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Le Quirinarie: una riflessione su democrazia diretta e disinformazione

quirinarie

Il Movimento 5 Stelle è ormai abituato a subire gli attacchi insensati da parte della stampa di regime, che è tanto distratta su quello che accade nei partiti quanto intransigente su quello che riguarda il Movimento.

Abbiamo imparato a non curarci di loro, ma guardare e passare avanti. Ogni tanto, però, è bene soffermarsi su ciò che viene scritto e replicare alla disinformazione finanziata dai partiti con i soldi pubblici.

Tra la fine della scorsa settimana e l’inizio di questa si sono svolte le quirinarie, ovvero le votazioni on line per scegliere il nome del Presidente della Repubblica che i nostri portavoce in Parlamento dovranno sostenere.

Questo nuovo esperimento di democrazia diretta segue le parlamentarie, con le quali gli iscritti al Movimento hanno deciso la composizione delle liste di candidati a Camera e Senato. Come in precedenza, anche stavolta i giornali si sono scatenati in ridicole polemiche, principalmente a causa dello scarso numero di partecipanti alle votazioni.

Senza stare a farla troppo lunga e troppo complicata, vorrei solo sottolineare quanto sia paradossale la critica al fatto che il Movimento 5 Stelle abbia deciso il nome del candidato Presidente con la partecipazione di “solo 50 mila cittadini”, quando i partiti politici stanno decidendo i loro nomi con la partecipazione di neanche un cittadino. Nessun tesserato al PD o al PDL è stato consultato dal proprio partito ma questo i giornali non lo scrivono. Inutile aggiungere che nessun cittadino libero da tessere di partito è stato preso in considerazione dalla vecchia politica. Anzi, è probabile che molti tesserati del PD abbiano potuto esprimere la propria volontà proprio grazie al Movimento 5 Stelle (è anche così che si spiega, a mio avviso, la presenza di Prodi tra la “top 10”).

Vero è, questo bisogna ammetterlo, che 50 mila cittadini registrati al portale del Movimento sono ancora troppo pochi (al riguardo, sarei curioso di sapere qual’è il numero di tesserati del PD o del PDL). L’obiettivo dichiarato del M5S, infatti, è arrivare al 100% di partecipazione ma siamo sempre più convinti che sia solo una questione di tempo: preso atto dell’offerta democratica concorrente, praticamente pari a zero, sappiamo che non potrà che essere così.

Viaggio nel programma che era stato promesso, quinta puntata: la sicurezza stradale

La pericolosità delle strade romane è nota da tempo. Come accade ormai per tutti i problemi irrisolti della città, anche in questo caso viene abusata una parola che serve solo a confondere i cittadini: emergenza buche. Le emergenze sono circostanze impreviste, mentre il dissesto stradale è la logica conseguenza del disinteresse politico verso tale problematica. Anzi, viene il sospetto che l’interesse (anti)politico sia esattamente nella direzione opposta, perchè quanto prima le strade si rovinano, tanto prima i politici di turno avranno la possibilità di bandire nuove gare per i loro “amichetti”. Per migliorare lo stato delle nostre strade non basta scriverlo su un programma, come dimostra il PDL, che prendeva impegni ben precisi al riguardo:

Al pari della qualità dei servizi deve essere posta la qualità degli investimenti, la loro produttività e l’impatto sul miglioramento delle condizioni di vivibilità di un municipio caratterizzato dal caos di un traffico crescente e di un degrado ambientale che va dalle strade disastrate, alle buche ed alla pulizia insufficiente.

La realtà delle cose è sotto gli occhi di tutti. Proseguendo la lettura del programma che era stato promesso, apprendiamo che l’origine del problema è nella errata gestione del sistema di appalti e nella mancanza di conoscenza delle priorità da parte delle Istituzioni:

Con una scelta scellerata la Giunta Veltroni ha disposto un maxi appalto per la manutenzione stradale affidandone la gestione al XII Dipartimento Comunale il quale non è in grado, non conoscendo le priorità e non avendone i mezzi, di procedere speditamente in un settore così ampio e delicato.

