
Sono state pubblicate le spese per la campagna elettorale dei consiglieri eletti in Campidoglio.
Tra i candidati Sindaco, c’è chi ha speso 2 milioni di euro e chi ne ha spesi 67 mila; tra i candidati consiglieri c’è chi ha speso più di 140 mila euro e chi ne ha spesi meno di 140 (senza mila).
Considerando che lo stipendio medio di un consigliere comunale è di circa 1.500 euro mensili, chi ha investito centinaia di migliaia di euro (cosa che è avvenuta sia nel PDL sia nel PD) lo ha fatto perchè ha molto a cuore gli interessi della città oppure perchè ha a cuore i propri interessi economici?
Sono cose che bisogna domandarsi e sulle quali bisogna riflettere quando si dà il proprio voto a un candidato e ad un partito.
Per la cronaca, io ho speso zero euro.
Sembra incredibile ma il disease mongering persegue esattamente questo “sogno”, essendo nient’altro che una tecnica con cui si creano patologie a tavolino per vendere più farmaci.
Questa spaventosa frase è storicamente attribuita ad Henry Gadsen, direttore generale della multinazionale farmaceutica Merck, e ci fa capire quanto possa essere disumano inseguire ciecamente la crescita economica.
Per chi insegue ciecamente la crescita economica, cantare insieme agli amici del coro il giovedì sera vale zero. A differenza, invece, del comprare un karaoke e cantare davanti allo schermo della televisione.
Per chi insegue ciecamente la crescita economica, mangiare una crostata fatta in casa insieme agli amici del GAS l’ultimo venerdì del mese vale zero. A differenza, invece, del comprare una vaschetta di gelato al supermercato.
Per chi insegue ciecamente la crescita economica, correre insieme agli amici di villa Pamphili il sabato mattina vale zero. A differenza, invece, dell’iscriversi in palestra per correre su un tapis roulant.
Per chi insegue ciecamente la crescita economica, pedalare insieme agli amici del Monte Mario bike tour la domenica mattina vale zero. A differenza, invece, dell’iscriversi a un corso di spinning.
Per chi insegue ciecamente la crescita economica, l’amore che proviamo verso tutte le persone alle quali vogliamo bene vale zero.
Ci sono cose che non hanno prezzo… ed ogni tanto è bene ricordare che sono le cose più importanti nella vita di ogni essere umano felice. Il Movimento per la Decrescita Felice fa (anche) questo.
Marino accusa Alemanno di aver lasciato un debito a carico di Roma Capitale di quasi 900 milioni di euro.
Poichè all’inizio della gestione Alemanno il debito pregresso del comune di Roma era stato annullato, significa che la destra ha creato quasi 200 milioni di debito per ogni anno di governo.
Torniamo ora indietro di qualche anno, al termine del secondo Veltroni, quando “La somma totale dei debiti oggetto della Gestione Commissariale si attesta a oltre 12,3 miliardi di euro, al netto dei crediti“.
Poichè all’inizio della gestione Rutelli/Veltroni il debito pregresso del comune di Roma era di circa 4 miliardi, significa che la sinistra ha creato più di 500 milioni di debito per ogni anno di governo (circa 8 miliardi creati tra la fine del 1993 e la metà del 2008).
Marino accusa Alemanno di aver nascosto il debito da lui creato, ed ha ragione: durante la campagna elettorale il sindaco uscente dichiaarva infatti che “Attualmente, il debito del Comune di Roma, è zero. Cioé noi non abbiamo nessun debito“. Ciò significa che la destra ha nascosto quasi 900 milioni di debito.
