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I romani pagano il più costoso dei mondi possibili

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scritto insieme a Virginia Raggi e Stefano Vignaroli

Il 5 gennaio abbiamo partecipato alla manifestazione pubblica davanti a Malagrotta ed abbiamo ascoltato le (false) promesse elettorali di Alemanno, che ha rassicurato per l’ennesima volta i cittadini di Malagrotta, ormai esasperati da decenni di malapolitica, garantendo che non ci saranno altre discariche in quella zona. L’ormai ex Sindaco, in pratica, è fiero di promettere che continueremo a gettare i rifiuti in discarica, semplicemente un po’ più lontano e con l’aggiunta di qualche nuovo inceneritore. In pratica rovesciando le direttive europee che impongono come priorità la riduzione ed il riciclo.

Tale promessa, oltre a scontentare tutti i cittadini che sono interessati alla difesa dell’ambiente, scontenta anche coloro i quali sono solo interessati alla difesa dei propri risparmi. Infatti, lo smaltimento in discarica costituisce la scelta gestionale meno economica per i cittadini: non a caso, le tariffe per il servizio rifiuti, in conseguenza di questa pessima pianificazione, sono aumentate in passato e aumenteranno ancora di più in futuro.

Il 27 dicembre abbiamo appreso dai giornali la notizia del rinvio della chiusura della discarica di Malagrotta. Ciò che non sappiamo è l’ammontare della multa che i romani dovranno pagare per la procedura di infrazione che la Comunità Europea aprirà in conseguenza del rinvio e il prezzo che i romani dovranno pagare per il conferimento in discarica dei loro rifiuti.

Ama è una società partecipata al 100% dal comune di Roma, quindi è di proprietà dei cittadini, eppure i cittadini non sanno nulla dei contratti che stipula. Nessuna notizia traspare dal comune di Roma, né dal sito dell’AMA. Sembrerebbe, però, che i costi per la raccolta indifferenziata ed il conferimento in discarica (più la multa) siano di molto superiori a quelli ipotizzabili per la raccolta differenziata meno gli introiti che frutterebbe il riciclo di questi rifiuti/materiali attraverso impianti di riciclo e un mercato delle materie prime seconde recuperate.

AMA, invece, non ha nemmeno un piano industriale di riconversione degli impianti di trattamento meccanico biologico per recuperare ulteriori materiali da riciclo dall’indifferenziato (attualmente sono utilizzati per la produzione di combustibili da rifiuti, ovvero materiale da bruciare negli inceneritori o semplice tritovagliazione) e non ha in programma la costruzione di impianti di riciclo e compostaggio (Maccarese è satura) ma solo di inceneritori e discariche. Consideriamo una contraddizione che AMA si occupi della raccolta dei rifiuti ma abbia prevalentemente discariche e inceneritori.

Tornando ai costi dello smaltimento in discarica, rileviamo che AMA ha adottato un Codice Etico nel quale all’art. 3 dichiara che “ai fini della realizzazione del principio della trasparenza, tutti i soggetti destinatari del Codice si impegnano a fornire le dovute informazioni, in modo chiaro, completo e accurato” ed anche che “il principio di efficienza si concretizza attraverso l’impegno a perseguire la migliore qualità professionale secondo gli standard più avanzati di ciascun settore e profilo di attività lavorativa. Inoltre, è necessario un corretto adempimento dei doveri e degli obblighi, realizzato anche attraverso la ricerca di economicità ottimale nelle prestazioni e nei servizi resi”.

Appellandoci, quindi, al principio di trasparenza, in qualità di cittadini romani chiediamo formalmente ad AMA di fornirci la copia delle tabelle di costo del conferimento dei rifiuti in discarica per poter effettuare un confronto con i costi dello smaltimento differenziato e poter così contribuire alla realizzazione di quel principio di efficienza del servizio pubblico offerto volto al raggiungimento dell’economicità ottimale nei servizi resi alla collettività indicata nel predetto Codice Etico.

Il nostro autofinanziamento

Siamo alla vigilia di una campagna elettorale che potrà cambiare il corso della storia italiana (e non solo).