Capire dagli errori del passato è fondamentale per non ripeterli. La storia ci insegna che la promessa di risolvere il problema delle buche stradali non è credibile, per il semplice fatto che nessuno ha mai quantificato seriamente l’ammontare di investimenti che sarebbero necessari. Per risolvere i problemi individuati, però, non si deve pensare che l’unico impegno da prendere con i cittadini sia quello di grattare e riasfaltare tutte le strade. Per conoscere le priorità e controllare il corretto svolgimento dei lavori previsti negli appalti esiste una risorsa efficiente e a costo zero: tutti i cittadini esasperati che percorrono quotidianamente quelle strade.

Possiamo cominciare da piccole iniziative immediatamente realizzabili, applicando dei nuovi metodi, a costo zero, che potrebbero permettere di ottenere miglioramenti da subito. Ad esempio, mettendo in rete le segnalazioni dei cittadini (ma davvero e non per finta come ha fatto Alemanno). Oppure, cominciando a prevedere clausole contrattuali contenenti obblighi precisi di manutenzione stradale in capo alle ditte che si aggiudicano gli appalti, pubblicando on line sia contratti di manutenzione stradale per ogni strada della città sia i contatti delle ditte appaltatrici, in modo che i cittadini stessi possano rivolgersi direttamente ai responsabili.

Soluzioni (e programmi elettorali) semplici per problemi concreti. Tutto quello che Roma non ha mai avuto…

Programmi dimenticati – sicurezza, legalità e lotta alla criminalità

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La sicurezza è stato il cavallo di battaglia della scorsa campagna elettorale di Alemanno ed il fiore all’occhiello del suo programma per cambiare la città.

Se, in questi 5 anni, qualche cambiamento in termini di sicurezza c’è stato, è difficile dire che sia stato in meglio.

Se vogliamo la nostra città più sicura dobbiamo dunque adoperarci prima di tutto per assicurare adeguate risorse alle forze dell’ordine, come previsto anche dal programma nazionale del Popolo della Libertà.

Secondo voi le adeguate risorse alle forze dell’ordine sono arrivate? A Bologna nel 2011 la polizia non ha i soldi neanche per mettere benzina alle auto, così come a Milano nel 2010 e a Trento nel 2009. Di faTto, tutta la polizia italiana è rimasta senza risorse, fino a che “i sindacati di Polizia sono scesi in piazza, davanti al Senato, per dire no ai tagli imposti dal Governo al loro corpo“.

Guardando agli altri impegni da realizzare a Roma di concerto col Governo nazionale ricordiamo:

un adeguamento dell’organico delle Forze dell’Ordine presenti sul territorio, il rafforzamento della rete dei Commissariati e l’aumento del numero delle volanti in servizio;

un rafforzamento della polizia di prossimità, attraverso i poliziotti e i carabinieri di quartiere e l’introduzione dei vigili di quartiere per combattere i “reati diffusi” e il degrado in città;

una politica di contrasto alla criminalità che parta dalla prevenzione, ma che arrivi all’accertamento delle responsabilità e alla certezza della pena, col la previzione che i condannati con sentenza definitiva scontino effettivametne la pena inflitta.

Chiaramente Alemanno non è riuscito ad aumentare il numero delle volanti in servizio e, comunque, sarebbe stato paradossale visto che, poi, non avrebbero neanche avuto la benzina per potersi muovere! Lo stesso discorso vale per i vigili di quartiere (alzi la mano chi ne ha mai visto uno in 5 anni). Per quanto riguarda la certezza della pena, abbiamo già fatto notare che se gli eletti sono dei fuorilegge, il risultato sarà uno Stato che non li persegue.

Passando alle competenze comunali, ricordiamo che tra le proposte per una città più sicura c’era la

garanzia del rispetto della legalità nei campi nomadi, con la chiusura di quelli abusivi e lo spostamento progressivo di tutti i campi lontano dai centri abitati. Smantellamento di tutte le baraccopoli che oggi esistono nel territorio metropolitano e monitoraggio delle condizioni igienico-sanitarie per evitare il diffondersi di epidemie.

Purtroppo, ancora una volta, ogni cittadino romano ha vissuto sulla propria pelle l’inconsistenza di queste false promesse. Per quanto mi riguarda, ad esempio, ho assistito alla infinita serie di sgomberi dei campi abusivi che si sono insediati periodicamente all’interno del Parco del Pineto. La cecità di tale politica è evidente ma vale la pena rimarcarla: non serve a niente il mero sgombero di un campo nomadi, poichè i suoi “inquilini” si spostano in un altro posto il giorno stesso per poi ritornare qualche settimana più tardi.

