Il sistema dei favori politici lo abbiamo distrutto per sempre, ora vogliamo costruire l’alternativa
L’articolo di oggi uscito su La Repubblica “Roma, Palamara: quegli aiuti 5S da De Vito & Co” è la dimostrazione della fine di un’era: quella degli aiuti politici. Un sistema che fa parte del passato, basato sulle telefonate da parte degli amici potenti, sui favori politici e sugli aiuti illegittimi.
Gli “aiuti 5S” citati nel titolo, infatti, sono aiuti richiesti che, però, non sono stati concessi dalla politica di oggi. Una politica finalmente meritocratica, trasparente e che agisce nell’interesse pubblico (non nel’interesse degli amici). Una politica i cui protagonisti commentano #ATestaAlta le intercettazioni che li riguardano. Sono ben contento di far parte di queste intercettazioni e sono ben contento di evidenziare che, nonostante il titolo fuorviante, l’articolo si conclude dicendo che
le incursioni di Palamara stavolta non hanno inciso
Evidentemente questo tipo di incursioni, in passato, incideva…
Evidentemente, in passato, l’alternativa agli aiuti, ed alle proroghe illegittime agli amici, erano gli affidamenti diretti (o pilotati) ad altri amici. Deve per forza essere così, visto che ogni volta che parliamo di bandi, quando scade una concessione, si pensa subito alla volontà politica di “cacciare” uno per far posto a un altro. Il messaggio del concessionario all’amico pm che viene riportato nell’articolo è solo l’ultimo amaro esempio di quello che scrivo: “ci hanno boicottato” è stata la sua conclusione.
Questa è la dimostrazione di uno stato mentale talmente radicato, della convinzione nell’esistenza di un sistema basato esclusivamente sulle amicizie, che fa pensare a chi ci è dentro che non possa esistere un’alternativa.
Il messaggio che voglio dare a tutti i concessionari vittime di questo sistema (sì, i concessionari sono delle vittime, questo ci tengo a precisarlo) è che, invece, l’alternativa esiste. E la costruiremo insieme.
Un bando non è un dispetto, non è un atto “contro” qualcuno: un bando è semplicemente il modo più trasparente e meritocratico per selezionale il miglior gestore possibile di un bene di proprietà pubblica.
Ringrazio il consorzio Roma Missione Sport per aver aderito alla proposta di costituire un gruppo di lavoro finalizzato all’individuazione dei criteri tecnici, sportivi e sociali necessari a valutare un progetto e invito tutti gli altri concessionari che vorranno dare il proprio contributo a partecipare.
Il nostro obiettivo è dimostrare che un’alternativa al sistema delle amicizie, che i concessionari sportivi di Roma hanno dovuto subire per decenni, finalmente oggi c’è.
Il nostro obiettivo è liberare definitivamente Roma da questa mafietta capitale.
Il nostro obiettivo è dimostrare che un sistema politico/amministrativo che premia il merito può essere realizzato, che un comune proprietario di oltre 90 impianti con concessioni scadute accoglie positivamente le proposte di partenariato pubblico privato legittimamente presentate dai concessionari uscenti e da qualsiasi altro soggetto proponente.
La riunione costitutiva della task force che, ripartendo dalla precedente riunione sui collaboratori sportivi e sulla riforma dello sport, lavorerà allo sviluppo di un’alternativa al vecchio sistema delle amicizie, è pubblica ed è fissata per venerdì, 26 giugno, alle ore 14:00: questo è il link per partecipare.
Vi aspetto.
Il PD romano mi ha accusato di avere deliri di “onnipotenza” perché i centri estivi non sono di mia competenza.
Da Presidente della Commissione sport capitolina mi sono accorto che qualcosa non andava, in tutti i Municipi, e mi sono attivato per dare il mio contributo, per il bene di tutti.
Purtroppo, però, i Municipi a guida PD si sono risentiti e questa è stata la critica che mi è piovuta addosso, nel mese di maggio:
“Diario si attenga alle sue competenze“.
E ancora:
“Sullo sport Diario si sente onnipotente ma sbaglia“.
In realtà chi sbaglia sono proprio i Municipi guidati dal PD. E sbagliano doppiamente, perché pur di nascondere i propri errori, non accettano l’aiuto che gli ho offerto e perseverano. Perché se le associazioni mi scrivono e lamentano problemi, io intervengo sempre, anche quando il Municipio di competenza non è a guida M5S ma a guida PD.