Il Movimento 5 Stelle sarà presente alle elezioni nazionali, con i candidati selezionati on line tramite le parlamentarie, alle quali ogni cittadino ha potuto partecipare senza pagare un centesimo. I partiti, invece, in alcuni casi hanno chiesto il pagamento di 4 euro (2 per il primo turno e 2 per il ballottaggio) per scegliere tra una ampia rosa di cinque nomi, in altri presenteranno direttamente le liste decise a tavolino dal loro grande capo.

Il Movimento 5 Stelle sarà presente alle elezioni Regionali del Lazio, con i candidati che sono stati selezionati on line ed anche alle elezioni comunali di Roma, con i candidati che saranno selezionati on line.

La campagna elettorale che vedrà protagonisti i Cittadini in Movimento sarà portata avanti da tutti gli attivisti e simpatizzanti che vorranno dedicare il loro tempo libero alle attività necessarie e non poggerà sul finanziamento preso da soldi pubblici, poiché il Movimento 5 Stelle rifiuta i rimborsi elettorali. Pur risparmiando su tutti i costi non necessari, come ad esempio quelli per la stampa dei manifesti elettorali (abusivi), dovremo comunque affrontare delle spese (ad es. il montaggio di ogni palco costerà circa 1.500 euro, il pagamento di ogni autenticatore per la raccolta delle firme costerà 20 euro l’ora).

L’improvvisa e imprevista sovrapposizione delle campagne elettorali nazionali e regionali e comunali potrebbe richiedere quindi diverse migliaia di euro. Questi fondi provengono dalle donazioni volontarie di attivisti e cittadini verso il Comitato Cittadini in Movimento.

Ognuno contribuisce come e quando può: chi rinuncia a una birra, chi a un taglio di capelli, chi a una rivista. Per chi può aderire alla nostra campagna di autofinanziamento on line e fare una donazione a favore del Movimento 5 stelle di Roma questo è il momento giusto

Grazie a tutti.

Cittadini in Movimento

Storia di una cittadina espropriata e abbandonata

 

Può accadere in Italia, a Roma, di acquistare una casa e, dopo qualche anno, non sapere più se si ha il diritto di accedervi.

Può accadere in Italia, a Roma, di essere proprietari di un terreno a rischio frana e non poter intervenire perché i lavori di manutenzione sono sanzionati in quanto considerati abusivi.

Siamo ai confini della Riserva Naturale dell’Insugherata, in una zona dove gli stessi abitanti non sanno se sia stato dichiarato il regime di riserva integrale, ovvero terreno inaccessibile a chiunque. Una riserva naturale integrale è, infatti, un’area protetta nella quale non sono ammesse attività antropiche di nessun tipo, ad eccezione della ricerca scientifica, e non vi si eseguono interventi di alcun genere: ad esempio, se un albero cade viene lasciato dov’è: il cambiamento di destinazione dell’area, da terreno agricolo a riserva integrale, comporta quindi che chi abita su quel terreno, per entrare in casa debba infrangere la legge.
I proprietari dei terreni, che non hanno ricevuto nessuna comunicazione, hanno appreso la notizia solo in via informale: “sono andata all’ufficio tecnico, ho trovato una giovane ingegnere donna, e dico: guardi, vorrei sapere diritti, doveri, quello che devo fare, quello che non devo fare, e lei mi fa: mi dispiace signora ma la sua zona adesso è riserva integrale”.
Per di più, essendo il terreno a rischio frana e confinante con l’accesso pubblico al parco, nel caso di un cedimento la responsabilità penale è del proprietario del terreno: “in undici anni abbiamo avuto tre frane” “se ci scappava il morto, poi, passavo i guai”. Poichè, però, la legge impedisce qualsiasi tipo di intervento, per effettuare dei lavori di consolidamento bisogna richiedere il nulla osta e se, come accade, le Istituzioni non rispondono (“il destino di questa ultima raccomandata che ho inviato è che, come al solito, non mi hanno risposto”), ci si trova di fronte a un bivio: incorrere in una sanzione amministrativa certa oppure rischiarne una penale.