Ricordiamo, però, che nel giugno del 2008 Veltroni dichiarava “il debito pubblico di Roma allo stato attuale ammonta a 6,874 miliardi di euro“. Ciò significa che la sinistra ha nascosto oltre 5,4 miliardi di debito.
Marino fa il suo mestiere ed avrà di certo i suoi buoni motivi per avventarsi sul cadavere di Alemanno e “perdonare” i suoi compagni di partito, quindi non sorprende vederlo ricorrere a di metri di giudizio leggermente diversi. Il mistero della fede politica su cui rifletto è invece: perchè, voi attivisti/simpatizzanti del PD, criticate il malgoverno economico di Alemanno e perdonate quello di Rutelli e Veltroni?
Secondo me, siete del MoVimento ma ancora non lo sapete 🙂
Gonfiamo le gomme e controlliamo i freni, si avvicina il giorno della festa di tutti i ciclisti. E quando dico “tutti”, dico TUTTI! 😉
Non ci divideranno le fedi calcistiche: porta la sciarpetta della maggica, libera gli aquilotti e canta per la Vecchia Signora. Se non segui il calcio, meglio per te.
Non ci divideranno le fedi religiose: quando sarai in difficoltà su quella salita, invoca l’aiuto di Allah, recita un rosario o invoca gli spaghetti volanti. Se non segui le religioni, meglio per te.
Non ci divideranno le fedi politiche: se sei grillina, sei piddìellino o sei piddìmenoellina, sei semplicemente benvenuta (o benvenuto). Se non segui la politica, molto meglio per te! (beati quelli che non sanno)
Saremo uniti, uniti dal desiderio sfrenato di vedere presto realizzata una città più a portata di bici.
L’appuntamento è domenica 27 ottobre, alle ore 10: ci vediamo all’incrocio tra via di Torrevecchia e via dell’Acquedotto del Peschiera. Se vieni in treno puoi scendere alla stazione di Monte Mario, che si trova a 2 minuti dal punto d’incontro.
Il programma è ancora in fase di definizione. Ti consiglio di portare una borraccia, zuccheri (e/o cioccolata) ed una macchina fotografica. Le idee proposte finora sono:
- andare alla scoperta degli alberi monumentali di Roma nord;
- curiosare sui lavori in corso per le nuove piste ciclabili in costuzione;
- pedalare fino a Cupinoro.
Per seguire tutti gli aggiornamenti, contribuire alla definizione dell’itinerario o soltanto far sapere che ci sarai, puoi partecipare all’evento su Facebook.
Ci vediamo il 27, sarà un piacere! Vieni al #MonteMarioBikeTour.
Il canforo di via Cernaia (di fronte al MEF, ingresso parcheggio biciclette)
L’importanza degli alberi in città è spesso sottovalutata. Tutti sappiamo che gli alberi hanno un qualche valore ma quasi nessuno si rende conto di quanto grande sia questo valore. In particolare, gli alberi hanno un duplice valore, uno ambientale ed uno storico/culturale.
L’albero non è solo un fattore ecologico, utile per l’ambiente fisico dell’uomo, è un elemento di cultura, di arte, di spiritualità… La differenza tra l’abitare e il vivere in una città è fatta anche dagli alberi. Si parla di riforme del nostro tempo: ebbene una riforma da fare è quella che tende alla civiltà dell’albero.
Questa citazione di Alfonso Alessandrini, contenuta nel saggio “Per una critica estetica degli alberi di Roma” dell’ambientalista e storico degli alberi Antimo Palumbo, è una perfetta sintesi dell’argomento.