Avere un ruolo istituzionale significa essere a disposizione di tutti e non solo del proprio partito.
Evidentemente la collaborazione tra istituzioni sfugge a chi è accecato dalla propaganda partitica. E così i Municipi a guida PD hanno fatto da soli, di nuovo, sui centri estivi e sulle riaperture delle palestre post lockdown. E hanno sbagliato ancora.
Così accade che a giugno le associazioni mi scrivono, di nuovo, dicendo stavolta di non riuscire a dialogare con i Municipi, dicendo che i Municipi non li informano sulle possibilità di riprendere le attività, dicendo che i Municipi commettono errori nelle assegnazioni dei centri estivi (concedendo gli spazi alle asd “sbagliate”) e, in definitiva, dicendo che una volta corretto l’errore, i Municipi impediscono che le attività si svolgano, facendo perdere la stagione dei centri estivi alle associazioni.
Ascoltate la registrazione della commissione, è un disastro su tutta la linea.
Ma soprattutto, purtroppo, è una sconfitta per tutti: i bambini, ai quali vengono negate le possibilità di fare sport; i genitori, che finite le scuole devono trovare altre soluzioni per i propri figli; le associazioni sportive, alle quali vengono negati gli spazi.
Dite un po’, chi è che sbaglia? Un Presidente che prova a dare il suo contributo, anche se l’argomento non è strettamente “di sua competenza”, oppure coloro che non solo non sanno gestire i propri Municipi ma che, per arroganza e propaganda, non accettano neanche la mano che gli viene offerta per essere aiutati?
Roma Capitale è la prima grande città in Italia ad aver approvato con un atto di Consiglio comunale il taglio dei canoni a carico dei concessionari dei Centri sportivi municipali che, a causa della pandemia, hanno dovuto interrompere le proprie attività.
L’Amministrazione ha riconosciuto la cancellazione del 100% dei canoni, per tutta la durata dell’emergenza, a partire dal primo giorno di chiusura fino al primo giorno di riapertura delle palestre.
La proposta prevede anche che le concessioni triennali in corso vengano prolungate di un anno, per permettere alle associazioni di recuperare la stagione sportiva che non hanno potuto completare.
Due misure fondamentali, tramite le quali Roma sostiene concretamente le sue associazioni sportive, che in questi anni sono state costantemente coinvolte nelle scelte politiche prese dall’attuale governo, a partire dalle assemblee per il nuovo regolamento con la presenza di oltre 100 associazioni, fino alle ultime commissioni, in occasione delle quali abbiamo registrato un record di 200 associazioni collegate.
Tutto ciò è il risultato di un lavoro che parte da lontano e di un metodo partecipato che ci ha portato a realizzare nelle politiche sportive di Roma una rivoluzione epocale.
Approfitto per spiegare a tutte le associazioni che hanno scritto per chiedere per quale motivo ci sia voluto tutto questo tempo per approvare il provvedimento quale è l’iter di una proposta di deliberazione di iniziativa consiliare.
La proposta, depositata a inizio aprile, ha completato in realtà il suo percorso nel tempo più rapido possibile e questo è un ulteriore motivo di soddisfazione che mi fa piacere esplicitare.
Tutte le proposte di deliberazione, infatti, prevedono il seguente iter:
- deposito della proposta presso il Segretariato Generale
- trasmissione della proposta ai Dipartimenti per espressione pareri (5 giorni)
- espressione dei pareri dei Dipartimenti alla Commissione Sport (15 giorni)
- trasmissione della proposta alle Commissioni capitoline e ai Municipi per espressione pareri (5 giorni)
- espressione dei pareri delle Commissioni e dei Municipi (30 giorni)
- trasmissione dei pareri dei Municipi alla Commissione Sport (5 giorni)
- controdeduzioni della Commissione Sport ai pareri dei Municipi e dei Dipartimenti
- calendarizzazione della proposta e voto in Assemblea Capitolina
Qualsiasi proposta può essere approvata soltanto dopo aver completato tutti questi passaggi.
Pubblico la registrazione della commissione sport dedicata all’audizione dei rappresentanti delle asd negli Osservatori sportivi scolastici municipali previsti dal Regolamento per i Centri Sportivi Municipali approvato nel 2018.