Il tavolo di lavoro sulla sicurezza ha raccolto i contributi di decine di cittadini e sta lavorando intensamente per proporre un programma che presto potremo votare ed integrare. Nel frattempo, ogni contributo e commento è ben accetto.

Fatti, progetti e grandi bugie della Giunta Alemanno: il piano di rientro dal debito

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Ieri pomeriggio la Confcommercio di Roma ha organizzato un incontro ufficialmente dedicato “alla realizzazione del Distretto Amministrativo di Roma Capitale“.

In realtà, l’incontro è stato dedicato a presentare un libretto di propaganda elettorale intitolato “Fatti e progetti della Giunta Alemanno”.

Per capire che si tratti di mera propaganda basta leggere i titoli della pubblicazione di cui, tra l’altro, pretendiamo di sapere chi ha sostenuto i costi di stampa e a quanto ammontano, dato che solo ieri ne sono state distribuite centinaia di copie.

L’indice si apre con il capitolo “Sulla strada giusta”, firmato dallo stesso Alemanno, e prosegue con “Impresa e Lavoro. Per far crescere Roma”, “Roma si muove. In modo sostenibile”, “Basta precari. Più lavoro e servizi”, “Roma sicura. Sempre al primo posto”, “Sport per tutti. cittadini e campioni” e così via.

In queste pagine è presentata, di fatto, la prossima campagna elettorale di Alemanno. Per questo motivo, sarà nostro compito leggerle attentamente, in modo da informare i cittadini sulle piccole inesattezze in esse contenute.

Oggi cominciamo dal capitolo “Oltre la crisi. Rigore, equità, sviluppo”. In particolare, nel paragrafo Il piano di rientro dal debito, si presenta una tabella nella quale viene riportato l’ammontare del debito comunale nel 2008 e nel 2011:

Debito al 28/04/2008: 12,25 miliardi di euro

Debito al 31/12/2011: 9,14 miliardi di euro

Il messaggio (sbagliato) che viene comunicato al lettore è che la Giunta Alemanno abbia ridotto il debito del comune di Roma di circa 3 miliardi di euro. Questo messaggio è, appunto, sbagliato perchè l’informazione che viene comunicata è incompleta. Per la precisione mancano due elementi:

  1. la Giunta Alemanno ha incassato un finanziamento da parte del Governo centrale di 500 milioni di euro annui (che in 5 anni equivalgono a 2,5 miliardi), con il quale rigore, equità e sviluppo non hanno niente a che fare;
  2. la Giunta Alemanno ha creato un nuovo debito, che va sommato a quello vecchio ereditato dalla Giunta Veltroni, e del quale ai cittadini romani non viene neanche fatta menzione.

Il messaggio (corretto) che dovrebbe essere comunicato al lettore è che la Giunta Alemanno ha aumentato il debito del comune di Roma per un importo che non è dato sapere. Infatti, nonostante l’essersi riempiti la bocca di parole come trasparenza e partecipazione, la Giunta Alemanno tratta i cittadini come dei creduloni, disinformati e ignoranti, e continua a percorrere la strada della Giunta Veltroni, rifiutandosi di fornire gli strumenti necessari alla formazione di un giudizio consapevole.

Laddove non arrivano i partiti, arriveranno i cittadini volenterosi e competenti: vi informeremo su tutto, in maniera semplice, corretta e trasparente. Sarà fondamentale, però, anche sulla vostra collaborazione: queste informazioni devono arrivare al maggior numero possibile di cittadini. Non abbiamo giornali o televisioni, quindi ognuno di noi deve partecipare ed impegnarsi a condividere, in modo che tutti sappiano.

Programmi dimenticati – la politica urbanistica ed il rilancio delle periferie

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Proseguiamo la saga dei programmi dimenticati con un argomento più attuale che mai. E, purtroppo, più malgestito che mai…

Il programma dimenticato di Alemanno a pag. 34 prometteva il superamento del modello centro-periferia

Proponiamo la riqualificazione delle periferie urbane, per le quali è previsto un piano nazionale del PdL collegato ad una legge speciale con risorse pubbliche per ciò che riguarda le opere infrastrutturali. Tale piano, triennale, assicurerà interventi nel settore delle infrastrutture, della mobilità e dei servizi primari.

