Il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, il 17 novembre scorso ha risposto ad alcuni quesiti posti dall’Ufficio PVQ del comune, esprimendo un concetto semplice: non si devono regolarizzare gli abusi.
Come riportato recentemente dalla stampa, Cantone demolisce anni di lavoro del Campidoglio. Le indicazioni date agli uffici di Roma Capitale sono le stesse che diede la Commissione per la razionalizzazione della spesa più di un anno fa: dovete guardare alla sussistenza di un interesse pubblico.
La Commissione propose all’Assessore alla legalità, Alfonso Sabella, un metodo per distinguere speculazione e interesse pubblico ma la nostra proposta è rimasta inascoltata.
Come diciamo da allora, per risolvere la questione è necessario l’esame delle situazioni caso per caso e prendere provvedimenti per aiutare chi ha rispettato le leggi e, parallelamente, revocare le concessioni a chi non lo ha fatto. Esattamente l’opposto della logica del “regolarizzare per quanto possibile” e dell’individuare “procedure idonee a sanare le criticità riscontrate”.
Ci sono casi di concessionari che da anni chiedono di collaudare le opere realizzate, di prevedere la concessione del diritto di superficie, di ricontrattare il contenuto delle convenzioni e di prolungare il periodo di ammortamento dei mutui.
In questi casi, il mancato intervento dell’Amministrazione Comunale ha contribuito in maniera determinante al disequilibrio dei relativi piani economico finanziari.
Di occasioni per riportare giustizia e legalità l’Amministrazione Comunale ne ha perse tante ma non è mai troppo tardi. Come ormai gli uffici capitolini sanno bene, siamo a disposizione per lavorare insieme: possiamo iniziare da subito e farlo in veste di volontari, oppure attendere giugno e farlo da amministratori.
“Roma 2024” è uno dei temi più dibattuti della campagna elettorale in corso (ovviamente dopo lo stadio della Roma…). La candidatura della nostra città ad ospitare l’evento sportivo più importante del mondo fa discutere e, naturalmente, fa dividere tra favorevoli e contrari.
C’è chi vede clamorose opportunità di sviluppo non dovremmo lasciarsi sfuggire, per rilanciare l’economia e l’immagine della città, come la creazione di posti di lavoro, gli investimenti in infrastrutture e in strutture sportive. E c’è chi vede altrettanto clamorosi pericoli che dovremmo tenere lontani, come la corruzione (Mafia Capitale), la speculazione (la città del rugby) e le spese incontrollate (la vela di Calatrava).
In realtà la questione è molto più semplice di quanto non si creda, se la si affronta restando nell’ambito delle rispettive competenze. In questo caso, ci interessano le competenze del Sindaco.
Il Sindaco di Roma, da parte sua, ha il diritto (e il dovere) di chiarire che il comune non ha un solo euro in cassa da destinare all’organizzazione dell’evento. D’altro canto si tratta di un evento mondiale, non cittadino, quindi il Sindaco non può negarne lo svolgimento a priori.
Il Sindaco di Roma ha il diritto (e il dovere) di mettere dei paletti ai progetti da realizzarsi. Può (anzi, deve) dire che sul territorio della città non vuole altre opere incompiute, come la già citata vela di Calatrava e le piscine dei Mondiali di nuoto del 2009, o altre opere non durature, come la Cintura Nord dei Mondiali di calcio del 1990 (90 miliardi di lire per un’opera utilizzata otto giorni).
Tutto ciò che è fine ai soli giochi olimpici dovrà essere “biodegradabile”. In pratica, tutto ciò che non è impianto sportivo dovrà essere temporaneo, progettato e realizzato per essere smontato e riutilizzato in qualsiasi altro posto di Roma (o d’Italia o del mondo) al termine dei giochi.
Il Sindaco di Roma può (anzi deve) dire che non ci serve un velodromo come quello costruito per le Olimpiadi del 1960, un impianto dalle dimensioni e dai costi di gestione giganteschi (aveva quasi 20 mila posti a sedere), rimasto inutilizzato dal 1968 e poi demolito nel 2008 perché costruito su un’area instabile.
A Roma servono impianti che, una volta terminati i giochi, non avranno nient’altro che il campo da gioco (o la pista dove pedalare, o la piscina dove nuotare) e gli spogliatoi dove cambiarsi: degli impianti per la pratica dello sport, non per l’intrattenimento sportivo, che qualsiasi associazione sportiva potrà prendere in concessione e gestire.
La raccolta differenziata a Roma aumenta di anno in anno e la comunicazione politica ne esalta puntualmente i numeri. L’immagine ne fornisce un chiaro esempio: l’ex Assessore all’ambiente, Estella Marino, riportando i dati sull’incremento della raccolta differenziata (passata dal 24,7% del 2011 al 37,5% del 2014) comunica ai cittadini
Il nuovo modello per la raccolta ha raggiunto a fine 2014 oltre 1,8 milioni di cittadini consentendo di guadagnare nel 2014 quasi 650 mila tonnellate di materiali.
