seduta di mercoledì ho anche condiviso con gli altri consiglieri le proposte di modifica che andranno a formare il maxi emendamento con il quale daremo al testo la sua versione definitiva (nella colonna di sinistra il testo depositato, in quella di destra il testo revisionato dal maxi emendamento).
La maggioranza avrebbe potuto approvare il regolamento già giovedì scorso ma ha deciso di accogliere la richiesta avanzata dai consiglieri di minoranza, motivata dalla necessità di dover approfondire gli emendamenti presentati. Il rinvio della votazione ha dato la possibilità a due concessionari contrari al nuovo regolamento di convocare un incontro del loro coordinamento.
I due membri del consiglio direttivo del Cogisco che hanno espresso il proprio personale giudizio negativo sulla proposta, Massimo Tafuro e Andrea Novelli, hanno convocato una riunione presso l’impianto sportivo comunale Roma Uno:
“per decidere le iniziative da mettere in atto ci vediamo TUTTI”.
Aderiscono al Cogisco circa 40 concessionari che gestiscono 25 piscine, 11 palestre, 18 campi polivalenti, 19 campi di calcio, 27 campi di calcetto e calciotto, 4 piste di pattinaggio, 1 campo di atletica, 1 campo di baseball nei quali fanno attività sportiva circa sessantamila persone e lavorano circa duemila persone (fonte: sito web del Cogisco).
Se si escludono i due proponenti, hanno partecipato all’incontro 13 cittadini, di cui 7 concessionari: nessuno di essi sembra essersi unito alla protesta.
Questa è stata la dimostrazione di ciò che io e l’Assessore abbiamo sempre sostenuto, ovvero che la maggior parte dei concessionari è vicina alle scelte dell’Amministrazione ed è pronta finalmente ad allinearsi a quello che le norme nazionali prevedono dal lontano 2006. Lo dico anche per rassicurare i cittadini che hanno seguito la diretta su Radio Radio del 9 febbraio scorso dedicata al nuovo regolamento e durante la quale, dopo alcune critiche sollevate proprio da Tafuro, hanno inviato in studio messaggi come quello che potete leggere: quelli che “sbuffano” sono una esigua minoranza, la maggioranza dei concessionari si sta invece preparando ad avviare i percorsi delineati dalle nuove regole. Ad esempio, Gesis Lazio ha già in programma un interessante incontro dedicato alla finanza di progetto, in occasione del quale molti esperti spiegheranno le novità derivanti dalla nuova normativa, dal nuovo Codice dei Contratti fino al nuovo Regolamento.
Ps. A beneficio di chi non li ricorda, riporto i comunicati stampa del Cogisco sulle proposte di regolamento Masini e Tronca. Allora le critiche erano dovute dalla non conoscenza del testo, che in ogni caso veniva contestato a priori. Non ho reperito i comunicati stampa sulla proposta di regolamento Cochi ma non mi stupirebbe sapere che i contenuti sono simili.
L’assemblea dell’8 gennaio scorso ha visto la partecipazione di oltre cento rappresentanti di associazioni che operano nelle palestre scolastiche della Capitale.
La notizia cattiva è che gli interventi sono stati quasi tutti critici, quella buona è che le critiche sono concentrate in pochi punti. Gli aspetti negativi evidenziati dalle associazioni sono:
- la mancanza di un adeguato riconoscimento del ruolo delle associazioni;
- lo scarso peso dato all’esperienza;
- l’ancor minor peso dato alla territorialità;
- l’attribuzione di punti a chi propone un’offerta in aumento sul canone.
Gli aspetti positivi evidenziati dalle associazioni sono:
- il riconoscimento delle attività agonistiche;
- l’allungamento del periodo di assegnazione, da tre a quattro anni.
Una ulteriore critica, legata però non al nuovo regolamento bensì ai bandi pubblicati lo scorso anno, riguarda la disomogeneità dei vari Municipi. Le associazioni chiedono criteri uguali per tutti, in particolare bandi tipo e disciplinari tipo.