Se con periferie urbane degradate si intendono “le zone urbane ove vi siano edifici fatiscenti, rifiuti abbandonati, illuminazione carente e scarsa viabilità, dovuta tanto alla presenza di buche sul manto stradale, quanto a fognature non funzionanti, a veicoli abbandonati, soste non autorizzate o a lavori lasciati incompiuti” allora lasciamo giudicare ai romani la bontà delle azioni messe in campo da Alemanno.

Un altro punto del programa dimenticato degno di essere ricordato è quello relativo alle demolizioni e ricostruzioni nelle periferie

I quartieri della periferia senza identità devono essere trasformati in veri quartieri di Roma attraverso il metodo della sostituzione edilizia. La sfida della demolizione e ricostruzione non è solo un’opzione tecnica ma un tema urbanistico cruciale. Non deve essere impostata semplicemente come una delle tante risposte possibli, deve diventare il biglietto da visita del PdL nelle grandi metropoli perchè consente di soddisfare alcune esigenze decisive: evita il consumo di nuovi suoli, blocca l’espansione residenziale incontrollata, con la densificazione delle residenze rende più sostenibile il trasporto pubblico collettivo, riqualifica il patrimonio edilizio pubblico, reperisce terreni a costo zero

Passando dalle promesse raccontate alla realtà dei fatti, il biglietto da visita del PdL appare leggermente diverso: come abbiamo visto in passato, infatti, che l’espansione residenziale incontrollata dovuta al rilascio di concessioni edilizie senza regole e alla densificazione delle residenze in aree prive di trasporto pubblico ha caratterizzato tanto le politiche di “sinistra” quanto quelle di “destra”.

Infine, passando all’analisi delle proposte per la valorizzazione del centro storico (pag. 38) apprendiamo che la soluzione individuata da Alemanno era

moltiplicare le navette elettriche e realizzare parcheggi di scambio e di prossimità

così come per il Litorale romano (pag. 39), che “non dispone di spazi da adibire a parcheggi” e per il quale si proponeva

la predisposizione e l’individuazione di aree da destinare a parcheggi

Evitando di infierire sulla inadeguatezza delle proposte individuate (per risolvere il problema dell’eccessivo uso di auto, si pensa a costruire parcheggi invece che a fornire mezzi per la mobilità alternativi all’auto!), ci limitiamo a verificare come si sia evoluta la situazione parcheggi. Nel centro storico si parla di parcheggi d’oro mentre sul litorale apprendiamo di caos parcheggi a pagamento: turisti furenti, addetti scambiati per abusivi.

Programmi dimenticati – le risorse del comune di Roma

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Siamo giunti alla seconda tappa del tour nei programmi dimenticati, quelli che i partiti avevano promesso e non hanno mantenuto.

Oggi parliamo delle risorse comunali. Al primo punto del programma dimenticato di Alemanno (“Roma Cambia”, pagina 30 e seguenti) era riportato l’obiettivo primario del suo mandato:

risanare una situazione di indebitamento strutturale e crescente, ereditata dalle gestioni amministrative precedenti e che è oggi il vincolo principale alle politiche di sviluppo

Come abbiamo visto qualche giorno fa, il debito creato dalla gestione PD di Veltroni e Rutelli, pari a circa 8 miliardi di euroera talmente alto da costringere ad istituire un Commissario Straordinario. Sapete come si è evoluta la situazione nei cinque anni di Alemanno? Il debito è passato da 8 a 13 miliardi di euro!

Per quanto riguarda la politica fiscale, il programma dimenticato di Alemanno prometteva:

una forte riduzione della pressione fiscale comunale, con le già citate misure dell’abolizione dell’ICI sulla prima casa e della progressiva riduzione dell’addizionale IRPEF fino allo 0,25%

Sapete cosa, invece, ha fatto Alemanno? Ha aumentato l’aliquota IMU fino al massimo consentito dalla legge, portando i cittadini di Roma al primo posto nella speciale classifica dei più tartassati d’Italia.