Ebbene dovete sapere che c’è una piccola omissione in questo messaggio. Ovvero che “per trasformare la spazzatura in una risorsa” come dice l’ex Assessore, i rifiuti si devono recuperare. Per “guadagnare” dai rifiuti, dopo averli raccolti, bisogna venderli ai consorzi di recupero.
Quello che non vi hanno mai detto è che in questi anni, nonostante l’aumento della raccolta differenziata, la gestione dei rifiuti a Roma non ha portato alcun beneficio né all’ambiente né alle tasche dei romani.
Infatti, gli stessi dati di AMA ci dimostrano che in questi anno l’aumento della raccolta differenziata è rimasto fine a sé stesso. Basta leggere il Bilancio AMA 2010 e il Bilancio AMA 2014 per verificare che le quantità raccolte sono quasi raddoppiate, passando da 370 mila a 648 mila tonnellate (+75,4%), mentre i ricavi derivanti dal recupero di materiali da raccolta differenziata sono rimasti sostanzialmente invariati, passando da 7,7 a 7,9 milioni di euro (+2,3%).
| AMA spa | 2009 | 2014 | 2009/14 |
| Raccolta indifferenziata (t) | 1.420.197 | 1.089.434 | -23,3% |
| Raccolta differenziata (t) | 369.740 | 648.370 | 75,4% |
| Raccolta differenziata (%) | 20,7% | 37,3% | |
| Ricavi – recupero materiali da raccolta diff. (€) | 7.702.604 | 7.878.733 | 2,3% |
| Ricavi – recupero materiali da raccolta diff. (€/t) | 20,83 | 12,15 | -41,7% |
In pratica, tutti gli sforzi dei cittadini che hanno differenziato e degli operatori dell’azienda che hanno raccolto sono stati quasi del tutto vanificati dal mancato controllo da parte della politica su ciò che è accaduto ai materiali recuperati.
I Sindaci e gli Assessori che in questi anni si sono lodati per i risultati raggiunti in termini di percentuale di raccolta differenziata
la percentuale di raccolta differenziata raggiunta a Roma a fine 2014 (43%) è tra le percentuali più alte d’Europa e cresce molto più velocemente delle grandi città italiane (Estella Marino)
non si sono mai preoccupati di controllare che fine stesse facendo il materiale raccolto.
Se i romani lo vorranno, a partire dal prossimo giugno lo faremo noi.
Oggi si apprende dalla stampa che Tronca, il Supercommissario nominato dal PD, ha denunciato l’esistenza di immobili di pregio di proprietà del comune dati in affitto a pochi euro al mese (Roma, «Casa vista Fori a 23 euro al mese»: Tronca denuncia nuova affittopoli).
“E mo basta!!” (cit. Andrea Tardito). Ma quante volte bisogna denunciare prima di arrivare a risolvere? Affittopoli non è “nuova” per niente.
Il Supercommissario, non contento, aggiunge che:
sono in corso ulteriori accertamenti al fine di verificare se vi siano occupazioni abusive
Beh, credo che sia ora di finirla di prendere per i fondelli, lo sanno tutti che gli immobili comunali sono occupati abusivamente. Persino Marino, che non si è certo distinto per acume, se n’era accordo.
Già allora, quando il Sindaco comunicò di aver trovato 743 abusivi nelle case popolari, feci notare che denunciare è una furbata: “ora che li hai trovati, che aspetti a cacciarli, Sindaco? Speri che se ne vadano da soli?”
E, infatti, non è stato cacciato nessuno. Così come oggi: Tronca denuncia, ma non risolve niente. I contratti di affitto a pochi spicci dice di averli individuati, mica di averli rescissi.
Il commissario, spiega una nota del Comune,
si è avvalso della segreteria Tecnica che, nell’ambito di un più vasto controllo teso a pervenire ad un censimento esaustivo, ha fino ad oggi estrapolato 574 dati riferibili alle locazioni in essere nel I Municipio
Ma come? Oggi, il 2 febbraio 2016, stiamo ancora aspettando un censimento esaustivo? Ricordo che il 22 marzo 2014 Marino annunciava “Siamo all’80% del nostro censimento del patrimonio immobiliare” (Salva Roma, 600 immobili in vendita). Da allora il PD ha governato per altri due anni, prima con Marino e poi con Tronca, e ancora non è riuscito ad arrivare a un risultato concreto?
Smettetela con questa propaganda e con la politica degli annunci del nulla. Siamo stanchi delle denunce dei problemi, vogliamo le loro soluzioni.