È il metodo Equitalia che avanza: lo Stato che si fa forte con i deboli e ignora le richieste del semplice cittadino, sulla base del “io sono io (le Istituzioni) e voi non siete niente (i cittadini)”.

Se anche tu ha vissuto l’abbandono delle istituzioni e hai una storia da raccontare, scrivila nei commenti o contattaci tramite la mail municipio19@roma5stelle.org o la pagina facebook del Municipio XIX.

Ci vediamo in Municipio (ma anche in Comune e in Regione), sarà un piacere.

Cittadini in Movimento del Municipio XIX

Viaggio nel programma che era stato promesso, quarta puntata: la viabilità

Proseguiamo il nostro viaggio appassionante nelle promesse non mantenute, a destra così come a sinistra, nel Municipio XIX. Oggi si parla di viabilità e nel paragrafo intitolato La sinistra al governo del Municipio leggiamo “La contestatissima modifica della disciplina, provvisoria e sperimentale, del traffico che ha interessato Via Torrevecchia, Via Pietro Maffi e le vie limitrofe sta per essere completamente rivista. Il Municipio, in attesa del collegamento viario tra via Trionfale altezza Santa Maria della Pietà e Via Boccea […] ha deciso di intervenire con le modifiche contestate sia dall’opposizione che dai cittadini”. Andando avanti nella letture del Programma (deliberazione n. 17 del Consiglio municipale del 29 maggio 2008 – Programma del Presidente del Municipio Roma 19), i componenti della giunta di desta dedicano parole di fuoco ai loro predecessori di sinistra “I cittadini hanno verificato incapacità della maggioranza di centrosinistra che ha governato il Municipio, maggioranza che non ha saputo far finanziare opere significative per il municipio, quali la realizzazione della Trionfale bis […] In due anni di governo la sinistra non è riuscita a realizzare il parcheggio a servizio degli impiegati e dei cittadini che si recano nella nuova sede del Municipio”.
Iniziamo l’analisi di come sono andare le cose con la destra al governo del Municipio evidenziando subito che i cittadini stanno quotidianamente verificando l’incapacità della maggioranza di centrodestra, la quale in quattro anni di governo non è riuscita a realizzare il parcheggio a servizio degli impiegati e dei cittadini che si recano nella nuova sede del Municipio.
Passando agli impegni veri e propri, leggiamo nel testo del Programma quanto ha scritto la giunta di destra riguardo la “realizzazione della Trionfale bis dal Santa Maria della Pietà al Grande Raccordo Anulare. Il progetto, promosso dalla giunta Rutelli, ha visto la resistenza della sinistra estrema che è riuscita a bloccarne la realizzazione. Infatti, mentre per il tratto Santa Maria della Pietà – Via Boccea la realizzazione passerà attraverso gli art. 11 Torrevecchia, la parte riguardante il tracciato che dal S. Maria della Pietà raggiunge il Raccordo è stata bloccata per non compromettere l’integrità del terreno assegnato alla Cooperativa Cobragor. Un nostro emendamento al DPEF per il 2008-2010 ha reintrodotto la realizzazione del progetto. Vedremo se il Consiglio darà seguito a quanto approvato o se alla fine prevarranno le solite logiche clientelari“. Eh già, lo abbiamo visto il seguito che è riuscito a dare il Consiglio: la realizzazione del tratto Santa Maria della Pietà – via Boccea, nel 2008 era praticamente cosa fatta, grazie al fatto che sarebbe passata attraverso gli art. 11 Torrevecchia, talmente fatta che forse se ne sono dimenticati… oppure hanno prevalso le solite logiche clientelari? I cittadini, la cui partecipazione alle decisioni del municipio costituisce il cuore della strategia governativa della giunta di destra, vorrebbero esserne resi partecipi.
Chiudiamo con il fiabesco scenario futuro che dipinge il presidente Milioni nel Programma presentato ai cittadini del municipio: “La realizzazione della Trionfale bis permetterà il raggiungimento del Grande Raccordo Anulare del passante a nord ovest, cioè la galleria Giovanni XXIII, e di seguito Ponte Milvio e Piazza Mazzini senza intralciare e senza pesare sul traffico già caotico di Monte Mario”. E chiediamo: cosa vi colpisce di più tra l’incapacità a posteriori (il non essere riusciti a realizzare nulla di ciò che si era promesso) e la dappocaggine a priori (l’aver messo per iscritto delle promesse con la consapevolezza che non si sarebbero realizzate)? Cara vecchia classe politica, per voi è finita: la rete non dimentica e i cittadini in MoVimento sono pronti ad indicarvi l’unica corsia preferenziale dove andare.