Il verbale è disponibile a >>questo link<<, gli allegati sono i seguenti: Vagliviello, Politi, Raffi, Ortale.
L’assemblea ha chiesto quasi all’unanimità di effettuare un approfondimento su ciò che caratterizza il dibattito degli ultimi 18 mesi (e che è stato oggetto di una specifica richiesta da parte di Coni Lazio ad Anac), ovvero se ai Centri Sportivi Municipali sia da applicare, integralmente o parzialmente, oppure no il Codice dei Contratti.
La richiesta è stata accolta e, di conseguenza, la Commissione Sport ha rinviato l’espressione parere sul testo depositato, che era stata fissata al 10 gennaio.
Nei giorni seguenti l’assemblea ho ricevuto un parere del Segretariato Generale ed ho incontrato l’Avvocatura Capitolina che, in sostanza, rendono non più necessaria la nuova richiesta ad Anac. Entrambi, infatti, confermano la possibilità di dare una impostazione al regolamento che vada nella direzione desiderata da tutti gli intervenuti, minimizzando da una parte gli aspetti economici e burocratici e, viceversa, valorizzando dall’altra quelli qualitativi.
Il 2018 sarà un anno di svolta per i servizi sportivi comunali. Nel mio intervento in aula illustro brevemente quali sono le principali caratteristiche del bilancio che abbiamo approvato il 23 dicembre scorso, mentre in questo post vorrei soffermarmi sugli obiettivi che, insieme all’Assessore Frongia, al capo Dipartimento Paciello e al Direttore Cintio, abbiamo inserito nel Documento Unico di Programmazione per il 2018.
I principali obiettivi operativi sui quali vorrei porre l’attenzione sono tre. Il primo riguarda le gare per le nuove concessioni:
Il Dipartimento sarà impegnato nell’avvio di procedure ad evidenza pubblica, sulla base dei criteri fissati dal nuovo regolamento, al fine di ridurre il numero di concessioni attualmente scadute e procedere alla pubblicazione dei bandi per le concessioni che scadranno nel corso del 2018, nonchè di quelle in corso di decadenza o revoca per morosità di canoni o mutuo, oppure per il mancato rispetto degli obblighi stabiliti nei disciplinari di concessione;
POSSIBILE INDICATORE: messa a bando di almeno il 20% delle concessioni scadute entro il 31/12/2018.
Il secondo riguarda la conclusione delle domande di prolungamento delle concessioni che sono state presentate in passato (in futuro non ne verranno presentate altre):
Il Dipartimento sarà impegnato a rispondere entro tempi certi e comunque non oltre la fine dell’anno alle richieste di prolungamento delle concessioni in corso e scadute, presentate dai concessionari ai sensi del vigente regolamento, sulla base di quanto stabilito nelle norme transitorie del nuovo regolamento;
POSSIBILE INDICATORE: concludere almeno il 50% delle procedure entro il 31/12/2018.
Il terzo riguarda i bandi per il finanziamento allo sport, che come probabilmente sapete sono stati riattivati nel 2017,dopo essere stati “dimenticati” dalle precedenti amministrazioni. In particolare, l’obiettivo che ci siamo dati è di ridurre il tempo necessario a concludere i procedimenti:
POSSIBILE INDICATORE: relativamente alle domande pervenute nel II semestre 2017 e approvate dalle specifiche Commissioni, pubblicazione delle graduatorie e dei contributi da erogare per ciascun evento entro il 31/03/2018;
POSSIBILE INDICATORE: relativamente alle domande pervenute nel I semestre 2018 e approvati dalle specifiche Commissioni, pubblicazione delle graduatorie e dei contributi da erogare per ciascun evento entro il 30/09/2018.
Il 15 gennaio 2018, alle ore 19, presso la sala riunioni di via Capitan Bavastro 94, si terrà l’ultima assemblea pubblica per discutere il nuovo regolamento per gli Impianti Sportivi Comunali che Roma Capitale si appresta ad approvare.
Il testo depositato a fine novembre è il seguente: Regolamento_ISC_ 27-11-17.