Sono passati tre mesi dall’arrivo di Tronca al governo della città. Facendo un collage delle notizie che appaiono oggi sulla prima pagina del Corriere della Sera di Roma si legge:
- Le falle della sicurezza alla Stazione Termini
- Incidente mortale a Casilina, in tilt i treni dei pendolari
- Smog, stop ai veicoli più inquinanti. Inutile, serve il blocco totale
- Strade alberate e parchi in crisi. Ora solo emergenze
- Roma lido in tilt per treni fermi: sui social la rabbia dei pendolari
- Roma, le case del comune a 5 centesimi al mese
- Caos canili, vertice in Campidoglio. Quando la Parrelli disse “È mafia”
Per chi se lo fosse scordato, è bene ricordare che il Commissario straordinario Francesco Paolo Tronca da tre mesi ha carta bianca. Infatti, a differenza del Sindaco, non deve nemmeno rendere conto in consiglio comunale.
Per chi se lo fosse scordato, è bene ricordare che Tronca è stato nominato da Renzi, ovvero dal Partito Democratico, annunciando trionfalmente “Restituiremo fiducia ai cittadini”.
Sono curioso di conoscere quali scuse si inventeranno la prossima volta.
Nel 2016 per viaggiare con i mezzi pubblici i paesi sviluppati usano i biglietti elettronici: si possono acquistare in ogni stazione della metro e sono ricaricabili. Il costo del viaggio dipende dalla distanza tra il punto di partenza e quello di arrivo, sia per la metropolitana che per gli autobus.
È un metodo semplicissimo e dai molteplici vantaggi. Innanzitutto rende conveniente per tutti utilizzare i mezzi pubblici. Chi li utilizza molto, e per lunghe distanze, può acquistare degli abbonamenti. Chi invece li usa poco, o per brevi distanze, non è costretto ad acquistare un biglietto con un prezzo fisso sia per chi percorre 500 metri sia per chi deve andare dall’altro lato della città. In tal modo, un viaggio di poche fermate potrebbe essere gratis (o quasi gratis).
Secondariamente, è un metodo a prova di furbi. Per entrare ed uscire dalla metro devi superare dei tornelli, che scalano il credito dal tuo biglietto elettronico quando timbri l’uscita (se, quindi, lo hai caricato con un importo non sufficiente resti dentro…). Per entrare sull’autobus devi timbrare la macchinetta accanto all’autista, che verifica che tu abbia credito a sufficienza per arrivare fino al capolinea, e quando scendi timbri l’uscita dal bus (e conviene farlo, perché altrimenti ti viene scalato il credito per tutta la tratta, fino al capolinea).
I vecchi biglietti, quelli che, tanto per fare un esempio, costavano 1,50 euro anche se devi scendere dopo una sola fermata, sono un lontano ricordo di 35 anni fa. I giovani, in effetti, non li hanno proprio mai visti!
Ecco invece il benvenuto di Roma ai turisti che vengono a visitarla. Ma, soprattutto, a tutti i suoi poveri abitanti. Un biglietto elettronico (lo possiamo persino pagare con il cellulare: siamo davvero dei geni nello sfruttare i benefici della tecnologia!) che però funziona, nella sostanza, esattamente come se fosse un arcaico biglietto di carta.
Mentre pensate al perché siamo rimasti indietro di 35 anni, godetevi un viaggio nel futuro, che per molti è già il presente.
Cosa accade in un’area che ha ospitato un insediamento abusivo dopo lo sgombero? Resta una discarica.
Queste foto sono state scattate all’interno del Parco Regionale Urbano del Pineto, tra via Eugenio Frate e via di Valle Aurelia, durante un’escursione guidata da Luigi Plos.
Per chi non lo sapesse, il parco fa parte delle aree protette (per modo di dire, evidentemente…) gestite da RomaNatura, un ente di cui ribadisco la totale inutilità: anche in questo caso la sua esistenza è controproducente, come quando ha autorizzato il passaggio di una gara di mountain bike nella riserva integrale.
Gli sgomberi effettuati in questa modalità non producono alcun effetto positivo, né per l’ambiente, né per la sicurezza. Le tonnellate di materiale accumulato negli anni da chi ha abitato la zona, che non sono state rimosse, hanno dato vita ad una discarica abusiva; mentre l’abbandono dell’area, che comunque continua a non essere vissuta da nessun cittadino, avrà come conseguenza il ritorno di nuovi insediamenti.
Tramite la Commissione per la razionalizzazione della spesa abbiamo verificato che spendiamo 2 milioni di euro l’anno per ottenere risultati come questo:
Ps. Questa montagna di rifiuti rende quasi inaccessibile il laghetto nel parco del Pineto (foto qui sotto), fonte di ristoro ben conosciuta dagli uccelli migratori, che vi si fermano ogni anno durante le loro traversate di migliaia di chilometri, ma luogo praticamente ignoto per gli umani che vi abitano a poche centinaia di metri. E forse, visti gli effetti di alcuni uomini sulla natura, è meglio così…
Cinque mesi fa il Nando Martellini è stato chiuso per effettuare il rifacimento della pista.