Cittadini in Movimento del Municipio XIX

Viaggio nel programma che era stato promesso, terza puntata: l’ascolto dei cittadini

“Partire dal modo in cui la maggioranza di sinistra ha trascurato i problemi del territorio ed ha finito per tradire le aspettative dei suoi elettori, ci ha aiutati a capire il quadro, a noi favorevole, nel quale dovevamo sviluppare la nostra campagna elettorale” (deliberazione n. 17 del Consiglio municipale del 29 maggio 2008 – Programma del Presidente del Municipio Roma 19). Certo non è bello da parte della maggioranza di destra dichiarare apertamente che il proprio unico interesse sia stato sviluppare la campagna elettorale ma questa è la caratura dei nostri politici e ne prendiamo atto. Il Programma prosegue precisando che “La sinistra, mentre straparlava di partecipazione, ha realizzato una modifica della viabilità in un quartiere importante come Torrevecchia, senza ascoltare nessuno”, mentre la destra ha straparlato di partecipazione dicendo che “Essa è il cuore della strategia che intendiamo darci per contribuire allo sviluppo del nostro territorio. Ciò implica la costruzione di un nuovo, più maturo e più forte, rapporto tra elettori ed eletti”.
Vediamolo, dunque, il cuore della strategia per lo sviluppo del territorio del municipio come si sarebbe dovuto realizzare e come, poi, NON si è realizzato. “Per costruire questo nuovo e più forte rapporto tra elettori ed eletti il Presidente assumerà in prima persona l’impegno a garantire una corretta e costante informazione dei cittadini sulle opportunità che l’amministrazione offre, attraverso gli sportelli già esistenti ed il loro ampliamento, rilanceremo quello antiusura ed apriremo lo sportello donna”. Sugli sportelli al cittadino abbiamo già avuto modo di scrivere in passato oggi ci limitiamo a ricordare, rivolgendoci direttamente ad ogni elettore, che il Presidente Milioni ti ha promesso una corretta e costante informazione; rivolgendoci direttamente ad ogni cittadino bisognoso di prestiti, che il Presidente Milioni ti ha promesso uno sportello specifico; rivolgendoci direttamente ad ogni donna, che il Presidente Milioni ti ha promesso uno sportello specifico.
La giunta di destra ha straparlato di partecipazione con altri due impegno solenni: “affiderò ad un giovane una specifica delega per l’Istituzione del Consiglio dei Giovani” e, ancora, “Istituire la Consulta della Cultura e quella dello Sport, assicurando la partecipazione delle Associazioni, delle Cooperative, delle società sportive e delle realtà di base presenti nel nostro territorio”. Anche in questo caso, vogliamo ricordare, rivolgendoci direttamente ad ogni giovane, che la giunta di destra ti aveva promesso un Consiglio specifico e, rivolgendoci direttamente ad ogni sportivo, che il Presidente Milioni ti ha promesso una Consulta specifica.
A questo punto, ci sarebbe piaciuto ricordare i tanti eventi organizzati, promossi o patrocinati in questi quattro lunghi anni dal nostro municipio per i giovani, per le donne, per lo sport, per la cultura; ci sarebbe piaciuto ricordare i tanti momenti nei quali il municipio ci ha coinvolti per prendere parte a importanti decisioni sulla viabilità o sulla sicurezza nel nostro quartiere. Lasciamo che sia ogni singolo cittadino a giudicare, sulla base della propria esperienza, se la giunta di destra sia stata in grado di realizzare quello che era il cuore della loro strategia. Secondo noi non è giusto dire che non sono stati in grado, la verità è che non hanno mai voluto la partecipazione dei cittadini: la rete non dimentica, oltre alla mancata approvazione del Regolamento municipale (uno strumento fondamentale per consentire la piena partecipazione dei cittadini, che il nostro municipio non ha ancora approvato), le NON risposte alle 10 domande sul parco del Pineto.