Per quanto riguarda la gestione delle società partecipate, il programma dimenticato di Alemanno proponeva una nuova “mission” per il Gruppo Comune di Roma:

La “Holding Comune di Roma” deve essere necessariamente oggetto di un grande processo di innovazione organizzativa, che miri a ridimensionare il numero e il peso economico delle società partecipate

Sapete, invece, cosa ha fatto Alemanno? Lo possiamo leggere su La Repubblica, che scrive “Mogli, figli, generi, cognati, nipoti, portaborse, segretarie, persino una cubista (Giulia Pellegrino), un ex piduista (Giuseppe Remo Croce) e un militante dei Nar pluripregiudicato poi finito gambizzato (Francesco Bianco): è un inno al familismo amorale la gestione dell’Atac nell’era Alemanno“.

Tra poco entreremo nel vivo della campagna elettorale: stiamo studiando per essere pronti a dare battaglia su tutti i fronti, a cominciare dalla credibilità, perchè chi ha presentato un programma pieno di false promesse in passato, lo farà anche stavolta.

Continuate a seguire i programmi dimenticati e, soprattutto, diventate parte attiva del cambiamento: scrivete, segnalate, partecipate. Il Movimento 5 Stelle ha bisogno di tutti noi.

Programmi dimenticati – una politica per lo sport

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Leggere i vecchi programmi dei partiti è illuminante, perchè ci permette di dimostrare che le promesse elettorali fatte prima di ogni chiamata alle urne non valgono niente. Nè a destra, nè a sinistra.

Ieri si è corsa la Roma – Ostia, vediamo cosa scriveva per lo sport a Roma la destra di Alemanno nel 2008.

Lo sport a Roma in questi anni si è ridotto troppo spesso alla gestione di grandi eventi, che certamente non può bastare a soddisfare le esigenze della Capitale.

In effetti sfidiamo chiunque a citare una politica per lo sport avanzata dalla sinistra. D’altronde, la destra non è riuscita neanche a gestire i grandi eventi (!), come dimostrano le pessime figure interplanetarie fatte dal comune di Roma con la gestione dei mondiali di nuoto nel 2009 e della candidatura di Roma per il Gran Premio di Formula 1, senza dimenticare le Olimpiadi del 2020.

L’ impiantistica sportiva comunale non è mai stata messa in rete. Non c’è quindi omogeneità del servizio con le conseguenze del mancato controllo sull’applicazione delle tariffe sociali, dell’inesistente verifica sulle qualità dei servizi offerti e dell’impossibilità di abbattere i costi e di incrementare i ricavi da investire nella promozione sportiva.

In effetti la sinistra al governo non si è mai preoccupata di mettere in rete le informazioni sull’impiantistica sportiva comunale. La destra, in questo caso, non ha fatto peggio:  tale e quale. Ad esempio, per conoscere gli orari di apertura dello stadio di Caracalla bisogna andarci fisicamente e leggerli su un foglio appeso in bacheca.

Proponiamo la costruzione di nuovi impianti come un nuovo palazzetto dello sport, uno stadio del ghiaccio, un bacino remiero e degli sport nautici e un impianto dedicato stabilmente alla boxe.

Di questi nuovi impianti che sono stati proposti non c’è neanche l’ombra. Ancora una volta, sinistra e destra sono pari: tante promesse, zero risultati.

Proponiamo la valorizzazione e la riqualificazione del quadrilatero “Foro Italico – Tor di Quinto – Acquacetosa – Flaminio”, consacrandone definitivamente il ruolo di “Città dello Sport” e finalizzando adeguate risorse finanziarie per interventi infrastrutturali e servizi che ne garantiscano la massima efficienza e fruibilità.

La zona del quadrilatero è messa talmente male che nel corso del 2012, come ultimo gesto disperato da parte degli sportivi della zona, è stata persino effettuata una raccolta firme per sollecitare i lavori di rifacimento del manto in tartan dello stadio dell’Acquacetosa, dove le corsie sono talmente consumate da assomigliare più a una pista per le biglie che a una pista di atletica (quella nella foto è dello stadio di Caracalla, non molto migliore…).

Cosa sono, quindi, le politiche per lo sport nei programmi elettorali della destra e delle sinistra? Parole al vento, da leggere come un romanzo di fantasia.