Sono passati quattro mesi dalla nostra interrogazione che chiedeva, con preoccupazione, informazioni sull’affidamento dell’impianto (In arrivo la gara per l’affidamento del Nando Martellini), sono passati più di due mesi dalla conclusione dei lavori (Opere pubbliche completate rispettando costi e tempi: “miracoli” a 5 stelle) e dalla nostra proposta per l’apertura dello stadio (Lettera all’Assessore Marinelli per l’apertura del “Nando Martellini”), è passato un mese dall’annuncio della “riapertura certa” (15 giorni per riaprire lo stadio) fatto dal duo Marinelli-Celli.
Oggi lo stadio è ancora chiuso e, notizia fresca fresca, la soluzione magica proposta da Marinelli-Celli per la riapertura certa dell’impianto è stata rigettata dalla Ragioneria Generale. La Direzione Sport, infatti, dopo aver lavorato un mese per dare seguito a quella soluzione, scrive:
purtroppo il provvedimento di istituzione dell’albo preparato da questo ufficio non è stato ritenuto meritevole di approvazione dalla ragioneria generale del comune, che ritiene che tale provvedimento sia in variante all’attuale regolamento comunale e pertanto necessiti di approvazione del Consiglio Comunale, e cioè ad oggi di approvazione da parte del commissario straordinario del comune.
Ne consegue che il provvedimento sarà riproposto sotto forma di delibera di consiglio comunale, ma i tempi di approvazione si allungano considerevolmente, anche perché ad oggi non è ancora stato nominato il sub commissario allo sport, pertanto siamo privi di un interlocutore “politico” dedicato alla materia.
Eppure le soluzioni possibili sono infinite e si possono attuare subito. Basta fare le cose semplici, seguendo i regolamenti (ma è così difficile rispettare le regole?), senza andare alla ricerca di “trovate geniali” più complicate, più lente da realizzare e che, poi, si rivelano pure non percorribili.
Spero che, senza gli ostacoli della politica, gli uffici riescano a dimostrare che la voglia e le capacità per offrire ai cittadini dei buoni servizi ci sono. Ho scritto ancora una volta per offrire aiuto, suggerendo quella che a me sembra la soluzione più vicina possibile (e che il regolamento consente) alla proroga della proroga dell’affidamento diretto (che, invece, è vietata). Sarà la volta buona?
Gentile Dott.ssa,
ho appreso del veto imposto dalla ragioneria all’istituzione dell’albo delle associazioni finalizzato alla riapertura del Nando Martellini. La situazione sta davvero scivolando nel tragicomico e, sinceramente, dopo aver rincorso Pancalli, poi Masini e infine la Marinelli, non possiamo ricominciare di nuovo daccapo con Tronca e il sub commissario allo sport che forse non ci sarà mai.
La soluzione ponte, per aprire l’impianto in attesa del nuovo consiglio comunale, va trovata adesso. L’unico divieto imposto dal regolamento è la proroga della proroga dell’affidamento temporaneo, un affidamento temporaneo a qualsiasi altro soggetto che non sia il precedente concessionario è possibile. La cosa più semplice? Un’ati di associazioni con a capo la Fidal. Sono disponibile a fare da tramite con le associazioni, che ci contattano ormai quotidianamente, e con la Fidal stessa. Se volete accettare la nostra offerta aiuto basta un cenno.
Un parcheggio per i dipendenti che vengono a lavoro in bicicletta ed uno spogliatoio ad essi dedicato, per cambiarsi prima di salire in ufficio.
I nuovi servizi costituiscono un’azione concreta sostenuta dall’Amministrazione per incrementare il numero di dipendenti che sceglieranno, in futuro, di usare la bicicletta per venire al lavoro: una piacevole e salutare abitudine quotidiana a vantaggio di se stessi e dell’ambiente.
Ogni ciclista ha diritto ad avere la chiave dello spogliatoio, dove sono presenti degli armadietti per lasciare il proprio cambio.
Sembra di essere a Copenaghen o in una ipotetica città dei sogni del futuro e invece siamo a Roma e tutto ciò è realtà, oggi, per i dipendenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Non riesco ancora a crederci eppure è proprio così: ho appena preso la mia copia delle chiavi.
Ripensare le proprie scelte di trasporto, cambiare le abitudini in senso più eco-sostenibile, scegliere la bicicletta, se possibile, può essere più semplice di quanto si pensi.
Parola di MEF. Ed anche mia! 🙂


