Sintetizzo per punti le richieste delle associazioni e le relative risposte:
- Approvazione in tempi rapidi della delibera tramite la quale sarà approvata la cancellazione dei canoni per il periodo di chiusura delle palestre scolastiche e la proroga delle concessioni interrotte a metà anno sportivo;
Roma sarà la prima grande città in Italia ad approvare questa misura di sostegno economico verso i concessionari delle palestre scolastiche, un risultato di cui l’Amministrazione è orgogliosa;
- Introduzione di voucher in favore delle famiglie romane, da utilizzare per l’iscrizione di ragazzi e bambini ai corsi dei Centri Sportivi Municipali del prossimo anno sportivo;
Viene confermato il favore da parte di tutti i commissari, è però necessario individuare altri servizi da definanziare per poter trovare la copertura finanziaria;
- Modifiche al codice dei contratti, a partire dall’esclusione della cosiddetta “busta C” dai criteri utilizzati per la valutazione delle offerte;
Diario e Corsetti riferiscono di aver avviato una interlocuzione con i parlamentari delle rispettive forze politiche in Parlamento;
- Riapertura dei CCSSMM omogenea in tutti i Municipi, con particolare riferimento all’inizio del prossimo anno sportivo/scolastico (no alla conversione delle palestre in aule);
Viene espressa la volontà di tutelare l’utilizzo delle palestre per le attività sportive, che hanno pari dignità delle altre materie scolastiche e che devono poter essere messe a disposizione delle asd per le attività pomeridiane dei CCSSMM;
- Piena operatività di tutti gli Osservatori Sportivi Scolastici Municipali, molti dei quali non vengono convocati da tempo (alcuni, in due anni e mezzo, non sono mai stati convocati) come evidenziato dal prospetto presentato da Fabio Spadaccia – Prospect Status CCSSMM / UOSECS / OSSERVATORI;
La richiesta è pienamente condivisa, Diario scriverà a tutti i Municipi chiedendo di convocare gli Osservatori entro fine giugno, dando la propria disponibilità a partecipare a tutte le riunioni;
- Approvazione di un Avviso Pubblico tipo;
Anche questa richiesta è condivisa ed è stata depositata una proposta a firma Diario ma il Dipartimento Sport ha espresso parere negativo, verrà inviata una ulteriore richiesta di parere al Segretariato Generale.
Concludo aggiungendo un mio commento personale, sottolineando l’importanza di lavorare in un clima di reciproco rispetto, anche quando si esprimono critiche e insoddisfazione per i risultati raggiunti. Questa commissione dimostra che la lotta per la tutela degli interessi dello sport di base (che, ci tengo a sottolinearlo, non ci vede contrapposti poiché è un obiettivo per il quale ci stiamo impegnando tutti e che tutti desideriamo raggiungere) può avvenire con toni decisi e, allo stesso tempo, pacati, senza degenerare nell’aggressione verbale del proprio interlocutore. Grazie quindi a tutti i protagonisti della riunione di oggi, attraverso la quale abbiamo compiuto un importante passo in avanti, nell’interesse di tutti e indipendentemente dai differenti orientamenti politici di ognuno di noi, che non dovrebbero prendere il sopravvento quando si parla in rappresentanza dell’intera categoria.
La Commissione sport torna a convocare tutti i Municipi con l’obiettivo di coordinare le attività che il decentramento assegna loro.
In quasi tutti i Municipi sono stati superate le criticità precedentemente comunicate dalle associazioni, sia per quanto riguarda la ripresa delle attività dei Centri Sportivi Municipali, sia per quanto riguarda l’avvio dei centri estivi.
Ancora una volta è stata evidenziata l’importanza degli Osservatori sportivi scolastici municipali, i luoghi dove si incontrano e dialogano le diverse istituzioni coinvolte nella gestione degli spazi sportivi nelle scuole. E ancora una volta ho ribadito la mia disponibilità a partecipare personalmente a tutte le riunioni degli Osservatori, per offrire un collegamento tra tutte le realtà territoriali e portare ognuna di esse a conoscenza delle soluzioni trovate negli altri contesti locali.
I due Municipi nei quali permangono le maggiori criticità sono il II e il V.
Nel caso del Municipio II sono emerse due diverse segnalazioni: la mancanza di riscontro da parte del Municipio, a tutti i livelli (sia a livello politico sia a livello amministrativo) alle richieste dei concessionari dei centri sportivi municipali e la mancanza di trasparenza nelle assegnazioni dei contributi economici per i centri estivi. La seduta di commissione non ha fatto altro che confermare tale “latitanza”: sono risultati assenti ingiustificati sia l’Assessore sia il Direttore.