Nel saggio si spiega che gli alberi vengono definiti monumentali in base a quattro caratteristiche: età, altezza, larghezza e portamento. Ci sono, poi, delle eccezioni come ad esempio quelli con un particolare valore storico.
Così come è un monumento l’Altare della Patria o la breccia di Porta Pia, lo è anche il mandorlo di Villa Glori, sotto il quale persero la vita i fratelli Enrico e Giovanni Cairoli durante lo scontro per liberare Roma dal governo pontificio e sul quale sono ancora visibili i segni del combattimento.
Una distinzione da fare tra un albero monumentale e un monumento è che il primo è un monumento vivente e, quindi, necessita di maggiori controlli.
Per quanto riguarda il loro valore ambientale, gli studiosi Stanco e Biocca hanno dimostrato, nella loro ricerca “Gli alberi i nostri alleati nel combattere le polveri sottili”, che
un albero con diametro di 77 cm riesce a rimuovere 70 volte di più sostanze inquinanti rispetto ad uno con il tronco di 10 cm: quantitativamente il primo può rimuovere 1,4 kg di sostanze inquinanti e il secondo 0,02 kg ogni anno
Ciò significa che occorrono 70 giovani alberi per sostituire un esemplare secolare.
E, a sua volta, ciò significa che il taglio di 80 alberi secolari crea alla nostra città un danno ambientale gravissimo, che potrebbe essere compensato solo tramite la piantumazione di 5.600 alberi nuovi.
Vista la loro importanza, e la loro scarsa conoscenza, sarebbe bellissimo creare, per ogni municipio, una mappa degli alberi secolari presenti. A Monte Mario vogliamo provarci e, in occasione della biciclettata del 27 ottobre, cominceremo ad andare a vederli dal vivo. Chi vuole partecipare è benvenuto: siamo nel gruppo Bike tour Montemario.
All’indomani del lungo weekend passato al parco del Pineto sento ancora una incontenibile sensazione di carica elettrica, che non è solo in conseguenza dello spettacolare concerto degli Electric Chairs.
Grazie alla festa per celebrare i 40 anni di lotte cittadine in difesa del parco del Pineto, ho avuto modo di conoscere tantissime persone piene di entusiasmo e di voglia di fare. Ricordando il passato, abbiamo guardato al futuro.
Ho visto gli occhi di decine di persone brillare di felicità, mentre ci scambiavamo i contatti e, soprattutto, le idee sui progetti da avviare insieme.
Ringrazio tutti per i bei momenti che ci siamo regalati. I volontari e le associazioni del Decoro Day, i volontari e le associazioni che hanno curato le attività informative (visite guidate, economia solidale, laboratori e conferenze) e quelle che si sono dedicate agli aspetti più ludici (sport, cacce al tesoro e balli). Vorrei elencare tutti i nomi ma sono troppi e sicuramente dimenticherei qualcuno, quindi ne faccio solo uno, e proprio quello di colui che non leggerà questo post, perchè email e blog non fanno parte del suo mondo: Celso Coppola.
Celso è stato il promotore dell’iniziativa e gliene sono immensamente grato perchè senza la sua incrollabile resilienza, che dura da più di 40 anni, questi due giorni di festa probabilmente non ci sarebbero mai stati.
Purtroppo non sono riuscito a fotografare tutte le attività. Queste immagini ne offrono un piccolissimo assaggio…