Puntate precedenti

Prima puntata: inizia il viaggio…

Seconda puntata: il trasferimento degli uffici amministrativi

Viaggio nel programma che era stato promesso, seconda puntata: il trasferimento degli uffici amministrativi

Riprendiamo il viaggio nel programma elettorale che la Giunta di destra si era impegnata a realizzare nel 2008. Come anticipato nella prima puntata, oggi parleremo del trasferimento degli uffici nel complesso del Santa Maria della Pietà.
Nelle premesse del Programma, Milioni ha lanciato accuse verso la precedente Giunta di sinistra perché non era stata capace, in due anni, tra il 2006 e il 2008, a completare il trasferimento che era stato avviato dalla destra: “Per quanto riguarda il trasferimento del Municipio, la sinistra ci ha detto di tutto e di più accusandoci di aver voluto anticipare lo spostamento di parte degli uffici per motivi elettorali […]. I fatti dimostrano il contrario. A distanza di due anni la parte restante è ancora in via Battistini, naturalmente in fitto passivo” (deliberazione n. 17 del Consiglio municipale del 29 maggio 2008 – Programma del Presidente del Municipio Roma 19).
Successivamente, il Presidente Milioni precisa che “Quale primi provvedimenti realizzeremo il parcheggio posto all’entrata del S. Maria della Pietà, l’istituzione della navetta ed il completamento del trasferimento della sede municipale per evitare i continui spostamenti del personale tra via Battistini ed il S. Maria della Pietà”.
Sono trascorsi ormai più di quattro anni ed i primi provvedimenti non sono ancora stati realizzati. Lì dove al sinistra aveva fallito, la destra ha fatto lo stesso. Ci avviamo, ormai, verso la prossima campagna elettorale e siamo certi che non mancheranno le giustificazioni da parte della destra che ha governato il Municipio dal 2008 al 2013, così come non mancheranno le accuse della sinistra che ha governato dal 2006 al 2008. Siamo sicuri che qualcosa si muoverà (e che sarà per motivi elettorali sono loro stessi a dirlo).
La storia si ripeterà, ancora una volta, anche se a parti invertite, e ancora una volta assisteremo ad uno spettacolo già andato in onda. Ci sarà ancora qualcuno disposto a credere alle false promesse della destra? Ci sarà ancora qualcuno disposto a credere alle false contro promesse della sinistra? Crediamo che stavolta sia davvero giunto il momento di dire basta al Piddielle ed al Piddimenoelle: i cittadini sono stufi di essere presi in giro e non essere ascoltati. Ma di questo ne parleremo nella terza puntata del nostro viaggio…

Raccolta differenziata, manca la volontà politica (ovvero, destra e sinistra sono uguali)