Dateci retta: risparmiate la fatica, tanto non vi crede più nessuno.

L’incredibile partecipazione nel M5S: troppa per essere vera, eppure è vera!

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I politici non se ne riescono a fare una ragione. I cittadini che partecipano alla politica, ma quando mai è accaduto? Evidentemente i politicanti, che hanno vissuto una vita dentro i partiti, i cittadini non li hanno mai visti: per loro è inconcepibile che la rete civica (quella vera…) possa costruire un progetto realmente partecipato. Un’idea del genere è impossibile!

Senza rendersi conto che in tal modo sottolineano ancora di più quanta distanza ci sia tra la casta dei partiti e il resto della cittadinanza, vanno in tv e dicono “chissà cosa c’è dietro i palchi di Grillo“.

Purtroppo tra gli stessi cittadini c’è chi non è ancora riuscito a disintossicarsi dalla disinformazione di regime e, così, può capitare che anche per strada qualcuno confessi di fare fatica a credere che il successo del Movimento 5 Stelle sia dovuto a semplici cittadini che donano il proprio tempo ed i propri risparmi per realizzare un progetto comune. Sabato mattina durante il banchetto:

passante – “E allora ditemi questo: chi ve li paga i volantini?”
io – “Li paghiamo con le donazioni dei cittadini”
passante – “Seeee vabbè, ma non dite stupidaggini. Sapete quanto costano?”
io – “Si certo, costano tanto e li paghiamo grazie ai cittadini come te, come noi”
passante -:”Seeee vabbè, e quanti sono questi che donano? Dovrebbero essere centinaia!”
io – “Si, infatti sono centinaia. Puoi leggerne tutti i nomi sul sito
passante – “Seeee vabbè, è impossibile che non c’è dietro nessuno”
io – “Guarda, è inutile che dici se vabbè, te lo dico con assoluta certezza perchè sono il tesoriere del M5S di Roma”
passante – “Seeee vabbè, tu sei il tesoriere”

… 😀

Questo venerdì Beppe Grillo concluderà in piazza San Giovanni il tour elettorale del M5S: l’organizzazione è stata curata da cittadini che si sono riuniti, fisicamente e via web, in locali pubblici e a casa. Parteciperanno al tutto centinaia di volontari ai quali è stato offerto, in prestito per qualche ora, un fratino catarifrangente e, in regalo per tutta la vita, il ricordo di aver fatto parte di un evento storico.

Incredibile? Se non ci credi, vieni a vederlo coi tuoi occhi: ti aspettiamo il 22 febbraio a partire dalle 18. Sarà un piacere!

Viaggio nel programma che era stato promesso, quinta puntata: i parchi

Il Verde, i Parchi e l’Agro Romano è uno dei capitoli del programma elettorale col quale l’ancora per poco Presidente Milioni conquistò la fiducia dei cittadini del municipio XIX.

Si parla di valorizzazione e sviluppo dello straordinario patrimonio ambientale, dei parchi e delle riserve naturali, a partire dal parco Urbano del Pineto, per il quale il Presidente promette “Dovremo ripresentare il Progetto già presentato, e finanziato” per “realizzare percorsi attrezzati e salvaguardare il Parco dagli atti vandalici“. “A differenza della Giunta Lazzara, non faremo l’errore di far cadere il protocollo” tra RomaNatura e le associazioni attive nel parco e “inoltre cercheremo di far rifinanziare i lavori di ristrutturazione della vecchia vaccheria, posta a lato del Casale Giannone“.
Inutile dire che, nel corso di quasi cinque anni, di percorsi attrezzati, salvaguardia dagli atti vandalici e rifinanziamento dei lavori di ristrutturazione della vaccheria non si è mai saputo niente. Come non si è mai saputo niente relativamente alle 10 domande sul parco del Pineto, alle quali Milioni non ha mai voluto rispondere.