Nel caso del Municipio V è emersa invece la mancanza di riscontri da parte degli uffici tecnici. Si tratta di poche richieste in termini assoluti ma vanno comunque prese in considerazione con la massima attenzione. Anche in questo caso la commissione ha confermato la “latitanza” della parte amministrativa: hanno infatti partecipato alla commissione Maria Elena Mammarella (Assessore scuola) e Maria Teresa Brunetti (Assessore sport), mentre non hanno risposto all’appello i referenti dell’ufficio tecnico municipale.
Tale comportamento è spiacevole, soprattutto in considerazione del fine ultimo della commissione e, in particolare, di questo tipo di riunioni, cioè offrire un aiuto alle strutture pi in difficoltà rispetto alle altre. Se gli uffici hanno dei dubbi, la Commissione è la sede più idonea per chiarirli, grazie alla presenza in contemporanea di tanti colleghi che lavorano alla stessa materia in strutture differenti: non partecipare significa danneggiare sé stessi.
In tutti gli altri Municipi si segnalano, al massimo, singoli casi isolati di diniego o di mancata risposta da parte dei Dirigenti scolastici.
In generale, guardando alla totalità delle richieste, la stragrande maggioranza delle associazioni che hanno manifestato la volontà di riprendere le attività non hanno incontrato ostacoli.
La commissione sport di questa settimana ha trattato le 4 proposte di delibera presentate nelle scorse settimane dai commissari:
comparazione 4 proposte delibere
I punti in comune delle proposte sono due:
- trovare un meccanismo che dia ai gestori la certezza di poter rientrare dei costi necessari alla riapertura;
- trovare uno strumento che permetta di apportare lavori (temporanei e necessari) in tempi e con procedura celeri.
Entrambe le questioni vengono affrontate dal D.L. 19 maggio (Decreto Rilancio), in particolare all’art. 216, per quanto riguarda la rideterminazione dei rapporti per il recupero dei proventi non incassati e l’ammortamento degli investimenti effettuati o programmati, e all’art. 264, per quanto riguarda la procedura semplificata con CILA per gli interventi, anche edilizi, necessari ad assicurare l’ottemperanza alle misure di sicurezza prescritte per fare fronte all’emergenza sanitaria.
La rideterminazione dei rapporti concessori, però, lascia un ambito discrezionale di valutazione all’Amministrazione procedente (ciò significa che non prevede un “rinnovo” per tutti di due anni – come in quasi tutte le proposte analizzate ieri – ma una valutazione ogni singolo caso) e, soprattutto, presuppone un rapporto di concessione in essere (quindi rimangono esclusi i gestori ex art. 22, comma 4): l’obiettivo politico dell’Amministrazione, lo ribadisco a scanso di equivoci, è approvare una proposta che sia applicabile anche alle concessioni scadute.
Proseguendo il lavoro di coordinamento tra i Municipi di Roma sugli argomenti in oggetto, oggi ho inviato una nuova comunicazione (sollecito riapertura ccssmm e centri estivi) a tutte le strutture territoriali con l’obiettivo di rendere omogenei gli atti predisposti da ciascun Municipio.
Oltre a ribadire quanto avevo espresso nella nota del 29 maggio (lettera riapertura ccssmm), tramite la quale ho chiesto ai Municipi di inviare una comunicazione a tutti i concessionari per informarli della possibilità di riprendere le proprie attività a partire dal 25 maggio, ho condiviso le comunicazioni che hanno preceduto e seguito la richiesta:
- Municipio VI – nota del 9 giugno;
- Municipio VII – nota del 25 maggio;
- Municipio IX – nota dell’8 giugno;
Per quanto riguarda invece i centri estivi, ho trasmesso a tutti i Municipi quanto stabilito dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome (Linee guida per la riapertura delle attività economiche produttive e ricreative), secondo le quali non è più necessaria la preventiva autorizzazione da parte della ASL ai progetti per i centri estivi. La necessità di autorizzazione da parte dei Comuni non viene menzionata ma ciò non va interpretato, a mio avviso, come esenzione anche dalla semplice comunicazione al Municipio territorialmente competente.
A tal proposito, invitando i Municipi ad adottare procedure il più omogenee possibile, indico quelle avviate al momento:
L’ultima riunione dell’Osservatorio è stata finalizzata a realizzare un approfondimento sulla figura del collaboratore sportivo.