“La lentezza con la quale il Comune sta affrontando la politica della raccolta differenziata e l’AMA si sta dotando di impianti industriali per il trattamento e la selezione dei rifiuti, non può essere frutto del caso o del destino. C’è un’evidente scelta politica della sinistra capitolina di favorire e consolidare un sistema di interessi che gravitano intorno al ciclo dei rifiuti, e che vede nella debolezza del soggetto pubblico gestore del servizio l’elemento di garanzia di questo equilibrio dannoso per i cittadini e per l’ambiente.
Le amministrazioni regionali e comunali che si sono succedute non hanno saputo fare niente di meglio che ribadire il monopolio del proprietario privato della discarica di Malagrotta, concedendogli l’ennesimo ampliamento”.
Queste sono le parole autentiche di AleDanno, nel suo programma elettorale “Roma cambia”, presentato ai cittadini romani nel 2008. Dopo oltre quattro anni di scelte politiche della destra capitolina, dopo aver visto Roma tappezzata di manifesti abusivi che nel maggio del 2011 annunciavano la chiusura di Malagrotta (foto 1), la gestione del servizio di igiene urbana a Roma non è cambiata, mentre l’emergenza rifiuti ha continuato ad aggravarsi ed i manifesti abusivi hanno continuato ad essere affissi (foto 2). Infatti, non essendo partita “la raccolta differenziata organizzata per condomini e certificata (a garanzia del corretto compimento dell’intero ciclo)”, uno degli obiettivi che erano stati fissati nel programma presentato dal candidato Sindaco del PDL nel 2008, nel frattempo i rifiuti – ed i relativi costi – hanno continuato ad accumularsi, a tutto vantaggio del monopolio del proprietario privato della discarica di Malagrotta.
Se, dunque, come lo stesso Sindaco AleDanno confessa, la causa dell’emergenza rifiuti a Roma è stata, in passato, e ancora è, oggi, la mancanza di volontà politica, per risolvere il problema basta solo volerlo. Il cambiamento proposto dai partiti lo conosciamo, è quel cambiamento che da ieri (foto 3) ci ha portato ad oggi (foto 4) e, secondo loro, ci porterà a domani (foto 5-6-7).
Cambiare, davvero, si può e si deve ORA.

Manifesto: chiude Malagrotta… e apre Pian dell’Olmo?

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Manifesto: si alla differenziata… perchè non l’avete detto a Veltroni e Rutelli?

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Roma Cambia? ieri…

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Roma cambia? Oggi…

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Roma cambia? Di certo non con voi…

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I costi del NON-recupero e del NON-indifferenziato

Dopo aver visto che l’abbattimento dello smaltimento in discarica si può e si deve realizzare con tempi tecnici rapidi, vogliamo adesso dimostrare che una politica finalizzata al recupero si può e si deve perseguire anche per motivi economici.

In questa pagina analizziamo i costi per la RACCOLTA DIFFERENZIATA. A breve verranno pubblicate le analisi sui costi degli altri 2 punti chiave che si possono e si devono fare ORA: Centri di Riparazione e Riuso, e Impianti di Riciclo.

Utilizzando i dati pubblicati dal Ministero dell’Ambiente e leggendoli per dargli un senso economico, si ottiene una descrizione della realtà completamente diversa di quella che è sempre stata sostenuta da chi ci ha governato: la raccolta differenziata spinta, ci hanno sempre raccontato, non è sostenibile dal punto di vista economico poiché ha dei costi di gestione troppo elevati che farebbero aumentare le tariffe pagate dai cittadini. I numeri dimostrano che è esattamente il contrario.

A tale scopo, analizziamo i dati sulla produzione di rifiuti solidi urbani e sulla raccolta indifferenziata di rifiuti solidi urbani degli ultimi 10 anni, e confrontiamoli con le tariffe applicate alle utenze per il servizio di igiene urbana in oltre 100 comuni italiani.

Elaborando i dati disponibili su base regionale e calcolando la densità di “produzione indifferenziata” di rifiuti, ovvero la somma dei rifiuti raccolti in forma indifferenziata negli ultimi 10 anni divisa per la superficie di ciascuna regione italiana, si osserva che le bollette per il servizio rifiuti sono più basse nelle regioni dove la raccolta differenziata è maggiore. Ciò significa che il costo di gestione del ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani in una determinata superficie territoriale aumenta all’aumentare delle quantità di rifiuti prodotte e raccolte in modalità indifferenziata.