Sto raccogliendo gli emendamenti da sottoporre agli uffici in questo file: FILEinUSO Regolamento ISC emendamenti.
I principali pareri di cui sono ancora in attesa, richiesti a Segretariato ed Avvocatura con note del 19 dicembre (2017-12-19_parere_SG_emendamenti_ISC) e del 22 dicembre (2017-12-22-parere_richiesta_emendamenti_ISC), riguardano:
- la possibilità di prevedere una durata minima della concessione differenziata in base alla tipologia di impianto, indipendentemente dalla eventuale previsione di lavori da realizzare;
- la possibilità di considerare l’esperienza dell’associazione (in aggiunta a quella dello staff impiegato presso di esse) tra i criteri di valutazione delle offerte;
- la possibilità di prevedere l’obbligo di iscrizione al registro del Coni;
- la possibilità di ridurre il peso dell’offerta economica a non oltre 20 punti su 100;
- la possibilità di limitare il numero di impianti dati in concessione ad un singolo soggetto.
La partecipazione all’assemblea del 15 gennaio non necessita di registrazioni, mentre chi ha intenzione di intervenire deve prenotarsi inviando una mail a segreteriacommissione.sport@comune.roma.it.
L’8 gennaio 2018, alle ore 19, presso la sala riunioni di via Capitan Bavastro 94, si terrà un’assemblea pubblica per discutere il nuovo regolamento per i Centri Sportivi Municipali che Roma Capitale si appresta ad approvare.
Il testo depositato a fine novembre è il seguente: Regolamento_CSM_29-11-2017.
Sto raccogliendo gli emendamenti da sottoporre agli uffici in questo file: FILE IN USO – Regolamento CSM emendamenti.
I principali pareri di cui sono ancora in attesa, richiesti a Segretariato ed Avvocatura con nota del 21 dicembre (2017-12-21-parere_richiesta_SG_Avv_emendamenti_CSM), riguardano la possibilità di:
- prevedere un limite massimo al numero di ore da assegnare ad una singola associazione;
- prevedere l’obbligo di iscrizione al registro del Coni;
- azzerare il peso dell’offerta economica;
mentre le altre premesse sono state già ampiamente illustrate in sede di commissione e nel post del 16 novembre scorso.
La partecipazione all’assemblea dell’8 gennaio non necessita di registrazioni, mentre chi ha intenzione di intervenire deve prenotarsi inviando una mail a segreteriacommissione.sport@comune.roma.it.
Il consiglio straordinario sullo sport del 2 novembre è stata un’occasione per fare un primo bilancio del lavoro svolto da inizio consiliatura, per riflettere sulle principali difficoltà incontrate, sui tempi necessari a vedere i primi risultati concreti.
Il baricentro intorno al quale ruotano le considerazioni che desidero condividere è costituito dalla seguente domanda: la forza politica che governa una città può decidere cosa vuole e realizzarlo quando vuole? La storia recente della capitale dimostra che la risposta é negativa. Chi firma gli atti amministrativi sono i dirigenti, e non i consiglieri. É per questo che occorre governare insieme agli uffici. Perchè l’alternativa, indipendentemente dal fatto che gli errori siano dell’uno oppure dell’altro, è l’immobilismo.
Il consiglio del 2 novembre è stato convocato con la richiesta di audire il Presidente dell’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione), Cantone, per chiedere chiarimenti circa l’applicazione del Codice dei Contratti pubblici agli impianti sportivi comunali e alle palestre scolastiche, ed nella premessa dell’intervento che potete ascoltare, non ho potuto fare a meno di esprimere lo sconcerto di fronte a questa richiesta dei consiglieri di minoranza. Richiesta che definisco sconcertante per due motivi. In primo luogo perchè l’ANAC si è già espressa chiaramente sull’argomento, con numerose delibere e pareri interpretativi che ho illustrato personalmente in diverse sedute della Commissione sport (ad esempio vi invito a leggere il verbale del 7 febbraio 2017). In secondo luogo perchè se ogni comune italiano chiedesse a Cantone di intervenire personalmente in Consiglio per fornire chiarimenti, non gli basterebbero 20 anni per fare il giro d’Italia (e Cantone non si occupa solo di Codice dei Contratti, che a sua volta non si applica solo ai servizi sportivi). Insomma pura follia.