Sono intervenuti Sergio Ardito, Alessio Capone, Beatrice Salvati, Peppe Patti, Enzo Corso, Sergio Gaviglia, Gabriella Pomposelli e Fabio Spadaccia.
Lo scopo della riunione è raccogliere osservazioni e suggerimenti in vista della riforma del settore sportivo dilettantistico che, finalmente, appare all’orizzonte sempre più vicina.
I lavoratori nel mondo dello sport sono oltre un milione e svolgono funzioni con varie modalità e riconoscimento economico ma, di questi, solo poche decine di migliaia godono dello status riconosciuto di “lavoratore”.
La figura del “collaboratore sportivo” è regolata tramite un contratto atipico, non espressamente disciplinato dal diritto civile. In base al contratto, le società non hanno nessun obbligo di iscrizione alla previdenza per i collaboratori i quali, volontariamente, possono aderire all’assistenza sanitaria integrativa.
I “collaboratori sportivi” percepiscono redditi sulla base dell’art. 67, comma 1, lettera m), del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, classificati “redditi diversi” e relativi a indennità di trasferta, rimborsi forfetari di spesa, premi e compensi erogati nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dall’Unione Nazionale per l’Incremento delle Razze Equine, dagli Enti di Promozione Sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto. Rientrano in questa fattispecie atleti, allenatori, giudici di gara, istruttori, tecnici sportivi in genere.
Tale disposizione si applica anche ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale resi in favore di Federazioni, EPS, società e associazioni sportive dilettantistiche. Rientrano in questa fattispecie collaboratori di segreteria, addetti alle iscrizioni, addetti alla contabilità.
Non è previsto un compenso minimo o un compenso orario uguale per tutti: il lavoratore “collaboratore sportivo” potrebbe avere più contratti di lavoro con più società ed essere pagato, in ognuna, con tariffe orarie diverse, svolgendo le stesse attività in luoghi differenti.
I compensi sportivi inferiori ai 10.000 euro annui, esclusi i rimborsi spese, non concorrono a formare reddito tassabile. Questa disposizione va letta in un’ottica tesa ad inquadrare tali servizi come semplici hobby e passatempi: compensi più elevati lasciano, invece, pensare ad un corrispettivo elargito in cambio di una vera e propria prestazione di lavoro. Idealmente, il compenso sportivo fissato nel limite dei 10.000 euro annui è da considerarsi, quindi, come un indennizzo per un’attività offerta dallo sportivo che non ha altro obiettivo che soddisfare le proprie passioni ed i propri ideali.
Ho una buona notizia da comunicare alle associazioni sportive di base della Capitale: l’Assemblea Capitolina ha approvato, con 32 voti a favore, la proposta che renderà possibile assegnare con tempi più rapidi i campi all’aperto e le palestre scolastiche che si renderanno disponibili in futuro per le attività dei Centri Sportivi Municipali.
Segnalo con piacere che la proposta è stata sostenuta dai voti non solo dal Movimento 5 Stelle ma anche da quelli del Partito Democratico, su giusta indicazione del consigliere Corsetti, che ha saputo valutare la proposta senza preconcetti, riconoscendone il valore positivo per le associazioni. A sorpresa, invece, non hanno votato favorevolmente le destre (Fratelli d’Italia e Lega) e la consigliera Celli. Ritengo un errore questa loro decisione e, per trasparenza e dovere di informazione, desidero renderla nota alle asd che seguono le politiche sportive di Roma Capitale, in modo che possano valutare l’operato dei consiglieri che le rappresentano nelle Istituzioni.
Riporto il testo della nuova previsione che è stata introdotta nel Regolamento:
Nel caso in cui, all’esito dell’espletamento della procedura di gara, dovesse verificarsi la mancata assegnazione di strutture o fasce orarie per assenza di offerte, il Municipio, al fine di una più efficace utilizzazione degli spazi e dell’ottimizzazione dell’offerta sportiva, potrà procedere ai relativi affidamenti con procedura negoziata, consultando le associazioni risultate idonee nella precedente graduatoria.
Qualora, successivamente all’approvazione degli avvisi, vengano resi disponibili dai Dirigenti Scolastici nuovi spazi o ulteriori fasce orarie, il Municipio potrà porre in essere tutti gli adempimenti necessari per la relativa assegnazione.