Figura 1 – Correlazione tra produzione di rifiuti indifferenziati e bolletta domestica per Regione [Fonte: MoVimento 5 Stelle Roma, elaborazioni su dati ISPRA]

L’interpretazione di questo fenomeno è quasi banale talmente è evidente: viviamo in un mondo spazialmente limitato e, quindi, quanti più rifiuti produciamo (e non recuperiamo), tanto più non sappiamo dove metterli e, conseguentemente, la loro gestione diventa costosa. In altri termini, il territorio a nostra disposizione ha dei rendimenti decrescenti: per ogni chilo di rifiuto che produciamo e non riusciamo a recuperare, paghiamo un prezzo sempre più alto, soffrendo un problema di congestione che si fa più evidente all’aumentare dello sfruttamento delle risorse (territoriali e ambientali) a disposizione.

Le indicazioni che ci vengono fornite dalle risultanze empiriche confermano le tesi che sono alla base delle politiche, sostenute a livello comunitario, in favore della prevenzione dei rifiuti, ovvero la disincentivazione attraverso provvedimenti volti a penalizzare economicamente o vietare la produzione di materiali e manufatti a ciclo di vita molto breve e destinati a diventare rifiuti senza possibilità di riuso. In particolare, la conferma empirica dell’importanza della possibilità di riuso e della promozione della raccolta differenziata è data dalla lettura combinata del risultato qui illustrato e dell’analisi dei flussi dei rifiuti per ogni singola fase della filiera, che mostra che in Italia viene riciclato il 63,7% dei rifiuti raccolti in forma differenziata mentre con la raccolta indifferenziata si ricicla solo lo 0,9%.

In sostanza, quello che ci hanno sempre raccontato è solo una parte del tutto: se ci fermiamo ad analizzare solo la fase a monte della filiera del ciclo dei rifiuti, ovvero la raccolta, è vero che la differenziata richiede maggiori costi dell’indifferenziata. La filiera, però, ha anche una fase a valle, ovvero il riciclo e lo smaltimento, nella quale la raccolta differenziata (=riciclo) beneficia di costi enormemente minori rispetto alla raccolta indifferenziata (=discarica), la cui economicità più che compensa i maggiori costi iniziali. Se si considerano, quindi, i costi di gestione dell’intero ciclo di vita dei rifiuti, essa si rivela economicamente più vantaggiosa. Come, per l’appunto, dimostrano le tariffe meno elevate che vengono applicate alle utenze residenti nelle regioni che differenziano di più.

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La gestione dei rifiuti in Europa

Alcuni Stati membri UE riciclano oltre l’80% dei rifiuti, a dimostrazione di come sia possibile utilizzarli come una risorsa. Il problema alla radice è che troppo spesso i prezzi dei beni venduti sul mercato non rispecchiano il costo reale del loro smaltimento: se lo facessero, si potrebbe innanzitutto evitare di creare rifiuti.

L’esperienza maturata nei paesi europei più virtuosi (Belgio, Danimarca, Germania, Austria, Svezia e Paesi Bassi conferiscono in discarica meno del 3% dei rifiuti urbani) insegna che il modo ottimale per migliorare la gestione dei rifiuti passa per la combinazione degli strumenti legislativi bilanciati in adeguati incentivi e/o sanzioni:


1. 
IMPOSTE E/O DIVIETI SULLE DISCARICHE E SULL’INCENERIMENTO
I risultati di un recente studio della Commissione Europea* sono inequivocabili: le percentuali di conferimento in discarica e di incenerimento nei paesi in cui sono stati applicati divieti o imposte che hanno innalzato i costi di tali operazioni si sono drasticamente ridotte.

2. SISTEMI “PAGA QUANTO BUTTI”
Tali sistemi si sono rivelati molto efficienti nel prevenire la produzione di rifiuti ed incoraggiare i cittadini a partecipare alla raccolta differenziata.

3. MECCANISMI DI RESPONSABILIZZAZIONE DEI PRODUTTORI
Caricare il costo dello smaltimento di alcuni prodotti a monte del processo produttivo ha consentito di raccogliere e ridistribuire i fondi necessari a migliorare la raccolta differenziata e il riciclaggio.

Per far si che i paesi più arretrati nella gestione dei rifiuti, tra i quali l’Italia, riescano ad allinearsi agli obiettivi raggiunti dai paesi più avanzati, sarebbe sufficiente generalizzare gli strumenti citati a tutti gli Stati membri.