Forse i consiglieri di minoranza, sebbene siano quelli esperti e competenti, non sanno che, oltre all’ANAC, possono rivolgersi alle strutture capitoline che hanno il compito di offrire un supporto tecnico e giuridico ai consiglieri. Per quanto mi riguarda, ho scritto spesso al Segretariato Generale e all’Avvocatura Capitolina per chiedere dei pareri sugli aspetti più dibattuti circa l’applicazione del Codice dei Contratti. A differenza dei miei colleghi che siedono nei banchi dell’opposizione, infatti, sono consapevole di aver bisogno di aiuto. E grazie a loro anche io, inesperto e incompetente, e non laureato in giurisprudenza, sono in grado di comprendere quanto è stabilito dal Codice.
Il rapporto tra politica ed amministrazione non si esaurisce qui. Come ho scritto all’inizio, infatti, la politica da sola non può decidere ciò che vuole. Nel corso di questo anno e mezzo ci siamo imbattuti in decine di casi concreti che lo dimostrano. Ad esempio, l’impianto sportivo di Via Como è incompiuto per colpa della mancanza di volontà politica? No. La colpa è stata della variante al progetto presentata dalla Giunta Alemanno? Nemmeno. L’impianto è incompiuto perchè il Segretariato ha avanzato dei dubbi sulla legittimità della scelta fatta dalla parte politica, e non condivisa con la parte amministrativa, dell’affidamento diretto a CAM: questa scelta, giusta o sbagliata che sia, ha comportato il blocco del cantiere per anni. La politica, quindi, non può decidere ciò che vuole senza il parere favorevole degli uffici.
Un altro esempio è costituito dalle Schede Merloni riferite agli investimenti negli impianti sportivi comunali: nel 2015 il Consiglio decise di inserirle nella programmazione triennale del Comune, la Ragioneria Generale successivamente non diede seguito a tale inserimento, bloccando tutti i progetti. L’attuale governo, diversamente, ha concordato una procedura ed i criteri per l’inserimento dei progetti tramite una serie di incontri con Segretariato, Ragioneria e Dipartimento sport e, finalmente, il prossimo anno queste opere potranno essere realizzate e/o acquisite al patrimonio pubblico.
Un altro esempio lo troviamo nei prolungamenti delle concessioni. La politica può decidere di prolungare una concessione, anche se il Segretariato sostiene che la legge lo vieti? No, non può. E, infatti, ciò non è mai avvenuto. Con la Commissione sport abbiamo affrontato decide di casi di questo tipo. Sembra quasi una strategia: da una parte i politici di turno hanno strizzato l’occhio ai concessionari (“tranquilli, la concessione ve la prolunghiamo”), dall’altra gli hanno strizzato i gioielli di famiglia (“ve le prolunghiamo, ma non subito: ne riparliamo alla prossima consiliatura”). Abbiamo affrontato numerosissimi casi che, da oltre un decennio, attendono una soluzione definitiva. Naturalmente non penso che sia andata così. La verità è che in passato non si usava studiare le leggi prima di fare promesse e, quindi, in buona fede, si prendevano impegni non realizzabili. Atti che si pensavano leciti, in realtà erano illegittimi e quindi non si sono mai potuti formalizzare. A prescindere dal fatto che la città sia stata governata da furbetti in malafede oppure ignoranti in buona fede, il risultato è lo stesso: un periodo troppo lungo di mal governo.