Più avanti, il programma prosegue spiegando che “Un parco a rischio di erosione è quello dell’Insugherata, parco che sembra dimenticato, mentre attraverso un accordo tra municipio e Roma Natura e con i fondi della Regione potrebbe essere valorizzato da subito iniziando a realizzare punti di accesso sia da via Trionfale che da Via delle Benedettine e Via Rosa Gattorno. Strade di accesso e percorsi attrezzati che renderebbero fruibile il Parco che versa in condizioni di abbandono“. Abbiamo verificato, invece, che in stato di abbandono sono i cittadini, mentre degli accessi e dei percorsi attrezzati realizzabili da subito, dopo quasi cinque anni ancora non vi è traccia.
Ancora una volta, il PDL e il PDmenoL (rappresentati rispettivamente dalle Giunte Milioni e Lazzara) non riescono a realizzare le azioni necessarie a migliorare la qualità della vita dei cittadini.
I loro programmi, anche per quanto riguarda la tutela ambientale, rivelano tutta la loro inconsistenza. Nel 2013 sarà possibile cambiare. Aiutaci e, soprattutto, aiutati: iniziare a partecipare alle attività municipali del Movimento 5 Stelle è facile, per sapere come fare puoi scriverci a municipio19@roma5stelle.org.

Ti aspettiamo.

Cittadini in Movimento del Municipio XIX

Rileggi le puntate precedenti:

Viaggio nel programma che era stato promesso, prima puntata

Viaggio nel programma che era stato promesso, seconda puntata: il trasferimento degli uffici amministrativi

Viaggio nel programma che era stato promesso, terza puntata: l’ascolto dei cittadini

Viaggio nel programma che era stato promesso, quarta puntata: la viabilità

Sta cosa di casapound non mi è proprio scesa

Ieri ho inviato ad alcuni amici il Messaggio Elettorale Gratuito montato dal Comitato Movimento 5 Stelle Piemonte ed ho avuto un’ulteriore conferma su quanto efficace sia stata la propaganda anti M5S fatta dai partiti politici tramite la stampa nazionale da essi finanziata. Con grande stupore, infatti, ho ricevuto in risposta questa osservazione

bello e’ bello. c’avesse messe pure l’antifascismo sarebbe stato perfetto 😉

scusa ma sta cosa di casa pound non mi e’ proprio scesa.

Ho pensato, quindi, che possa essere utile riproporre un semplice copia/incolla di due post e un articolo che troppe poche persone hanno letto.

Beppe Grillo il 13 gennaio sul suo blog: “Io non ho aperto a nessun partito e non sono fascista né simpatizzante del fascismo. Ma chi credete di prendere per il culo? Invece ho detto e ribadisco che il M5S non è un movimento ideologico, ma vuole ottenere la democrazia diretta E’ un movimento al quale chiunque non sia iscritto a un partito e accetti il suo programma, può iscriversi. E’ ecumenico.”

Beppe Grillo l’11 gennaio: “Il tempo delle ideologie è finito. Il MoVimento 5 Stelle non è fascista, non è di destra, né di sinistra. E’ sopra e oltre ogni tentativo di ghettizzare, di contrapporre, di mistificare ogni sua parola catalogandola a proprio uso e consumo. Il M5S non ha pregiudiziali nei confronti delle persone. Se sono incensurate, non iscritte a un altro partito o movimento politico, se si riconoscono nel programma, per loro le porte sono e saranno sempre aperte.”

Infine, questo è l’estratto da un articolo sul fatto quotidiano: “Scrivere che Grillo è “fascista”, o che “apre a Casa Pound”, è l’ennesimo atto in malafede dell’informazione italiana. Chiunque ha visto mezzo spettacolo di Grillo sa bene come non solo non sia mai stato fascista, ma abbia spesso combattuto battaglie riconducibili alla sinistra. Molto più di quanto non abbia fatto la sinistra. Il filmato peraltro era tagliato ad hoc, per farlo apparire come una sorta di emulo di Mengele. Grillo non ha mai aperto a Casa Pound (oltretutto il M5S non fa alleanze: se dicesse no a Ingroia per apparentarsi a Casa Pound, oltre che irricevibile sarebbe pure demente). Grillo ha detto altro.”

Scusate ma sta cosa di casapound non mi è proprio scesa: ora che sapete che non è vera e sapete che è causa di un danno ingiusto nei confronti di un movimento antifascista, dovete informare tutte le persone che conoscete perchè non è giusto che vengano ingannate in questo modo dai partiti politici e la loro (dis)informazione di regime.