Il Decoro Day – sabato mattina

Il Gruppo di Acquisto Solidale AURELIO – sabato e domenica tutto il giorno

I laboratori del pane e della birra fatti in casa – sabato alle 12

Il pranzo macrobiotico – sabato e domenica alle 13

La visita guidata dalla Cooperativa Pineto2000 – sabato e domenica alle 17

Il dopo corsa nel parco con Fulmini & Saette – sabato e domenica alle 19

Il concerto degli Electric Chairs – sabato alle 21

Lo spazio bimbi delle ludoteche – sabato e domenica tutto il giorno

I balli ottocenteschi – sabato e domenica alle 16
Questo è quello che è scritto negli Atti parlamentari della XVII legislatura. Per la precisione, a pagina 9, righe 3 e 4, della “Relazione concernente la rendicontazione delle attività svolte dalla gestione commissariale per il piano di rientro del debito pregresso di Roma Capitale”, si legge che:
per il Comune di Roma è stata stabilita, in alternativa alla dichiarazione di dissesto prevista per tutti gli enti locali, una disciplina particolare con la quale si è previsto, oltre agli organi della Gestione Ordinaria, un Commissario straordinario per la gestione del debito pregresso.
In pratica, il debito creato dai Sindaci pregressi (ovvero Rutelli e Veltroni) nel 2008 era diventato talmente grande da dover dichiarare il dissesto del Comune. In alternativa, è stato deciso di trasferire il debito del Comune a tutta la nazione.
Ricordiamo che nei 15 anni precedenti alla dichiarazione di dissesto, cioè dal 1993 al 2008, il comune di Roma è stato governato dall’attuale PD, con i Sindaci Rutelli e Veltroni.
Nel corso di questi anni, come si evince a pagina 17, righe 6-7, dello stesso documento:
Tale debito è stato più volte ristrutturato anche attraverso operazioni di finanza derivata poste in essere dal comune
Si potrebbe pensare che aveva ragione Bossi, quando gridava ROMA LADRONA! O, meglio, viene il forte sospetto che qualche ladrone in effetti ci sia stato. Per averne conferma, ed eventualmente poterlo individuare, dovremmo sapere:
- come è stato ristrutturato il debito (ovvero, dovremmo avere accesso ai contratti di cui si parla nella relazione)
- da chi è stato ristrutturato il debito (ovvero, chi si nasconde dietro il “comune”; in pratica, qual’è il nome e il cognome di chi ha firmato quei contratti)
Il Movimento 5 Stelle ha fatto di tutto per riuscire a scoprirlo, ad esempio tramite la richiesta di accesso agli atti firmata da Marcello De Vito. Ma questa richiesta è stata negata, perchè “meri interessi di fatto, quale quello al corretto funzionamento dell’azione amministrativa, non legittimano l’accesso agli atti”.
C’è chi sospetta che qualcuno stia provando a difendere qualcun altro. E, peggio ancora, c’è chi sospetta che siano tutti colpevoli, sia i politici di sinistra sia quelli di destra. D’altronde, è notizia recente la “scoperta” da parte di Marino del buco lasciato nelle casse comunali dall’uscente sindaco di destra, Gianni Alemanno.
Con la speranza di poter presto dissipare questi sospetti, confidiamo di poter visionare quanto prima tutta la documentazione che riguarda la gestione finanziaria di Roma Capitale degli ultimi 20 anni.
Nel mese di settembre ho effettuato otto ricariche della batteria della bicicletta, che mi costeranno in bolletta meno di 8 euro.
Con queste otto ricariche sono andato in ufficio per un mese (tranne un giorno, quando ho preso la metropolitana) e ci sono andato a passeggio nei fine settimana. In totale ho percorso 986 chilometri. Per la precisione, qualcuno di più visto che ho ancora due tacche di batteria residue dall’ultima ricarica.
Ad esempio, insieme ad Andrea abbiamo fatto una piacevolissima pedalata di ritorno da Acilia, dove siamo andati a portare il camper del Movimento (e nel quale avevamo caricato le bici all’andata).
A differenza di quanto scrivono giornali poco informati (o in malafede), pedalare attraverso i sette colli di Roma non comporta alcuna fatica: grazie alla #PedalataAssistita le salite si “spianano” e non è necessario sudare sette camicie.
Inoltre, la velocità degli spostamenti è molto superiore rispetto a quella di un’automobile: al termine del mese, il contachilometri segnava una velocità media di 20 chilometri all’ora, mentre un’auto in città si sposta mediamente a 15 km/h (che diventano 7 km/h nelle ore di punta).