Il nostro modo di governare è, quindi, attraverso la condivisione. Con il Segretariato ho avuto due incontri per discutere della “delibera ponte” tra vecchio e nuovo regolamento per gli impianti sportivi comunali, in quelle due occasioni mi è stato spiegato che non si possono modificare solo due o tre articoli dell’attuale regolamento ma è necessario aggiornarlo interamente. Di conseguenza, la delibera ponte è confluita nelle norme transitorie del nuovo Regolamento, che ho depositato il 9 novembre. Norme transitorie che costituiscono l’articolo più critico di tutto il testo. Anche in questo caso, le maggiori difficoltà per il lavoro che è stato portato avanti dall’attuale Amministrazione sono consistite nel dover rimediare agli errori lasciati in eredità da chi ha governato in passato, che non ha avuto la capacità (ignoranti in buona fede) o il coraggio (furbetti in malafede) di affrontare.
La condivisione con gli esperti del settore, dai quali abbiamo accolto contributi importantissimi. Approfitto per ringraziarli tutti, in particolare coloro che non sono vicini all’attuale maggioranza ma che, per amore della città, hanno messo le proprie competenze a disposizione delle istituzioni, indipendentemente dal colore politico. Ai nostri tavoli di lavoro hanno partecipato elettori che non hanno votato e che mai voteranno il Movimento 5 Stelle ma che, per la prima volta, sono stati ascoltati ed hanno creduto alla partecipazione vera che stiamo realizzando.
Anche grazie a loro, i regolamenti che approveremo ci permetteranno di disincagliare una situazione ferma non da un anno e mezzo, non da 5 anni, ma da più di un decennio.
La redazione di un nuovo regolamento è stata una priorità per la Commissione che presiedo, in quanto la mancanza di uno strumento aggiornato alla normativa nazionale è la causa dello stato di emergenza in cui si trovano da ormai troppo tempo gli impianti comunali: quasi nessuno di essi è a norma, molte concessioni sono scadute e molte altre sono state revocate o sono in fase di revoca.
Nel tentativo di evitare contenziosi su atti firmati dai concessionari e dai precedenti dirigenti del Dipartimento sport, chi oggi governa la città si è fatto carico di proporre soluzioni per sanare situazioni create dalla mancanza di chiarezza e da una somma di errori che ha causato un immobilismo che dura da anni. Da anni, infatti, il Dipartimento non pubblica bandi per l’affidamento di impianti, non approva progetti di finanza, non stipula convenzioni, non formalizza modifiche contrattuali (leggasi prolungamenti) in conseguenza dell’autorizzazione ad effettuare lavori.
Ci siamo fatti carico di proporre soluzioni tramite atti concreti, e non solo a parole come avvenuto in passato (da anni l’Assemblea Capitolina non presentava proposte di delibera per aggiornare il regolamento), presentando una delibera contenente proposte di modifica del “vecchio” regolamento. A questa proposta il Dipartimento sport ha dato parere negativo, spiegando che essa deve essere inserita in una norma transitoria del nuovo regolamento.
Giungiamo, così, al testo trasmesso il 27 luglio scorso (disponibile a questo link), frutto di una sintesi dei contributi del tavolo di lavoro degli attivisti, del tavolo istituzionale costituito da Coni/Federazioni e del tavolo tecnico costituito dalle associazioni di categoria (Un tavolo tecnico per vagliare la bozza di regolamento per gli impianti sportivi comunali), la Commissione ha l’obiettivo di produrre uno strumento da mettere a disposizione del Dipartimento al fine di consentire agli uffici, finalmente, di lavorare serenamente.
Il Direttore del Dipartimento Sport ha incaricato formalmente, tramite un ordine di servizio del 28 luglio, un gruppo di lavoro formato da tecnici degli uffici comunali che dovrà semplificare e correggere le eventuali irregolarità tecnico amministrative presenti. A differenza della prima fase, lunga e faticosa perché caratterizzata dalla ricerca di una mediazione tra proposte provenienti da più soggetti, a volte in contrapposizione tra loro, questa seconda fase sarà più rapida perché non richiede alcun tipo di confronto: il lavoro che resta da fare consiste esclusivamente nel superare gli eventuali profili di illegittimità contenuti nella proposta. Il gruppo di lavoro si riunirà due volte a settimana, a partire dal 29 agosto, e consegnerà il proprio lavoro entro il 30 settembre.