Pubblico la registrazione della lunga riunione di oggi e, prima di passare alla sintesi, ci tengo ancora una volta a ringraziare tutti i partecipanti perché il confronto che ogni occasione come questa fornisce è anche un accrescimento umano e culturale, in primis per me, per il quale vi sono grato.
Grazie in particolare ai rappresentanti municipali che hanno partecipato: Fabio De Stefano, Giovanna Antuofermo, Daniela Polverini, Giancarlo Dolcini, Stefano Raffi, Franco Fronda, Carlo Moretti e Fulvia Pepe.
E a coloro che sono intervenuti: Fabio De Stefano, Fabio Spadaccia, Liliana Canavacci, Giovanna Antuofermo, Daniela Polverini, Pamela Luciani, Peppe Patti, Beatrice Salvati, Rossella Tomassello, Sergio Gaviglia, Giancarlo Dolcini, asd Dimond Roma Pallavolo (mi scuso non si è sentito il nome della rappresentante), Maria Luisa Salvatori, Andrea Basadonne, Mauro Schiavone, Sofia Donato, Eleonora (asd Rose Volley).
Inizio la sintesi elencando gli argomenti trattati:
- segnalazione del mancato recepimento di quanto stabilito nel regolamento relativamente alla durata delle concessioni in alcuni Municipi: il regolamento prevede che le asd abbiano diritto ad iniziare le attività dal 1 settembre fino al 31 agosto, alcuni Municipi hanno limitato tale previsione;
- mancata comunicazione da parte dei Municipi sulla possibilità per le asd concessionarie di poter riaprire le palestre fin dal 25 maggio scorso;
- proposta di acquisto da parte del Comune di materiali da utilizzare per la sanificazione dei Centri Sportivi Municipali;
- richiesta di aggiornamenti sull’iter della proposta di deliberazione che riconosce la cancellazione dei canoni;
Relativamente al primo punto, confermo la mia disponibilità a partecipare alle riunioni e/o alle commissioni sport municipali per sostenere la richiesta da parte delle asd di una corretta applicazione del regolamento.
Per quanto riguarda il secondo punto confermo di avere già inviato una richiesta in tal senso a tutti i Municipi (Lettera Diario ai Municipi su riapertura ccssmm).
Relativamente al terzo punto, confermo che il nuovo regolamento prevede che i proventi dei canoni di concessione vengano utilizzati per la manutenzione ordinaria delle palestre e per l’acquisto di materiale sportivo: tra questo materiale si potrà includere anche quello necessario alle sanificazioni.
Per quanto riguarda il quarto punto, vi informo di aver sottoscritto e depositato la proposta di delibera due mesi fa e di aver fatto esprimere il parere favorevole da parte della Commissione sport. Manca solo la calendarizzazione e la votazione in aula, che ho già richiesto e spero possa avvenire il 9 giugno (prima data utile). Vi terrò informati.
Riassumo, poi, le richieste di chiarimento che mi sono impegnato a trasmettere alla cabina di regia tra Assessori delle Città Metropolitane e l’ANCI:
- le sanificazioni devono obbligatoriamente essere svolte da ditte specializzate oppure si possono anche effettuare direttamente, nel rispetto dei protocolli?
- quali sono le responsabilità a carico delle asd, con particolare riferimento alle coperture assicurative e agli obblighi da adempiere?
- è corretto l’approfondimento effettuato da Giovanna Antuofermo (approfondimento su DVR) secondo il quale gli obblighi inerenti DVR/DUVRI non sono a carico delle asd?
Una ulteriore richiesta di chiarimento è da indirizzare, tramite il Coni, a Federazioni ed EPS:
- in caso di difformità tra i protocolli stabiliti da Federazioni ed Enti di Promozione Sportiva, quale protocollo va applicato?
A tal proposito chiedo alle asd di segnalare le difformità rilevate alla Presidenza della Commissione Sport.
Un’altra richiesta è indirizzata ai Municipi di Roma Capitale:
- è possibile utilizzare gli spazi all’aperto da parte dei concessionari di centri sportivi municipali?
Anche in questo caso la Presidenza della Commissione Sport è a disposizione per trattare l’argomento e sostenere questa prassi nei singoli Municipi.
Infine ho appuntato una richiesta per l’Ufficio Scolastico Regionale:
- quali saranno le modalità di ripresa delle attività scolastiche e, di conseguenza, sulla disponibilità delle palestre per le attività pomeridiane dei Centri Sportivi Municipali?