*Fonte: Commissione Europea 16 aprile 2012, “Ambiente: l’alchimia dei rifiuti, come alcuni Stati membri li tramutano in risorsa“.

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Viaggio nel programma che era stato promesso, prima puntata

Il 19 maggio 2008 si è insediato il Presidente del Municipio Roma XIX, Alfredo Milioni (PDL), insieme ai consiglieri eletti a seguito delle elezioni amministrative dell’aprile 2008. Dieci giorni dopo, il 29 maggio 2008, con la Deliberazione n. 17, è stato presentato il Programma che i nostri amministratori si sono impegnati a realizzare nel corso del loro mandato. Per un motivo oscuro, si guarda ai programmi elettorali solo con riferimento al futuro e ai candidati che verranno, mentre ci si dimentica di ritornare su quelle che erano state le promesse con le quali gli attuali eletti furono stati votati in passato.

E’ emblematico, a tal riguardo, il fatto che il sito sul quale fu presentato il programma per Roma del futuro sindaco Gianni Alemanno durante la campagna elettorale del 2008 (www.giannialemanno.info) sia oggi un indirizzo internet in vendita. Con buona pace della trasparenza sbandierata nel programma recentemente approvato dalla Giunta capitolina con la Deliberazione n. 141 del 16 maggio 2012, intitolata “Approvazione del Programma Triennale per la trasparenza e l’integrità 2012-2014”.
In particolare, nelle premesse alla citata Deliberazione si legge che la trasparenza è accessibilità totale, anche attraverso lo strumento della pubblicazione sui siti istituzionali delle Amministrazioni Pubbliche, alle informazioni concernenti ogni aspetto dell’organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all’utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell’attività di misurazione e valutazione svolta dagli organi competenti, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità”.

Non contenti, all’articolo 3.2 della Deliberazione gli Assessori scrivono che “la conoscenza delle funzioni proprie dell’Ente, delle modalità di gestione delle risorse pubbliche, delle iniziative e dei progetti realizzati, è presupposto indispensabile per il pieno esercizio dei diritti civili e politici da parte del cittadino utente, che solo attraverso una corretta e completa informazione potrà agire, nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, in modo consapevole”.
Come abbiamo osservato la settimana scorsa, a questi nobilissimi propositi di trasparenza e partecipazione corrisponde, nei fatti, l’ostinata volontà di rendere il più difficoltoso possibile l’accesso a quello che è l’atto pubblico più importante: il verbale contenente gli impegni presi da chi è stato votato dai cittadini. Infatti, il testo della Deliberazione n. 17 del 29 maggio 2008, recante “Presentazione del documento contenente le proposte di dettagliate linee programmatiche articolate secondo le principali funzioni svolte dal Municipio e relative al mandato”, non è consultabile tramite il sito istituzionale del Municipio XIX.

Il MoVimento 5 Stelle è nato con l’obiettivo di riportare i cittadini al governo della cosa pubblica e, a differenza del sistema dei partiti (come potremo constatare leggendo le parole che essi stessi hanno scritto, destra e sinistra sono uguali), fa seguire fatti concreti ai propri propositi, mettendo a disposizione di tutti i cittadini interessati a partecipare alla buona amministrazione della nostra città, e dei nostri quartieri, il testo della Deliberazione.

Cominceremo il nostro viaggio dalle premesse del Programma, nelle quali si parla del trasferimento degli uffici amministrativi dalla sede di via Mattina Battistini 464, che sono in affitto, al complesso del Santa Maria della Pietà. Vi anticipiamo che, nel 2008, i neo governanti di destra accusavano la precedente gestione di sinistra, che era andata al governo nel 2006, del fatto che “a distanza di due anni la parte restante è ancora in via Mattia Battistini”. Oggi, a distanza di quattro anni, volete provare a indovinare dove si trova la parte restante degli uffici amministrativi non ancora trasferiti al Santa Maria della Pietà? Venite a scoprirlo: il Presidente Milioni sarà in Municipio, il 5 luglio alle 17. Ovviamente in via Mattia Battistini!