Stiamo praparando una notte di lezioni aperte, tornei ed esibizioni presso i migliori impianti sportivi comunali di Roma, che si apriranno a tutti i curiosi amanti dello sport.
A meno di 24 ore dalla pubblicazione dell’avviso pubblico, sono prevenute decine di adesioni.
Chi abbia bisogno di supporto per l’adesione formale alla notte bianca può compilare questo modulo predisposto dalla Commissione Sport:
https://goo.gl/forms/WFMk5qdxlbOWNe2G2
Il programma sarà ghiottissimo, se volete iniziare a leccarvi i baffi ecco l’anticipazione di una piccola parte di quello che ci aspetta la notte del 9 settembre prossimo, a partire dalle ore 18.
| Tipo di attività | Discipline sportive | Indirizzo |
| Tornei, lezioni aperte, esibizioni | Karate, ginnastica ritmica, pilates, total body, gag, pattinaggio, danza, danza orientale, basket, tai chi chuan, fitness, zumba, pallavolo | Via Adeodato Ressi 34 |
| Tornei e lezioni aperte | Hockey prato | Via Bilbao 12 |
| Lezioni aperte e mini competizioni | Calcio | Via Felice De Andreis 29 |
| Lezioni aperte | Acqua gym, nuoto | Via del Frantoio 8 |
| Lezioni aperte | Fitness e nuoto libero | Via Gran Paradiso 93 |
| Lezioni aperte | Nuoto | Viale Giustiniano Imperatore 199 |
| Tornei | Basket e pallavolo | Via Aldo Fabrizi 80/B |
| Lezioni aperte | Tiro con l’arco | Via Rolando Lanari 1 |
| Lezioni aperte | Atletica leggera | Largo delle Vittime del Terrorismo 1 |
| Tornei | Calcio tennis, paddle, calcio senza frontiere | Via di Centocelle 100 |
| Lezioni aperte ed esibizioni | Tennis, pattinaggio artistico, calcio a 5, floorball, atletica leggera | Via Francesco Gentile 41 |
| Lezioni aperte ed esibizioni | Nuoto | Via Mar Rosso 68 |
Il programma completo sarà pubblicato nelle prossime settimane.
La cometa di Halley gira intorno al pianeta Terra ogni 76 anni, l’ultima volta nel 1986. Roma Capitale, da allora, ha pubblicato mediamente un bando l’anno per l’affidamento in concessione dei propri impianti sportivi. Ai ritmi ai quali é stato portato il Dipartimento Sport da anni disinteresse da parte della politica verso il reperimento e la formazione del personale interno, ogni impianto sarà oggetto di bando pubblico una volta ogni 163 anni.
Questo significa che, se non cambiamo lo stato delle cose, dopo essere stato affidato in concessione, un impianto vedrà il proprio cielo solcato per due volte dalla cometa di Halley, prima di essere rimesso in gara.
Per questo motivo, dopo aver lavorato alla redazione di un nuovo regolamento (trasmesso al Segretariato la settimana scorsa), l’obiettivo principale dell’attuale amministrazione è dotare la struttura competente per lo sport di un ufficio dedicato esclusivamente alla pubblicazione di bandi per l’affidamento dei servizi sportivi erogati tramite gli impianti pubblici.
L’ufficio gare avrà un ruolo fondamentale per la realizzazione del nostro programma amministrativo, motivo per cui saranno stanziati dei fondi appositi per la retribuzione straordinaria del personale che ne farà parte. Esso sarà composto da:
- un funzionario esperto normativa in materia di lavori pubblici e finanza di progetto;
- un funzionario tecnico (ingegnere/architetto) con esperienza nell’ambito di appalti pubblici in qualità di RUP e/o Direttore dei Lavori;
- un funzionario amministrativo;
- tre istruttori amministrativi con esperienza nell’ambito di appalti pubblici.
Il Direttore delle Risorse Umane invierà una circolare a tutti i dipendenti capitolini per la raccolta delle candidature. Per maggiori informazioni é possibile scrivere a segreteriacommissione.sport@comune.roma.it.