Uno degli episodi più divertenti mi è capitato un sabato pomeriggio, mentre ero di ritorno dalla mostra sulle invenzioni e la vita di Archimede (tutt’ora in corso ai Musei Capitolini): mi ha affiancato un maggiolone con dentro una coppia di sposi, che ha cominciato a strombazzare, ma non per festeggiare il matrimonio bensì per farmi delle domande sulla bicicletta.
Il bello del muoversi in bicicletta, infatti, è principalmente l’essere a contatto diretto con i tuoi vicini. Quando entriamo in macchina cerchiamo in tutti i modi di isolarci dal mondo che ci circonda (ad esempio distraendoci con la radio), mentre con la bicicletta viviamo pienamente l’ambiente che attraversiamo. Non a caso, quando si sale in macchina non si vede l’ora di arrivare a destinazione, ed uscirne, sperando di non dover girare per mezz’ora alla ricerca di un parcheggio, mentre quando si sale in bicicletta ogni istante del viaggio è piacevole.
Stamattina mentre andavo a lavoro, ho incontrato un papà che stava accompagnando le sue due figlie a scuola in bicicletta.
Per evitare le automobili, non essendo presenti piste ciclabili, sono dovuti passare sul marciapiede. Hanno dovuto procedere in fila indiana, perchè è troppo stretto per pedalare affiancati.
Inoltre, si sono “scontrati” con un impetuoso flusso di pedoni, perchè gli spazi per la mobilità sostenibile sono risicati: tra banchi di venditori ambulanti ed automobili parcheggiate dove non dovrebbero, i pedoni ed i ciclisti devono alternarsi.
Infine, sono arrivati sul lungotevere… e lì i dolori sono stati ancora maggiori.
Se fosse meno pericoloso muoversi in bicicletta, i genitori “rivoluzionari” si moltiplicherebbero, a vantaggio anche di quelli che, invece, sono costretti ad usare la macchina. Tutti i genitori che accompagnano i figli a scuola conoscono le scene di caos che ogni mattina accadono davanti ad ogni scuola: se solo la metà dei genitori che oggi usa la macchina cominciasse ad usare la bicicletta, ci sarebbe più spazio per tutti.
Se sei d’accordo, e vuoi dare il tuo contributo per una città migliore, ora tocca a te! Basta semplicemente condividere questo video ed inviarlo al Sindaco (sindaco@comune.roma.it), chiedendogli di agire immediatamente.
Nel film Le ali della libertà Andy Dufresne cerca dei fondi pubblici per ampliare la biblioteca del carcere nel quale si trova.
Magari potrei scrivere al Senato e chiedere i fondi direttamente a loro. Scriverò ogni settimana, non possono ignorarmi in eterno.
Il Direttore del carcere gli risponde “certo che possono” ma Andy comincia ugualmente a scrivere, una lettera alla settimana così come aveva detto. E così come aveva detto il Direttore, non riceve alcuna risposta. Finchè, un giorno, il Senato approva uno stanziamento di 200 dollari.
Mi ci sono voluti solo 6 anni. D’ora in poi comincerò a scrivere due lettere alla settimana invece che una.
Come Andy Dufresne, potremmo pubblicare un video al giorno, ed inviarlo al Sindaco Marino (sindaco@comune.roma.it) per chiedergli delle piste ciclabili. Guarda caso, oggi comincia la “Settimana Europea della Mobilità Sostenibile”, alla quale anche quest’anno Roma Capitale aderisce. Leggiamo sul sito del comune con quali parole la nostra città aderisce:
Un appuntamento internazionale per incoraggiare i cittadini ad usare mezzi di trasporto alternativi all’auto privata per gli spostamenti quotidiani. Lo slogan dell’edizione di quest’anno è: “Clean air! It’s your move”, (“Aria pulita! Ora tocca a te”).
Ok, ora tocca (anche) a me. Poichè già vado a lavoro in bicicletta e mi rendo conto che questo non basta, per tutta la settimana pubblicherò dei video nei quali mostro cosa significa “usare mezzi di trasporto alternativi all’auto privata per gli spostamenti quotidiani”, così come vuole il Sindaco della mia città.
Nel video di oggi mostro la situazione che tutti i giorni si presenta in via Boccea: in direzione centro c’è una fila di auto ferme (perchè parcheggiate) ed altre due file di automobili anch’esse praticamente ferme. Poichè sul marciapiede non è previsto lo spazio per le biciclette, l’unico posto per passare è quello utilizzato anche dai motorini.
Caro Sindaco, voglio aria pulita e voglio piste ciclabili per potermi spostare con mezzi alternativi all’auto privata (proprio come mi hai chiesto): ora però tocca a te!





